Iacopone da Todi - I Cantici - 1558





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IL LINGUAGGIO ESTREMO DI IACOPONE : ESTASI E TERRORE NELLA POESIA MEDIEVALE
Potente testimonianza della sopravvivenza del misticismo medievale nell’età della Controriforma, questa edizione romana del 1558 dei Cantici del beato Iacopone da Todi restituisce una delle voci più radicali, visionarie e linguisticamente incandescenti dell’intera tradizione religiosa italiana. Pubblicata a Roma presso Hippolito Salviano, l’opera non rappresenta una semplice ristampa devozionale, ma un intervento editoriale pienamente inserito nel clima teologico e culturale del secondo Cinquecento: i testi vengono raccolti, ordinati e accompagnati da discorsi interpretativi che ne guidano la lettura e ne disciplinano la ricezione spirituale.
Il risultato è un libro profondamente ambiguo e affascinante: da un lato conserva la violenza mistica, il linguaggio corporale e l’estasi penitenziale del francescanesimo delle origini; dall’altro li incornicia entro una macchina editoriale ormai segnata dalla sorveglianza dottrinale post-tridentina. La parola di Iacopone, nata come grido spirituale e quasi come destabilizzazione del linguaggio stesso, diventa qui testo da meditare, commentare e controllare.
MARKET VALUE
Le edizioni cinquecentesche dei Cantici di Iacopone da Todi sono relativamente rare sul mercato antiquario e mostrano una presenza discontinua, soprattutto in condizioni complete. Gli esemplari dell’edizione romana del 1558 presentano generalmente valori compresi tra 700 e 1.500 euro, variabili secondo stato di conservazione, completezza del testo, qualità della legatura e presenza delle carte preliminari.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura successiva in pieno cartonato rigido marrone. Frontespizio ornato da fregio xilografico, ripetuto in fine volume. Testo disposto in carattere tipografico nitido e regolare, con impaginazione sobria tipica della produzione romana di metà Cinquecento.
Carte con fisiologiche bruniture, fioriture sparse e alcune gore, coerenti con la lunga storia conservativa dell’esemplare. L’ultima carta presenta mancanze marginali anticamente reintegrate, con perdita di piccole porzioni di testo.
Collazione: pp. (2); 24 nn.; 184; 12 nn.; (2).
Conservazione complessivamente buona e stabile, con forte fascino storico-materiale. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione.
FULL TITLE AND AUTHOR
I cantici del beato Iacopone da Todi.
Roma, appresso Hippolito Salviano, 1558.
Iacopone da Todi.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Pochi autori medievali italiani possiedono la forza spirituale e linguistica di Iacopone da Todi. Le sue laudi non sono semplicemente testi religiosi: sono esplosioni verbali, esercizi estremi di annientamento dell’io, immagini violente di decomposizione del corpo, desiderio mistico, fame di assoluto e amore divino portato fino al limite della distruzione interiore.
Nel panorama della letteratura italiana delle origini, Iacopone rappresenta una figura quasi isolata. La sua lingua non cerca l’equilibrio stilistico né l’armonia cortese: procede per scarti, invettive, ripetizioni ossessive, immagini crude e improvvise aperture liriche. In lui convivono la predicazione popolare, la mistica francescana e una tensione visionaria che anticipa, per certi aspetti, sensibilità molto più tarde.
Questa edizione del 1558 è particolarmente significativa perché testimonia la trasformazione della ricezione iacoponica nel pieno della Controriforma. Dopo il Concilio di Trento, la Chiesa avverte la necessità di controllare, guidare e interpretare le esperienze spirituali più radicali. La mistica non scompare, ma viene incanalata entro strutture dottrinali più sicure.
L’inclusione di discorsi esplicativi e apparati interpretativi rivela esattamente questa operazione culturale: il testo di Iacopone continua a essere letto e venerato, ma la sua voce viene mediata, contestualizzata, “sorvegliata”. L’edizione romana diventa quindi un oggetto emblematico della spiritualità post-tridentina: conserva il fuoco medievale ma lo racchiude entro la disciplina teologica del XVI secolo.
Il libro assume così una doppia identità: reliquia della mistica medievale; Strumento pedagogico e devozionale della Controriforma.
Anche dal punto di vista linguistico il volume possiede un’importanza fondamentale. I Cantici conservano uno dei più straordinari esempi di volgare umbro due-trecentesco e documentano una fase cruciale della formazione della lingua poetica italiana prima della canonizzazione petrarchesca.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Iacopone da Todi (ca. 1230–1306), nato probabilmente come Jacopo dei Benedetti, fu poeta, giurista e frate francescano tra le figure più radicali del Medioevo italiano. Dopo una giovinezza agiata e una carriera nel diritto, una drammatica crisi spirituale — tradizionalmente collegata alla morte della moglie — lo condusse a una conversione totale.
Entrato nell’ordine francescano, aderì alla corrente rigorista degli Spirituali, sostenendo un ideale di povertà assoluta e opponendosi apertamente alla gerarchia ecclesiastica. Questa posizione gli costò persecuzioni, incarcerazione e sospetto dottrinale.
Le sue laudi in volgare umbro costituiscono uno dei vertici assoluti della poesia religiosa medievale. Il suo linguaggio, diretto e potentemente corporeo, alterna invettiva, estasi mistica, umiliazione del sé e desiderio di fusione divina. La sua figura rimase per secoli sospesa tra venerazione popolare e inquietudine teologica, contribuendo al fascino straordinario della sua opera.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La tradizione dei Cantici nacque in forma manoscritta tra XIII e XIV secolo, attraverso una trasmissione ampia, instabile e profondamente stratificata. Le prime edizioni a stampa apparvero nel Quattrocento e si moltiplicarono nel Cinquecento, quando il testo venne progressivamente stabilizzato e organizzato secondo criteri editoriali più rigorosi.
L’edizione romana del 1558, stampata da Hippolito Salviano, appartiene pienamente a questo processo di canonizzazione editoriale. Rispetto alle prime stampe, introduce una mediazione interpretativa più marcata, coerente con il clima culturale della Controriforma.
La diffusione dell’opera dovette essere significativa soprattutto in ambienti religiosi, conventuali e colti. I Cantici continuarono infatti a essere letti non solo come testi poetici, ma come strumenti di meditazione e disciplina spirituale. La sopravvivenza relativamente limitata degli esemplari cinquecenteschi riflette anche l’uso intenso e quotidiano che questi volumi ebbero nei secoli.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Adams, Catalogue of Books Printed on the Continent of Europe, J 53.
Brunet, Manuel du libraire et de l’amateur de livres, III, p. 485 (“Belle édition”).
EDIT16, da verificare: Iacopone da Todi, Salviano, Roma 1558.
ICCU/OPAC SBN, registrazioni multiple dell’edizione romana del 1558.
WorldCat, varianti catalografiche dell’edizione.
Contini, Gianfranco, Letteratura italiana delle origini.
Sapegno, Natalino, Il Trecento.
Leonardi, Claudio, Iacopone da Todi e la poesia religiosa medievale.
Getto, Giovanni, Letteratura religiosa del Duecento italiano.
Petrocchi, Giorgio, Storia della letteratura religiosa italiana.
De Bartholomaeis, Vincenzo, La poesia religiosa italiana del Medioevo.
Biblioteca Apostolica Vaticana, fondi di letteratura religiosa volgare del XVI secolo.
Il venditore si racconta
IL LINGUAGGIO ESTREMO DI IACOPONE : ESTASI E TERRORE NELLA POESIA MEDIEVALE
Potente testimonianza della sopravvivenza del misticismo medievale nell’età della Controriforma, questa edizione romana del 1558 dei Cantici del beato Iacopone da Todi restituisce una delle voci più radicali, visionarie e linguisticamente incandescenti dell’intera tradizione religiosa italiana. Pubblicata a Roma presso Hippolito Salviano, l’opera non rappresenta una semplice ristampa devozionale, ma un intervento editoriale pienamente inserito nel clima teologico e culturale del secondo Cinquecento: i testi vengono raccolti, ordinati e accompagnati da discorsi interpretativi che ne guidano la lettura e ne disciplinano la ricezione spirituale.
Il risultato è un libro profondamente ambiguo e affascinante: da un lato conserva la violenza mistica, il linguaggio corporale e l’estasi penitenziale del francescanesimo delle origini; dall’altro li incornicia entro una macchina editoriale ormai segnata dalla sorveglianza dottrinale post-tridentina. La parola di Iacopone, nata come grido spirituale e quasi come destabilizzazione del linguaggio stesso, diventa qui testo da meditare, commentare e controllare.
MARKET VALUE
Le edizioni cinquecentesche dei Cantici di Iacopone da Todi sono relativamente rare sul mercato antiquario e mostrano una presenza discontinua, soprattutto in condizioni complete. Gli esemplari dell’edizione romana del 1558 presentano generalmente valori compresi tra 700 e 1.500 euro, variabili secondo stato di conservazione, completezza del testo, qualità della legatura e presenza delle carte preliminari.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura successiva in pieno cartonato rigido marrone. Frontespizio ornato da fregio xilografico, ripetuto in fine volume. Testo disposto in carattere tipografico nitido e regolare, con impaginazione sobria tipica della produzione romana di metà Cinquecento.
Carte con fisiologiche bruniture, fioriture sparse e alcune gore, coerenti con la lunga storia conservativa dell’esemplare. L’ultima carta presenta mancanze marginali anticamente reintegrate, con perdita di piccole porzioni di testo.
Collazione: pp. (2); 24 nn.; 184; 12 nn.; (2).
Conservazione complessivamente buona e stabile, con forte fascino storico-materiale. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione.
FULL TITLE AND AUTHOR
I cantici del beato Iacopone da Todi.
Roma, appresso Hippolito Salviano, 1558.
Iacopone da Todi.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Pochi autori medievali italiani possiedono la forza spirituale e linguistica di Iacopone da Todi. Le sue laudi non sono semplicemente testi religiosi: sono esplosioni verbali, esercizi estremi di annientamento dell’io, immagini violente di decomposizione del corpo, desiderio mistico, fame di assoluto e amore divino portato fino al limite della distruzione interiore.
Nel panorama della letteratura italiana delle origini, Iacopone rappresenta una figura quasi isolata. La sua lingua non cerca l’equilibrio stilistico né l’armonia cortese: procede per scarti, invettive, ripetizioni ossessive, immagini crude e improvvise aperture liriche. In lui convivono la predicazione popolare, la mistica francescana e una tensione visionaria che anticipa, per certi aspetti, sensibilità molto più tarde.
Questa edizione del 1558 è particolarmente significativa perché testimonia la trasformazione della ricezione iacoponica nel pieno della Controriforma. Dopo il Concilio di Trento, la Chiesa avverte la necessità di controllare, guidare e interpretare le esperienze spirituali più radicali. La mistica non scompare, ma viene incanalata entro strutture dottrinali più sicure.
L’inclusione di discorsi esplicativi e apparati interpretativi rivela esattamente questa operazione culturale: il testo di Iacopone continua a essere letto e venerato, ma la sua voce viene mediata, contestualizzata, “sorvegliata”. L’edizione romana diventa quindi un oggetto emblematico della spiritualità post-tridentina: conserva il fuoco medievale ma lo racchiude entro la disciplina teologica del XVI secolo.
Il libro assume così una doppia identità: reliquia della mistica medievale; Strumento pedagogico e devozionale della Controriforma.
Anche dal punto di vista linguistico il volume possiede un’importanza fondamentale. I Cantici conservano uno dei più straordinari esempi di volgare umbro due-trecentesco e documentano una fase cruciale della formazione della lingua poetica italiana prima della canonizzazione petrarchesca.
BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Iacopone da Todi (ca. 1230–1306), nato probabilmente come Jacopo dei Benedetti, fu poeta, giurista e frate francescano tra le figure più radicali del Medioevo italiano. Dopo una giovinezza agiata e una carriera nel diritto, una drammatica crisi spirituale — tradizionalmente collegata alla morte della moglie — lo condusse a una conversione totale.
Entrato nell’ordine francescano, aderì alla corrente rigorista degli Spirituali, sostenendo un ideale di povertà assoluta e opponendosi apertamente alla gerarchia ecclesiastica. Questa posizione gli costò persecuzioni, incarcerazione e sospetto dottrinale.
Le sue laudi in volgare umbro costituiscono uno dei vertici assoluti della poesia religiosa medievale. Il suo linguaggio, diretto e potentemente corporeo, alterna invettiva, estasi mistica, umiliazione del sé e desiderio di fusione divina. La sua figura rimase per secoli sospesa tra venerazione popolare e inquietudine teologica, contribuendo al fascino straordinario della sua opera.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La tradizione dei Cantici nacque in forma manoscritta tra XIII e XIV secolo, attraverso una trasmissione ampia, instabile e profondamente stratificata. Le prime edizioni a stampa apparvero nel Quattrocento e si moltiplicarono nel Cinquecento, quando il testo venne progressivamente stabilizzato e organizzato secondo criteri editoriali più rigorosi.
L’edizione romana del 1558, stampata da Hippolito Salviano, appartiene pienamente a questo processo di canonizzazione editoriale. Rispetto alle prime stampe, introduce una mediazione interpretativa più marcata, coerente con il clima culturale della Controriforma.
La diffusione dell’opera dovette essere significativa soprattutto in ambienti religiosi, conventuali e colti. I Cantici continuarono infatti a essere letti non solo come testi poetici, ma come strumenti di meditazione e disciplina spirituale. La sopravvivenza relativamente limitata degli esemplari cinquecenteschi riflette anche l’uso intenso e quotidiano che questi volumi ebbero nei secoli.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Adams, Catalogue of Books Printed on the Continent of Europe, J 53.
Brunet, Manuel du libraire et de l’amateur de livres, III, p. 485 (“Belle édition”).
EDIT16, da verificare: Iacopone da Todi, Salviano, Roma 1558.
ICCU/OPAC SBN, registrazioni multiple dell’edizione romana del 1558.
WorldCat, varianti catalografiche dell’edizione.
Contini, Gianfranco, Letteratura italiana delle origini.
Sapegno, Natalino, Il Trecento.
Leonardi, Claudio, Iacopone da Todi e la poesia religiosa medievale.
Getto, Giovanni, Letteratura religiosa del Duecento italiano.
Petrocchi, Giorgio, Storia della letteratura religiosa italiana.
De Bartholomaeis, Vincenzo, La poesia religiosa italiana del Medioevo.
Biblioteca Apostolica Vaticana, fondi di letteratura religiosa volgare del XVI secolo.
