Pietro Fight (1992) - SCHELETRO (2026)





75 € | ||
|---|---|---|
70 € |
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 134994 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Pietro Fight (1992) presenta l’opera originale del 2026, pittura acrilica con matita, intitolata SCHELETRO, nei colori bianco, rosso e nero, 150 × 110 cm, firmata a mano, spedita arrotolata in tubo rigido dall’Italia con Certificato di Autenticità.
Descrizione del venditore
OPERA
Ho deciso di chiamare quest’opera “Scheletro” perché parla di ciò che mostro fuori e di ciò che invece tengo più protetto dentro.
La parte più visibile, costruita con nero, rosso e bianco, è per me come una corteccia o un’armatura: una superficie più forte, materica, che contiene e protegge. Il nero appartiene a questa parte esterna, a ciò che fa da barriera. Il rosso, invece, è l’elemento vitale dell’opera: qualcosa che continua a scorrere sotto la superficie, come un flusso sanguigno.
Dentro la bolla in alto a destra ho scelto di lasciare visibile la parte a matita, senza completarla con il colore. Per me quella zona è lo scheletro del disegno, l’origine del lavoro: una parte più fragile, più sensibile, ma non vuota. Anche lì ho lasciato il rosso, perché per me rappresenta la vita interna.
Il rosso è quindi fondamentale perché è presente sia nella corteccia esterna sia nello scheletro interno: è proprio il sangue, il collegamento tra pelle e ossa. È ciò che continua a muoversi tra la parte che protegge e quella più fragile. In questo senso, “Scheletro” racconta un movimento continuo tra fuori e dentro: una parte esterna che difende e una parte interna più esposta, ma ancora viva.
La firma è nascosta all'interno dell'opera.
••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
ARTISTA
Sono Pietro Fight, artista visivo italiano, classe 1992, con base a Milano. La mia ricerca si colloca nell’ambito dell’astrazione segnica, una linea dell’arte astratta sviluppatasi soprattutto nel secondo dopoguerra, in cui il segno diventa un linguaggio visivo autonomo: non descrive figure riconoscibili, ma costruisce ritmo, densità, tensione e respiro all’interno dell’opera. Il mio lavoro nasce da una scrittura del gesto fatta di moduli circolari e reticoli di segni, con cui cerco equilibrio tra pieni e vuoti, accumulo e sospensione, intensità del segno e zone di silenzio visivo. Lavoro su tela con tecniche diverse, stratificando velature e marcature per mettere in dialogo campiture cromatiche e segno nero; mi interessa sia un bianco e nero serrato, sia l’uso di contrasti cromatici netti.
Questo mio linguaggio nasce nel 2020, durante il periodo del Covid, quando ho trasformato la noia della routine quotidiana in un processo fatto di ripetizione, ritmo e piccole variazioni. Da quel periodo deriva anche la firma “Corona”, traccia diretta di quel tempo (coronavirus). Il segno che traccio è istantaneo e registra la meccanica della mia mente: anche quando appare seriale, varia in base all’umore e al “rumore” interiore del momento. Per questo, pur dentro una grammatica ripetuta, ogni traccia è diversa e ogni opera resta irripetibile.
••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
IMPORTANTE: per motivi di sicurezza e per ridurre i costi di spedizione, la tela verrà inviata arrotolata in un tubo rigido (senza telaio/cornice). La spedizione sarà tracciata; una volta ricevuta, l’opera potrà essere intelaiata da un corniciaio.
È presente un margine di circa 8 cm di tela non dipinta per facilitare l’intelaiatura. Opera unica e originale, firmata sul retro, corredata da Certificato di Autenticità firmato dall’artista (con timbro personalizzato).
Tecnica: pittura acrilica & matita
Dimensioni XL --> 150 x 110 cm (142 × 102 cm)
Per qualsiasi richiesta durante l'asta:
pietrofight.art@gmail.com
OPERA
Ho deciso di chiamare quest’opera “Scheletro” perché parla di ciò che mostro fuori e di ciò che invece tengo più protetto dentro.
La parte più visibile, costruita con nero, rosso e bianco, è per me come una corteccia o un’armatura: una superficie più forte, materica, che contiene e protegge. Il nero appartiene a questa parte esterna, a ciò che fa da barriera. Il rosso, invece, è l’elemento vitale dell’opera: qualcosa che continua a scorrere sotto la superficie, come un flusso sanguigno.
Dentro la bolla in alto a destra ho scelto di lasciare visibile la parte a matita, senza completarla con il colore. Per me quella zona è lo scheletro del disegno, l’origine del lavoro: una parte più fragile, più sensibile, ma non vuota. Anche lì ho lasciato il rosso, perché per me rappresenta la vita interna.
Il rosso è quindi fondamentale perché è presente sia nella corteccia esterna sia nello scheletro interno: è proprio il sangue, il collegamento tra pelle e ossa. È ciò che continua a muoversi tra la parte che protegge e quella più fragile. In questo senso, “Scheletro” racconta un movimento continuo tra fuori e dentro: una parte esterna che difende e una parte interna più esposta, ma ancora viva.
La firma è nascosta all'interno dell'opera.
••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
ARTISTA
Sono Pietro Fight, artista visivo italiano, classe 1992, con base a Milano. La mia ricerca si colloca nell’ambito dell’astrazione segnica, una linea dell’arte astratta sviluppatasi soprattutto nel secondo dopoguerra, in cui il segno diventa un linguaggio visivo autonomo: non descrive figure riconoscibili, ma costruisce ritmo, densità, tensione e respiro all’interno dell’opera. Il mio lavoro nasce da una scrittura del gesto fatta di moduli circolari e reticoli di segni, con cui cerco equilibrio tra pieni e vuoti, accumulo e sospensione, intensità del segno e zone di silenzio visivo. Lavoro su tela con tecniche diverse, stratificando velature e marcature per mettere in dialogo campiture cromatiche e segno nero; mi interessa sia un bianco e nero serrato, sia l’uso di contrasti cromatici netti.
Questo mio linguaggio nasce nel 2020, durante il periodo del Covid, quando ho trasformato la noia della routine quotidiana in un processo fatto di ripetizione, ritmo e piccole variazioni. Da quel periodo deriva anche la firma “Corona”, traccia diretta di quel tempo (coronavirus). Il segno che traccio è istantaneo e registra la meccanica della mia mente: anche quando appare seriale, varia in base all’umore e al “rumore” interiore del momento. Per questo, pur dentro una grammatica ripetuta, ogni traccia è diversa e ogni opera resta irripetibile.
••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••
IMPORTANTE: per motivi di sicurezza e per ridurre i costi di spedizione, la tela verrà inviata arrotolata in un tubo rigido (senza telaio/cornice). La spedizione sarà tracciata; una volta ricevuta, l’opera potrà essere intelaiata da un corniciaio.
È presente un margine di circa 8 cm di tela non dipinta per facilitare l’intelaiatura. Opera unica e originale, firmata sul retro, corredata da Certificato di Autenticità firmato dall’artista (con timbro personalizzato).
Tecnica: pittura acrilica & matita
Dimensioni XL --> 150 x 110 cm (142 × 102 cm)
Per qualsiasi richiesta durante l'asta:
pietrofight.art@gmail.com

