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Luigi Grotto Cieco D'Hadria - Le Orationi Volgari - 1604
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Luigi Grotto Cieco D'Hadria - Le Orationi Volgari - 1604

Le Orationi Volgari di Lvigi Groto Cieco D'Hadria. 1604. In Venetia. 1604, A Sant'Anzolo All'insegna della Verità. 21,5 x 15 cm. (25+43 fogli come Indice completo delle Tavole e Finale dei Capitoli) , (151 + 151), 302 pagine Indicazioni rilevanti per il dettaglio Artistico nel contenuto : 1. Jacopo Tintoretto (attr.), Luigi Groto, ca. 1582, olio su tela, 91 5 101 cm. Municipio, Adria. 2 Luigi Groto a 41 anni, Bulino, 9,3 5 8 cm, in questa Opera delle Orationi Volgari di Luigi Groto Cieco di Hadria, Venezia 1604. Opera con decorazioni di pregio e molto Rara ,. Completa di tutte le Pagine , incluse le Tavole bianche , le presentazioni e gli Indici delle Orazioni per il Lettore. Carta pregiata coeva , ottima la conservazione con alcuni segni di usura per i piatti e il dorso conseguenti l'utilizzo e la lettura nel tempo , internamente il testo presenta piccole mancanze e imperfezioni marginali , ma nulla di rilevante per le tavole e la scrittura dell'Opera completa e Originale. . . Rilegatura del Volume antico Coevo in Pelle , con decorazioni impresse con punzonatura a caldo sul dorso e sui piatti . Bellissimi Fregi dei Capilettera e per le finiture nei Capitoli . Come , in esempio ,per l'Orazione intitolata "Alla Magnifica Accademia Olimpica Vicentina" Splendide decorazioni particolari nelle Orazioni scritte dal Letterato Lvigi Groto detto il Cieco D'Hadria in questa eccellente Opera storica & di letteratura Italiana . Nel Municipio di Adria è conservato un suo ritratto attribuito a Jacopo Tintoretto (1518–1594), che rappresenta Lvigi Grotto detto il Cieco d’Adria (1541–1585), illustre letterato dell’antica città del Polesine (Fig.1) . Il dipinto ha destato l’interesse della critica non tanto per la sua fattura, invero, quanto per l’esplicita raffigurazione della cecità del poeta. Questo tributo artistico dell'epoca apparve singolare , in quanto artisticamente e stilisticamente era consuetudine realizzare le raffigurazioni con " l’exemplum di Apollo e Antigono". Nello stile per non tradire le regole dell’arte, come la ricerca della perfezione , rispettando l’idea che tramite l’imitazione della natura, le persone affette da cecità venivano dipinte unicamente di profilo . Ma non nell'Opera Artistica del Tintoretto che rappresenta Lvigi Groto . La raffigurazione degli occhi privi di luce di Luigi Grotto , nel ritratto conservato ad Adria e le incisioni sulle Orazioni non sono quindi un tributo alla somiglianza , ma il lavoro artistico concreto per la figura visionaria del letterato cieco, per lo scrittore di Adria in riferimento all' infermità fisica è stata elevata mediante il verso ovidiano , in virtù della cultura e per la propria arte poetica. Proprio questa citazione dei Fasti, che traccia le vite parallele di Appio Claudio Cieco, ideatore della via Appia e del primo acquedotto in Roma, e del Cieco d’Adria, che fu l'ideatore dell'Opera per la realizzazione del canale di Porto Viro, che viene correlata nel dipinto al paesaggio fluviale di Adria e che si apre sullo sfondo, suggerendo una lettura contestuale della chiaroveggenza propria del poeta, in chiave celebrativa storica locale e postuma, correlata alla bonifica del Polesine. Forse il verso stesso di Ovidio venne aggiunto successivamente sul ritratto del Tintoretto , per la celebrazione positiva nella riuscita della grande impresa di ingegneria idraulica, per innalzare il Grotto Oratore e Storico di Adria tra i benefattori della patria. E in tale veste, l’immagine del Cieco d’Adria, che indica il luogo nel quale bisognava deviare il Po, che fu quindi scelta nell’Ottocento per lo stemma di Taglio di Po, il nuovo comune sorto sul canale di Porto Viro, luogo nel quale campeggia tuttora e associata al motto ovidiano “ multo animo , vidit, lumine captus erat ” del Tintoretto, lo scritto che coincide con la descrizione per l'Opera scoperta e protetta nel Museo . Sottolineato che le riedizioni dei fratelli Zoppini presentano effettivamente , dal 1582, l’effigie in stampa del Luigi Groto nei formati in ottavo e in quarto . si tratta della silografia di un così importante autore che lo descrive visivamente su rame e che lo raffigura all’età di 41 anni . Realizzata nel 1602 è stata presentata nella edizione delle Orazioni volgari, ovvero la preziosa incisione xilografica per questo Volume storico in presentazione nelle Aste di Catawiki. (Nelle immagini fotografiche ulteriori dettagli descrittivi per la presentazione alla cortese attenzione).

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Le Orationi Volgari di Lvigi Groto Cieco D'Hadria. 1604.

In Venetia. 1604,

A Sant'Anzolo All'insegna della Verità.

21,5 x 15 cm.

(25+43 fogli come Indice completo delle Tavole e Finale dei Capitoli) , (151 + 151), 302 pagine

Indicazioni rilevanti per il dettaglio Artistico nel contenuto :

1. Jacopo Tintoretto (attr.), Luigi Groto, ca. 1582, olio su tela, 91 5 101 cm. Municipio, Adria.

2 Luigi Groto a 41 anni, Bulino, 9,3 5 8 cm, in questa Opera delle Orationi Volgari di Luigi Groto Cieco di Hadria, Venezia 1604.

Opera con decorazioni di pregio e molto Rara ,.
Completa di tutte le Pagine , incluse le Tavole bianche , le presentazioni e gli Indici delle Orazioni per il Lettore.

Carta pregiata coeva , ottima la conservazione con alcuni segni di usura per i piatti e il dorso conseguenti l'utilizzo e la lettura nel tempo , internamente il testo presenta piccole mancanze e imperfezioni marginali , ma nulla di rilevante per le tavole e la scrittura dell'Opera completa e Originale. . .

Rilegatura del Volume antico Coevo in Pelle ,
con decorazioni impresse con punzonatura a caldo sul dorso e sui piatti .
Bellissimi Fregi dei Capilettera e per le finiture nei Capitoli .

Come , in esempio ,per l'Orazione intitolata

"Alla Magnifica Accademia Olimpica Vicentina"

Splendide decorazioni particolari nelle Orazioni scritte dal Letterato Lvigi Groto detto il Cieco D'Hadria
in questa eccellente Opera storica & di letteratura Italiana .

Nel Municipio di Adria è conservato un suo ritratto attribuito a Jacopo Tintoretto (1518–1594), che rappresenta Lvigi Grotto detto il Cieco d’Adria (1541–1585), illustre letterato dell’antica città del Polesine (Fig.1) . Il dipinto ha destato l’interesse della critica non tanto per la sua fattura, invero, quanto per l’esplicita raffigurazione della cecità del poeta. Questo tributo artistico dell'epoca apparve singolare , in quanto artisticamente e stilisticamente era consuetudine realizzare le raffigurazioni con " l’exemplum di Apollo e Antigono". Nello stile per non tradire le regole dell’arte, come la ricerca della perfezione , rispettando l’idea che tramite l’imitazione della natura, le persone affette da cecità venivano dipinte unicamente di profilo .

Ma non nell'Opera Artistica del Tintoretto che rappresenta Lvigi Groto . La raffigurazione degli occhi privi di luce di Luigi Grotto , nel ritratto conservato ad Adria e le incisioni sulle Orazioni non sono quindi un tributo alla somiglianza , ma il lavoro artistico concreto per la figura visionaria del letterato cieco, per lo scrittore di Adria in riferimento all' infermità fisica è stata elevata mediante il verso ovidiano , in virtù della cultura e per la propria arte poetica. Proprio questa citazione dei Fasti, che traccia le vite parallele di Appio Claudio Cieco, ideatore della via Appia e del primo acquedotto in Roma, e del Cieco d’Adria, che fu l'ideatore dell'Opera per la realizzazione del canale di Porto Viro, che viene correlata nel dipinto al paesaggio fluviale di Adria e che si apre sullo sfondo, suggerendo una lettura contestuale della chiaroveggenza propria del poeta, in chiave celebrativa storica locale e postuma, correlata alla bonifica del Polesine.

Forse il verso stesso di Ovidio venne aggiunto successivamente sul ritratto del Tintoretto , per la celebrazione positiva nella riuscita della grande impresa di ingegneria idraulica, per innalzare il Grotto Oratore e Storico di Adria tra i benefattori della patria. E in tale veste, l’immagine del Cieco d’Adria, che indica il luogo nel quale bisognava deviare il Po, che fu quindi scelta nell’Ottocento per lo stemma di Taglio di Po, il nuovo comune sorto sul canale di Porto Viro, luogo nel quale campeggia tuttora e associata al motto ovidiano “ multo animo , vidit, lumine captus erat ” del Tintoretto, lo scritto che coincide con la descrizione per l'Opera scoperta e protetta nel Museo . Sottolineato che le riedizioni dei fratelli Zoppini presentano effettivamente , dal 1582, l’effigie in stampa del Luigi Groto nei formati in ottavo e in quarto . si tratta della silografia di un così importante autore che lo descrive visivamente su rame e che lo raffigura all’età di 41 anni . Realizzata nel 1602 è stata presentata nella edizione delle Orazioni volgari, ovvero la preziosa incisione xilografica per questo Volume storico in presentazione nelle Aste di Catawiki.

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