VENDEMMIA ITALIA - FRANCIA. TRA GRANDINE, GELO, CALDO TORRIDO E SICCITA': COME SARA' L'ANNATA 2017?

Roma 17 ottobre 201740 a 40: non si tratta dei risultati di una partita di calcio, ma dei picchi di temperature raggiunti questa estate in Italia e Francia. Non è una novità, infatti, che quella di quest’anno sia stata una delle estati più calde di sempre. Questo grande calore ha avuto l’effetto di stimolare e anticipare la crescita delle viti nei vigneti. Gli enologi italiani e francesi concordano nel dire che raramente nelle storia del vino si è dovuta anticipare la raccolta come quest’anno, anche di tre settimane.

Non è ancora certo quale sarà la qualità del vino di questa annata, una delle più complesse e difficili di sempre, prova a spiegarci tutti i fattori in campo XXXX, esperto di vini per Catawiki.

“La Francia, in particolare, ha avuto una primavera molto calda e un’estate secca. Alcune regioni sono state più fortunate di altre perché risparmiate dalle grandi piogge primaverili e dalla grandine che invece si è abbattuta diverse volte in estate, come nel caso della Borgogna (eccetto Chablis) e della Valle del Rodano. Le uve dei vigneti sono sane, ma le “docce” di troppo ricevute danno loro una certa carenza di succo. D’altro canto sono succhi che rimangono ugualmente concentrati ed equilibrati, e che quindi non dovrebbero aver intaccato la qualità degli ottimi vini prodotti in queste regioni, i cui produttori si aspettano dunque una bella annata. I vigneti italiani hanno subito la stessa ondata di calore della Francia, a cui è stato anche dato un nome: Lucifero. L’effetto, però, è stato più marcato nelle regioni del Belpaese: il vigneto di Nieve, per esempio, ha iniziato il raccolto 20 giorni prima del previsto. I vigneti della Valle D’Aosta, al contrario, hanno dovuto affrontare alcuni geli primaverili inaspettati, così come quelli toscani, veneti ed emiliani. Queste gelate ritardatarie colpiscono i germogli delle viti, che sono ricche d’acqua e particolarmente suscettibili al freddo, compromettendo il loro corretto sviluppo. In totale la Francia ha perso quest’anno almeno il 20% della sua produzione vinicola. Anche l’Italia ha sofferto le stesse perdite, con circa il 20-30% in meno di produzione di vino".

Questa estate dal clima particolare, non sarà un caso isolato: ormai da anni molti scienziati concordano sul fatto che il riscaldamento globale porterà a cambiamenti climatici che coinvolgeranno sempre di più anche le aree del mediterraneo. Questo sconvolgerà anche la produzione vinicola?

“Con questa estate torrida il tema del cambiamento climatico è tornato sull’agenda dei viticoltori italiani con la legittima questione se le varietà attuali resisteranno alle temperature sempre più alte delle estati future. Forse è il momento per tutti coloro che si occupano di viticoltura di pensare a come adattare i vigneti a quello che sembra essere uno scenario inevitabile. Alcuni produttori toscani hanno suonato già da qualche tempo campane di allarme, passando inizialmente come ingenui stupidi, ma ora l’evidenza del cambiamento climatico impone le stesse domande a tutti. Anche in Francia il tema è sulla bocca di tutti. Passa nella mente di molti viticoltori l’idea di trasferirsi e molti guardano al Quebec come meta ideale. Sarà necessario attendere ancora qualche giorno, fino alla fine delle vinificazioni, per avere un bilancio finale, ma per ora il 2017 sembra essere ancora un’ottima annata, così i viticoltori tirano un sospiro di sollievo, anche se, guardando le immagini della California in fiamme, non può che tornare alla mente di tutti il futuro del mondo delle viticulture”.

Nonostante tutto, quindi, ci sono buone possibilità per amanti e collezionisti di grandi vini di trovare ottime opportunità, ecco dove guardare per trovare il meglio.

“Innanzitutto un primo consiglio è quello di orientarsi per quest’annata sui vini rossi piuttosto che sui bianchi, le cui uve più facilmente soffrono gli eccessi di calore. I rossi della Borgogna e delle Cotes de Nuits sembra saranno magnifici! Nelle cantine di Latricières-Chambertin gli aromi di frutti neri che emergono dalle vasche di fermentazione promettono un ottimo vino. Le annate calde danno vini interessanti giovani (5 anni): il rischio è che invecchiando troppo i vini perdano gli aromi. I viticoltori per evitare che il vino invecchi toppo in fretta si muovono di solito con anticipo raccogliendo in anticipo le uve. Questo è quello che hanno fatto tutti i viticoltori più grandi e strutturati, che si sono mossi per tempo e che riusciranno quindi ad ottenere risultati positivi: Sassicaia, Banfi, Tignanello, Gaia, per citare solo i più famosi. A livello di valore, il vino ha un prezzo di partenza probabilmente uguale a quello dell’annata precedente, i prezzi non sembrano aumentare. Nei prossimi 5 anni questi vini aumenteranno il loro valore, tra il 10 e il 25%. Solo oltre il quinto anno di vita sapremo se il caldo di quest’annata farà declinare i vini rapidamente, che allora manterranno lo stesso valore, o se si constaterà che l’annata ha prodotto buoni vini e allora potremo vedere i prezzi anche duplicati!”.

Il suggerimento di XXX di Catawiki per un ottimo investimento sull’annata 2017 è “comprare le bottiglie dei vigneti più interessanti e poi seguire quanto accadrà nei prossimi 5 anni. Quando si saprà se i vini mantengono ottime qualità o meno allora avrete due scelte egualmente valide: aprire le vostre bottiglie e godervi questi vini al top della loro qualità, o rivenderli guadagnando cifre anche duplicate rispetto al valore a cui si è acquistato. In ogni caso avrete vinto!”.