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Quando si parla di arte tribale, c’è sempre qualcosa oltre al suo aspetto estetico. Sebbene alcune maschere e sculture siano semplicemente belle da vedere, è la storia che c’è dietro a renderle veramente affascinanti. L’arte tribale ci offre una finestra su altri mondi e altre culture; ci parla di riti e credenze di tribù esotiche. Leggete qui per capirne di più di arte tribale e sulle storie che questi oggetti portano con sé.
A cura di Ludo Bax – Esperto di arte tribale
Il punto di vista occidentale sull’arte tribale
Nel XX e XXI secolo l’arte tribale è stata di considerevole impatto su
molti artisti occidentali: questa è una delle ragioni per cui ai nostri occhi
ha guadagnato rispetto e considerazione. Una collezione di arte tribale
permette di guardare nella vita di altre culture. Ad esempio nei riti delle
civiltà africane o nella fine abilità degli artigiani asiatici o nell'ecosistema basato sulla natura delle tribù dell’Oceania. L’arte tribale ci
parla di storie avvincenti e lontane, che possono lasciare senza fiato. Leggete
qui per conoscere alcune di queste storie e dare un’occhiata a mondi così
diversi dal nostro…
Un gancio per ladri
Il gancio per ladri o yo domolo trae origine dagli usi dei Dogon, una tribù
presente in Mali. Essi vivono adorando i Nommo: spiriti ancestrali nonché prime
creature ad essere state create dal re dei cieli, Amma. Alcuni dicono che la
forma di questo gancio sia un simbolo del cavallo che tirava l’arca celeste per
librarsi in cielo dopo la sua caduta tra i terrestri. Altri credono che la
forma sia quella usata dai Nommo per rubare un pezzo del sole. In Mali, il
gancio per ladri è usato dai membri di un ordine religioso dei Dogon chiamati
Yona o “ladri rituali”. Il nome deriva appunto dall'imitazione dei gesti di
Nommo che cercava di rubare il sole. Allo stesso modo i ladri rituali rubano
bestiame da offrire in sacrificio e per cibarsene durante le cerimonie funebri
dei membri della tribù.

Maschere
In molte culture le maschere assumono significati religiosi e spirituali.
Esse vengono indossate durante le danze rituali da numerosi membri della tribù
e sono parte integrante di eventi religiosi e festività. Ogni maschera
rappresenta uno spirito differente, emozioni particolari o personaggi
specifici. Nonostante molti turisti tornino dalle loro vacanze recando con sé
una maschera a loro parere “tradizionale”, le storie veramente interessanti a
questo proposito traggono origine dalle maschere del popolo dei Bosmun, in
nuova Guinea, dove i ballerini lasciavano dei segni fatti coi loro denti mentre
danzavano.
Akua’ba
Leggenda vuole che una donna chiamata Akua fosse incapace di avere figli.
Allora uno sciamano le scolpì un feticcio, di cui lei da allora si prese cura e
che cominciò a portare sulla schiena come se fosse un bambino vero. La gente
del villaggio la scherniva, chiamando il simulacro “Akua’ba”, figlia di Akua,
fino a quando Akua rimase incinta per davvero, dando infine alla luce una bambina.
E’ per via di questa leggenda che molte donne portano in giro una bambola
Akua’ba sulle spalle quando desiderano rimanere incinte.

L’arte tribale come valuta corrente
A volte il denaro può avere le sembianze di un’opera d’arte, al contrario
dei piccoli pezzi di carta che tutti noi portiamo nei nostri portafogli. Come ad
esempio le fini conchiglie scolpite delle isole Salomone decorate da fregate
volanti sulla sommità di un anello. Il suo valore deriva dalla rarità e dall'impiego di manodopera tradizionale. E cosa pensare delle collanine
realizzate con gusci di conchiglia, usate come denaro presso Papua o delle
croci Katanga usate invece in Congo?

Affascinante, vero? Nelle nostre aste settimanali di oggetti tribali potete trovare altri interessanti e pregevoli oggetti d’arte. Leggete le loro storie e date un’occhiata ad un mondo completamente diverso.