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Di Simone | 15 gennaio 2018
Nella nostra rubrica “L’esperto spiega”, consegniamo la metaforica penna ad uno dei nostri esperti affinché tratti di un tema nel suo settore di competenza. In questa edizione la nostra esperta di arte asiatica, Cristina Ortega, ci racconta la storia della porcellana blu.
Fiori blu
La porcellana bianca e blu si chiama Qinghua in cinese e significa fiori blu, in riferimento ai fiori che simboleggiano il buddismo. Nasce circa 1000 anni fa ed è la porcellana più conosciuta e diffusa in Cina.

Questa porcellana smaltata è decorata con un pigmento blu chiamato cobalto. Il cobalto viene applicato alla porcellana e, una volta essiccata la decorazione, la porcellana viene ricoperta da uno smalto chiaro e cotta ad una temperatura di 1200 gradi. In questo modo il blu è protetto nello strato sottostante. Il risultato è un colore incredibilmente intenso, che non sbiadisce con il tempo e rimane quasi perfetto anche dopo secoli.
La tecnologia non raggiunse il pieno sviluppo fino all’epoca Yuan (1279-1368) e si trattò del frutto di scambi culturali. Durante questo periodo, i musulmani provenienti dalla Persia stabilirono dei punti di scambio in Cina e importarono ossido di cobalto. Il blu era uno dei colori preferiti dai musulmani, in quanto simbolo del “tesoro nel deserto” — l’acqua. Durante l’epoca Ming (1368-1644), la porcellana blu e bianca divenne la porcellana tradizionale e raggiunse il suo apice durante il regno dell’imperatore Kangxi (1661-1722).

La porcellana blu veniva usata nel mercato interno con forme come questo contenitore impilabile per alimenti (sinistra)o questo appendiabiti (destra).
Era inoltre utilizzata per l’esportazione verso il Medio Oriente e il sud-est asiatico come queste ciotole realizzate in Cina per la corte vietnamita a Huế. L’Europa era il principale mercato di esportazione della porcellana blu, a partire dall’inizio della produzione con molti oggetti importati nel corso del XVII secolo come questa ciotola. Vediamo la diffusione di questa porcellana anche durante tutto il XVIII secolo, con migliaia di pezzi importati sia per essere effettivamente utilizzati che per semplice scopo decorativo.

Nel XVIII secolo in Europa la tecnologia per la produzione della porcellana non era così soddisfacente. I primi esempi di porcellana risalgono all’inizio del XVIII secolo in Sassonia e nel 1753 in Francia. Anche se oggi utilizziamo la porcellana ogni giorno sorseggiando il nostro caffè, all’epoca la porcellana era un lusso concesso solo alla nobiltà.
Informazioni su Cristina Ortega
Cristina si è innamorata dell’arte asiatica quando, all’età di nove anni, ha visitato Chinatown a San Francisco. Da allora, il suo interesse si è sempre dedicato a questo settore tanto che, non appena ha potuto, ha aperto il suo negozio all’età di appena 20 anni, vendendo arte e continuando a studiare.
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