Enrico Benassi (1902-1978) - Le bagnanti






Mesterképzés korai reneszánsz olasz festészetből, gyakornokság a Sotheby’s-nél és 15 év tapasztalat.
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Le bagnanti, olajfestmény vászonra, Enrico Benassi (Olaszország, 1930–1940), eladó kerettel.
Leírás az eladótól
Meravigliosa opera del pittore Enrico Benassi (Mezzani, 14 maggio 1902 – Parma, 13 febbraio 1978) dipinta ad olio su tela in buono stato di conservazione.
Il dipinto misura cm.33x46
La cornice molto bella è originale dell'epoca.
Artista di rilevanza internazionale affermatosi come naif, cui la critica più recente tende a riconoscere grande originalità.
Figlio di contadini, uomo dai mille mestieri: oltre a essere stato emigrante, infatti, è stato contadino, pollivendolo e infermiere, gestore di una trattoria sul Po a Sacchetta, merciaio al mercato della Ghiaia.
Appassionato di musica, ha suonato il banjo, la chitarra e il mandolino. Con i figli (ne ebbe dodici) forma un’orchestrina, che negli anni cinquanta, vaga dalle fiere alle balere ai circhi. Solo a una certa età, alla fine degli anni cinquanta incomincia a dedicarsi alla pittura.
Suggestionato dall’esotismo, dai mosaici ravennati e dai reperti egizi dapprima copia e poi velocemente elabora un proprio mondo fantastico, sempre più personale e ricco di colori e di ironia. Dai primi anni sessanta è presente a livello mondiale in tutte le manifestazioni d’arte naif, con una bibliografia eccezionale. Nel 1988 a Parma si tiene una mostra antologica dell’artista con la pubblicazione di una monografia completa.
Provenienza mercato antiquario Italiano
Spedizione rapida con imballo sicuro
Az eladó története
Meravigliosa opera del pittore Enrico Benassi (Mezzani, 14 maggio 1902 – Parma, 13 febbraio 1978) dipinta ad olio su tela in buono stato di conservazione.
Il dipinto misura cm.33x46
La cornice molto bella è originale dell'epoca.
Artista di rilevanza internazionale affermatosi come naif, cui la critica più recente tende a riconoscere grande originalità.
Figlio di contadini, uomo dai mille mestieri: oltre a essere stato emigrante, infatti, è stato contadino, pollivendolo e infermiere, gestore di una trattoria sul Po a Sacchetta, merciaio al mercato della Ghiaia.
Appassionato di musica, ha suonato il banjo, la chitarra e il mandolino. Con i figli (ne ebbe dodici) forma un’orchestrina, che negli anni cinquanta, vaga dalle fiere alle balere ai circhi. Solo a una certa età, alla fine degli anni cinquanta incomincia a dedicarsi alla pittura.
Suggestionato dall’esotismo, dai mosaici ravennati e dai reperti egizi dapprima copia e poi velocemente elabora un proprio mondo fantastico, sempre più personale e ricco di colori e di ironia. Dai primi anni sessanta è presente a livello mondiale in tutte le manifestazioni d’arte naif, con una bibliografia eccezionale. Nel 1988 a Parma si tiene una mostra antologica dell’artista con la pubblicazione di una monografia completa.
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