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Massimo Riccò - Carpe diem
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Massimo Riccò - Carpe diem

Opera unica, direttamente dallo studio dell’artista. Dimensioni 80x80 cm spessore 2 cm, realizzata su tela di puro cotone montata su telaio in legno di abete di qualità, proveniente da foreste europee controllate e lavorato interamente in Italia. Opera corredata di Certificato di Autenticità firmato personalmente dall’artista, con attaccaglia centrale, vernice protettiva finale, pronta per essere appesa. Un opera che invita a vivere una vita dinamica, a cogliere le opportunità, senza lasciarsi travolgere dagli aspetti negativi della modernità e della tecnologia, assaporando invece il gusto delle cose antiche. Massimo Riccò nasce a Modena nel 1961, dove attualmente vive e lavora. Verso la fine degli anni ’90, entra nel mondo dell’arte, disegna con matite, carboncini e sanguigne, ma ben presto passa al colore attraverso le tecniche del colore ad olio e acrilico. Dopo un primo approccio di tipo paesaggistico impressionista, di carattere prevalentemente figurativo, nel corso degli anni si è consolidata una costante evoluzione, verso la rottura della forma, affidando al colore il compito di conferire all’opera forza e dinamicità. Costante è la ricerca compositiva di soggetti di varia natura, e lo studio dei diversi materiali da potere utilizzare per rendere efficace il linguaggio artistico. Da anni si occupa, oltre che della produzione artistica, anche all’insegnamento dell’arte pittorica, cercando di stimolare creatività e interpretazione personale, una sfida costantemente proposta, in sintonia con quella che è la sua visione dell’arte. Oltre alle innumerevoli mostre, esposizioni e riconoscimenti, può annoverare un elevato numero di premi a livello nazionale. Web: www.massimoricco.eu Mail: massimo.ric61@gmail.com Alcuni dei numerosi testi critici da parte di esperti d’arte: Misura e proporzione scandiscono le opere di Riccò che, senza mai tradire il suo attento studio dei ritmi compositivi, concede all’occhio di chi guarda intervalli di colore di intenso impatto emotivo. Le potenzialità delle cromie, di cui l’artista dimostra un’assoluta conoscenza, orchestrano un ritmo che alterna equilibrio e contrasto, condividendo la natura stessa della luce, statica e vibrante a un tempo … Il fruitore si fa così testimone di un processo, di un’alchimia, che trasforma in campiture astratte la realtà di cui le opere recano tracce, ora più ora meno generose. La passione dell’attimo, di quell’incontro tra cuore e realtà, viene rivelata generosamente da un artista che non risparmia il suo osservatore di quanto accaduto: la poetica di Massimo Riccò rivela la maturità e la consapevolezza di chi ha qualcosa da raccontare e non può che affidarsi alla tela. (Margherita Fraccon – Educatrice museale, esperta d’arte contemporanea) Tra natura ed immaginazione, realtà ed astrazione del reale, scorre la splendida pittura di Massimo Riccò. Sensazioni fermate nel loro momento evocativo ed attimi preziosi si fondono nel colore e nella luce in una pittura legata all'arte espressionista nel vigore emozionale, in cui fluisce il pathos nel cromatismo che progredisce verso un'immediata gestualità pittorica … (Carla d’Aquino Mineo) Riccò immette nelle sue opere un colore capace di accogliere varianti minime, accostamenti difficili. Ciò sta a dimostrare come Egli abbia raggiunto, nel corso del suo operato artistico, padronanza e sicurezza dei propri mezzi espressivi. La squisita sensibilità di Riccò, si rivela dai temi stessi che l’Artista predilige, rendendoli partecipi di una realtà dove, sempre, esistono qualità ed intonazione, e questo a dimostrare come, fin dal principio sia sobrietà e serietà d’intenti, lo scopo finale… Si può ancora parlare di visioni fantastiche, oppure in certi momenti della giornata ciò che circonda l’uomo è veramente fantastico come nei quadri del Maestro Riccò? La risposta sta nell’originalità e nel salto di qualità che fa annoverare l’Artista tra le personalità che meritano attenzione proprio per la capacità d’esaltare l’anima che si pone oltre l’apparenza delle cose Riccò ama la pittura e dipinge con grande passione, perciò racconta ciò che i suoi occhi vedono e la sua natura poetica gli suggerisce. Dipinge quadri che si ammirano con grande piacere, poiché vi appare evidente il gusto del bello, la sicurezza nel dosare luci e ombre, che altro non sono se non “emozioni” del momento, espresse con grande carattere personale quanto mai efficace, unitamente alla sua ricchezza d’animo, non disgiunta da fantasia esuberante, ma contenuta entro i confini del buon gusto. Di lui si sentirà parlare. (i critici dello studio d’arte MC – Fondazione Livio Collina) La pittura di Massimo Riccò emerge come un’armonia leggera che si avvicina lentamente passando dalle sue sfumature, a elementi più consistenti, apparendo sempre più vicino a noi, e confondendo solo inizialmente lo spettatore. Così l’immagine, nell’immediata lettura quasi astratta, prende consistenza figurativa, amplificandosi sempre più, e dando all’immagine raffigurata, tutta la sua realtà pittorica. Due realtà si sovrappongono senza annullarsi, fondendosi in una simbiosi grafica e cromatica. Da colori forti in primo piano, passiamo lentamente ad una realtà figurativa ben definita, anima dell’immagine e ricca di dolcezza. Soggetti sfumati, ma ben precisi, immagini apparentemente vaghe, ma costruttive, indispensabili all’equilibrio della tela. Bellissimi scorci appaiono come da un etere ancora incerto, ma che si costruisce lentamente con forza e sicurezza. La cromia è forte e ben distribuita. Luci e zone d’ombra costruiscono volumi e distanze, che le prospettive armonizzano. Gli edifici ripresi sono di tempi diversi e i paesaggi esprimono vaste aree. Il tutto emerge da una tenue nebbia cromatica, che costruisce un immenso respiro … (Enrico Miglioli) Impadronirsi dei mezzi della pittura, delle sue tecniche, delle sue seduzioni, e poi rimescolare il tutto in una visione estremamente originale e suggestiva. Massimo Riccò riesce ancora a stupire con un timbro figurativo che oramai tutto sembrava aver detto, tutto sembrava aver espresso, tranne questa pittura delicata, che sfida la visione in piani diversificati e sovrapposti, in tocchi di colore magistralmente mirati… (Silvia Arfelli)

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Opera unica, direttamente dallo studio dell’artista.
Dimensioni 80x80 cm spessore 2 cm, realizzata su tela di puro cotone montata su telaio in legno di abete di qualità, proveniente da foreste europee controllate e lavorato interamente in Italia.
Opera corredata di Certificato di Autenticità firmato personalmente dall’artista, con attaccaglia centrale, vernice protettiva finale, pronta per essere appesa.

Un opera che invita a vivere una vita dinamica, a cogliere le opportunità, senza lasciarsi travolgere dagli aspetti negativi della modernità e della tecnologia, assaporando invece il gusto delle cose antiche.

Massimo Riccò nasce a Modena nel 1961, dove attualmente vive e lavora. Verso la fine degli anni ’90, entra nel mondo dell’arte, disegna con matite, carboncini e sanguigne, ma ben presto passa al colore attraverso le tecniche del colore ad olio e acrilico.
Dopo un primo approccio di tipo paesaggistico impressionista, di carattere prevalentemente figurativo, nel corso degli anni si è consolidata una costante evoluzione, verso la rottura della forma, affidando al colore il compito di conferire all’opera forza e dinamicità.
Costante è la ricerca compositiva di soggetti di varia natura, e lo studio dei diversi materiali da potere utilizzare per rendere efficace il linguaggio artistico.
Da anni si occupa, oltre che della produzione artistica, anche all’insegnamento dell’arte pittorica, cercando di stimolare creatività e interpretazione personale, una sfida costantemente proposta, in sintonia con quella che è la sua visione dell’arte.
Oltre alle innumerevoli mostre, esposizioni e riconoscimenti, può annoverare un elevato numero di premi a livello nazionale.

Web: www.massimoricco.eu
Mail: massimo.ric61@gmail.com

Alcuni dei numerosi testi critici da parte di esperti d’arte:

Misura e proporzione scandiscono le opere di Riccò che, senza mai tradire il suo attento studio dei ritmi compositivi, concede all’occhio di chi guarda intervalli di colore di intenso impatto emotivo. Le potenzialità delle cromie, di cui l’artista dimostra un’assoluta conoscenza, orchestrano un ritmo che alterna equilibrio e contrasto, condividendo la natura stessa della luce, statica e vibrante a un tempo …
Il fruitore si fa così testimone di un processo, di un’alchimia, che trasforma in campiture astratte la realtà di cui le opere recano tracce, ora più ora meno generose.
La passione dell’attimo, di quell’incontro tra cuore e realtà, viene rivelata generosamente da un artista che non risparmia il suo osservatore di quanto accaduto: la poetica di Massimo Riccò rivela la maturità e la consapevolezza di chi ha qualcosa da raccontare e non può che affidarsi alla tela.
(Margherita Fraccon – Educatrice museale, esperta d’arte contemporanea)

Tra natura ed immaginazione, realtà ed astrazione del reale, scorre la splendida pittura di Massimo Riccò. Sensazioni fermate nel loro momento evocativo ed attimi preziosi si fondono nel colore e nella luce in una pittura legata all'arte espressionista nel vigore emozionale, in cui fluisce il pathos nel cromatismo che progredisce verso un'immediata gestualità pittorica … (Carla d’Aquino Mineo)

Riccò immette nelle sue opere un colore capace di accogliere varianti minime, accostamenti difficili. Ciò sta a dimostrare come Egli abbia raggiunto, nel corso del suo operato artistico, padronanza e sicurezza dei propri mezzi espressivi.
La squisita sensibilità di Riccò, si rivela dai temi stessi che l’Artista predilige, rendendoli partecipi di una realtà dove, sempre, esistono qualità ed intonazione, e questo a dimostrare come, fin dal principio sia sobrietà e serietà d’intenti, lo scopo finale…

Si può ancora parlare di visioni fantastiche, oppure in certi momenti della giornata ciò che circonda l’uomo è veramente fantastico come nei quadri del Maestro Riccò?
La risposta sta nell’originalità e nel salto di qualità che fa annoverare l’Artista tra le personalità che meritano attenzione proprio per la capacità d’esaltare l’anima che si pone oltre l’apparenza delle cose

Riccò ama la pittura e dipinge con grande passione, perciò racconta ciò che i suoi occhi vedono e la sua natura poetica gli suggerisce.
Dipinge quadri che si ammirano con grande piacere, poiché vi appare evidente il gusto del bello, la sicurezza nel dosare luci e ombre, che altro non sono se non “emozioni” del momento, espresse con grande carattere personale quanto mai efficace, unitamente alla sua ricchezza d’animo, non disgiunta da fantasia esuberante, ma contenuta entro i confini del buon gusto.
Di lui si sentirà parlare.
(i critici dello studio d’arte MC – Fondazione Livio Collina)

La pittura di Massimo Riccò emerge come un’armonia leggera che si avvicina lentamente passando dalle sue sfumature, a elementi più consistenti, apparendo sempre più vicino a noi, e confondendo solo inizialmente lo spettatore. Così l’immagine, nell’immediata lettura quasi astratta, prende consistenza figurativa, amplificandosi sempre più, e dando all’immagine raffigurata, tutta la sua realtà pittorica.
Due realtà si sovrappongono senza annullarsi, fondendosi in una simbiosi grafica e cromatica. Da colori forti in primo piano, passiamo lentamente ad una realtà figurativa ben definita, anima dell’immagine e ricca di dolcezza. Soggetti sfumati, ma ben precisi, immagini apparentemente vaghe, ma costruttive, indispensabili all’equilibrio della tela.
Bellissimi scorci appaiono come da un etere ancora incerto, ma che si costruisce lentamente con forza e sicurezza.
La cromia è forte e ben distribuita. Luci e zone d’ombra costruiscono volumi e distanze, che le prospettive armonizzano. Gli edifici ripresi sono di tempi diversi e i paesaggi esprimono vaste aree. Il tutto emerge da una tenue nebbia cromatica, che costruisce un immenso respiro … (Enrico Miglioli)
Impadronirsi dei mezzi della pittura, delle sue tecniche, delle sue seduzioni, e poi rimescolare il tutto in una visione estremamente originale e suggestiva.
Massimo Riccò riesce ancora a stupire con un timbro figurativo che oramai tutto sembrava aver detto, tutto sembrava aver espresso, tranne questa pittura delicata, che sfida la visione in piani diversificati e sovrapposti, in tocchi di colore magistralmente mirati… (Silvia Arfelli)

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