Pietro Melandri - Váza - Kerámia






Művészettörténet mesterszakos diploma, második francia császárság és holland aranykor szakosodás.
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Faenza váza Pietro Melandri részére a Fratelli Minardi műhelytől, Faenza - M aláírással, az 1920-as évek elejéről, kézzel festett groteszk és mitologikus arcokkal, tava- és tengerparti tájakkal és stilizált virágmotívumokkal, három állandó talpra áll, egy lábán kisebb hibával, kobaltkék alapon glazúrozva; magasság 26,5 cm, átmérő 24,5 cm, jó állapotban, kisebb korral járó jelekkel és foltokkal.
Leírás az eladótól
Splendido e raro vaso realizzato a Faenza con firma in blu sotto smalto nella base, che recita "Faenza - M", corrisponde alla produzione di Pietro Melandri per la manifattura dei Fratelli Minardi di Faenza, risalente ai primi anni '20. Dipinto a mano con volti grotteschi, mitologici, paesaggi lacustri e marini e con motivi stilizzati e floreali policromi. Poggia su tre piedi fissi (lieve difetto su uno di essi) ed è leggermente inclinato. Splendida finitura a smalto su un intenso fondo blu cobalto. Pietro Melandri ha lavorato per i Fratelli Minardi all'inizio della sua carriera. Tali oggetti sono considerati da collezione e spesso decorati in stile rinascimentale con grottesche o stemmi araldici. . Misura: Altezza 26,5, cm, diametro 24,5 cm. Pietro Melandri è figlio di Agostino e di Colomba Grilli. Si iscrive a Faenza ai corsi serali della Scuola di arti e mestieri di Antonio Berti e allo stesso tempo lavora come apprendista presso la fabbrica di ceramiche dei fratelli Minardi, Venturino e Virginio, dove fa pratica con gli smalti e con i lustri, tipici della produzione ceramica del Centro Italia di primo Novecento, tra il 1897 e il 1905. Nello stesso periodo conosce Domenico Baccarini e aderisce al suo cenacolo. Nel 1906, dopo un periodo nel salernitano, dove ha eseguito decorazioni murali, si reca a Milano per frequentare i corsi serali di Scenografia dell'Accademia di Brera e i corsi di Arti Applicate al Castello Sforzesco. Si mantiene agli studi collaborando alla decorazione di scenografie. Il 1906 è anche l'anno del suo esordio - come pittore e disegnatore a pastello - a una mostra a Faenza, organizzata dalla "Società per il risveglio cittadino". Nel 1908 invia dipinti all'Esposizione Torricelliana. Richiamato alle armi nel 1916, milita nel corpo dei Bersaglieri, cade prigioniero e viene deportato in un campo ai confini con l'Ungheria…….
Splendido e raro vaso realizzato a Faenza con firma in blu sotto smalto nella base, che recita "Faenza - M", corrisponde alla produzione di Pietro Melandri per la manifattura dei Fratelli Minardi di Faenza, risalente ai primi anni '20. Dipinto a mano con volti grotteschi, mitologici, paesaggi lacustri e marini e con motivi stilizzati e floreali policromi. Poggia su tre piedi fissi (lieve difetto su uno di essi) ed è leggermente inclinato. Splendida finitura a smalto su un intenso fondo blu cobalto. Pietro Melandri ha lavorato per i Fratelli Minardi all'inizio della sua carriera. Tali oggetti sono considerati da collezione e spesso decorati in stile rinascimentale con grottesche o stemmi araldici. . Misura: Altezza 26,5, cm, diametro 24,5 cm. Pietro Melandri è figlio di Agostino e di Colomba Grilli. Si iscrive a Faenza ai corsi serali della Scuola di arti e mestieri di Antonio Berti e allo stesso tempo lavora come apprendista presso la fabbrica di ceramiche dei fratelli Minardi, Venturino e Virginio, dove fa pratica con gli smalti e con i lustri, tipici della produzione ceramica del Centro Italia di primo Novecento, tra il 1897 e il 1905. Nello stesso periodo conosce Domenico Baccarini e aderisce al suo cenacolo. Nel 1906, dopo un periodo nel salernitano, dove ha eseguito decorazioni murali, si reca a Milano per frequentare i corsi serali di Scenografia dell'Accademia di Brera e i corsi di Arti Applicate al Castello Sforzesco. Si mantiene agli studi collaborando alla decorazione di scenografie. Il 1906 è anche l'anno del suo esordio - come pittore e disegnatore a pastello - a una mostra a Faenza, organizzata dalla "Società per il risveglio cittadino". Nel 1908 invia dipinti all'Esposizione Torricelliana. Richiamato alle armi nel 1916, milita nel corpo dei Bersaglieri, cade prigioniero e viene deportato in un campo ai confini con l'Ungheria…….
