Nr. 101309239

Olasz iskola (XIX) - Le cascate di Tivoli
Nr. 101309239

Olasz iskola (XIX) - Le cascate di Tivoli
XIX secolo
Le cascate di Tivoli
Olio su tela ovale, cm 96 x 72,5
Firmato in basso a destra F.G.H dal vivo
Il XIX secolo segnò un'epoca d'oro per la pittura di paesaggio in Italia, strettamente legata al fenomeno culturale del Grand Tour. Questo viaggio educativo, intrapreso principalmente dall'aristocrazia e dalla borghesia del Nord Europa, era finalizzato all'acquisizione di conoscenze in campo artistico, storico e letterario. L'Italia, con le sue rovine classiche, le sue città d'arte e i suoi paesaggi pittoreschi, divenne la meta per eccellenza. Gli artisti stranieri, in particolare, furono attratti dalla luce unica e dai panorami suggestivi della campagna romana, della zona dei Castelli Romani e del sud Italia. Questo portò a una prolifica produzione di opere che documentavano i luoghi visitati, fungendo da souvenir per i viaggiatori e da testimonianza visiva delle bellezze naturali e storiche. ra i soggetti più amati e ricorrenti nel paesaggio italiano del XIX secolo vi erano le cascate di Tivoli. La città, situata a pochi chilometri da Roma, offriva uno spettacolo naturale e storico di rara bellezza: le rovine della Villa di Mecenate e del Tempio della Sibilla si affacciavano sulle impetuose cascate del fiume Aniene. La prima cascata di Tivoli, nota come Grande Cascata, era un soggetto popolare per gli artisti del XVII e XVIII secolo, ma la sua rappresentazione raggiunse l'apice nel XIX secolo. La potenza dell'acqua e la sua caduta vertiginosa rappresentavano perfettamente l'ideale romantico del sublime: un'emozione mista di timore e meraviglia di fronte alla grandezza della natura.
L'aspetto delle cascate cambiò radicalmente nel 1835. Le frequenti esondazioni del fiume Aniene, che minacciavano la città, portarono alla costruzione di un nuovo e imponente cunicolo, il Traforo del Monte Catillo, che deviò il corso del fiume. Il risultato fu la creazione delle Cascate di Tivoli, oggi conosciute come Cascate del Parco Gregoriano. Questa nuova conformazione, con un salto d'acqua artificialmente creato, divenne un'attrazione turistica e un soggetto artistico ancora più popolare.
È degno di nota il modo in cui il pittore sottolinea che l'opera è stata realizzata dal vero, un fatto ulteriormente evidenziato dalla presenza delle sue iniziali. Osservando l'angolo inferiore destro del dipinto, si nota la figura di un artista, verosimilmente un autoritratto, munito di tutti gli strumenti necessari per immortalare lo splendido paesaggio delle cascate.
La cornice è fornita in omaggio, di conseguenza non può essere motivo di reso o reclamo.
Per i dipinti acquistati all'estero: dopo il pagamento verrà avviata la procedura per ottenere la licenza di esportazione (ALC). Tutti i pezzi d'antiquariato inviati all'estero dall'Italia hanno bisogno di questo documento, rilasciato dal Ministero dei Beni Culturali. La procedura potrebbe richiedere da 3 a 5 settimane dalla richiesta, quindi, non appena avremo il documento verrà spedito il dipinto.
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