Flavio Giuseppe - Le ANTICHITÀ' GIUDAICHE - 1549





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Description from the seller
GIOSEFO [Flavio Giuseppe].
De l’Antichità giudaiche. Tradotto in italiano per M. Pietro Lauro Modenese.
In Vinegia, appresso Baldassar Constantini al segno di San Giorgio, 1549.
In-8° (mm 150 × 110 circa). Pp. (6),303 di(24?), 306, (2) carte.
Esemplare del primo volume (Libri I-X) della celebre traduzione italiana delle Antiquitates Judaicae di Flavio Giuseppe, eseguita da Pietro Lauro da Modena (ca. 1510-1568), uno dei più attivi e prolifici volgarizzatori veneziani del Cinquecento.
L’opera, dedicata originariamente alla duchessa di Urbino Leonora Gonzaga della Rovere, narra la storia del popolo ebraico dalla Creazione fino all’epoca di Ester. Costituisce una delle più importanti fonti storiche antiche sulla Palestina del I secolo e contiene, tra l’altro, preziosi riferimenti a Giovanni Battista, a Gesù e ai primi cristiani (incluso il celebre Testimonium Flavianum).
La traduzione di Lauro, condotta sul testo latino e non direttamente sul greco, apparve per la prima volta nel 1544 presso Vincenzo Valgrisi; la presente è una delle prime e rare ristampe (EDIT16 CNCE 25092). È corredata di iniziali xilografiche animate e della marca tipografica del Constantini (caduceo con serpenti, colomba e mani uscenti da nubi).
Importanza e rarità
Si tratta di una delle prime e più diffuse volgarizzazioni italiane di Giuseppe Flavio, testo fondamentale per la storiografia ebraica e romana e per l’esegesi biblica rinascimentale. La traduzione di Lauro ebbe straordinaria fortuna e fu ristampata più volte a Venezia fino agli inizi del Seicento, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione della conoscenza di Giuseppe presso un pubblico non latinista. L’edizione Constantini del 1549 è piuttosto rara sul mercato, soprattutto in esemplari anche solo parzialmente completi.
Condizione
Manca il frontespizio originale (qui allegato in fotocopia) e alcune carte preliminari (*-***1 e 8, p8) nonché alcune carte bianche. Presenti gore e macchie di umidità, soprattutto alle carte iniziali; alcune carte con restauri antichi ai margini, senza perdita di testo. Rilegatura posteriore moderna con legacci.
Esemplare incompleto ma di notevole interesse storico-bibliografico, rappresentativo della produzione tipografica veneziana di metà Cinquecento e della fortuna cinquecentesca di uno dei testi classici più letti e consultati dell’età moderna.
GIOSEFO [Flavio Giuseppe].
De l’Antichità giudaiche. Tradotto in italiano per M. Pietro Lauro Modenese.
In Vinegia, appresso Baldassar Constantini al segno di San Giorgio, 1549.
In-8° (mm 150 × 110 circa). Pp. (6),303 di(24?), 306, (2) carte.
Esemplare del primo volume (Libri I-X) della celebre traduzione italiana delle Antiquitates Judaicae di Flavio Giuseppe, eseguita da Pietro Lauro da Modena (ca. 1510-1568), uno dei più attivi e prolifici volgarizzatori veneziani del Cinquecento.
L’opera, dedicata originariamente alla duchessa di Urbino Leonora Gonzaga della Rovere, narra la storia del popolo ebraico dalla Creazione fino all’epoca di Ester. Costituisce una delle più importanti fonti storiche antiche sulla Palestina del I secolo e contiene, tra l’altro, preziosi riferimenti a Giovanni Battista, a Gesù e ai primi cristiani (incluso il celebre Testimonium Flavianum).
La traduzione di Lauro, condotta sul testo latino e non direttamente sul greco, apparve per la prima volta nel 1544 presso Vincenzo Valgrisi; la presente è una delle prime e rare ristampe (EDIT16 CNCE 25092). È corredata di iniziali xilografiche animate e della marca tipografica del Constantini (caduceo con serpenti, colomba e mani uscenti da nubi).
Importanza e rarità
Si tratta di una delle prime e più diffuse volgarizzazioni italiane di Giuseppe Flavio, testo fondamentale per la storiografia ebraica e romana e per l’esegesi biblica rinascimentale. La traduzione di Lauro ebbe straordinaria fortuna e fu ristampata più volte a Venezia fino agli inizi del Seicento, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione della conoscenza di Giuseppe presso un pubblico non latinista. L’edizione Constantini del 1549 è piuttosto rara sul mercato, soprattutto in esemplari anche solo parzialmente completi.
Condizione
Manca il frontespizio originale (qui allegato in fotocopia) e alcune carte preliminari (*-***1 e 8, p8) nonché alcune carte bianche. Presenti gore e macchie di umidità, soprattutto alle carte iniziali; alcune carte con restauri antichi ai margini, senza perdita di testo. Rilegatura posteriore moderna con legacci.
Esemplare incompleto ma di notevole interesse storico-bibliografico, rappresentativo della produzione tipografica veneziana di metà Cinquecento e della fortuna cinquecentesca di uno dei testi classici più letti e consultati dell’età moderna.

