Raimondi - Le Caccie - 1785





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Eugenio Raimondi’s illustrated 1785 Venetian edition of *Le Caccie* is a 408-page Italian hunting treatise in a leather binding, with seven full-page engravings.
Description from the seller
IL GRANDE LIBRO DELLA CACCIA: FALCONI, FIERE SELVAGGE E SETTE SPLENDIDE INCISIONI
Una delle opere più celebri e ricercate della letteratura venatoria italiana, pubblicata a Venezia nel 1785.
Un affascinante repertorio di caccia, falconeria, pesca e storia naturale, dalle fiere esotiche agli uccelli rapaci.
Impreziosito da sette incisioni in rame a piena pagina, con scene di caccia e curiosità della tradizione sportiva. Quinta e ultima edizione di un trattato apparso per la prima volta nel 1621, divenuto un classico del genere. Esemplare in barbe, con ampi margini originali, conservato in una legatura moderna in piena pelle.
ABSTRACT
Le caccie delle fiere armate e disarmate di Eugenio Raimondi rappresenta uno dei più vasti e curiosi repertori della letteratura venatoria italiana. Pubblicata originariamente nel 1621 e riproposta a Venezia nel 1785, l'opera offre una straordinaria panoramica delle pratiche di caccia, della falconeria, dell'uccellagione e della pesca, integrando osservazioni naturalistiche, tradizioni popolari, conoscenze tecniche e racconti tramandati dagli autori dell'antichità. Il trattato descrive animali quadrupedi, volatili e acquatici, affrontando le tecniche di cattura, l'addestramento dei falchi e dei cani, la cura degli uccelli rapaci e l'impiego di strumenti venatori. Non mancano digressioni su animali esotici, leggende naturalistiche e allevamento dei bachi da seta. Le sette incisioni calcografiche a piena pagina costituiscono un elemento particolarmente attraente dell'edizione, documentando visivamente le pratiche e l'immaginario della caccia tra Rinascimento ed età moderna.
WHY TO BUY
Un classico imprescindibile per una collezione dedicata alla caccia, alla falconeria e alla storia naturale. L'opera di Raimondi unisce la ricchezza enciclopedica della tradizione seicentesca al fascino dell'editoria illustrata settecentesca, offrendo un repertorio insolito di tecniche venatorie, animali e curiosità. Particolarmente apprezzabile la presenza delle sette incisioni in rame, una delle quali raffigura il gioco del pallone col bracciale, considered un importante predecessore storico del tennis moderno. Questa insolita testimonianza iconografica amplia l'interesse del volume anche alla storia degli sport e dei giochi tradizionali. L'esemplare conserva inoltre i margini in barbe, caratteristica ricercata dai collezionisti per la sua autenticità e per la conservazione delle dimensioni originali della carta. Una pubblicazione capace di interessare collezionisti di libri venatori, studiosi della zoologia storica e appassionati di cultura sportiva europea.
MARKET VALUE
L'edizione veneziana del 1785 è stabilmente riconosciuta nel mercato antiquario come una delle pubblicazioni classiche della letteratura venatoria italiana. Per un esemplare completo delle sette incisioni, in barbe e con legatura moderna in piena pelle, una valutazione commerciale indicativa al dettaglio può essere collocata tra 500 e 600 euro,.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in piena pelle, realizzata successivamente alla pubblicazione. Frontespizio con fregio xilografico, testatine, iniziali ornate e finalini. L'esemplare proposto presenta sette incisioni nel testo ed è conservato in barbe, con margini non rifilati. Carte con bruniture e fioriture fisiologiche. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Pp. (4); 394; 4nn; (6).
FULL TITLE AND AUTHOR
Eugenio Raimondi.
Le caccie delle fiere armate, e disarmate, e degl'animali quadrupedi, volatili, ed acquatici.
In Venezia, presso Francesco Locatelli, 1785.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L'importanza dell'opera di Raimondi risiede nel suo carattere enciclopedico e nella capacità di documentare un universo venatorio oggi in gran parte scomparso. Nel Seicento la caccia costituiva una delle attività distintive dell'aristocrazia europea, ma comprendeva anche pratiche popolari di cattura della selvaggina attraverso reti, trappole, lacci e altri strumenti. Il trattato presenta entrambe queste dimensioni, passando dalle cacce signorili con segugi e levrieri alle tecniche impiegate nella vita rurale. Particolare rilievo assume la falconeria, arte antichissima che richiedeva conoscenze sofisticate sull'allevamento, l'addestramento e la salute degli uccelli rapaci. Raimondi dedica attenzione anche alla pesca e all'uccellagione, accostando osservazioni pratiche a materiali provenienti dalla tradizione naturalistica antica e rinascimentale. L'opera riflette un'epoca in cui la distinzione tra scienza zoologica, sapere empirico e credenze leggendarie era ancora fluida. Di grande interesse iconografico è la presenza, tra le sette incisioni, di una raffigurazione del pallone col bracciale, un gioco storico italiano considerato tra gli antecedenti del tennis moderno. La tavola offre una prospettiva inattesa sulla storia degli sport, rendendo il volume significativo non soltanto per la caccia, ma anche per la cultura materiale e le attività ricreative dell'Europa moderna.
BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Eugenio Raimondi, erudito bresciano originario di Gavardo, fu uno scrittore attivo nel XVII secolo, ricordato soprattutto per il suo contributo alla letteratura venatoria italiana. Versato nelle lettere e nella filosofia, sviluppò una produzione caratterizzata da interessi enciclopedici, morali e naturalistici. La sua opera più celebre, Le caccie delle fiere armate e disarmate, pubblicata nel 1621, riunisce conoscenze tratte dagli autori antichi e moderni, esperienze pratiche e tradizioni relative agli animali e alla caccia. Gli viene attribuito anche Il dottissimo passatempo, opera del 1660 contenente sentenze, riflessioni e ammaestramenti di carattere politico, morale e religioso. Il suo stile riflette la cultura erudita del Seicento, nella quale curiosità scientifica, sapere letterario e gusto per il meraviglioso convivevano all'interno di grandi compilazioni destinate a lettori colti e appassionati.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La prima edizione delle Caccie apparve a Brescia nel 1621 presso Bartolomeo Fontana, con sette illustrazioni xilografiche e una struttura enciclopedica che ne decretò la fortuna nei secoli successivi. L'opera conobbe diverse ristampe, culminate nella quinta e ultima edizione pubblicata a Venezia presso Francesco Locatelli nel 1785. Questa edizione presenta sette incisioni in rame a piena pagina, testimonianza dell'evoluzione delle tecniche illustrative rispetto alla prima impressione seicentesca. La continuità editoriale lungo oltre un secolo e mezzo dimostra l'interesse persistente per la trattatistica venatoria italiana, apprezzata per le informazioni tecniche e per la ricchezza delle descrizioni naturalistiche. La bibliografia specializzata considera l'edizione del 1785 meno rara della prima, ma ancora ricercata dai collezionisti. Non è documentata con certezza la tiratura originale della ristampa veneziana. La sopravvivenza di esemplari in legature differenti, dalla rustica settecentesca alle rilegature successive, testimonia la lunga circolazione dell'opera nelle biblioteche private e nel mercato antiquario europeo.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Ceresoli, Bibliografia delle opere italiane latine e greche su la caccia, la pesca e la cinologia, p. 441, con riferimento all'opera come classico della caccia italiana; Brunet, Manuel du libraire et de l'amateur de livres, I, 1090; Harting, Bibliotheca Accipitraria, n. 277, con particolare attenzione alla trattazione dei falchi e delle tecniche di falconeria; Gamba, Serie dei testi di lingua, n. 2061; Olschki, Choix de livres anciens, n. 209; Piantanida, Autori italiani del '600 e '700, nn. 150–151; Peroni, III, 89; Gonnelli Casa d'Aste, Grafica & Libri, asta 27, Firenze, ottobre 2019, lotto 1563; Pandolfini Casa d'Aste, Libri, manoscritti e autografi, catalogo 2026, lotto 241. Questi riferimenti documentano l'importanza bibliografica del trattato e la sua presenza nella tradizione collezionistica specializzata in libri di caccia, falconeria e storia naturale.
Seller's Story
IL GRANDE LIBRO DELLA CACCIA: FALCONI, FIERE SELVAGGE E SETTE SPLENDIDE INCISIONI
Una delle opere più celebri e ricercate della letteratura venatoria italiana, pubblicata a Venezia nel 1785.
Un affascinante repertorio di caccia, falconeria, pesca e storia naturale, dalle fiere esotiche agli uccelli rapaci.
Impreziosito da sette incisioni in rame a piena pagina, con scene di caccia e curiosità della tradizione sportiva. Quinta e ultima edizione di un trattato apparso per la prima volta nel 1621, divenuto un classico del genere. Esemplare in barbe, con ampi margini originali, conservato in una legatura moderna in piena pelle.
ABSTRACT
Le caccie delle fiere armate e disarmate di Eugenio Raimondi rappresenta uno dei più vasti e curiosi repertori della letteratura venatoria italiana. Pubblicata originariamente nel 1621 e riproposta a Venezia nel 1785, l'opera offre una straordinaria panoramica delle pratiche di caccia, della falconeria, dell'uccellagione e della pesca, integrando osservazioni naturalistiche, tradizioni popolari, conoscenze tecniche e racconti tramandati dagli autori dell'antichità. Il trattato descrive animali quadrupedi, volatili e acquatici, affrontando le tecniche di cattura, l'addestramento dei falchi e dei cani, la cura degli uccelli rapaci e l'impiego di strumenti venatori. Non mancano digressioni su animali esotici, leggende naturalistiche e allevamento dei bachi da seta. Le sette incisioni calcografiche a piena pagina costituiscono un elemento particolarmente attraente dell'edizione, documentando visivamente le pratiche e l'immaginario della caccia tra Rinascimento ed età moderna.
WHY TO BUY
Un classico imprescindibile per una collezione dedicata alla caccia, alla falconeria e alla storia naturale. L'opera di Raimondi unisce la ricchezza enciclopedica della tradizione seicentesca al fascino dell'editoria illustrata settecentesca, offrendo un repertorio insolito di tecniche venatorie, animali e curiosità. Particolarmente apprezzabile la presenza delle sette incisioni in rame, una delle quali raffigura il gioco del pallone col bracciale, considered un importante predecessore storico del tennis moderno. Questa insolita testimonianza iconografica amplia l'interesse del volume anche alla storia degli sport e dei giochi tradizionali. L'esemplare conserva inoltre i margini in barbe, caratteristica ricercata dai collezionisti per la sua autenticità e per la conservazione delle dimensioni originali della carta. Una pubblicazione capace di interessare collezionisti di libri venatori, studiosi della zoologia storica e appassionati di cultura sportiva europea.
MARKET VALUE
L'edizione veneziana del 1785 è stabilmente riconosciuta nel mercato antiquario come una delle pubblicazioni classiche della letteratura venatoria italiana. Per un esemplare completo delle sette incisioni, in barbe e con legatura moderna in piena pelle, una valutazione commerciale indicativa al dettaglio può essere collocata tra 500 e 600 euro,.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in piena pelle, realizzata successivamente alla pubblicazione. Frontespizio con fregio xilografico, testatine, iniziali ornate e finalini. L'esemplare proposto presenta sette incisioni nel testo ed è conservato in barbe, con margini non rifilati. Carte con bruniture e fioriture fisiologiche. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Pp. (4); 394; 4nn; (6).
FULL TITLE AND AUTHOR
Eugenio Raimondi.
Le caccie delle fiere armate, e disarmate, e degl'animali quadrupedi, volatili, ed acquatici.
In Venezia, presso Francesco Locatelli, 1785.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
L'importanza dell'opera di Raimondi risiede nel suo carattere enciclopedico e nella capacità di documentare un universo venatorio oggi in gran parte scomparso. Nel Seicento la caccia costituiva una delle attività distintive dell'aristocrazia europea, ma comprendeva anche pratiche popolari di cattura della selvaggina attraverso reti, trappole, lacci e altri strumenti. Il trattato presenta entrambe queste dimensioni, passando dalle cacce signorili con segugi e levrieri alle tecniche impiegate nella vita rurale. Particolare rilievo assume la falconeria, arte antichissima che richiedeva conoscenze sofisticate sull'allevamento, l'addestramento e la salute degli uccelli rapaci. Raimondi dedica attenzione anche alla pesca e all'uccellagione, accostando osservazioni pratiche a materiali provenienti dalla tradizione naturalistica antica e rinascimentale. L'opera riflette un'epoca in cui la distinzione tra scienza zoologica, sapere empirico e credenze leggendarie era ancora fluida. Di grande interesse iconografico è la presenza, tra le sette incisioni, di una raffigurazione del pallone col bracciale, un gioco storico italiano considerato tra gli antecedenti del tennis moderno. La tavola offre una prospettiva inattesa sulla storia degli sport, rendendo il volume significativo non soltanto per la caccia, ma anche per la cultura materiale e le attività ricreative dell'Europa moderna.
BRIEF BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Eugenio Raimondi, erudito bresciano originario di Gavardo, fu uno scrittore attivo nel XVII secolo, ricordato soprattutto per il suo contributo alla letteratura venatoria italiana. Versato nelle lettere e nella filosofia, sviluppò una produzione caratterizzata da interessi enciclopedici, morali e naturalistici. La sua opera più celebre, Le caccie delle fiere armate e disarmate, pubblicata nel 1621, riunisce conoscenze tratte dagli autori antichi e moderni, esperienze pratiche e tradizioni relative agli animali e alla caccia. Gli viene attribuito anche Il dottissimo passatempo, opera del 1660 contenente sentenze, riflessioni e ammaestramenti di carattere politico, morale e religioso. Il suo stile riflette la cultura erudita del Seicento, nella quale curiosità scientifica, sapere letterario e gusto per il meraviglioso convivevano all'interno di grandi compilazioni destinate a lettori colti e appassionati.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La prima edizione delle Caccie apparve a Brescia nel 1621 presso Bartolomeo Fontana, con sette illustrazioni xilografiche e una struttura enciclopedica che ne decretò la fortuna nei secoli successivi. L'opera conobbe diverse ristampe, culminate nella quinta e ultima edizione pubblicata a Venezia presso Francesco Locatelli nel 1785. Questa edizione presenta sette incisioni in rame a piena pagina, testimonianza dell'evoluzione delle tecniche illustrative rispetto alla prima impressione seicentesca. La continuità editoriale lungo oltre un secolo e mezzo dimostra l'interesse persistente per la trattatistica venatoria italiana, apprezzata per le informazioni tecniche e per la ricchezza delle descrizioni naturalistiche. La bibliografia specializzata considera l'edizione del 1785 meno rara della prima, ma ancora ricercata dai collezionisti. Non è documentata con certezza la tiratura originale della ristampa veneziana. La sopravvivenza di esemplari in legature differenti, dalla rustica settecentesca alle rilegature successive, testimonia la lunga circolazione dell'opera nelle biblioteche private e nel mercato antiquario europeo.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Ceresoli, Bibliografia delle opere italiane latine e greche su la caccia, la pesca e la cinologia, p. 441, con riferimento all'opera come classico della caccia italiana; Brunet, Manuel du libraire et de l'amateur de livres, I, 1090; Harting, Bibliotheca Accipitraria, n. 277, con particolare attenzione alla trattazione dei falchi e delle tecniche di falconeria; Gamba, Serie dei testi di lingua, n. 2061; Olschki, Choix de livres anciens, n. 209; Piantanida, Autori italiani del '600 e '700, nn. 150–151; Peroni, III, 89; Gonnelli Casa d'Aste, Grafica & Libri, asta 27, Firenze, ottobre 2019, lotto 1563; Pandolfini Casa d'Aste, Libri, manoscritti e autografi, catalogo 2026, lotto 241. Questi riferimenti documentano l'importanza bibliografica del trattato e la sua presenza nella tradizione collezionistica specializzata in libri di caccia, falconeria e storia naturale.

