庄严圣水盆 Notre Dame de Laghet – 镀银金属与水晶 – 美学 - 吊坠 - Primi900





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Notre Dame de Laghet 的银饰金属材质贴壁式圣水盆,重量为 104.47 g,带玻璃储水杯,状态为轻微磨损并带有年龄感化的哥特式宏伟美学。
卖家的描述
ACQUASANTIERA NOTRE DAME DE LAGHET – METALLO ARGENTATO E CRISTALLO – ESTETICA GOTICO-MONUMENTALE
DESCRIZIONE DELL’OPERA
Si propone un pezzo d'altare di rara intensità, un benitier da parete che incarna la solennità delle antiche cattedrali francesi. Originario del Santuario di Notre Dame de Laghet, questo oggetto non è una semplice suppellettile, ma un frammento di devozione storica che fonde la ieraticità del medioevo con le linee architettoniche del primo Novecento.
L’ESTETICA DELLE OMBRE
l'oggetto è dominato da una placca in metallo argentato che, nel corso dei decenni, ha maturato una patina scura e profonda. Questa ossidazione naturale non è un segno di usura, ma un elemento estetico fondamentale: esalta i contrasti tra le zone in rilievo e i recessi d'ombra, conferendo all'opera un carattere spettrale e maestoso, tipico dell'arte sacra più austera.
DETTAGLI ICONOGRAFICI E ARCHITETTONICI
Il medaglione centrale è il cuore pulsante dell'opera: una raffigurazione cesellata della Vergine di Laghet. La figura appare come una regina antica, coronata e armata di scettro, stagliata contro un paesaggio montano inciso con precisione chirurgica. La cornice metallica, con il suo design a gradoni, richiama la verticalità delle guglie gotiche e la severità delle strutture monumentali, creando un ponte visivo tra la terra e il sacro.
COMPOSIZIONE MATERIALE
La struttura è realizzata in metallo argentato di alto spessore, solido e pesante al tatto. Nella parte inferiore, un supporto ad anello accoglie la vaschetta originale in vetro stampato. La trasparenza del vetro, destinato a contenere l'acqua benedetta, crea un contrasto magnetico con la densità del metallo scuro, evocando il dualismo tra spirito e materia.
NOTE PER IL COLLEZIONISTA
Questo pezzo è destinato a chi ricerca l'autenticità del Gothic-Chic o a chi desidera arricchire un cabinet of curiosities con un oggetto carico di simbolismo e storia. Le condizioni sono eccellenti, preservate nella loro integrità storica per non alterare l'aura di sacralità decadente che lo avvolge.
Il Riflesso del Sacro: L’Anima Oscura del Benitier di Laghet
Le ombre si allungavano sulle pareti del santuario di Notre Dame de Laghet, mentre il vento delle Alpi Marittime fischiava tra le pietre grigie della valle. All’interno, nel silenzio interrotto solo dallo sfrigolio di poche candele consumate, un artigiano osservava la sua opera finita. Non era una semplice acquasantiera. Era un monumento in miniatura, forgiato nel metallo bianco per riflettere la luce lunare. Aveva scelto una forma severa, a gradoni, ispirata alle guglie che sfidavano il cielo e alla nuova architettura che stava cambiando il volto delle città. Ma al centro, nel cuore del metallo, aveva inciso il sacro: la Vergine di Laghet, ieratica e potente, con lo scettro del comando e la corona delle regine antiche.
L'argento, ancora lucido sotto le sue dita, sembrava emanare un freddo soprannaturale. Sapeva che, con il passare dei decenni, quell'argento sarebbe mutato. Avrebbe assorbito il fumo degli incensi, l'umidità delle preghiere sussurrate e il tocco di migliaia di dita in cerca di protezione. Sarebbe diventato scuro, profondo, quasi nero nei recessi delle incisioni, trasformandosi in un oggetto d'ombra e di mistero.
Sotto la figura della Madonna, incastonò una piccola coppa di vetro, limpida come l'acqua di sorgente che scorreva nei sotterranei del santuario. Era il contrasto perfetto: la pesantezza eterna del metallo contro la fragilità trasparente del cristallo.
Quell'oggetto non era destinato a una chiesa fastosa, ma alla parete di una dimora austera, in una stanza dove il tempo sembrava essersi fermato. Doveva essere l'ultima cosa che un fedele avrebbe toccato prima di immergersi nel sonno e la prima al risveglio, un talismano contro le tenebre del mondo esterno.
Oggi, quella stessa acquasantiera porta i segni di quel tempo trascorso. La sua superficie ossidata racconta di stanze silenziose e di una devozione che non ha bisogno di parole, ma solo del riflesso cupo del metallo e della fredda purezza del vetro. È un'eco gotica che sopravvive al suo creatore, un ponte d'argento tra il visibile e l'invisibile.
Nb l’oggetto presenta segni di usura e scolorimento dovuti all’età che la rendono più affascinante
ACQUASANTIERA NOTRE DAME DE LAGHET – METALLO ARGENTATO E CRISTALLO – ESTETICA GOTICO-MONUMENTALE
DESCRIZIONE DELL’OPERA
Si propone un pezzo d'altare di rara intensità, un benitier da parete che incarna la solennità delle antiche cattedrali francesi. Originario del Santuario di Notre Dame de Laghet, questo oggetto non è una semplice suppellettile, ma un frammento di devozione storica che fonde la ieraticità del medioevo con le linee architettoniche del primo Novecento.
L’ESTETICA DELLE OMBRE
l'oggetto è dominato da una placca in metallo argentato che, nel corso dei decenni, ha maturato una patina scura e profonda. Questa ossidazione naturale non è un segno di usura, ma un elemento estetico fondamentale: esalta i contrasti tra le zone in rilievo e i recessi d'ombra, conferendo all'opera un carattere spettrale e maestoso, tipico dell'arte sacra più austera.
DETTAGLI ICONOGRAFICI E ARCHITETTONICI
Il medaglione centrale è il cuore pulsante dell'opera: una raffigurazione cesellata della Vergine di Laghet. La figura appare come una regina antica, coronata e armata di scettro, stagliata contro un paesaggio montano inciso con precisione chirurgica. La cornice metallica, con il suo design a gradoni, richiama la verticalità delle guglie gotiche e la severità delle strutture monumentali, creando un ponte visivo tra la terra e il sacro.
COMPOSIZIONE MATERIALE
La struttura è realizzata in metallo argentato di alto spessore, solido e pesante al tatto. Nella parte inferiore, un supporto ad anello accoglie la vaschetta originale in vetro stampato. La trasparenza del vetro, destinato a contenere l'acqua benedetta, crea un contrasto magnetico con la densità del metallo scuro, evocando il dualismo tra spirito e materia.
NOTE PER IL COLLEZIONISTA
Questo pezzo è destinato a chi ricerca l'autenticità del Gothic-Chic o a chi desidera arricchire un cabinet of curiosities con un oggetto carico di simbolismo e storia. Le condizioni sono eccellenti, preservate nella loro integrità storica per non alterare l'aura di sacralità decadente che lo avvolge.
Il Riflesso del Sacro: L’Anima Oscura del Benitier di Laghet
Le ombre si allungavano sulle pareti del santuario di Notre Dame de Laghet, mentre il vento delle Alpi Marittime fischiava tra le pietre grigie della valle. All’interno, nel silenzio interrotto solo dallo sfrigolio di poche candele consumate, un artigiano osservava la sua opera finita. Non era una semplice acquasantiera. Era un monumento in miniatura, forgiato nel metallo bianco per riflettere la luce lunare. Aveva scelto una forma severa, a gradoni, ispirata alle guglie che sfidavano il cielo e alla nuova architettura che stava cambiando il volto delle città. Ma al centro, nel cuore del metallo, aveva inciso il sacro: la Vergine di Laghet, ieratica e potente, con lo scettro del comando e la corona delle regine antiche.
L'argento, ancora lucido sotto le sue dita, sembrava emanare un freddo soprannaturale. Sapeva che, con il passare dei decenni, quell'argento sarebbe mutato. Avrebbe assorbito il fumo degli incensi, l'umidità delle preghiere sussurrate e il tocco di migliaia di dita in cerca di protezione. Sarebbe diventato scuro, profondo, quasi nero nei recessi delle incisioni, trasformandosi in un oggetto d'ombra e di mistero.
Sotto la figura della Madonna, incastonò una piccola coppa di vetro, limpida come l'acqua di sorgente che scorreva nei sotterranei del santuario. Era il contrasto perfetto: la pesantezza eterna del metallo contro la fragilità trasparente del cristallo.
Quell'oggetto non era destinato a una chiesa fastosa, ma alla parete di una dimora austera, in una stanza dove il tempo sembrava essersi fermato. Doveva essere l'ultima cosa che un fedele avrebbe toccato prima di immergersi nel sonno e la prima al risveglio, un talismano contro le tenebre del mondo esterno.
Oggi, quella stessa acquasantiera porta i segni di quel tempo trascorso. La sua superficie ossidata racconta di stanze silenziose e di una devozione che non ha bisogno di parole, ma solo del riflesso cupo del metallo e della fredda purezza del vetro. È un'eco gotica che sopravvive al suo creatore, un ponte d'argento tra il visibile e l'invisibile.
Nb l’oggetto presenta segni di usura e scolorimento dovuti all’età che la rendono più affascinante

