Gio: Fr. Loredano - Bizzarrie Academiche - 1684





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卖家的描述
Bizzarrie Accademiche di Gio. Francesco Loredano, Nobile Veneto. Parte Prima e Seconda. Venezia, Appresso Steffano Curti, 1684.
Edizione completa in un volume delle due parti delle Bizzarrie Accademiche di Giovanni Francesco Loredano (o Loredan, 1607-1661), nobile veneziano, scrittore e fondatore nel 1630 dell’Accademia degli Incogniti, uno dei più influenti circoli letterari e intellettuali del Seicento veneziano.
In-12° (circa 13,5 × 7 cm). Pp. 315, [1]; [8], 13-248, [16]. Due frontespizi autonomi entro cornice tipografica, entrambi con vignetta silografica raffigurante un cesto di frutta e fiori. Carattere romano e corsivo; testatine, finalini e iniziali ornate. Legatura coeva in pergamena floscia (o “alla veneziana”), con titolo manoscritto al dorso (“Bizzarrie di Loredano” o simile).
Contenuto
• Parte Prima: raccolta di discorsi e “bizzarrie” accademiche di carattere paradossale, morale, amoroso ed erudito (es. “Se l’arrossire sia indizio di virtù”, “Perché Marte dall’antichità sia finto amante”, “I pregiudizi della bella creanza”, “Gli amori sacrileghi”, “Perché i medici procurino d’avere la barba grande”, ecc.). Include inoltre altre composizioni dello stesso autore: la Morte del Volestain, la Vita del Cavalier Marino e un’Oda di Pietro Michieli, nobile veneto.
• Parte Seconda: ulteriori discorsi accademici, con l’aggiunta dei Ragguagli di Parnaso e de Gli Amori Infelici (Narrazione favolosa, riscrittura in prosa dell’episodio ovidiano di Piramo e Tisbe).
Le Bizzarrie rappresentano una delle più tipiche e longeve espressioni della cultura “incognita”: discorsi arguti, spesso paradossali o “bizzarri”, in cui l’erudizione classica e moderna si mescola a temi galanti, morali e di costume, secondo il gusto libertino e mondano dell’Accademia veneziana.
Condizioni
Carta con diffuse macchie e bruniture; segni di camminamenti di tarli nella parte finale alla costa. Legatura in pergamena antica consunta e ingiallita, con qualche difetto e traccia d’uso secolare, ma ancora solida. Annotazione di possesso manoscritta al frontespizio della Parte Prima: “Ex Libris Petri Stephani Speranza”.
Importanza e rarità
Giovan Francesco Loredano fu figura centrale della vita letteraria e politica veneziana del Seicento: patrizio, magistrato, fondatore e “principe” degli Incogniti. Le sue Bizzarrie Accademiche, uscite a partire dagli anni Trenta e ristampate più volte nel corso del secolo, costituiscono una delle testimonianze più vive e rappresentative dell’accademismo veneziano barocco, a metà strada tra trattatistica, letterature di costume e divertissement intellettuale.
L’edizione Curti del 1684, in piccolo formato tascabile, è una delle ultime seicentesche e riunisce entrambe le parti con gli appendici. Non comune completa e in legatura coeva; gli esemplari con annotazioni di provenienza secentesca o settecentesca (come il presente) sono particolarmente ricercati da collezionisti di libri veneziani e di storia delle accademie.
Esemplare di sicuro interesse bibliografico e collezionistico, testimonianza autentica della vivace cultura letteraria della Serenissima.
Bizzarrie Accademiche di Gio. Francesco Loredano, Nobile Veneto. Parte Prima e Seconda. Venezia, Appresso Steffano Curti, 1684.
Edizione completa in un volume delle due parti delle Bizzarrie Accademiche di Giovanni Francesco Loredano (o Loredan, 1607-1661), nobile veneziano, scrittore e fondatore nel 1630 dell’Accademia degli Incogniti, uno dei più influenti circoli letterari e intellettuali del Seicento veneziano.
In-12° (circa 13,5 × 7 cm). Pp. 315, [1]; [8], 13-248, [16]. Due frontespizi autonomi entro cornice tipografica, entrambi con vignetta silografica raffigurante un cesto di frutta e fiori. Carattere romano e corsivo; testatine, finalini e iniziali ornate. Legatura coeva in pergamena floscia (o “alla veneziana”), con titolo manoscritto al dorso (“Bizzarrie di Loredano” o simile).
Contenuto
• Parte Prima: raccolta di discorsi e “bizzarrie” accademiche di carattere paradossale, morale, amoroso ed erudito (es. “Se l’arrossire sia indizio di virtù”, “Perché Marte dall’antichità sia finto amante”, “I pregiudizi della bella creanza”, “Gli amori sacrileghi”, “Perché i medici procurino d’avere la barba grande”, ecc.). Include inoltre altre composizioni dello stesso autore: la Morte del Volestain, la Vita del Cavalier Marino e un’Oda di Pietro Michieli, nobile veneto.
• Parte Seconda: ulteriori discorsi accademici, con l’aggiunta dei Ragguagli di Parnaso e de Gli Amori Infelici (Narrazione favolosa, riscrittura in prosa dell’episodio ovidiano di Piramo e Tisbe).
Le Bizzarrie rappresentano una delle più tipiche e longeve espressioni della cultura “incognita”: discorsi arguti, spesso paradossali o “bizzarri”, in cui l’erudizione classica e moderna si mescola a temi galanti, morali e di costume, secondo il gusto libertino e mondano dell’Accademia veneziana.
Condizioni
Carta con diffuse macchie e bruniture; segni di camminamenti di tarli nella parte finale alla costa. Legatura in pergamena antica consunta e ingiallita, con qualche difetto e traccia d’uso secolare, ma ancora solida. Annotazione di possesso manoscritta al frontespizio della Parte Prima: “Ex Libris Petri Stephani Speranza”.
Importanza e rarità
Giovan Francesco Loredano fu figura centrale della vita letteraria e politica veneziana del Seicento: patrizio, magistrato, fondatore e “principe” degli Incogniti. Le sue Bizzarrie Accademiche, uscite a partire dagli anni Trenta e ristampate più volte nel corso del secolo, costituiscono una delle testimonianze più vive e rappresentative dell’accademismo veneziano barocco, a metà strada tra trattatistica, letterature di costume e divertissement intellettuale.
L’edizione Curti del 1684, in piccolo formato tascabile, è una delle ultime seicentesche e riunisce entrambe le parti con gli appendici. Non comune completa e in legatura coeva; gli esemplari con annotazioni di provenienza secentesca o settecentesca (come il presente) sono particolarmente ricercati da collezionisti di libri veneziani e di storia delle accademie.
Esemplare di sicuro interesse bibliografico e collezionistico, testimonianza autentica della vivace cultura letteraria della Serenissima.

