八吉祥 - 古董 - 阿格尼,仪式之火,是耆那教复杂礼拜仪式的宝贵见证。 - 1850-1900 英屬印度(1858-1947) - 照明之焰





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賣家描述
Agni,il Fuoco rituale devozionale jainista in legno dipinto con simboli Ashtamangala – Gujarat/Rajasthan, India, XIX secolo
Raro e suggestivo oggetto rituale/devozionale che costituisce una preziosa e rarissima testimonianza della complessa liturgia e cosmologia del Giainismo in India, ascrivibile con certezza a un arco temporale compreso tra la metà il Diciannovesimo secolo e le primissimi anni del Ventesimo, nel pieno della transizione artistica tra il tardo periodo Mughal e le influenze regionali Maratha. L'opera è realizzata a mano e si configura come una sontuosa ed evocativa rappresentazione plastica del Fuoco Sacro, un elemento simbolico di massima rilevanza rituale legato alla purificazione dell'anima e alla luce della conoscenza suprema dei Tirthankara. All'interno del nucleo degli Astamangala, ovvero gli otto simboli giainisti di buon auspicio, questa splendida creazione si ricollega direttamente al concetto di Dipa दीप o Agni अग्नि, la fiamma perenne dell'illuminazione spirituale che distrugge l'oscurità dell'ignoranza karmica, talvolta stilizzata nelle complesse geometrie fiammeggianti del Nandavarta नन्दावर्त. La struttura compositiva del manufatto si eleva con straordinario equilibrio a partire da una solida base circolare modanata a calice, decorata lungo la sua superficie da una ricca e dettagliata pittura a motivi floreali e geometrici, caratterizzata da petali sinuosi finemente tracciati nei toni tradizionali del rosso vivo e del nero su fondo oro. Dalla sommità di questo bacino fiorisce una fitta ed elaborata raggiera di fiamme tridimensionali cuspidate, che riproducono la forma dinamica e ascendente delle lingue di fuoco rituali. Ciascun elemento conico è dipinto alla base con una vibrante transizione cromatica rosso arancio e culmina verso l'alto in una serie di preziose lumeggiature dorate, originariamente stese per riflettere la luce tremolante dei templi indiani, simulando in questo modo il fulgore reale di un incendio sacro. Al centro geometrico della scultura svetta un pilastro ligneo portante che culmina nella parte apicale con un antico anello in ferro battuto coevo, un dispositivo strutturale che veniva utilizzato anticamente per la sospensione cerimoniale del manufatto o per la sua movimentazione durante le solenni processioni all'interno delle aree sacre templari.
Lo stato di conservazione è buona e coerente per un'opera lignea di questa antichità e natura, mostrando una patina del tempo che esalta la vivacità dei pigmenti naturali originari e la delicatezza della doratura superficiale. Le piccole e fisiologiche cadute di colore riscontrabili sui rilievi delle punte non fanno che comprovare l'autenticità storica e l'effettivo utilizzo devozionale del pezzo, aumentandone considerevolmente il fascino storico e l'interesse antiquariale.
Agni,il Fuoco rituale devozionale jainista in legno dipinto con simboli Ashtamangala – Gujarat/Rajasthan, India, XIX secolo
Raro e suggestivo oggetto rituale/devozionale che costituisce una preziosa e rarissima testimonianza della complessa liturgia e cosmologia del Giainismo in India, ascrivibile con certezza a un arco temporale compreso tra la metà il Diciannovesimo secolo e le primissimi anni del Ventesimo, nel pieno della transizione artistica tra il tardo periodo Mughal e le influenze regionali Maratha. L'opera è realizzata a mano e si configura come una sontuosa ed evocativa rappresentazione plastica del Fuoco Sacro, un elemento simbolico di massima rilevanza rituale legato alla purificazione dell'anima e alla luce della conoscenza suprema dei Tirthankara. All'interno del nucleo degli Astamangala, ovvero gli otto simboli giainisti di buon auspicio, questa splendida creazione si ricollega direttamente al concetto di Dipa दीप o Agni अग्नि, la fiamma perenne dell'illuminazione spirituale che distrugge l'oscurità dell'ignoranza karmica, talvolta stilizzata nelle complesse geometrie fiammeggianti del Nandavarta नन्दावर्त. La struttura compositiva del manufatto si eleva con straordinario equilibrio a partire da una solida base circolare modanata a calice, decorata lungo la sua superficie da una ricca e dettagliata pittura a motivi floreali e geometrici, caratterizzata da petali sinuosi finemente tracciati nei toni tradizionali del rosso vivo e del nero su fondo oro. Dalla sommità di questo bacino fiorisce una fitta ed elaborata raggiera di fiamme tridimensionali cuspidate, che riproducono la forma dinamica e ascendente delle lingue di fuoco rituali. Ciascun elemento conico è dipinto alla base con una vibrante transizione cromatica rosso arancio e culmina verso l'alto in una serie di preziose lumeggiature dorate, originariamente stese per riflettere la luce tremolante dei templi indiani, simulando in questo modo il fulgore reale di un incendio sacro. Al centro geometrico della scultura svetta un pilastro ligneo portante che culmina nella parte apicale con un antico anello in ferro battuto coevo, un dispositivo strutturale che veniva utilizzato anticamente per la sospensione cerimoniale del manufatto o per la sua movimentazione durante le solenni processioni all'interno delle aree sacre templari.
Lo stato di conservazione è buona e coerente per un'opera lignea di questa antichità e natura, mostrando una patina del tempo che esalta la vivacità dei pigmenti naturali originari e la delicatezza della doratura superficiale. Le piccole e fisiologiche cadute di colore riscontrabili sui rilievi delle punte non fanno che comprovare l'autenticità storica e l'effettivo utilizzo devozionale del pezzo, aumentandone considerevolmente il fascino storico e l'interesse antiquariale.

