Pittore cortonesco (XVII) - Immacolata





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十七世紀意大利Pittore cortonesco作品Immacolata油畫,銅版材質,八角形,尺寸26.5 x 21 cm,品相良好,未簽名,含框架。
賣家描述
Pittore cortonesco, XVII secolo
Immacolata
Olio su rame, cm 26,5 x 21
Piccolo dipinto a olio su rame, di forma ottagonale allungata, raffigurante l'Immacolata Concezione secondo l'iconografia tradizionale: la Vergine, vestita di rosso e avvolta in un ampio manto blu, è ritratta in piedi sulla mezzaluna, le mani incrociate sul petto in gesto di umile raccoglimento, il volto reclinato e gli occhi chiusi, mentre ai suoi piedi giace sconfitto il drago, simbolo del peccato originale vinto dalla purezza mariana. Il capo è cinto da una corona di stelle, allusione ai versetti dell'Apocalisse che alimentano la devozione e l'iconografia legate al dogma dell'Immacolata.
La composizione si rifà al grande modello elaborato da Pietro da Cortona per la pala dell'Immacolata Concezione oggi nella chiesa di San Filippo Neri a Perugia, di cui il pittore di questo rametto riprende la figura della Vergine, la mezzaluna e il drago. La fortuna dell'invenzione cortonesca, capace di imporsi come riferimento per innumerevoli varianti dello stesso soggetto in tutta la penisola, si deve in larga parte alla diffusione delle stampe, in particolare alle incisioni realizzate da François Spierre nella seconda metà del Seicento, che permisero di far conoscere il modello cortonesco anche fuori dai confini umbri, mettendolo a disposizione di pittori attivi in contesti diversi. Rispetto alla maggioranza dei dipinti che riprendono questo soggetto, qui lo sfondo abbandona il consueto cielo gremito di nubi e volti angelici per un paesaggio collinare sobrio, con una città arroccata su un'altura resa a finissima punta di pennello.
Un confronto utile per inquadrare la cultura figurativa cortonesca entro cui si muove l'autore di questa tavola si trova nelle decorazioni di Palazzo Pitti dipinte dallo stesso Pietro da Cortona: molti volti femminili della Sala di Giove condividono con la Vergine qui rappresentata la medesima dolcezza, lo stesso modo di piegare il capo a occhi chiusi sulla spalla, lo stesso sorriso lieve e composto.
Il formato ottagonale e il supporto in rame, superficie liscia e compatta ideale per una pittura di minuzioso dettaglio, collocano l'opera nella fiorente produzione di piccoli dipinti devozionali destinati agli ambienti domestici e agli oratori privati, assai diffusa nel Seicento: opere di dimensioni contenute, pensate per la meditazione personale, spesso replicate a partire da modelli di grande successo come quello cortonesco.
La cornice è fornita in omaggio, di conseguenza non può essere motivo di reso o reclamo.
Per i dipinti acquistati all'estero: dopo il pagamento verrà avviata la procedura per ottenere la licenza di esportazione (ALC). Tutti i pezzi d'antiquariato inviati all'estero dall'Italia hanno bisogno di questo documento, rilasciato dal Ministero dei Beni Culturali. La procedura potrebbe richiedere da 3 a 5 settimane dalla richiesta, quindi, non appena avremo il documento verrà spedito il dipinto.
Pittore cortonesco, XVII secolo
Immacolata
Olio su rame, cm 26,5 x 21
Piccolo dipinto a olio su rame, di forma ottagonale allungata, raffigurante l'Immacolata Concezione secondo l'iconografia tradizionale: la Vergine, vestita di rosso e avvolta in un ampio manto blu, è ritratta in piedi sulla mezzaluna, le mani incrociate sul petto in gesto di umile raccoglimento, il volto reclinato e gli occhi chiusi, mentre ai suoi piedi giace sconfitto il drago, simbolo del peccato originale vinto dalla purezza mariana. Il capo è cinto da una corona di stelle, allusione ai versetti dell'Apocalisse che alimentano la devozione e l'iconografia legate al dogma dell'Immacolata.
La composizione si rifà al grande modello elaborato da Pietro da Cortona per la pala dell'Immacolata Concezione oggi nella chiesa di San Filippo Neri a Perugia, di cui il pittore di questo rametto riprende la figura della Vergine, la mezzaluna e il drago. La fortuna dell'invenzione cortonesca, capace di imporsi come riferimento per innumerevoli varianti dello stesso soggetto in tutta la penisola, si deve in larga parte alla diffusione delle stampe, in particolare alle incisioni realizzate da François Spierre nella seconda metà del Seicento, che permisero di far conoscere il modello cortonesco anche fuori dai confini umbri, mettendolo a disposizione di pittori attivi in contesti diversi. Rispetto alla maggioranza dei dipinti che riprendono questo soggetto, qui lo sfondo abbandona il consueto cielo gremito di nubi e volti angelici per un paesaggio collinare sobrio, con una città arroccata su un'altura resa a finissima punta di pennello.
Un confronto utile per inquadrare la cultura figurativa cortonesca entro cui si muove l'autore di questa tavola si trova nelle decorazioni di Palazzo Pitti dipinte dallo stesso Pietro da Cortona: molti volti femminili della Sala di Giove condividono con la Vergine qui rappresentata la medesima dolcezza, lo stesso modo di piegare il capo a occhi chiusi sulla spalla, lo stesso sorriso lieve e composto.
Il formato ottagonale e il supporto in rame, superficie liscia e compatta ideale per una pittura di minuzioso dettaglio, collocano l'opera nella fiorente produzione di piccoli dipinti devozionali destinati agli ambienti domestici e agli oratori privati, assai diffusa nel Seicento: opere di dimensioni contenute, pensate per la meditazione personale, spesso replicate a partire da modelli di grande successo come quello cortonesco.
La cornice è fornita in omaggio, di conseguenza non può essere motivo di reso o reclamo.
Per i dipinti acquistati all'estero: dopo il pagamento verrà avviata la procedura per ottenere la licenza di esportazione (ALC). Tutti i pezzi d'antiquariato inviati all'estero dall'Italia hanno bisogno di questo documento, rilasciato dal Ministero dei Beni Culturali. La procedura potrebbe richiedere da 3 a 5 settimane dalla richiesta, quindi, non appena avremo il documento verrà spedito il dipinto.

