Silvio Bicchi (1874-1948) - Il carretto rosso






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Η κόκκινη καρότσα, παστέλ σε χαρτί του Silvio Bicchi (1874–1948), ιμπρεσιονισμός, Ιταλία, 1900, 55 × 66 cm, πωλείται με κάδρο, αρχική έκδοση, σε εξαιρετική κατάσταση.
Περιγραφή από τον πωλητή
Silvio Bicchi (Livorno, 1874 – Firenze, 1948), Il carretto rozzo, pastello su carta, la sola opera misura 43x29 cm, firmato in basso a sinistra. In cornice coeva con restauri e segni del tempo (in regalo). Opera di grande impatto e di ottima qualità esecutiva.
Silvio Bicchi si affermò, dopo essere stato con suo fratello Ottorino Bicchi allievo del Fattori all'Accademia delle Belle Arti di Firenze, con una serie di illustrazioni della Divina Commedia. Fu quindi a Parigi, poi a Londra, dove risentì profondamente l'influenza dei grandi ritrattisti inglesi.
Durante il suo successivo soggiorno nell'America settentrionale raggiunse larga popolarità e dove, tra l'altro, nel 1893 vinse il concorso per la fusione delle porte della Biblioteca di Boston. In seguito ritornò in Italia ove continuò ad operare prediligendo soggetti di genere popolare ed usando di preferenza la tecnica a tempera ed a pastello.
Partecipò a due edizioni della Esposizione internazionale d'arte di Venezia quella del 1914 e quella dl 1920.
Tra il 1927 e il 1928 assume la direzione artistica della fabbrica Ceramiche Milani. Realizza in Vvta opere anche con la tecnica dell'affresco tra le opere note gli affreschi della Biblioteca della Villa Magni-Rizzoli a Canzo.
Silvio Bicchi (Livorno, 1874 – Firenze, 1948), Il carretto rozzo, pastello su carta, la sola opera misura 43x29 cm, firmato in basso a sinistra. In cornice coeva con restauri e segni del tempo (in regalo). Opera di grande impatto e di ottima qualità esecutiva.
Silvio Bicchi si affermò, dopo essere stato con suo fratello Ottorino Bicchi allievo del Fattori all'Accademia delle Belle Arti di Firenze, con una serie di illustrazioni della Divina Commedia. Fu quindi a Parigi, poi a Londra, dove risentì profondamente l'influenza dei grandi ritrattisti inglesi.
Durante il suo successivo soggiorno nell'America settentrionale raggiunse larga popolarità e dove, tra l'altro, nel 1893 vinse il concorso per la fusione delle porte della Biblioteca di Boston. In seguito ritornò in Italia ove continuò ad operare prediligendo soggetti di genere popolare ed usando di preferenza la tecnica a tempera ed a pastello.
Partecipò a due edizioni della Esposizione internazionale d'arte di Venezia quella del 1914 e quella dl 1920.
Tra il 1927 e il 1928 assume la direzione artistica della fabbrica Ceramiche Milani. Realizza in Vvta opere anche con la tecnica dell'affresco tra le opere note gli affreschi della Biblioteca della Villa Magni-Rizzoli a Canzo.
