Giacomo Minasi - Maria Mater Gratiarum





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“Maria Mater Gratiarum”.
Rara e raffinata stampa popolare devozionale di alta committenza dell'incisore Giacomo Minasi, che traspone fedelmente un'invenzione pittorica di Pietro Saja. L'opera si colloca ai vertici dell'incisione neoclassica meridionale d'inizio Ottocento ed è caratterizzata da una resa chiaroscurale di eccezionale morbidezza, in particolare nei passaggi volumetrici dei volti e nei panneggi, eseguiti con il tipico stile appreso oltremanica da Minasi.
Il foglio presenta un'altissima rilevanza storico-politica, legata alla propaganda culturale della dinastia borbonica in esilio a Londra durante le Guerre Napoleoniche.
In quel clima di guerra e precarietà, la corte borbonica utilizzava l'arte e la religione come strumenti di propaganda.
Rilanciare l'immagine di Ferdinando come "Re Pientissimo" (Re devotissimo), protettore della fede cristiana contro l'ateismo o la secolarizzazione portati dall'invasione napoleonica.
Rafforzare il legame tra il diritto divino del Re e il popolo nei territori rimasti fedeli (la Sicilia e parte della Calabria indomita).
L'esemplare è conservato all'interno della sua importante incorniciatura originale coeva dell'Ottocento, dotata sul retro di chiusura a incarto storica mai manomessa.
Spicca per pregio il passepartout interno metallico in lamina d'ottone impresso a sbalzo con motivi floreali e doratura d'epoca, elemento che denota il carattere di lusso del manufatto d'origine.
La struttura lignea e l'incarto posteriore sono integri. La lamina metallica interna mostra una patina d'epoca autentica e stabile, con microscopiche aree scure da naturale ossidazione del rame/zinco nei punti di assottigliamento della microscopica doratura originale, elemento considerato di grande valore documentario per i collezionisti di antiquariato.
Buono stato di conservazione generale. Il foglio presenta le naturali fioriture (foxing) e bruniture del tempo dovute all'invecchiamento organico della carta d'epoca e alla secolare permanenza sotto vetro, che ne attestano l'assoluta integrità.
L'opera non è stata esaminata fuori dalla cornice per preservare la sigillatura originale.
La struttura lignea e l'incarto posteriore sono integri. La lamina metallica interna mostra una patina d'epoca autentica e stabile, con microscopiche aree scure da naturale ossidazione del rame/zinco nei punti di assottigliamento della microscopica doratura originale, elemento considerato di grande valore documentario per i collezionisti di antiquariato dell'Italia meridionale.
Giacomo Minasi incise questa lastra a Londra, che all'epoca era la capitale mondiale dell'editoria e della stampa d'arte. Nel mercato della grafica inglese del Settecento e dell'Ottocento, era una consuetudine rigidamente regolata (spesso legata alle leggi sul diritto d'autore come il Copyright Act) inserire la data esatta di pubblicazione (Publication Line) sotto l'immagine per tutelare la proprietà intellettuale della lastra.
Minasi unì questa usanza tecnica alla ricorrenza sacra.
In sintesi, quel "25 dicembre 1810" trasforma la stampa da semplice oggetto religioso a un vero e proprio manifesto politico e di fede, lanciato da Londra e dalla Sicilia borbonica contro l'egemonia di Napoleone in Europa.
Rarità!
“Maria Mater Gratiarum”.
Rara e raffinata stampa popolare devozionale di alta committenza dell'incisore Giacomo Minasi, che traspone fedelmente un'invenzione pittorica di Pietro Saja. L'opera si colloca ai vertici dell'incisione neoclassica meridionale d'inizio Ottocento ed è caratterizzata da una resa chiaroscurale di eccezionale morbidezza, in particolare nei passaggi volumetrici dei volti e nei panneggi, eseguiti con il tipico stile appreso oltremanica da Minasi.
Il foglio presenta un'altissima rilevanza storico-politica, legata alla propaganda culturale della dinastia borbonica in esilio a Londra durante le Guerre Napoleoniche.
In quel clima di guerra e precarietà, la corte borbonica utilizzava l'arte e la religione come strumenti di propaganda.
Rilanciare l'immagine di Ferdinando come "Re Pientissimo" (Re devotissimo), protettore della fede cristiana contro l'ateismo o la secolarizzazione portati dall'invasione napoleonica.
Rafforzare il legame tra il diritto divino del Re e il popolo nei territori rimasti fedeli (la Sicilia e parte della Calabria indomita).
L'esemplare è conservato all'interno della sua importante incorniciatura originale coeva dell'Ottocento, dotata sul retro di chiusura a incarto storica mai manomessa.
Spicca per pregio il passepartout interno metallico in lamina d'ottone impresso a sbalzo con motivi floreali e doratura d'epoca, elemento che denota il carattere di lusso del manufatto d'origine.
La struttura lignea e l'incarto posteriore sono integri. La lamina metallica interna mostra una patina d'epoca autentica e stabile, con microscopiche aree scure da naturale ossidazione del rame/zinco nei punti di assottigliamento della microscopica doratura originale, elemento considerato di grande valore documentario per i collezionisti di antiquariato.
Buono stato di conservazione generale. Il foglio presenta le naturali fioriture (foxing) e bruniture del tempo dovute all'invecchiamento organico della carta d'epoca e alla secolare permanenza sotto vetro, che ne attestano l'assoluta integrità.
L'opera non è stata esaminata fuori dalla cornice per preservare la sigillatura originale.
La struttura lignea e l'incarto posteriore sono integri. La lamina metallica interna mostra una patina d'epoca autentica e stabile, con microscopiche aree scure da naturale ossidazione del rame/zinco nei punti di assottigliamento della microscopica doratura originale, elemento considerato di grande valore documentario per i collezionisti di antiquariato dell'Italia meridionale.
Giacomo Minasi incise questa lastra a Londra, che all'epoca era la capitale mondiale dell'editoria e della stampa d'arte. Nel mercato della grafica inglese del Settecento e dell'Ottocento, era una consuetudine rigidamente regolata (spesso legata alle leggi sul diritto d'autore come il Copyright Act) inserire la data esatta di pubblicazione (Publication Line) sotto l'immagine per tutelare la proprietà intellettuale della lastra.
Minasi unì questa usanza tecnica alla ricorrenza sacra.
In sintesi, quel "25 dicembre 1810" trasforma la stampa da semplice oggetto religioso a un vero e proprio manifesto politico e di fede, lanciato da Londra e dalla Sicilia borbonica contro l'egemonia di Napoleone in Europa.
Rarità!

