Diego Randazzo
Παρτίδες
Da sempre incuriosito e appassionato di immagini e di immagini in movimento, il mio approccio negli anni si è precisato in una visione non etichettabile, perché è proprio il situarsi ai confini delle categorie (discipline/linguaggi) la qualità per cui si distingue. Ma in un mondo fatto di nomenclature, classificazioni e generi posso cercare di definire i miei interessi nei seguenti filoni: – I linguaggi (cinema, pittura, fotografia) e la loro sovversione, spesso denunciandone l’inafferrabilità, la corruttibilità, la trasversalità. Mi pongo sempre all’interno di una riflessione teorica e tecnica sul loro statuto. – La finzione, il falso, l’enigma, il subliminale ed il non detto in una ricerca raffinata di racconto non lineare, fatto di dettagli e sineddoche. – La comparazione e le affinità tra Immagini di natura diversa (cinematografica, pittorica e fotografica) spesso accostate a formare gruppi e moltitudini. – Lo scavo nella memoria, intesa sia come memoria collettiva (raccontata attraverso testimonianze come nell’opera #KIDS a Casa della Memoria di Milano) che come archivio di memorie intime e personali. – Il gioco: inteso come gioco tra linguaggi, tra immagine e parola (l’uso di frasi e citazioni creati con l’Ai) e tra immagini accostate che fanno intuire un intreccio ironico e giocoso. – La tecnologia e tutto l’apparato tecnologico sempre legato ad uno sviluppo ed una concezione analogica. – Il tempo: che si sostanzia attraverso una riflessione profonda sull’immagine in movimento, nell’idea di sequenza e di concatenazioni di eventi e soggetti disparati. Diego Randazzo