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Gino Coppedé - Castelli e Ville di Gino Coppedé - 1914
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Gino Coppedé - Castelli e Ville di Gino Coppedé - 1914

Castelli e Ville di Gino Coppedé Editore Leonardo Preiss Milano Stampato nel 1914 Edizione di lusso contenente 60 tavola a piena pagina con fotografie di ville o castelli disegnate da Gino Coppedé. Gino Coppedè, all'anagrafe Luigi Coppedè (Firenze, 26 settembre 1866 – Roma, 20 settembre 1927), è stato un architetto, scultore e decoratore italiano. Fu un artista eclettico e sviluppò un suo stile ornamentale che coincise, nella scelta di alcuni motivi, con i caratteri più immediati dello stile Liberty. Nacque a Firenze nel 1866 da Mariano Coppedè e Antonietta Bizzarri, fratello di Adolfo Coppedè anch'egli architetto (a cui si deve tra l'altro il Castello Cova di Milano). Studiò presso le Scuole Pie e la Scuola Professionale di Arti Decorative Industriali di Firenze, ottenendovi il diploma. Tra il 1885 e il 1890 lavorò presso il laboratorio del padre, raggiungendo la piena padronanza dell'arte dell'intaglio e venendo a contatto con alcuni architetti toscani dell'epoca. Nel 1889 sposò Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale Romanelli, dalla quale ebbe tre figlie: Anna (1890), Matilde (1892) e Margherita (1897). Nel 1891 si iscrisse all'Accademia delle Belle Arti di Firenze e si diplomò professore di disegno architettonico a "unanimità dei voti e plauso". Tale diploma permetteva lo svolgimento della professione di architetto come, dagli anni '20 del Novecento, la rispettiva laurea. Insegnò quindi al Regio Orfanotrofio Puccini di Pistoia, collaborando con alcune fonderie della medesima città. Tra il 1890 e il 1893, Coppedè lavorò al castello di caccia del conte marchese Puccio, "Villa Puccio" a Capriata d'Orba. L'edificio di 1.900 mq prese poi il nome di Villa Val Lemme. Chiamato a Genova da Evan Mackenzie per la progettazione e la costruzione dell'omonimo castello (1890), questa fu la sua prima grande opera di successo. Si trasferì nel capoluogo ligure con la famiglia e, grazie a MacKenzie, ottenne numerosi incarichi e ricoprì diverse volte il ruolo di membro nella Commissione Municipale e della Commissione per il riordinamento dei Piani Regolatori. Fu nominato Accademico di Merito dell'Accademia Ligustica e, in seguito, Accademico delle Accademie di Perugia ed Urbino e Ingegnere della regia Scuola di Applicazioni per gli Ingegneri di Roma. Nel giugno del 1917 ottenne il Decreto di libera docenza in Architettura Generale presso la Regia Università di Pisa. Nel 1919 fu impegnato in diverse costruzioni a Roma, quelle che costituirono il complesso di edifici conosciuto come Quartiere Coppedè, e in altri edifici a Messina, sotto la committenza della ditta bancaria Fratelli Cerruti di Genova. A partire da quest'anno collaborò coi fratelli per l'arredamento di alcuni piroscafi del Lloyd Sabaudo e della Cosulich Società Triestina di Navigazione. Il 6 aprile 1920 morì a Genova la moglie e il 20 dicembre il padre Mariano Coppedè; Gino, insieme a suo fratello Adolfo Coppedè, subentrò quindi nella direzione de "La casa Artistica". Tra il 1920 e 1921 collaborò insieme all'ingegnere Ugolotti alla redazione del progetto per lo spostamento della Stazione di Roma Termini. Nel 1921 progettò sul lago di Como, dove soggiornava a Lierna, insieme al fratello Adolfo, il castello chiamato Villa La Gaeta (che fu anche location di un film di James Bond). Nel 1924 iniziò la costruzione del nuovo castello del Marchese de la Motilla a Siviglia. Nel 1926 fu nominato professore residente emerito dell'Accademia delle arti del disegno di Firenze. Morì il 20 settembre 1927 a Roma affetto da gangrena polmonare, in seguito a complicazioni intervenute dopo un'operazione. È sepolto a Firenze, nel cimitero di San Miniato a Monte, nella tomba di famiglia.

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Gino Coppedé - Castelli e Ville di Gino Coppedé - 1914

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Castelli e Ville di Gino Coppedé
Editore Leonardo Preiss Milano
Stampato nel 1914
Edizione di lusso contenente 60 tavola a piena pagina con fotografie di ville o castelli disegnate da Gino Coppedé.

Gino Coppedè, all'anagrafe Luigi Coppedè (Firenze, 26 settembre 1866 – Roma, 20 settembre 1927), è stato un architetto, scultore e decoratore italiano. Fu un artista eclettico e sviluppò un suo stile ornamentale che coincise, nella scelta di alcuni motivi, con i caratteri più immediati dello stile Liberty.
Nacque a Firenze nel 1866 da Mariano Coppedè e Antonietta Bizzarri, fratello di Adolfo Coppedè anch'egli architetto (a cui si deve tra l'altro il Castello Cova di Milano). Studiò presso le Scuole Pie e la Scuola Professionale di Arti Decorative Industriali di Firenze, ottenendovi il diploma. Tra il 1885 e il 1890 lavorò presso il laboratorio del padre, raggiungendo la piena padronanza dell'arte dell'intaglio e venendo a contatto con alcuni architetti toscani dell'epoca. Nel 1889 sposò Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale Romanelli, dalla quale ebbe tre figlie: Anna (1890), Matilde (1892) e Margherita (1897). Nel 1891 si iscrisse all'Accademia delle Belle Arti di Firenze e si diplomò professore di disegno architettonico a "unanimità dei voti e plauso". Tale diploma permetteva lo svolgimento della professione di architetto come, dagli anni '20 del Novecento, la rispettiva laurea. Insegnò quindi al Regio Orfanotrofio Puccini di Pistoia, collaborando con alcune fonderie della medesima città.

Tra il 1890 e il 1893, Coppedè lavorò al castello di caccia del conte marchese Puccio, "Villa Puccio" a Capriata d'Orba. L'edificio di 1.900 mq prese poi il nome di Villa Val Lemme.

Chiamato a Genova da Evan Mackenzie per la progettazione e la costruzione dell'omonimo castello (1890), questa fu la sua prima grande opera di successo. Si trasferì nel capoluogo ligure con la famiglia e, grazie a MacKenzie, ottenne numerosi incarichi e ricoprì diverse volte il ruolo di membro nella Commissione Municipale e della Commissione per il riordinamento dei Piani Regolatori. Fu nominato Accademico di Merito dell'Accademia Ligustica e, in seguito, Accademico delle Accademie di Perugia ed Urbino e Ingegnere della regia Scuola di Applicazioni per gli Ingegneri di Roma. Nel giugno del 1917 ottenne il Decreto di libera docenza in Architettura Generale presso la Regia Università di Pisa.

Nel 1919 fu impegnato in diverse costruzioni a Roma, quelle che costituirono il complesso di edifici conosciuto come Quartiere Coppedè, e in altri edifici a Messina, sotto la committenza della ditta bancaria Fratelli Cerruti di Genova. A partire da quest'anno collaborò coi fratelli per l'arredamento di alcuni piroscafi del Lloyd Sabaudo e della Cosulich Società Triestina di Navigazione.

Il 6 aprile 1920 morì a Genova la moglie e il 20 dicembre il padre Mariano Coppedè; Gino, insieme a suo fratello Adolfo Coppedè, subentrò quindi nella direzione de "La casa Artistica". Tra il 1920 e 1921 collaborò insieme all'ingegnere Ugolotti alla redazione del progetto per lo spostamento della Stazione di Roma Termini.

Nel 1921 progettò sul lago di Como, dove soggiornava a Lierna, insieme al fratello Adolfo, il castello chiamato Villa La Gaeta (che fu anche location di un film di James Bond).

Nel 1924 iniziò la costruzione del nuovo castello del Marchese de la Motilla a Siviglia. Nel 1926 fu nominato professore residente emerito dell'Accademia delle arti del disegno di Firenze.

Morì il 20 settembre 1927 a Roma affetto da gangrena polmonare, in seguito a complicazioni intervenute dopo un'operazione. È sepolto a Firenze, nel cimitero di San Miniato a Monte, nella tomba di famiglia.

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Tom Hopman
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