Pier Dandini (1646–1712), Sirkel av - David e Abigail






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David e Abigail, 1700-tallet, olje på lerret, Italia, bibelsk scen i barokk stil, tilskrevet Circolo di Pier Dandini og selges med gullramme; lerret 62,4 × 82,4 cm, ramme 73 × 93 × 5 cm.
Beskrivelse fra selgeren
Sirkelen av Pier Dandini
(Firenze, 1646 – 1712)
David og Abigail
Olje på lerret, cm. 62,4 x 82,4
Dimensjon med ramme, cm. 73 x 93 x 5 ca.
NOTE: Publikasjon katalog over verk i Intermidiart-samlingen. Garanti og lovlig opprinnelse. Verk med gullramme (defekter):
Presentiamo in catalogo un interessante dipinto a olio su tela di buona qualità pittorica raffigurante l’episodio biblico dell’incontro tra Davide e Abigail, tratto dal Primo Libro di Samuele (1 Samuele 25).
La scena rappresenta il momento in cui Abigail, donna saggia e virtuosa, si inginocchia dinanzi al futuro re Davide — raffigurato in una classica armatura all’antica e accompagnato da un cane e dai suoi soldati — per offrirgli doni e vettovaglie, placandone l’ira e salvando così la propria famiglia dalla vendetta provocata dall’insensatezza del marito Nabal.
La composizione, articolata in più gruppi di figure e sviluppata in un equilibrato formato medio, presenta una costruzione scenica dinamica e ben orchestrata. Sulla sinistra si distingue la figura di Davide, ritratto in armatura accanto al fedele cane, mentre il fulcro narrativo dell’opera è costituito dal gruppo posto in basso a destra, dove Abigail, inginocchiata al centro della scena, media la tensione del racconto attraverso un gesto eloquente e teatrale.
Il dipinto, tradizionalmente attribuito nella collezione di provenienza al pittore barocco fiammingo Abraham Willemsens (Anversa, 1614–1672), appare tuttavia più correttamente riferibile, con la dovuta prudenza, alla scuola di Pier Dandini (Firenze, 1646–1712), allievo e collaboratore del più celebre Vincenzo Dandini. Tale proposta attributiva trova riscontro nelle caratteristiche fisionomiche delle figure, contraddistinte da volti minuti e fortemente caratterizzati, spesso delineati da profili affilati e appuntiti.
La composizione, animata da un intenso senso del movimento, da una vibrante luminosità e dall’impiego di una tavolozza dai colori puri e brillanti, sembra collocarsi in una fase tarda dell’attività del maestro o della sua cerchia, quando risultano evidenti gli influssi della pittura fiorentina di Luca Giordano.
Nell’opera emergono infatti alcuni dei tratti distintivi del linguaggio di Pier Dandini: il raffinato lessico figurativo di matrice cortonesca, riconoscibile nel repertorio delle citazioni antiquarie, la monumentalità delle pose e l’accentuata intensità cromatica e luministica. Analoghe soluzioni stilistiche e compositive si riscontrano in diverse opere della maturità dell’artista, in particolare nella rotondità dei volti, nella pennellata sciolta e fluida e nell’impianto scenografico concitato e ricco di movimento, elementi che trovano significativi precedenti nella pittura di Livio Mehus, cui Dandini guardò con interesse.
Tra i principali protagonisti dell’evoluzione del tardo Barocco toscano, Pier Dandini fu autore di numerosi dipinti di soggetto storico, religioso e mitologico, nonché di un’imponente produzione grafica. Ottaviano Targioni Tozzetti, suo biografo e collezionista, ricorda infatti una raccolta di oltre millecinquecento disegni eseguiti dall’artista. Proveniente da una celebre famiglia di pittori, Dandini maturò il proprio linguaggio attraverso frequenti soggiorni a Bologna, Venezia, Modena e Roma. Protetto e sostenuto dalla famiglia Medici, in particolare dal principe Ferdinando e dal granduca di Toscana, ricevette importanti commissioni pubbliche e religiose. Tra le sue opere si ricordano gli interventi per le chiese fiorentine di San Jacopo Soprarno e San Frediano, le lunette per il complesso di San Giovannino degli Scolopi e il dipinto raffigurante San Francesco conservato nella basilica romana di Santa Maria Maggiore.
In merito al suo stato conservativo, la tela si presenta in condizioni generali discrete considerando l'epoca del dipinto, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano – a luce di Wood – alcuni restauri sparsi. Il dipinto potrebbe aver subito in passato una rintelatura con la sostituzione del telaio. Le misure della tela sono cm. 62,4 x 82,4. Il dipinto risulta impreziosita da una bella cornice dorata, di grande effetto (dimensione cornice cm. 73 x 93 x 5 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."
PROVENIENZA: Privatsamling
PUBLICAZIONE:
Uåpnet;
I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA katalog over maler fra samlingen i syklusen “I Miti e il territorio”, Forlag Lab_04, Marsala, 2026 (Pdf).
Ved salg utenfor Italias territorium må kjøperen vente på behandlingstiden for eksportpraksis.
Historien til selger
Sirkelen av Pier Dandini
(Firenze, 1646 – 1712)
David og Abigail
Olje på lerret, cm. 62,4 x 82,4
Dimensjon med ramme, cm. 73 x 93 x 5 ca.
NOTE: Publikasjon katalog over verk i Intermidiart-samlingen. Garanti og lovlig opprinnelse. Verk med gullramme (defekter):
Presentiamo in catalogo un interessante dipinto a olio su tela di buona qualità pittorica raffigurante l’episodio biblico dell’incontro tra Davide e Abigail, tratto dal Primo Libro di Samuele (1 Samuele 25).
La scena rappresenta il momento in cui Abigail, donna saggia e virtuosa, si inginocchia dinanzi al futuro re Davide — raffigurato in una classica armatura all’antica e accompagnato da un cane e dai suoi soldati — per offrirgli doni e vettovaglie, placandone l’ira e salvando così la propria famiglia dalla vendetta provocata dall’insensatezza del marito Nabal.
La composizione, articolata in più gruppi di figure e sviluppata in un equilibrato formato medio, presenta una costruzione scenica dinamica e ben orchestrata. Sulla sinistra si distingue la figura di Davide, ritratto in armatura accanto al fedele cane, mentre il fulcro narrativo dell’opera è costituito dal gruppo posto in basso a destra, dove Abigail, inginocchiata al centro della scena, media la tensione del racconto attraverso un gesto eloquente e teatrale.
Il dipinto, tradizionalmente attribuito nella collezione di provenienza al pittore barocco fiammingo Abraham Willemsens (Anversa, 1614–1672), appare tuttavia più correttamente riferibile, con la dovuta prudenza, alla scuola di Pier Dandini (Firenze, 1646–1712), allievo e collaboratore del più celebre Vincenzo Dandini. Tale proposta attributiva trova riscontro nelle caratteristiche fisionomiche delle figure, contraddistinte da volti minuti e fortemente caratterizzati, spesso delineati da profili affilati e appuntiti.
La composizione, animata da un intenso senso del movimento, da una vibrante luminosità e dall’impiego di una tavolozza dai colori puri e brillanti, sembra collocarsi in una fase tarda dell’attività del maestro o della sua cerchia, quando risultano evidenti gli influssi della pittura fiorentina di Luca Giordano.
Nell’opera emergono infatti alcuni dei tratti distintivi del linguaggio di Pier Dandini: il raffinato lessico figurativo di matrice cortonesca, riconoscibile nel repertorio delle citazioni antiquarie, la monumentalità delle pose e l’accentuata intensità cromatica e luministica. Analoghe soluzioni stilistiche e compositive si riscontrano in diverse opere della maturità dell’artista, in particolare nella rotondità dei volti, nella pennellata sciolta e fluida e nell’impianto scenografico concitato e ricco di movimento, elementi che trovano significativi precedenti nella pittura di Livio Mehus, cui Dandini guardò con interesse.
Tra i principali protagonisti dell’evoluzione del tardo Barocco toscano, Pier Dandini fu autore di numerosi dipinti di soggetto storico, religioso e mitologico, nonché di un’imponente produzione grafica. Ottaviano Targioni Tozzetti, suo biografo e collezionista, ricorda infatti una raccolta di oltre millecinquecento disegni eseguiti dall’artista. Proveniente da una celebre famiglia di pittori, Dandini maturò il proprio linguaggio attraverso frequenti soggiorni a Bologna, Venezia, Modena e Roma. Protetto e sostenuto dalla famiglia Medici, in particolare dal principe Ferdinando e dal granduca di Toscana, ricevette importanti commissioni pubbliche e religiose. Tra le sue opere si ricordano gli interventi per le chiese fiorentine di San Jacopo Soprarno e San Frediano, le lunette per il complesso di San Giovannino degli Scolopi e il dipinto raffigurante San Francesco conservato nella basilica romana di Santa Maria Maggiore.
In merito al suo stato conservativo, la tela si presenta in condizioni generali discrete considerando l'epoca del dipinto, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano – a luce di Wood – alcuni restauri sparsi. Il dipinto potrebbe aver subito in passato una rintelatura con la sostituzione del telaio. Le misure della tela sono cm. 62,4 x 82,4. Il dipinto risulta impreziosita da una bella cornice dorata, di grande effetto (dimensione cornice cm. 73 x 93 x 5 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."
PROVENIENZA: Privatsamling
PUBLICAZIONE:
Uåpnet;
I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA katalog over maler fra samlingen i syklusen “I Miti e il territorio”, Forlag Lab_04, Marsala, 2026 (Pdf).
Ved salg utenfor Italias territorium må kjøperen vente på behandlingstiden for eksportpraksis.
