• 维托里亚诺式丧葬勋章 XL 级,黑玛瑙与银制 – 直径约5厘米 / 重约21克 – 约1870年 - 吊坠





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这枚维多利亚时期的哀悼吊坠约产于1850至1900年,由黑玛瑙和银制成,尺寸为5厘米。
卖家的描述
Presentiamo uno splendido e imponente medaglione portafoto originale di epoca vittoriana, risalente alla seconda metà dell'Ottocento e superbo esempio di arte sentimentale e gioielleria da lutto. Questo pezzo si distingue nettamente nel panorama dell'antiquariato per le sue dimensioni generose, per una qualità manifatturiera di livello museale e per l'eccezionale stato di conservazione di ogni sua componente originale. Con i suoi cinque centimetri di altezza complessiva, comprensiva dell'anello di sospensione superiore, rientra pienamente nella categoria dei gioielli di misura extra-large, veri e propri pezzi d'impatto visivo che all'epoca venivano indossati dalle donne dell'alta borghesia sopra i severi abiti accollati, sorretti da lunghi nastri di velluto o importanti catene d'argento.
L'autenticità e il pregio dell'oggetto sono confermati prima di tutto dai suoi materiali costruttivi e dalla perfetta corrispondenza tra le sue proporzioni fisiche. Il corpo principale è realizzato in onice nero naturale massiccio, un dettaglio certificato dal peso consistente di ben ventuno grammi e dalla tipica freddezza che la pietra dura trasmette immediatamente al tatto. Questa struttura è completamente amagnetica e non reagisce minimamente alla calamita, escludendo così qualsiasi tipo di lega ferrosa o imitazione successiva in metallo brunito. Il peso importante è un indicatore cruciale poiché, per un ciondolo extra-large di cinque centimetri, un peso di ventuno grammi conferma che si tratta di pietra piena naturale e massiccia, escludendo i materiali più leggeri molto diffusi all'epoca come la vulcanite o il giaietto, che a parità di dimensioni avrebbero pesato la metà.
Un aspetto che rende questo medaglione un vero capolavoro è lo spessore straordinariamente fine e svuotato dell'onice, ottenuto attraverso una lavorazione lapidaria interamente manuale e ad altissimo rischio di rottura. Nell'Ottocento, gli artigiani tagliavano le lastre di pietra dura usando sottili dischi di ferro lubrificati costantemente con acqua e polvere abrasiva di smeriglio. Lo scomparto interno veniva poi pazientemente scavato strato dopo strato impiegando minuscoli scalpelli in acciaio e punte rotanti montate su torni a pedale, una tecnica meticolosa che lasciava sul fondo interno microscopiche striature parallele ancora visibili controluce. Solo dopo ore di finitura e lucidatura manuale con cuoio e ossidi metallici la pietra acquistava quella profonda lucentezza specchiata che conserva intatta ancora oggi.
L'elaborato monogramma centrale, che intreccia elegantemente le lettere J e M, potrebbe a prima vista ricordare la filigrana d'argento per via delle sue linee sinuose. In realtà si tratta di una tecnica orafa differente e ancor più complessa per l'epoca, ovvero un'applicazione a rilievo interamente ritagliata, traforata e successivamente incisa a bulino con motivi fogliacei su una lastra d'argento massiccio. Il segreto del fissaggio di questa decorazione è visibile guardando l'interno del coperchio, dove sporgono piccoli perni d'argento passanti. Gli artigiani dell'Ottocento, non potendo fare affidamento sulle colle, foravano l'onice a mano con precisione millimetrica per inserire e poi ribattere questi minuscoli rivetti, affrontando l'enorme rischio di spaccare la sottile lastra di pietra pur di garantire una tenuta eterna.
L'interno del medaglione racchiude una preziosa testimonianza del rigido codice sociale legato al culto del lutto in epoca victoriana. Lo scomparto conserva infatti la sua fodera originale in pura seta moiré viola, rimasta incredibilmente intatta e priva di lesioni visibili, sormontata dal suo rarissimo vetrino protettivo originale dell'epoca, perfettamente integro e ancora sollevabile per permettere l'alloggiamento di una fotografia o di un cimelio. Il tutto è completato dalla sottile cornice in argento fermafoto sagomata a mano per seguire il contorno ovale, sulla cui superficie è visibile una leggera e naturale patina bruna, una caratteristica ossidazione del tempo che attesta l'autenticità del metallo antico. Secondo il galateo del tempo, introdotto sull'esempio della Regina Vittoria, la seta viola e il lavanda erano gli unici colori ammessi esclusivamente durante il periodo del mezzo lutto, la fase finale che subentrava dopo mesi di nero totale e che scandiva il graduale e misurato ritorno della persona alla vita sociale. Trovare questo apparato interno così completo e preservato nella sua lucentezza e consistenza originaria è una rarità di grandissimo valore storico e collezionistico.
A rendere l'ensemble un vero pezzo da collezione è la straordinaria conservazione dei dettagli d'epoca più fragili e funzionali. Il velluto nero originale è ancora perfettamente visibile lungo la scanalatura del bordo interno e lavora in sinergia con la piccola tacca metallica di bloccaggio. Questa combinazione permette al medaglione di chiudersi tuttora in modo impeccabile ed ermetico, offrendo il classico scatto saldo dell'epoca. La robusta cerniera laterale, strutturata con un perno interno in ottone che mostra i suoi affascinanti e originali riflessi dorati nei punti di microscopica usura della brunitura, garantisce un movimento fluido e un perfetto allineamento millimetrico delle due valve in pietra. L'anellino di sospensione superiore in metallo brunito è un anello aperto originale che presenta la sua caratteristica giunzione a vista non saldata a fuoco, una tecnica concepita appositamente per preservare l'onice dagli shock termici.
Lo stato di conservazione complessivo è eccezionale e privo di rotture o difetti strutturali. L'onice mantiene una profonda lucentezza vitrea e specchiata sia sul fronte che sul retro liscio, la cerniera è solida e ogni elemento originale è rimasto splendidamente intatto. Si tratta di un'opportunità unica per arricchire una collezione di gioielli storici con un pezzo autentico, raro per dimensioni e straordinariamente preservato nel tempo.
卖家故事
Presentiamo uno splendido e imponente medaglione portafoto originale di epoca vittoriana, risalente alla seconda metà dell'Ottocento e superbo esempio di arte sentimentale e gioielleria da lutto. Questo pezzo si distingue nettamente nel panorama dell'antiquariato per le sue dimensioni generose, per una qualità manifatturiera di livello museale e per l'eccezionale stato di conservazione di ogni sua componente originale. Con i suoi cinque centimetri di altezza complessiva, comprensiva dell'anello di sospensione superiore, rientra pienamente nella categoria dei gioielli di misura extra-large, veri e propri pezzi d'impatto visivo che all'epoca venivano indossati dalle donne dell'alta borghesia sopra i severi abiti accollati, sorretti da lunghi nastri di velluto o importanti catene d'argento.
L'autenticità e il pregio dell'oggetto sono confermati prima di tutto dai suoi materiali costruttivi e dalla perfetta corrispondenza tra le sue proporzioni fisiche. Il corpo principale è realizzato in onice nero naturale massiccio, un dettaglio certificato dal peso consistente di ben ventuno grammi e dalla tipica freddezza che la pietra dura trasmette immediatamente al tatto. Questa struttura è completamente amagnetica e non reagisce minimamente alla calamita, escludendo così qualsiasi tipo di lega ferrosa o imitazione successiva in metallo brunito. Il peso importante è un indicatore cruciale poiché, per un ciondolo extra-large di cinque centimetri, un peso di ventuno grammi conferma che si tratta di pietra piena naturale e massiccia, escludendo i materiali più leggeri molto diffusi all'epoca come la vulcanite o il giaietto, che a parità di dimensioni avrebbero pesato la metà.
Un aspetto che rende questo medaglione un vero capolavoro è lo spessore straordinariamente fine e svuotato dell'onice, ottenuto attraverso una lavorazione lapidaria interamente manuale e ad altissimo rischio di rottura. Nell'Ottocento, gli artigiani tagliavano le lastre di pietra dura usando sottili dischi di ferro lubrificati costantemente con acqua e polvere abrasiva di smeriglio. Lo scomparto interno veniva poi pazientemente scavato strato dopo strato impiegando minuscoli scalpelli in acciaio e punte rotanti montate su torni a pedale, una tecnica meticolosa che lasciava sul fondo interno microscopiche striature parallele ancora visibili controluce. Solo dopo ore di finitura e lucidatura manuale con cuoio e ossidi metallici la pietra acquistava quella profonda lucentezza specchiata che conserva intatta ancora oggi.
L'elaborato monogramma centrale, che intreccia elegantemente le lettere J e M, potrebbe a prima vista ricordare la filigrana d'argento per via delle sue linee sinuose. In realtà si tratta di una tecnica orafa differente e ancor più complessa per l'epoca, ovvero un'applicazione a rilievo interamente ritagliata, traforata e successivamente incisa a bulino con motivi fogliacei su una lastra d'argento massiccio. Il segreto del fissaggio di questa decorazione è visibile guardando l'interno del coperchio, dove sporgono piccoli perni d'argento passanti. Gli artigiani dell'Ottocento, non potendo fare affidamento sulle colle, foravano l'onice a mano con precisione millimetrica per inserire e poi ribattere questi minuscoli rivetti, affrontando l'enorme rischio di spaccare la sottile lastra di pietra pur di garantire una tenuta eterna.
L'interno del medaglione racchiude una preziosa testimonianza del rigido codice sociale legato al culto del lutto in epoca victoriana. Lo scomparto conserva infatti la sua fodera originale in pura seta moiré viola, rimasta incredibilmente intatta e priva di lesioni visibili, sormontata dal suo rarissimo vetrino protettivo originale dell'epoca, perfettamente integro e ancora sollevabile per permettere l'alloggiamento di una fotografia o di un cimelio. Il tutto è completato dalla sottile cornice in argento fermafoto sagomata a mano per seguire il contorno ovale, sulla cui superficie è visibile una leggera e naturale patina bruna, una caratteristica ossidazione del tempo che attesta l'autenticità del metallo antico. Secondo il galateo del tempo, introdotto sull'esempio della Regina Vittoria, la seta viola e il lavanda erano gli unici colori ammessi esclusivamente durante il periodo del mezzo lutto, la fase finale che subentrava dopo mesi di nero totale e che scandiva il graduale e misurato ritorno della persona alla vita sociale. Trovare questo apparato interno così completo e preservato nella sua lucentezza e consistenza originaria è una rarità di grandissimo valore storico e collezionistico.
A rendere l'ensemble un vero pezzo da collezione è la straordinaria conservazione dei dettagli d'epoca più fragili e funzionali. Il velluto nero originale è ancora perfettamente visibile lungo la scanalatura del bordo interno e lavora in sinergia con la piccola tacca metallica di bloccaggio. Questa combinazione permette al medaglione di chiudersi tuttora in modo impeccabile ed ermetico, offrendo il classico scatto saldo dell'epoca. La robusta cerniera laterale, strutturata con un perno interno in ottone che mostra i suoi affascinanti e originali riflessi dorati nei punti di microscopica usura della brunitura, garantisce un movimento fluido e un perfetto allineamento millimetrico delle due valve in pietra. L'anellino di sospensione superiore in metallo brunito è un anello aperto originale che presenta la sua caratteristica giunzione a vista non saldata a fuoco, una tecnica concepita appositamente per preservare l'onice dagli shock termici.
Lo stato di conservazione complessivo è eccezionale e privo di rotture o difetti strutturali. L'onice mantiene una profonda lucentezza vitrea e specchiata sia sul fronte che sul retro liscio, la cerniera è solida e ogni elemento originale è rimasto splendidamente intatto. Si tratta di un'opportunità unica per arricchire una collezione di gioielli storici con un pezzo autentico, raro per dimensioni e straordinariamente preservato nel tempo.

