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手拿鏡- 意大利索伦托的镶嵌木制手持镜  - 木 - 索伦托豪华之旅
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手拿鏡- 意大利索伦托的镶嵌木制手持镜 - 木 - 索伦托豪华之旅

La storia di questo oggetto si intreccia con l’ascesa del turismo aristocratico europeo e con il virtuosismo artigianale dell’Italia meridionale nella seconda metà dell’Ottocento. Il Contesto Storico: Il Fenomeno del Grand Tour Questo specchio è un eccellente esempio di quella produzione nota come Sorrento Ware, nata per rispondere alla crescente domanda dei viaggiatori del Grand Tour. Tra il 1870 e il 1910, Sorrento divenne meta privilegiata dell’élite intellettuale e aristocratica europea (in particolare britannica, francese e russa), desiderosa di riportare con sé oggetti raffinati che attestassero il proprio passaggio nel Mediterraneo. Questo oggetto appartiene alla produzione di pregio destinata ai viaggiatori del Grand Tour, fenomeno culturale e aristocratico che tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento trasformò Sorrento nel principale centro italiano della marqueterie di lusso. L’intarsio sorrentino, noto anche come Sorrento Ware, divenne un linguaggio estetico riconoscibile, distinto dalle marqueterie milanesi o fiorentine per il suo carattere più narrativo e costumbrista. La Tecnica: Intarsia e Traforo Ciò che rende questo esemplare degno di una collezione è la combinazione di due tecniche complesse e complementari: • Intarsia (Marqueterie) La scena centrale non è dipinta, ma ottenuta mediante l’inserimento di sottilissime lamine di legni naturali. Si riconoscono essenze locali come olivo, arancio e limone, valorizzate dal contrasto con un fondo scuro tinto a bitume o simil-ébano. • Traforo (Calado a traforo) La cornice e il manico presentano un elaborato traforo manuale che esalta la fragilità del materiale e la perizia dell’artigiano. Tale tecnica elevava un oggetto d’uso quotidiano, come uno specchio, a pezzo da vetrina. Iconografia: Costumbrismo Rurale La scena rappresentata nota come “Ritorno dai campi”: raffigura una coppia contadina con un mulo carico. Per il collezionista, questo soggetto è significativo poiché: • riflette la visione romantica e idealizzata della vita rurale italiana, tipica dei viaggiatori dell’Ottocento; • testimonia un gusto meridionale specifico, distinto dalle intarsie milanesi o fiorentine, più orientate al geometrico o al floreale. L’opera si presenta in ottimo stato di conservazione, con la parte specchiante perfettamente integra e la marqueterie centrale ben leggibile e ricca della sua patina originaria. Il traforo circolare si conserva quasi integralmente, con una sola piccola mancanza su uno degli elementi interni (parte superiore), perfettamente coerente con l’età del pezzo e con la fragilità tipica del lavoro a traforo ottocentesco. È importante sottolineare che tale lieve imperfezione non compromette né la stabilità strutturale né la lettura decorativa dell’oggetto, e che si riscontra frequentemente nei pezzi autentici dell’epoca, realizzati interamente a mano. Ottimo stato di conservazione generale per tipologia e periodo. Specchio integro. Marqueterie centrale perfettamente leggibile e dotata di patina coeva. Il traforo circolare si conserva quasi integralmente, con una piccola mancanza su un elemento interno (parte superiore), coerente con l’età del pezzo e con la vulnerabilità intrinseca della lavorazione. L’imperfezione non altera né la stabilità strutturale né la leggibilità ornamentale. Nel complesso, si tratta di un esemplare ben preservato e raro nella sua integrità tecnica e iconografica. Analisi tecnico-artistica Rarità e interesse collezionistico La fragilità stessa del traforo spiega la rarità di esemplari completi o quasi completi. Pezzi sopravvissuti in questa condizione sono considerati testimonianze significative della cultura materiale del Grand Tour e dell’ultimo periodo pre-industriale della manifattura sorrentina. L’opera coniuga due discipline altamente specializzate: a. Intarsia (marqueterie): La scena centrale, di gusto costumbrista, raffigura una coppia di contadini con un mulo carico, in una composizione che rievoca il mondo rurale della Campania ottocentesca. L’impiego di essenze lignee di diverse tonalità crea un effetto pittorico senza l’uso di pigmenti. b. Traforo manuale: Il perimetro circolare e il manico presentano un fine traforo eseguito a mano, espressione di virtuosismo tecnico. Tale lavorazione, estremamente fragile, è uno dei principali indicatori di autenticità. Iconografia La scena, talvolta definita Ritorno dai campi, costituisce un topos del gusto romantico europeo, che idealizzava la vita contadina mediterranea. Per i viaggiatori del Grand Tour, tali rappresentazioni condensavano l’immagine “arcaica” del Sud preindustriale. Identificazione delle Essenze Legnose: Intarsia Sorrentina L’analisi cromatica e materica conferma l’uso di una vera e propria “tavolozza botanica” di legni mediterranei e fruttiferi, tipica della produzione sorrentina tra fine Ottocento e primo Novecento. La resa pittorica della scena non è ottenuta tramite pigmenti, ma dal colore naturale delle essenze impiegate. 1. Struttura Principale (Cornice traforata + manico) Legno chiaro con tonalità miele-dorato e venatura fine. Legno: Olivo (Olea europaea) Tradizionale nella marqueterie sorrentina per la sua duttilità al traforo e per la brillantezza naturale. Permette tagli sottilissimi senza scheggiature. 2. Fondo del Medaglione (Scena rurale) Superficie scura, profonda, a contrasto con le figure. Legno: Ebano o Noce tinto con mordente bituminoso Impiegato per creare un fondo “teatrale” e accentuare il chiaroscuro. Questa tecnica era molto diffusa a Sorrento per imitare l’ebano senza sacrificare elasticità del supporto. 3. Figure e Personaggi (Toni chiari) Volti, mani, vesti leggere e corpo dell’animale. Legno: Bosso (Bosso) o Limone Essenze a poro finissimo, ideali per i dettagli minuti e le micro-incisioni. Permettono una lettura precisa dei lineamenti e delle luci del soggetto. 4. Vestiario, Fasci di Legna / Grano (Toni caldi intermedi) Tonalità ocracee, aranciate e brune. Legno: Arancio, Pero o Ciliegio Legni fruttiferi utilizzati per apportare calore e differenziazione cromatica nei piani della composizione, caratteristica iconografica del costumbrismo mediterraneo. Sintesi Tecnica La combinazione di intarsia + traforo rappresenta il livello più alto dell’artigianato sorrentino destinato al mercato del Grand Tour (circa 1880–1900). La palette naturale dei legni è perfettamente conservata e mantiene la patina originaria.

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La storia di questo oggetto si intreccia con l’ascesa del turismo aristocratico europeo e con il virtuosismo artigianale dell’Italia meridionale nella seconda metà dell’Ottocento.

Il Contesto Storico: Il Fenomeno del Grand Tour
Questo specchio è un eccellente esempio di quella produzione nota come Sorrento Ware, nata per rispondere alla crescente domanda dei viaggiatori del Grand Tour. Tra il 1870 e il 1910, Sorrento divenne meta privilegiata dell’élite intellettuale e aristocratica europea (in particolare britannica, francese e russa), desiderosa di riportare con sé oggetti raffinati che attestassero il proprio passaggio nel Mediterraneo.

Questo oggetto appartiene alla produzione di pregio destinata ai viaggiatori del Grand Tour, fenomeno culturale e aristocratico che tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento trasformò Sorrento nel principale centro italiano della marqueterie di lusso.

L’intarsio sorrentino, noto anche come Sorrento Ware, divenne un linguaggio estetico riconoscibile, distinto dalle marqueterie milanesi o fiorentine per il suo carattere più narrativo e costumbrista.

La Tecnica: Intarsia e Traforo

Ciò che rende questo esemplare degno di una collezione è la combinazione di due tecniche complesse e complementari:

• Intarsia (Marqueterie)
La scena centrale non è dipinta, ma ottenuta mediante l’inserimento di sottilissime lamine di legni naturali. Si riconoscono essenze locali come olivo, arancio e limone, valorizzate dal contrasto con un fondo scuro tinto a bitume o simil-ébano.

• Traforo (Calado a traforo)
La cornice e il manico presentano un elaborato traforo manuale che esalta la fragilità del materiale e la perizia dell’artigiano. Tale tecnica elevava un oggetto d’uso quotidiano, come uno specchio, a pezzo da vetrina.
Iconografia: Costumbrismo Rurale

La scena rappresentata nota come “Ritorno dai campi”: raffigura una coppia contadina con un mulo carico. Per il collezionista, questo soggetto è significativo poiché:

• riflette la visione romantica e idealizzata della vita rurale italiana, tipica dei viaggiatori dell’Ottocento;
• testimonia un gusto meridionale specifico, distinto dalle intarsie milanesi o fiorentine, più orientate al geometrico o al floreale.

L’opera si presenta in ottimo stato di conservazione, con la parte specchiante perfettamente integra e la marqueterie centrale ben leggibile e ricca della sua patina originaria.

Il traforo circolare si conserva quasi integralmente, con una sola piccola mancanza su uno degli elementi interni (parte superiore), perfettamente coerente con l’età del pezzo e con la fragilità tipica del lavoro a traforo ottocentesco.

È importante sottolineare che tale lieve imperfezione non compromette né la stabilità strutturale né la lettura decorativa dell’oggetto, e che si riscontra frequentemente nei pezzi autentici dell’epoca, realizzati interamente a mano.

Ottimo stato di conservazione generale per tipologia e periodo. Specchio integro. Marqueterie centrale perfettamente leggibile e dotata di patina coeva.
Il traforo circolare si conserva quasi integralmente, con una piccola mancanza su un elemento interno (parte superiore), coerente con l’età del pezzo e con la vulnerabilità intrinseca della lavorazione. L’imperfezione non altera né la stabilità strutturale né la leggibilità ornamentale.

Nel complesso, si tratta di un esemplare ben preservato e raro nella sua integrità tecnica e iconografica.
Analisi tecnico-artistica

Rarità e interesse collezionistico

La fragilità stessa del traforo spiega la rarità di esemplari completi o quasi completi. Pezzi sopravvissuti in questa condizione sono considerati testimonianze significative della cultura materiale del Grand Tour e dell’ultimo periodo pre-industriale della manifattura sorrentina.

L’opera coniuga due discipline altamente specializzate:

a. Intarsia (marqueterie):
La scena centrale, di gusto costumbrista, raffigura una coppia di contadini con un mulo carico, in una composizione che rievoca il mondo rurale della Campania ottocentesca. L’impiego di essenze lignee di diverse tonalità crea un effetto pittorico senza l’uso di pigmenti.

b. Traforo manuale:
Il perimetro circolare e il manico presentano un fine traforo eseguito a mano, espressione di virtuosismo tecnico. Tale lavorazione, estremamente fragile, è uno dei principali indicatori di autenticità.
Iconografia

La scena, talvolta definita Ritorno dai campi, costituisce un topos del gusto romantico europeo, che idealizzava la vita contadina mediterranea. Per i viaggiatori del Grand Tour, tali rappresentazioni condensavano l’immagine “arcaica” del Sud preindustriale.

Identificazione delle Essenze Legnose: Intarsia Sorrentina

L’analisi cromatica e materica conferma l’uso di una vera e propria “tavolozza botanica” di legni mediterranei e fruttiferi, tipica della produzione sorrentina tra fine Ottocento e primo Novecento. La resa pittorica della scena non è ottenuta tramite pigmenti, ma dal colore naturale delle essenze impiegate.

1. Struttura Principale (Cornice traforata + manico)

Legno chiaro con tonalità miele-dorato e venatura fine.

Legno: Olivo (Olea europaea)
Tradizionale nella marqueterie sorrentina per la sua duttilità al traforo e per la brillantezza naturale. Permette tagli sottilissimi senza scheggiature.

2. Fondo del Medaglione (Scena rurale)

Superficie scura, profonda, a contrasto con le figure.

Legno: Ebano o Noce tinto con mordente bituminoso
Impiegato per creare un fondo “teatrale” e accentuare il chiaroscuro. Questa tecnica era molto diffusa a Sorrento per imitare l’ebano senza sacrificare elasticità del supporto.

3. Figure e Personaggi (Toni chiari)

Volti, mani, vesti leggere e corpo dell’animale.

Legno: Bosso (Bosso) o Limone
Essenze a poro finissimo, ideali per i dettagli minuti e le micro-incisioni. Permettono una lettura precisa dei lineamenti e delle luci del soggetto.

4. Vestiario, Fasci di Legna / Grano (Toni caldi intermedi)

Tonalità ocracee, aranciate e brune.

Legno: Arancio, Pero o Ciliegio
Legni fruttiferi utilizzati per apportare calore e differenziazione cromatica nei piani della composizione, caratteristica iconografica del costumbrismo mediterraneo.

Sintesi Tecnica

La combinazione di intarsia + traforo rappresenta il livello più alto dell’artigianato sorrentino destinato al mercato del Grand Tour (circa 1880–1900). La palette naturale dei legni è perfettamente conservata e mantiene la patina originaria.

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