編號 101066655

宗教和精神物品 - 古董 - 铜铸的女性 Śivaita 神祇形象,可能是 Bhairavī、Durgā 或 Kālī 的化身。 - 1700-1750 迈索尔王国 - 卑陀卡黎与杜尔迦
編號 101066655

宗教和精神物品 - 古董 - 铜铸的女性 Śivaita 神祇形象,可能是 Bhairavī、Durgā 或 Kālī 的化身。 - 1700-1750 迈索尔王国 - 卑陀卡黎与杜尔迦
Divinità femminile śivaita seduta, probabilmente forma di Bhairavī, Durgā o Kālī. Bronzo votivo dell’India meridionale, XVIII secolo
Importante bronzo votivo raffigurante una divinità femminile riconducibile all’ambito śivaita, verosimilmente identificabile come una forma locale di Bhairavī, Durgā o Kālī, secondo una tradizione iconografica regionale dell’India meridionale. La figura è rappresentata seduta su un alto basamento quadrangolare finemente modellato, con una gamba pendente e l’altra ripiegata sul piano, postura dinamica e autorevole che allude a una divinità attiva, potente e protettiva. Il corpo presenta forme robuste e volutamente accentuate, con il seno pieno e prominente, caratteristica iconografica tipica delle grandi dee śivaita legate alla fertilità, all’energia cosmica (śakti) e alla protezione del devoto. Il capo è sormontato da una piccola corona o copricapo rituale, elemento che ne sottolinea lo status divino, mentre i lobi delle orecchie sono ornati da grandi orecchini circolari, resi con forte presenza plastica. In vita si osserva una cintura rituale puntinata, frequentemente attestato nelle rappresentazioni delle dee dell’India meridionale. Le mani reggono attributi oggi di lettura complessa a causa della marcata usura devozionale: nella mano sinistra si distingue una forma verticale allungata, plausibilmente interpretabile come una liṅga stilizzata o come un emblema rituale legato direttamente al culto di Śiva, mentre nella mano destra è visibile un oggetto circolare con protuberanze a forma di petali, difficilmente classificabile in modo univoco, ma avvicinabile a un fiore dischiuso, a un simbolo cosmico o a un emblema protettivo di tradizione locale. Alle spalle della figura è presente una prabhāmaṇḍala architettonica traforata, oggi separata, che conferma l’originaria collocazione dell’opera in un contesto devozionale, probabilmente domestico o templare. L’assenza di tratti fisionomici del volto e degli attributi così come la perdita dei dettagli del prabhāmaṇḍala sono dovuti all'abrasione a seguito della lunga e perdurante venerazione cultuale. La superficie conserva una magnifica patina profonda e stratificata, con ossidazioni scure e affioramenti dorati sulle parti sporgenti, anche questi segni evidenti della manipolazione rituale, elemento di grande pregio per i bronzi indiani autentici.
Per stile, tecnica e iconografia l’opera è attribuibile all’India meridionale, area del Karnataka o del Tamil Nadu, e databile al XVIII secolo, in un contesto tardo precoloniale.
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