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Enzo Bellini (1932-2015) - Inverno
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Enzo Bellini (1932-2015) - Inverno

Enzo Bellini (Santa Sofia 1932 - Forlì 2015) Inverno Olio su tela Firmato e datato in basso a destra Dimensioni con cornice : 88x88 cm Tela : 80x80 cm Pittore e incisore, Enzo Bellini naque a Santa Sofia (FC) nel 1932. Fin da ragazzo dimostrò una spiccata altitudine per il disegno. Iniziò giovanissimo sotto la guida del pittore locale Innocente Biserni, (un buon artista non ancora pienamente valorizzato) suo primo maestro, ad accostarsi al mondo dell’arte. Diciannovenne frequentò per circa due anni a Torino, lo studio dei pittori Aloisi e De Caverò, oltre alle norme accademiche di pittura e incisione, apprende nozioni di disegno pubblicitario e illustrazione. In quel periodo agiscono in città grandi artisti fra cui Spazapan e Casorati (padre) e di quest’ultimo subisce per sempre il fascino. Dopo diverse esperienze in campo provinciale e regionale, agli inizi degli anni Sessanta decise di trasferirsi a Milano. Qui nei primi anni si adoperò disegnando copertine per libri e dischi ed eseguendo decorazioni per arredamento. Impiegatesi inseguito presso il laboratorio di scenografia del “Piccolo Teatro della Città di Milano” in qualità di pittore realizzatore, vi rimase per oltre 4 anni. Il desiderio di dedicarsi in maniera totale alla pittura e al disegno lo convinse però a lasciare il teatro. Nel 1973 allestì la sua personale alla Galleria “La Nuova Sfera” con disegni in inchiostro di china e incisioni all’acquaforte,ottenendo subito un lusinghiero successo di critica e di pubblico. L’illustre storico dell’arte Raffaele De Grada espresse un positivo giudizio critico e lo segnalò sul Catalogo Bolaffi per la grafica. Iniziò così l’avventura artistica di Enzo Bellini. Allestì numerose mostre personali in qualificate gallerie italiane di Milano, Torino, Roma, Firenze, Venezia, Bologna, Forlì, Ravenna, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Ferrara, Mantova, Bergamo, Perugia, Busto Arsizio, Brescia, Aosta, Biella, Vercelli, Susa, Alba, Siena, Trento, Genova, Santhià, Bagno di Romagna, Rovereto, Treviglio, S. Sofia, Crema, Carmagnola, Cernobbio (Co), Grosseto, Casal Pusterlengo, Marzabotto, Imperia, Lanciano, Giulianova, Benevagenna (Cn), Borgosesia; ed all’estero a Ginevra, Berna, Losanna (Lutry), Museo di Bagnes (Svizzera Vallese), Madrid - Las Palmas (Canarie), Helsinky - Wasa (Finlandia), recentemente ha esposto a Gran Canaria, in Svizzera, a Roma ed in Finlandia. Alcune sue opere sono alla Finnish National Gallery di Helsinki e oltreoceano. Una produzione la sua, tutta dedicata a esprimere con le varie tecniche delle quali è padrone, atmosfere sospese e incantate dove figurano i protagonisti del trionfo della natura, persone, animali e frutti della terra, inseriti nello scenario della campagna luminosa della primavera e dell’estate, in quella limpida dell’autunno o silenziosa sotto la neve dell’inverno. Fra i “complementi” che impreziosiscono le opere figurano ceste dall’l’intreccio elegante, zufoli, maioliche faentine e l’uovo, simbolo di fertilità e rinascita. Giorgio Celli ha detto di lui: "Enzo Bellini è uno di quei pittori che fanno della natura, degli animali, delle piante, dei prati fioriti, i suoi modelli egemoni e che coltivano la facoltà, per dir così, un poco da filosofia zen, di immergersi, e di fare naufragio nel paesaggio, conferendo a tutto ciò che si vede un singolarissimo tocco di mistero. Ma questo mistero non conduce nelle latitudini oscure dell’inconscio, non è un mistero sofferto come scacco del filosofo o come incapacità dell’uomo, è un mistero balsamo che, ci conduce, come una fiaccola spirituale, nel labirinto a molti specchi del mondo. Enzo Bellini, dipingendo, si mette dalla parte delle cose e tutto sembra ruotare gioiosamente, come una grande giostra metafisica, attorno a lui. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di un pittore iperrealista, e non c’è dubbio che le sue rappresentazioni degli animali e delle cose siano conformi. Ma mentre il pittore iperrealista, per rappresentare il mondo, lo mette a fuoco, in parole povere lo distanzia da sé per poterlo veder meglio, Bellini vede le cose con un occhio interno, se ne appropria avvicinandosi sempre più a loro, proponendo una nuova vista, l’utopia di un occhio ingenuo e purificato sul mondo. Mentre gli iperrealisti, o comunque quei pittori del postmoderno, che sono tornati al figurativo hanno spesso descritto un mondo ai confini del disastro e delle tenebre, l’universo pittorico di Bellini è un inno, un ditirambo alla gioia di vivere. Guardare i suoi quadri significa affacciarsi alle finestre della felicità." Spedizione assicurata Opera autentica e in buono stato di conservazione ,ideale per collezionisti. ARTISTA CON VARI PASSAGGI NELLE ASTE DEDICATE E CON ALTE QUOTAZIONI La cornice mostrata nelle foto viene fornita senza costi aggiuntivi affinché l'opera possa essere subito esposta appena arrivata. Essa viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell'opera d'arte. Pertanto qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisca sull'opera d'arte stessa non costituirà valido motivo per aprire un reclamo o richiedere l'annullamento dell'ordine

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Enzo Bellini (Santa Sofia 1932 - Forlì 2015)

Inverno

Olio su tela

Firmato e datato in basso a destra

Dimensioni con cornice : 88x88 cm

Tela : 80x80 cm


Pittore e incisore, Enzo Bellini naque a Santa Sofia (FC) nel 1932.
Fin da ragazzo dimostrò una spiccata altitudine per il disegno.
Iniziò giovanissimo sotto la guida del pittore locale Innocente Biserni, (un buon artista non ancora pienamente valorizzato) suo primo maestro, ad accostarsi al mondo dell’arte.
Diciannovenne frequentò per circa due anni a Torino, lo studio dei pittori Aloisi e De Caverò, oltre alle norme accademiche di pittura e incisione, apprende nozioni di disegno pubblicitario e illustrazione.
In quel periodo agiscono in città grandi artisti fra cui Spazapan e Casorati (padre) e di quest’ultimo subisce per sempre il fascino.
Dopo diverse esperienze in campo provinciale e regionale, agli inizi degli anni Sessanta decise di trasferirsi a Milano. Qui nei primi anni si adoperò disegnando copertine per libri e dischi ed eseguendo decorazioni per arredamento.
Impiegatesi inseguito presso il laboratorio di scenografia del “Piccolo Teatro della Città di Milano” in qualità di pittore realizzatore, vi rimase per oltre 4 anni.
Il desiderio di dedicarsi in maniera totale alla pittura e al disegno lo convinse però a lasciare il teatro.
Nel 1973 allestì la sua personale alla Galleria “La Nuova Sfera” con disegni in inchiostro di china e incisioni all’acquaforte,ottenendo subito un lusinghiero successo di critica e di pubblico.
L’illustre storico dell’arte Raffaele De Grada espresse un positivo giudizio critico e lo segnalò sul Catalogo Bolaffi per la grafica.
Iniziò così l’avventura artistica di Enzo Bellini.
Allestì numerose mostre personali in qualificate gallerie italiane di Milano, Torino, Roma, Firenze, Venezia, Bologna, Forlì, Ravenna, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Ferrara, Mantova, Bergamo, Perugia, Busto Arsizio, Brescia, Aosta, Biella, Vercelli, Susa, Alba, Siena, Trento, Genova, Santhià, Bagno di Romagna, Rovereto, Treviglio, S. Sofia, Crema, Carmagnola, Cernobbio (Co), Grosseto, Casal Pusterlengo, Marzabotto, Imperia, Lanciano, Giulianova, Benevagenna (Cn), Borgosesia; ed all’estero a Ginevra, Berna, Losanna (Lutry), Museo di Bagnes (Svizzera Vallese), Madrid - Las Palmas (Canarie), Helsinky - Wasa (Finlandia), recentemente ha esposto a Gran Canaria, in Svizzera, a Roma ed in Finlandia.
Alcune sue opere sono alla Finnish National Gallery di Helsinki e oltreoceano.
Una produzione la sua, tutta dedicata a esprimere con le varie tecniche delle quali è padrone, atmosfere sospese e incantate dove figurano i protagonisti del trionfo della natura, persone, animali e frutti della terra, inseriti nello scenario della campagna luminosa della primavera e dell’estate, in quella limpida dell’autunno o silenziosa sotto la neve dell’inverno. Fra i “complementi” che impreziosiscono le opere figurano ceste dall’l’intreccio elegante, zufoli, maioliche faentine e l’uovo, simbolo di fertilità e rinascita.
Giorgio Celli ha detto di lui: "Enzo Bellini è uno di quei pittori che fanno della natura, degli animali, delle piante, dei prati fioriti, i suoi modelli egemoni e che coltivano la facoltà, per dir così, un poco da filosofia zen, di immergersi, e di fare naufragio nel paesaggio, conferendo a tutto ciò che si vede un singolarissimo tocco di mistero. Ma questo mistero non conduce nelle latitudini oscure dell’inconscio, non è un mistero sofferto come scacco del filosofo o come incapacità dell’uomo, è un mistero balsamo che, ci conduce, come una fiaccola spirituale, nel labirinto a molti specchi del mondo. Enzo Bellini, dipingendo, si mette dalla parte delle cose e tutto sembra ruotare gioiosamente, come una grande giostra metafisica, attorno a lui. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di un pittore iperrealista, e non c’è dubbio che le sue rappresentazioni degli animali e delle cose siano conformi. Ma mentre il pittore iperrealista, per rappresentare il mondo, lo mette a fuoco, in parole povere lo distanzia da sé per poterlo veder meglio, Bellini vede le cose con un occhio interno, se ne appropria avvicinandosi sempre più a loro, proponendo una nuova vista, l’utopia di un occhio ingenuo e purificato sul mondo. Mentre gli iperrealisti, o comunque quei pittori del postmoderno, che sono tornati al figurativo hanno spesso descritto un mondo ai confini del disastro e delle tenebre, l’universo pittorico di Bellini è un inno, un ditirambo alla gioia di vivere. Guardare i suoi quadri significa affacciarsi alle finestre della felicità."


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ARTISTA CON VARI PASSAGGI NELLE ASTE DEDICATE E CON ALTE QUOTAZIONI


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