義大利學派 (XVIII), 派系- - Mater Amabilis, Da Sassoferrato





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Mater Amabilis,十八/十九世紀油畫,出自喬瓦尼·巴蒂斯塔·沙索費拉托(Sassoferrato)圈,義大利,附有古典木框。
賣家描述
Cerchia / seguace di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609–1685) – Mater Amabilis – Importante olio su tela – Scuola italiana – XVIII/XIX secolo
Importante e raffinato olio su tela di epoca anteriore al 1902, raffigurante la Mater Amabilis, soggetto mariano intimamente legato alla tradizione pittorica di Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato (1609–1685), e alla successiva fortuna delle sue celebri composizioni devozionali.
L’opera si distingue immediatamente per la notevole qualità esecutiva, particolarmente evidente nella straordinaria delicatezza dei volti e nella raffinata costruzione anatomica delle mani. Gli incarnati sono ottenuti attraverso morbidi e progressivi passaggi chiaroscurali, con un’accurata modellazione dei lineamenti, delle palpebre, delle labbra e delle dita. Anche i panneggi rivelano una mano pittorica esperta, attraverso un’articolata successione di luci, ombre e mezzi toni che conferisce volume e profondità alla composizione.
La purezza delle fisionomie, la levigatezza degli incarnati, il fondo scuro, la monumentalità dei panneggi e il carattere raccolto e intensamente devozionale dell’immagine presentano significative affinità con il linguaggio pittorico del Sassoferrato e con la produzione della sua cerchia e dei suoi seguaci.
Di particolare rilevanza è la documentazione storica conservata sul retro. Un’antica iscrizione manoscritta reca chiaramente il titolo:
“MATER AMABILIS”
seguito dal riferimento:
“Sassoferrato · inv. · …”
e da ulteriori annotazioni antiche oggi solo parzialmente decifrabili.
La sigla “inv.”, tradizionalmente utilizzata come abbreviazione di invenit, costituisce un riferimento storico al Sassoferrato quale autore dell’invenzione o del modello iconografico della composizione. L’iscrizione non viene pertanto interpretata come firma autografa dell’artista, ma costituisce un elemento documentario particolarmente interessante per l’inquadramento storico-artistico dell’opera.
Il dipinto conserva inoltre una vecchia etichetta dei Fratelli Menicatti, Via Castelfidardo 8, Milano, commercianti specializzati in quadri e specchi, ancora conservata sul retro della cornice: interessante testimonianza della precedente circolazione dell’opera nell’ambiente antiquario milanese.
È presente anche la data 1902. Alla luce delle caratteristiche materiali dell’opera e della sua articolata storia conservativa, tale data appare riferibile a una fase successiva della sua storia – passaggio commerciale, catalogazione, sistemazione, restauro o altro intervento – e non necessariamente alla realizzazione originaria della pittura.
Il dipinto presenta infatti testimonianze di un antico intervento conservativo di rintelatura e successivo ritensionamento. Il retro mostra la tela di rifodero montata su telaio ligneo e ulteriori tracce riconducibili a differenti fasi di montaggio e sistemazione dell’opera. Questi elementi documentano una storia conservativa articolata e risultano coerenti con l’antichità del dipinto.
Un ulteriore elemento di interesse è visibile in basso a destra sulla superficie pittorica, dove si conserva una possibile antica firma o iscrizione, tracciata in tonalità chiara tendente all’azzurrato e oggi fortemente evanescente. Sono ancora percepibili diversi tratti grafici, ma lo stato attuale non consente prudentemente una lettura certa del nome.
Per caratteristiche stilistiche e tecniche, qualità pittorica, documentazione antica e riferimento storico al Sassoferrato, il dipinto viene proposto come opera di:
Cerchia / seguace di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609–1685), scuola italiana, XVIII/XIX secolo.
L’attribuzione viene formulata prudentemente e rimane naturalmente suscettibile di ulteriori approfondimenti specialistici.
Importante cornice antica
L’opera è presentata in un’importante cornice antica lignea, riccamente lavorata e decorata a rilievo, di notevole presenza e perfettamente coerente con il carattere storico e devozionale del dipinto.
La cornice presenta una complessa struttura a più ordini di modanature. L’ampia fascia interna è decorata da una fitta successione di motivi vegetali e floreali, palmette e volute, alternata a profili bruniti e dorati. La battuta interna è ulteriormente impreziosita da una sottile decorazione a perlinatura, mentre la fascia esterna presenta un importante fregio vegetale continuo in rilievo con finitura dorata.
Il retro mostra la robusta struttura lignea della cornice, le giunzioni angolari e una marcata patina dovuta al tempo, con abrasioni e tracce di precedenti sistemazioni che testimoniano la sua lunga storia conservativa.
La cornice conserva una significativa patina antica, con usure e piccole mancanze della finitura e della decorazione. In corrispondenza dei quattro angoli interni sono inoltre chiaramente visibili precedenti interventi di integrazione e ripresa della finitura dorata, riconoscibili per la differente tonalità e consistenza dell’oro rispetto alle superfici circostanti; in alcuni punti sembrano essere presenti anche integrazioni del materiale sottostante. Tali interventi sono verosimilmente riconducibili a precedenti operazioni conservative della cornice.
Sono inoltre presenti piccole mancanze e sollevamenti localizzati degli elementi decorativi, soprattutto lungo gli angoli e la fascia esterna, nonché normali segni e abrasioni compatibili con l’età.
Nonostante tali testimonianze della sua storia conservativa, la cornice si presenta complessivamente in buone condizioni in rapporto all’epoca, mantiene integralmente il proprio importante impatto decorativo e costituisce parte di notevole interesse dell’insieme. Le condizioni e gli interventi descritti sono chiaramente documentati nelle fotografie.
Condizioni del dipinto
Nonostante l’antichità e gli interventi conservativi avvenuti nel corso della sua storia, il dipinto si presenta complessivamente in ottime condizioni in rapporto all’epoca, con superficie pittorica ben leggibile e colori di notevole presenza.
I volti, le mani e i principali dettagli della composizione conservano in particolare una considerevole qualità e finezza pittorica.
Tecnica: olio su tela
Titolo/soggetto: Mater Amabilis – Madonna con Bambino
Attribuzione: cerchia / seguace di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609–1685)
Scuola: italiana
Epoca: XVIII/XIX secolo, anteriore al 1902
Dimensioni tela: 39 × 47 cm
Cornice: antica cornice lignea lavorata e decorata a rilievo, con elementi dorati e bruniti
Dimensioni con cornice: circa 61 × 69 cm
Condizioni dipinto: complessivamente ottime in rapporto all’epoca; antico intervento conservativo di rintelatura e ritensionamento
Condizioni cornice: buone in rapporto all’epoca; patina antica, usure, piccole mancanze e sollevamenti localizzati; precedenti integrazioni e riprese della doratura particolarmente evidenti ai quattro angoli interni
Documentazione: antica iscrizione “Mater Amabilis” con riferimento “Sassoferrato inv.”; etichetta storica Fratelli Menicatti, Milano; data 1902 e ulteriori iscrizioni antiche; possibile firma/iscrizione evanescente in basso a destra.
Spedizione:
Verrà imballato con protezioni, assicurato. Verrà spedito direttamente a casa oppure punto ritiro più vicino. Da concordare dopo l’acquisto sulla disponibilità dell'acquirente.
Cerchia / seguace di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609–1685) – Mater Amabilis – Importante olio su tela – Scuola italiana – XVIII/XIX secolo
Importante e raffinato olio su tela di epoca anteriore al 1902, raffigurante la Mater Amabilis, soggetto mariano intimamente legato alla tradizione pittorica di Giovanni Battista Salvi, detto il Sassoferrato (1609–1685), e alla successiva fortuna delle sue celebri composizioni devozionali.
L’opera si distingue immediatamente per la notevole qualità esecutiva, particolarmente evidente nella straordinaria delicatezza dei volti e nella raffinata costruzione anatomica delle mani. Gli incarnati sono ottenuti attraverso morbidi e progressivi passaggi chiaroscurali, con un’accurata modellazione dei lineamenti, delle palpebre, delle labbra e delle dita. Anche i panneggi rivelano una mano pittorica esperta, attraverso un’articolata successione di luci, ombre e mezzi toni che conferisce volume e profondità alla composizione.
La purezza delle fisionomie, la levigatezza degli incarnati, il fondo scuro, la monumentalità dei panneggi e il carattere raccolto e intensamente devozionale dell’immagine presentano significative affinità con il linguaggio pittorico del Sassoferrato e con la produzione della sua cerchia e dei suoi seguaci.
Di particolare rilevanza è la documentazione storica conservata sul retro. Un’antica iscrizione manoscritta reca chiaramente il titolo:
“MATER AMABILIS”
seguito dal riferimento:
“Sassoferrato · inv. · …”
e da ulteriori annotazioni antiche oggi solo parzialmente decifrabili.
La sigla “inv.”, tradizionalmente utilizzata come abbreviazione di invenit, costituisce un riferimento storico al Sassoferrato quale autore dell’invenzione o del modello iconografico della composizione. L’iscrizione non viene pertanto interpretata come firma autografa dell’artista, ma costituisce un elemento documentario particolarmente interessante per l’inquadramento storico-artistico dell’opera.
Il dipinto conserva inoltre una vecchia etichetta dei Fratelli Menicatti, Via Castelfidardo 8, Milano, commercianti specializzati in quadri e specchi, ancora conservata sul retro della cornice: interessante testimonianza della precedente circolazione dell’opera nell’ambiente antiquario milanese.
È presente anche la data 1902. Alla luce delle caratteristiche materiali dell’opera e della sua articolata storia conservativa, tale data appare riferibile a una fase successiva della sua storia – passaggio commerciale, catalogazione, sistemazione, restauro o altro intervento – e non necessariamente alla realizzazione originaria della pittura.
Il dipinto presenta infatti testimonianze di un antico intervento conservativo di rintelatura e successivo ritensionamento. Il retro mostra la tela di rifodero montata su telaio ligneo e ulteriori tracce riconducibili a differenti fasi di montaggio e sistemazione dell’opera. Questi elementi documentano una storia conservativa articolata e risultano coerenti con l’antichità del dipinto.
Un ulteriore elemento di interesse è visibile in basso a destra sulla superficie pittorica, dove si conserva una possibile antica firma o iscrizione, tracciata in tonalità chiara tendente all’azzurrato e oggi fortemente evanescente. Sono ancora percepibili diversi tratti grafici, ma lo stato attuale non consente prudentemente una lettura certa del nome.
Per caratteristiche stilistiche e tecniche, qualità pittorica, documentazione antica e riferimento storico al Sassoferrato, il dipinto viene proposto come opera di:
Cerchia / seguace di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609–1685), scuola italiana, XVIII/XIX secolo.
L’attribuzione viene formulata prudentemente e rimane naturalmente suscettibile di ulteriori approfondimenti specialistici.
Importante cornice antica
L’opera è presentata in un’importante cornice antica lignea, riccamente lavorata e decorata a rilievo, di notevole presenza e perfettamente coerente con il carattere storico e devozionale del dipinto.
La cornice presenta una complessa struttura a più ordini di modanature. L’ampia fascia interna è decorata da una fitta successione di motivi vegetali e floreali, palmette e volute, alternata a profili bruniti e dorati. La battuta interna è ulteriormente impreziosita da una sottile decorazione a perlinatura, mentre la fascia esterna presenta un importante fregio vegetale continuo in rilievo con finitura dorata.
Il retro mostra la robusta struttura lignea della cornice, le giunzioni angolari e una marcata patina dovuta al tempo, con abrasioni e tracce di precedenti sistemazioni che testimoniano la sua lunga storia conservativa.
La cornice conserva una significativa patina antica, con usure e piccole mancanze della finitura e della decorazione. In corrispondenza dei quattro angoli interni sono inoltre chiaramente visibili precedenti interventi di integrazione e ripresa della finitura dorata, riconoscibili per la differente tonalità e consistenza dell’oro rispetto alle superfici circostanti; in alcuni punti sembrano essere presenti anche integrazioni del materiale sottostante. Tali interventi sono verosimilmente riconducibili a precedenti operazioni conservative della cornice.
Sono inoltre presenti piccole mancanze e sollevamenti localizzati degli elementi decorativi, soprattutto lungo gli angoli e la fascia esterna, nonché normali segni e abrasioni compatibili con l’età.
Nonostante tali testimonianze della sua storia conservativa, la cornice si presenta complessivamente in buone condizioni in rapporto all’epoca, mantiene integralmente il proprio importante impatto decorativo e costituisce parte di notevole interesse dell’insieme. Le condizioni e gli interventi descritti sono chiaramente documentati nelle fotografie.
Condizioni del dipinto
Nonostante l’antichità e gli interventi conservativi avvenuti nel corso della sua storia, il dipinto si presenta complessivamente in ottime condizioni in rapporto all’epoca, con superficie pittorica ben leggibile e colori di notevole presenza.
I volti, le mani e i principali dettagli della composizione conservano in particolare una considerevole qualità e finezza pittorica.
Tecnica: olio su tela
Titolo/soggetto: Mater Amabilis – Madonna con Bambino
Attribuzione: cerchia / seguace di Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato (1609–1685)
Scuola: italiana
Epoca: XVIII/XIX secolo, anteriore al 1902
Dimensioni tela: 39 × 47 cm
Cornice: antica cornice lignea lavorata e decorata a rilievo, con elementi dorati e bruniti
Dimensioni con cornice: circa 61 × 69 cm
Condizioni dipinto: complessivamente ottime in rapporto all’epoca; antico intervento conservativo di rintelatura e ritensionamento
Condizioni cornice: buone in rapporto all’epoca; patina antica, usure, piccole mancanze e sollevamenti localizzati; precedenti integrazioni e riprese della doratura particolarmente evidenti ai quattro angoli interni
Documentazione: antica iscrizione “Mater Amabilis” con riferimento “Sassoferrato inv.”; etichetta storica Fratelli Menicatti, Milano; data 1902 e ulteriori iscrizioni antiche; possibile firma/iscrizione evanescente in basso a destra.
Spedizione:
Verrà imballato con protezioni, assicurato. Verrà spedito direttamente a casa oppure punto ritiro più vicino. Da concordare dopo l’acquisto sulla disponibilità dell'acquirente.

