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Capaccio - Delle Imprese - 1592
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Capaccio - Delle Imprese - 1592

IL SEGRETO DEL POTERE E DELLA VIRTÙ: L’ARTE DELLE IMPRESE COME LINGUAGGIO OCCULTO PRIMA EDIZIONE - Nato nell’età in cui il sapere si esprime per enigmi e la bellezza è un codice da decifrare, il Trattato dell’Imprese di Giulio Cesare Capaccio rappresenta la summa della cultura simbolica napoletana di fine Cinquecento. Pubblicato a Napoli nel 1592 dai tipografi Giovan Giacomo Carlino e Antonio Pace, in tre libri autonomi ma complementari, l’opera raccoglie l’eredità dell’ermeneutica umanistica e la trasforma in un sistema morale e visivo. Ogni impresa è una verità nascosta, una metafora dell’anima o del potere, un microcosmo ordinato in cui immagine e parola coincidono. È una scienza della virtù e dell’apparenza, un’arte regale che congiunge la teologia, la retorica e l’alchimia dell’immagine. MARKET VALUE Edizione napoletana originale del 1592, prima e unica stampa antica. Copie complete dei tre libri con i rispettivi frontespizi sono oggi di notevole rarità bibliografica, soprattutto in legatura coeva. Gli esemplari ben conservati e integri di tutte le silografie si collocano sul mercato antiquario fra 4.000 e 6.000 euro, con punte superiori per provenienze prestigiose o carte particolarmente fresche. Il tuo esemplare, in pergamena coeva e con frontespizi perfettamente leggibili, rientra nella fascia alta di valutazione. PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION Legatura successiva in mezza pergamena. Tre frontespizi autonomi, tutti datati 1592, ciascuno con la tipica marca tipografica di Giovan Giacomo Carlino e Antonio Minime tracce d’uso, lievi gore marginali, ex libris antico al frontespizio. Pp. (2); 62nn; 168; 196; 120; (2). FULL TITLE AND AUTHOR Delle Imprese Trattato. Napoli, Appresso Gio. Giacomo Carlino & Antonio Pace, 1592. Giulio Cesare Capaccio. CONTEXT AND SIGNIFICANCE Il Trattato dell’Imprese è la più ambiziosa teorizzazione italiana dell’arte simbolica dopo Ruscelli e Bargagli. Capaccio, storico, filosofo e moralista, concepisce le imprese come un linguaggio di verità celate: l’immagine e il motto non rappresentano, ma rivelano. Il libro I espone l’origine e la struttura dell’impresa; il II analizza le virtù eroiche e morali; il III si apre all’interpretazione cosmologica e teologica, dove i simboli diventano strumento di conoscenza universale. L’opera riflette la duplice natura della Napoli tardo-rinascimentale, crocevia di scienza e misticismo, centro del sapere umanistico e della spiritualità controriformata. La sua influenza si estese nei secoli seguenti agli emblemi barocchi, alla letteratura morale e persino all’iconografia gesuitica del Seicento. BIOGRAPHY OF THE AUTHOR Giulio Cesare Capaccio (Capaccio Vecchio, 1552 – Napoli, 1634) fu storico, oratore e segretario del Regno di Napoli. Erudito di vastissima cultura, autore della Historia Neapolitana e del Parthenope liberata, fu interprete della teologia simbolica della Controriforma. La sua prosa, elegante e visionaria, coniuga l’erudizione classica con il gusto per il segno occulto, trasformando la letteratura morale in un laboratorio di simboli. Con il Trattato dell’Imprese Capaccio definì il paradigma della virtus figurata, l’idea che ogni immagine autentica sia una forma di conoscenza. PRINTING HISTORY AND CIRCULATION L’edizione napoletana del 1592 costituisce la prima e unica stampa antica dell’opera. Il testo fu progettato per essere articolato in tre libri autonomi ma complementari, ciascuno con un proprio frontespizio e numerazione, poi riuniti in un solo volume. L’officina Carlino e Pace, tipografi di fiducia degli eruditi napoletani, curò una stampa di alta qualità, con carta spessa e Xilografie di grande nitidezza. L’opera ebbe ampia diffusione nei circoli aristocratici e accademici, in particolare tra i membri dell’Accademia degli Oziosi. BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES Adams C 71; Brunet I, 1502; Graesse II, 20; Landwehr, Romanic Emblem Books, 252; Praz, Studies in Seventeenth-Century Imagery, p. 270; Mortimer, Italian Sixteenth Century Books, II, 105; Pozzi – Ciardi Dupré, Le Imprese del Rinascimento, Milano 1984; Olschki, L’Arte delle Imprese in Italia, Firenze 1927, p. 87; Biblioteca Nazionale di Napoli, Rari 16° 1456; ICCU, CNCE 9548.

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IL SEGRETO DEL POTERE E DELLA VIRTÙ: L’ARTE DELLE IMPRESE COME LINGUAGGIO OCCULTO
PRIMA EDIZIONE - Nato nell’età in cui il sapere si esprime per enigmi e la bellezza è un codice da decifrare, il Trattato dell’Imprese di Giulio Cesare Capaccio rappresenta la summa della cultura simbolica napoletana di fine Cinquecento. Pubblicato a Napoli nel 1592 dai tipografi Giovan Giacomo Carlino e Antonio Pace, in tre libri autonomi ma complementari, l’opera raccoglie l’eredità dell’ermeneutica umanistica e la trasforma in un sistema morale e visivo. Ogni impresa è una verità nascosta, una metafora dell’anima o del potere, un microcosmo ordinato in cui immagine e parola coincidono. È una scienza della virtù e dell’apparenza, un’arte regale che congiunge la teologia, la retorica e l’alchimia dell’immagine.
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Edizione napoletana originale del 1592, prima e unica stampa antica. Copie complete dei tre libri con i rispettivi frontespizi sono oggi di notevole rarità bibliografica, soprattutto in legatura coeva. Gli esemplari ben conservati e integri di tutte le silografie si collocano sul mercato antiquario fra 4.000 e 6.000 euro, con punte superiori per provenienze prestigiose o carte particolarmente fresche. Il tuo esemplare, in pergamena coeva e con frontespizi perfettamente leggibili, rientra nella fascia alta di valutazione.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura successiva in mezza pergamena. Tre frontespizi autonomi, tutti datati 1592, ciascuno con la tipica marca tipografica di Giovan Giacomo Carlino e Antonio Minime tracce d’uso, lievi gore marginali, ex libris antico al frontespizio. Pp. (2); 62nn; 168; 196; 120; (2).

FULL TITLE AND AUTHOR
Delle Imprese Trattato.
Napoli, Appresso Gio. Giacomo Carlino & Antonio Pace, 1592.
Giulio Cesare Capaccio.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Il Trattato dell’Imprese è la più ambiziosa teorizzazione italiana dell’arte simbolica dopo Ruscelli e Bargagli. Capaccio, storico, filosofo e moralista, concepisce le imprese come un linguaggio di verità celate: l’immagine e il motto non rappresentano, ma rivelano. Il libro I espone l’origine e la struttura dell’impresa; il II analizza le virtù eroiche e morali; il III si apre all’interpretazione cosmologica e teologica, dove i simboli diventano strumento di conoscenza universale.
L’opera riflette la duplice natura della Napoli tardo-rinascimentale, crocevia di scienza e misticismo, centro del sapere umanistico e della spiritualità controriformata. La sua influenza si estese nei secoli seguenti agli emblemi barocchi, alla letteratura morale e persino all’iconografia gesuitica del Seicento.

BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Giulio Cesare Capaccio (Capaccio Vecchio, 1552 – Napoli, 1634) fu storico, oratore e segretario del Regno di Napoli. Erudito di vastissima cultura, autore della Historia Neapolitana e del Parthenope liberata, fu interprete della teologia simbolica della Controriforma. La sua prosa, elegante e visionaria, coniuga l’erudizione classica con il gusto per il segno occulto, trasformando la letteratura morale in un laboratorio di simboli. Con il Trattato dell’Imprese Capaccio definì il paradigma della virtus figurata, l’idea che ogni immagine autentica sia una forma di conoscenza.

PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
L’edizione napoletana del 1592 costituisce la prima e unica stampa antica dell’opera. Il testo fu progettato per essere articolato in tre libri autonomi ma complementari, ciascuno con un proprio frontespizio e numerazione, poi riuniti in un solo volume. L’officina Carlino e Pace, tipografi di fiducia degli eruditi napoletani, curò una stampa di alta qualità, con carta spessa e Xilografie di grande nitidezza. L’opera ebbe ampia diffusione nei circoli aristocratici e accademici, in particolare tra i membri dell’Accademia degli Oziosi.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Adams C 71; Brunet I, 1502; Graesse II, 20; Landwehr, Romanic Emblem Books, 252; Praz, Studies in Seventeenth-Century Imagery, p. 270; Mortimer, Italian Sixteenth Century Books, II, 105; Pozzi – Ciardi Dupré, Le Imprese del Rinascimento, Milano 1984; Olschki, L’Arte delle Imprese in Italia, Firenze 1927, p. 87; Biblioteca Nazionale di Napoli, Rari 16° 1456; ICCU, CNCE 9548.

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