Enrico Crispolti - Ugo Nespolo. [With 3 signed graphics and a multiple] - 1972

04
ημέρες
04
ώρες
13
λεπτά
43
δευτερόλεπτα
Τρέχουσα προσφορά
€ 2
χωρίς τιμή ασφαλείας
Tom Hopman
Ειδικός
Επιλεγμένο από Tom Hopman

Σπούδασε Ιστορία και διηύθυνε μεγάλο ηλεκτρονικό κατάλογο βιβλίων με 13 χρόνια εμπειρίας σε παλαιοβιβλιοπωλείο.

Εκτιμήστε  € 150 - € 200
FR
2 €
GR
1 €

Προστασία Αγοραστή Catawiki

Η πληρωμή σας είναι ασφαλής μαζί μας μέχρι να παραλάβετε το αντικείμενό σας.Προβολή λεπτομερειών

Trustpilot 4.4 | 139992 κριτικών

Βαθμολογήθηκε με Άριστα στο Trustpilot.

Ενρίκο Κρισπολτι, Ουγκο Νέσπολο. Ugo Nespolo. [With 3 signed graphics and a multiple], Giampaolo Prearo Editore, 1972, 28 × 21 cm, 148 σελίδες, σκληρό εξώφυλλο, ιταλικό στην έκδοση, πρώτη έκδοση, πολύ καλή κατάσταση.

Περίληψη με τη βοήθεια τεχνητής νοημοσύνης

Περιγραφή από τον πωλητή

Enrico Crispolti, Ugo Nespolo. Giampaolo Prearo Editore, 1972. Cm 28 x 21, pagine 148. Illustrazioni in bianco e nero e colori. Il libro contiene rilegate tre grafiche originali firmate e matita e un multiplo composto da un foglio traforato con fili da applicare. Raro libro d'artista con bella impaginazione. 200 copie contenevano anche un multiplo in legno - il nostro esemplare fa parte della tiratura normale. In buono stato - piccole usure marginali a ridosso del dorso. In asta senza riserva!!!!!


Ugo Nespolo (Mosso, 29 agosto 1941) è un pittore e scultore italiano.

Biografia
Ugo Nespolo nasce a Mosso Santa Maria e trascorre la sua infanzia nel Biellese. Si trasferisce a Torino dove il padre, Libero, si occupa del commercio di strumenti di misura e articoli tecnici.[1] Sotto la Mole consegue un diploma in Pittura con Enrico Paulucci all'Accademia Albertina di Belle Arti e, all'Università degli Studi (Facoltà di Lettere e Filosofia), si laurea in Lettere moderne con una tesi in Semiologia.[2]

Gli inizi
L'esordio di Nespolo nel panorama artistico italiano risale agli anni Sessanta, epoca in cui stavano esplodendo la pop art ma anche le correnti concettuali e poveriste, che influenzeranno molto lo stile dell'artista. Le sue prime mostre personali si tengono alla Galleria Il Punto a Torino.[3]

Nei primi anni della sua carriera artistica Nespolo esplora molte possibilità espressive rivisitando les istanze delle Avanguardie Storiche, il Futurismo, il Dadaismo e osservando la crescente influenza della Pop Art in arrivo dall’America.[4]

In questo periodo frequenta figure della cultura italiana e torinese, in particolare col filosofo Gianni Vattimo ed Edoardo Sanguineti, capofila del Gruppo ‘63 e della neoavanguardia, che in seguito scriverà testi e poesie per le prime mostre personali di Nespolo nel 1966.[5] Nei tardi anni Sessanta espone alla Galleria di Arturo Schwarz, a Milano, insieme a Duchamp, Picabia, Schwitters, Arman, Baj. La sua prima mostra milanese (5 marzo 1968) Macchine e Oggetti Condizionali viene presentata da Pierre Restany.[6] Nespolo parteciperà poi alle prime mostre del movimento dell'Arte Povera organizzate Germano Celant, come ad esempio a 10 per un Percorso, Galleria Arco d’Alibert, Roma; Con-temp-l’azione, Galleria Gian Enzo Sperone, Galleria Il Punto, Galleria Christian Stein, Torino; Deposito d’Arte Presente, Torino.[7]

Nel 1967 con Ben Vautier realizza a Torino il primo Concerto Fluxus Italiano dal titolo Les Mots et Les Choses. In questi anni viaggia spesso negli Stati Uniti dove entrerà in contatto con le realtà Newdada, Fluxus e con il New American Cinema.[8]

Gli incontri con alcuni autori e fondatori del New American Cinema, come Jonas Mekas, P. Adams Sitney, Gregory Markopoulos, Yōko Ono, Andy Warhol, Regina Cornwell, daranno vita alla ricerca filmica di Nespolo. Rientrando in Italia infatti lavorerà molto con il cinema, e sarà tra gli iniziatori di quello che verrà definito Cinema degli Artisti. Nei suoi film dell'epoca è possibile ritrovare molti artisti–interpreti, come Lucio Fontana, Enrico Baj, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti, Allen Ginsberg, Edoardo Sanguineti. Molti film di Nespolo verranno proiettati in musei internazionali come Centre Pompidou, Tate Modern, Reina Sofia, Philadelphia Museum of Art, Filmoteka Polska, Museo Nazionale del Cinema, Fondazione Prada, e la Biennale di Venezia.[9]

L’attività cinematografica inizia nel 1966 con i film Grazie Mamma Kodak, La galante avventura del cavaliere dal lieto volto[10] con Lucio Fontana ed Enrico Baj, Buongiorno Michelangelo[11] con Michelangelo Pistoletto, Boettinbianchenero con Alighiero Boetti, prosegue con Un Supermaschio[12], Andare a Roma e Lo Spaccone.

Anni Settanta, Ottanta e Novanta

Storie di oggi, Acrilici su legno, 170x470cm, 1990

Monumento Nespolo, San Benedetto del Tronto, 1998

Swatch Ugo Limited Edition
Negli anni Settanta Nespolo vince il Premio Bolaffi (1974)[13] e realizza Il Museo (1975-76), opera monumentale di 10 metri. L’opera sarà esposta per la prima volta nel 1976 al Museo Progressivo d’Arte Contemporanea, Livorno.

In questi anni Nespolo sperimenta con diverse tecniche: ricamo, intarsio con materiali pregiati (ebano, madreperla, avorio, porcellana, argento) come reazione all'accademia poverista e omaggio all'opera di Giovan Battista Foggini.

Sin dai primi anni Settanta Nespolo lavora molto aziende, lavorando in quell'ambito che viene definito Arte Applicata.

Con Enrico Baj apre quindi a Milano il Premiato Studio d'Arte Baj & Nespolo. Insieme in questi anni approfondiranno l'interesse per la Patafisica, e parteciperanno alla fondazione dell'Istituto Patafisico Ticinese nel 1979. Raymond Queneau, fondatore dell'OuLiPo e Satrapo patafisico, approverà il libro di logica formale Verità e Menzogna. Un’alternativa logica scritto da Nespolo nel 1969 pubblicato dall’Editore Schwarz.[14]

In questi anni Nespolo espone alla Galleria Blu e Studio Marconi, Milano; Galleria de’ Foscherari, Bologna; Christian Stein, Torino; Herbert Lust Gallery, Chicago; Camden Arts Centre, London; Arras Gallery, New York. Dal 2 luglio 1978 partecipa alla mostra Dalla Natura all’Arte, Biennale di Venezia (1978). Espone alla Civica Galleria d’Arte Moderna, Ferrara; Casa d’Arte Nespolo, Palazzo della Permanente, Milano; La Bella Insofferenza, Villa Croce, Genova. Partecipa alla mostra L'identité Italienne al Centre Pompidou, Parigi. Nel 1982 la mostra personale alla Arras Gallery, New York; con testi di Furio Colombo.[15] Nel 1990 si terrà la sua personale a Palazzo Reale, Milano; con testi di Gillo Dorfles e Gianni Vattimo.[16]

Due anni dopo terrà la rassegna personale Le Cinéma diagonal al Centre Pompidou (1984) a Parigi e, nel 1988, la mostra personale al Festival di Spoleto.

Dagli anni '80 Nespolo inizia a lavorare per l'opera teatrale, disegnando nel 1986 scene e costumi per la Turandot di Ferruccio Busoni allo Stamford State Opera e nel 1990 le scene ed i costumi per Don Chisciotte di Paisiello al Teatro dell’Opera di Roma.

In questi anni Nespolo assume la direzione artistica di Richard Ginori e inizia a collaborare con la Vetreria muranese Barovier & Toso, andando quindi ad esporre questi lavori in mostra al Museo della Ceramica di Faenza, in Giappone all’International Ceramic Festival, Shigaraki, e a Venezia con la mostra personale La Passerella.

Nespolo espone molto anche in musei internazionali, come A Fine Intolerance alla Galleria Borghi, New York (1991), Pictura si instalatu al Museo nazionale d'arte della Romania di Bucarest (1991), al Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires (1997), al Museo de Arte Contemporáneo de Córdoba, Château Carreras (1997), al Museo Municipal de Arte Moderno, Mendoza (1997), e al Museo Nacional de Artes Visuales di Montevideo (1997).

Nel 1998 realizza per la città di San Benedetto del Tronto una scultura di dieci metri, in acciaio dipinto, chiamata Monumento Nespolo.

Anni 2000
Tra le diverse attività di cui si occupa Nespolo, nel 2002 inizia a lavorare per il GTT al decoro delle ventisei stazioni della nuova metropolitana torinese.[17] Nel 2007 invece si occuperà di disegnare il Drappellone per il Palio d'Agosto di Siena, vinto dalla Contrada del Leocorno.

Il 21 ottobre del 2007 Nespolo assume la carica di Presidente del Museo nazionale del cinema, che manterrà fino al 2014.

Nespolo lavora anche con le animazioni, e nel 2017 disegna per Rai Yoyo la serie Yo-Yo, in 52 episodi. Questa serie vincerà poi il Primo Premio Cartoons on the Bay.

Disegna quindi il calendario per l'Arma dei Carabinieri dell'anno 2018, mentre a Febbraio dello stesso anno, per i festeggiamenti dei 35 anni dalla fondazione del brand Swatch viene organizzata una mostra personale di Nespolo dal titolo Numbers alla Cité du Temps di Ginevra con un catalogo creato dal matematico Piergiorgio Odifreddi. Sempre nel 2018, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze si tiene la mostra Il trionfo dei libri dedicata all’attività editoriale dell'artista.

Il 29 gennaio 2019 l’Università degli Studi di Torino conferisce a Nespolo la Laurea honoris causa in Filosofia.

Nel 2022 firma l'immagine-locandina del quarantesimo Torino Film Festival.Enrico Crispolti

Voce
Discussione
Leggi
Modifica
Modifica wikitesto
Cronologia

Aspetto nascondi
Testo

Piccolo
Standard

Grande
Larghezza

Standard
Largo
Colore (beta)

Automatico
Chiaro
Scuro

Enrico Crispolti nel dicembre 1964
Enrico Crispolti (Roma, 18 aprile 1933 – Roma, 8 dicembre 2018) è stato uno storico dell'arte e critico d'arte italiano.

Didattica
Si formò a Roma, allievo di Lionello Venturi[1]. Dal 1984 al 2005 fu professore ordinario di Storia dell'arte contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena; dal 2001 anche direttore della Scuola di Specializzazione in Storia dell'arte nella suddetta. Precedentemente era stato docente Incaricato e poi ordinario di Storia dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Roma, dal 1966 al 1973, e ordinario di Storia dell'arte Moderna nella Facoltà di Magistero e poi di Storia dell'arte contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Salerno[2], dal 1973 al 1984.

Nel 1962-63 tenne un corso sull'arte contemporanea nella Facoltà di Architettura dell'Università di Roma La Sapienza, e per alcuni anni, fra fine Settanta e primi Ottanta, lezioni e corsi nella Scuola di Perfezionamento in Storia dell'arte dell'Università Statale di Milano[3].

Mostre
Curò numerosissime mostre e rassegne dedicate alla ricerca artistica contemporanea[4]: dalle diverse edizioni delle internazionali Alternative Attuali, nel Castello Spagnolo dell'Aquila (1962, 1963, 1965, 1968, le prime due, con Antonio Bandera, comprendenti anche sezioni di architettura, a cura di Sandro Benedetti e Paolo Portoghesi, e un Omaggio a Ludovico Quaroni), a Sei pittori italiani dagli anni quaranta ad oggi.

Alberto Burri[5], Corrado Cagli, Lucio Fontana[6][7], Renato Guttuso, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, nella Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Arezzo (1967; con Antonio Del Guercio), a Volterra), ad alcune edizioni della Biennale del metallo e della Biennale della ceramica, a Gubbio (1973, 1974, 1975), e al loro rinnovamento (Gubbio 76, 1976; Gubbio 79, 1979), agli Incontri di Martina Franca (1979, 1980, 1981), a Una nuovissima generazione nell'arte italiana ("Futura", Festa dell'Unità, Siena 1985), a Hans Arp, Aliventi, Viani. L'immaginario organico, al Forte del Belvedere, a Firenze (1992), a Salvatore Garau in "Que bien resistes" nella Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Arezzo (1994)[8], alla Quinta e Sesta Biennale d'Arte Sacra, a San Gabriele (1992, 1994), ad "Arte e Stato". Le esposizioni sindacali nelle Tre Venezie, nel Museo Revoltella, a Trieste e nel Palazzo delle Albere, a Trento (1997; con Maria Masau Dan e Daniela de Angelis), alla IX Biennale internazionale di scultura Città di Carrara. Scultura, Architettura, Città / sculpture, architecture, city, a Carrara[9] (1998, con Luca Massimo Barbero, a Immaginazione aurea. Artisti-orafi e orafi-artisti in Italia nel secondo Novecento, nel Lazzaretto, ad Ancona (2001), a V Premio Scipione (Palazzo Ricci, Macerata, 2002), a Movimento Arte Concreta (Museo del Corso, Roma), a L'Arte in Maremma nel primo Novecento, Grosseto (2006; con Anna Mazzanti e Luca Quattrocchi).

Le grandi mostre dedicate al Futurismo: dalla prima grande retrospettiva di Giacomo Balla (Galleria Civica d'Arte Moderna, Torino, 1963, con Maria Drudi Gambillo), Ricostruzione futurista dell'universo (Mole Antonelliana, Torino, 1980), La ceramica futurista da Balla a Tullio d'Albisola (Villa Faragiana, Albisola Marina; Broletto, Faenza; Palazzo delle Albere, Trento,), Il Futurismo e la moda[10] (Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, 1988), Casa Balla e il Futurismo a Roma (Villa Medici, Roma, 1989), Italiens Moderne. Futurismus und Rationalismus (Museum Friedericianum, Kassel, e IVAM, Valencia, 1990, con Luciano Caramel), Futurism (Tokyo, Sapporo, Sendas, Otsu, 1992), Futuristickà rekonstrukce vesmìru (Praga 1994), Futurismo e Meridione (Palazzo Reale, Napoli, 1996), I grandi temi del Futurismo, 1909-1944[11] (Palazzo Ducale, Genova; Fondazione Mazzotta, Milano, 1977–1998, con Franco Sborgi), Le Futurisme (Fondation Hermitage, Losanna, 1998), Il Futurismo attraverso la Toscana (Museo Fattori, Villa Mimbelli, Livorno, 2000), Futurismo (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2001); Dal Futurismo all'Astrattismo[12] (Museo del Corso, Roma, 2002, con Marco Tonelli).

Curò inoltre numerose antologiche o retrospettive di artisti contemporanei tra le maggiori quelle di:

Mauro Reggiani (Galleria Civica d'Arte Moderna, Torino, 1973),
Corrado Cagli (Chiesa del Gesù, Palazzo degli Anziani, Ancona 1980; Castel dell'Ovo, Napoli 1982; Magazzini del sale, Siena 1984),
Fulvio Muzi dal titolo Fulvio Muzi dal 1932 ad oggi: cinquant'anni di pittura (Castello Cinquecentesco, L'Aquila, 1982),
Guttuso nel disegno (Festa Nazionale de l'Unità, Reggio Emilia; Chiesa di S. Francesco, Como; Museo Archeologico, Salerno 1983),
Pietro Cascella[13] (Magazzini del Sale, Siena 1985),
Dino, Mirko Basaldella[14], Afro Basaldella[15], (Castello e Galleria d'Arte Moderna, Udine 1987),
Fillia (Chiesa di S. Francesco, Cuneo, 1988),
Garelli (Piemonte Artistico, Torino, 1989),
Ignazio Gadaleta (Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Arezzo, 1990),
Mannucci (Palazzo Braschi, Roma 1991),
Prampolini (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1992),
Pannaggi e l'arte meccanica futurista (Palazzo Ricci e Museo Civico, Macerata 1995),
Roberto Remi / Raccolta (Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Arezzo, 1996),
Valeriano Trubbiani (Palazzo Ricci, Macerata, 1997),
Francesco Somaini (Palazzo di Brera, Milano, 1997),
Lucio Fontana[16] (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1998; Centenario, Milano, 1999; e Fundación PROA, Buenos Aires, 1999),
Guttuso negli anni della formazione (Galleria d'Arte Contemporanea “Le ciminiere”, Catania, 2001; con Anna Maria Ruta),
Sergio Vacchi entro il V Premio Scipione (Palazzo Ricci, Macerata, 2002),
Angelo Casciello (Castel dell'Ovo, Napoli, 2003),
Guido Pajetta (Serrone di Villa Reale, Monza,),
Mario Ceroli (Castello Svevo, Bari, 2003), dei Guttuso della Fondazione Pellin (Fondazione Mazzotta, Milano; Chiostro del Bramante, Roma, 2005),
Mannucci e il Novecento, Foto 17 (Galleria del Seminario Vecchio, Fabriano; Sala Raoul Batoli, Cupramontana; Chiostro di San Francesco, Arcevia, 2005),
Szymkowicz (Galleria d'Arte Contemporanea, San Gimignano, 2006).
Curò ancora la Biennale di Venezia la sezione italiana, Ambiente come sociale, nell'edizione del 1976, la mostra La nuova arte sovietica. Una prospettiva non ufficiale[17], nel 1977 (con G. Moncada), e una parte della sezione italiana, Natura praticata, e la sezione architettonica L'immaginazione megastrutturale dal Futurismo a oggi nell'edizione del 1978.

In merito alla sua qualifica di massimo esperto del Futurismo venne invitato alla XVIII edizione del Film Festival Internazionale Visionaria nel 2009 alla proiezione del film sul pittore Carlo Erba e sulla storia del Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti e Automobilisti in cui partirono volontari per la guerra i maggiori futuristi: Marinetti, Boccioni, Sironi, Sant'Elia, Russolo, a cura del regista Maurizio Carrassi e Fabio Solimini dal titolo Sulle tracce del Futurismo cui è seguito un incontro col critico e con Amedeo Fago al Cinema Metropolitan di Piombino[18].

Pubblicazioni selezionate
Cataloghi generali delle opere di:

Movimento Arte Concreta 1948-1952, Catalogo della Mostra della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, a cura di Enrico Crispolti, Edieuropa/De Luca Editori d'arte, Roma, 2003. ISBN 88-8016-544-5[19]
Enrico Baj (Bolaffi, Torino, 1973);
Lucio Fontana (La Connaissance, Bruxelles, 1974; Electa, Milano, 1986; Skira, Milano, 2006);
Fulvio Muzi (De Luca Editore, Roma, 1982);[20]
Renato Guttuso (G. Mondadori, Milano);
Fernando Rea (Enrico Crispolti, L'esperienza teatrale, in Marcello Carlino, Carlo Giacomozzi, Daniele Maione, Dario Micacchi e Duilio Morosini (a cura di), Fernando Rea, Carte Segrete, Roma, 1978, pp. 10-11. «Mi riferisco al recente Perché Lorca, idea per un progetto di Gian Carlo Riccardi e Fernando Rea, ove un testo di biografia del poeta Andaluso letto a ritroso stabiliva un valore soltanto analogico e di clima, a tuttavia coincidente, alle immagini e alle azioni [...]»)[21]
Monografie su:

Concilio di Vacchi (Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo, Torino, 1964),
Corrado Cagli (Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo, Torino, 1964),[22]
Guerreschi incisore (Lerici, Milano, 1968),
Umberto Buscioni, 1967/1973, (Flori, Firenze e Remseck Neckarrems, Stoccarda 1974),
Mirko (Bora, Bologna, 1974),[14]
Barisani (Morra, Napoli, 1976),
Peter Phillips, (Idea, Milano, 1977)
Edgardo Mannucci (L'Artindustria, Pollenza, 1981),
I Basaldella, Dino, Mirko, Afro (Casamassima, Udine, 1984),[15]
Jørgen Haugen Sørensen Sculture, (Prato, Assessorato alla cultura e centro storico; Roma, Ambasciata di Danimarca, 1984),[23]
Kuetani, (Kosanji Temple Museum, Hiroshima, 2000)
Guttuso (Mondadori, Milano, 1987; Electa, Milano, 1997, 2000),
Santo Tomaino (Anni Ottanta, Electa, Milano, 1990),
Trubbiani, (Bora, Bologna, 1990),
Giannetto Fieschi, (Silvana editoriale, Milano, 1999),
Ceroli (Motta, Milano, 2003),
Fontana (Skira, Milano, 2005),[6]
Szymkowicz (2006) e Nane Zavagno (con Giancarlo Pauletto, Pordenone, Centro Iniziative Culturali, 1987).
Il Secondo Futurismo: 5 pittori + l scultore, Torino, (Pozzo, Torino, 1962),
Ricerche dopo l'Informale, (Officina, Roma, 1968),
Il mito della macchina e altri temi del Futurismo, (Celebes editore, Trapani, 1969),
L'Informale. Storia e poetica, (Carucci, Assisi-Roma, 1971),[24]
Urgenza nella città (Mazzotta, Milano, 1972; con Francesco Somaini),
Sociologia e iconologia del Pop Art, (Fiorentino, Napoli, 1975),
Erotismo nell'arte astratta, e altre schede per un'iconologia, (Celebes, Trapani, 1976), Alcuni protagonisti della "nuova figurazione" in Italia: Vacchi, Romagnoni, Guerreschi (Fiorentino, Napoli, 1976),[25]
Arti visive e partecipazione sociale (De Donato, Bari, 1977),
Extra Media. Esperienze attuali di comunicazione estetica, foto 32 (Studio forma, Torino, 1978),
Storia e critica del Futurismo, (Laterza, Roma-Bari, 1986, 1987),[26]
Il Futurismo e la moda. Balla e gli altri, (Marsilio, Venezia, 1986),[10]
L'arte del disegno del Novecento italiano (Laterza, Roma-Bari, 1990; con Mauro Pratesi),
La pittura in Italia. Il Novecento 3. Le ultime ricerche, (Electa, Milano, 1994),
Que bien resistes (Charta, Milano, 1994), Relazione conclusiva del Rapporto sul Sistema dell'Arte Moderna e Contemporanea in Toscana (Regione Toscana, Firenze, 1996),[8]
Come studiare l'arte contemporanea, (Donzelli, Roma, 1997, II ediz. 2000, III ediz. 2004)[27]
L'arte della città (Atri, 1998; con Franco Summa)
L'oggetto Morandi, (Cadmio, Firenze, 1998)
Giustina Prestento. Inter Codices (De Luca Editori d'Arte, Roma, 2003).[28]

Enrico Crispolti, Ugo Nespolo. Giampaolo Prearo Editore, 1972. Cm 28 x 21, pagine 148. Illustrazioni in bianco e nero e colori. Il libro contiene rilegate tre grafiche originali firmate e matita e un multiplo composto da un foglio traforato con fili da applicare. Raro libro d'artista con bella impaginazione. 200 copie contenevano anche un multiplo in legno - il nostro esemplare fa parte della tiratura normale. In buono stato - piccole usure marginali a ridosso del dorso. In asta senza riserva!!!!!


Ugo Nespolo (Mosso, 29 agosto 1941) è un pittore e scultore italiano.

Biografia
Ugo Nespolo nasce a Mosso Santa Maria e trascorre la sua infanzia nel Biellese. Si trasferisce a Torino dove il padre, Libero, si occupa del commercio di strumenti di misura e articoli tecnici.[1] Sotto la Mole consegue un diploma in Pittura con Enrico Paulucci all'Accademia Albertina di Belle Arti e, all'Università degli Studi (Facoltà di Lettere e Filosofia), si laurea in Lettere moderne con una tesi in Semiologia.[2]

Gli inizi
L'esordio di Nespolo nel panorama artistico italiano risale agli anni Sessanta, epoca in cui stavano esplodendo la pop art ma anche le correnti concettuali e poveriste, che influenzeranno molto lo stile dell'artista. Le sue prime mostre personali si tengono alla Galleria Il Punto a Torino.[3]

Nei primi anni della sua carriera artistica Nespolo esplora molte possibilità espressive rivisitando les istanze delle Avanguardie Storiche, il Futurismo, il Dadaismo e osservando la crescente influenza della Pop Art in arrivo dall’America.[4]

In questo periodo frequenta figure della cultura italiana e torinese, in particolare col filosofo Gianni Vattimo ed Edoardo Sanguineti, capofila del Gruppo ‘63 e della neoavanguardia, che in seguito scriverà testi e poesie per le prime mostre personali di Nespolo nel 1966.[5] Nei tardi anni Sessanta espone alla Galleria di Arturo Schwarz, a Milano, insieme a Duchamp, Picabia, Schwitters, Arman, Baj. La sua prima mostra milanese (5 marzo 1968) Macchine e Oggetti Condizionali viene presentata da Pierre Restany.[6] Nespolo parteciperà poi alle prime mostre del movimento dell'Arte Povera organizzate Germano Celant, come ad esempio a 10 per un Percorso, Galleria Arco d’Alibert, Roma; Con-temp-l’azione, Galleria Gian Enzo Sperone, Galleria Il Punto, Galleria Christian Stein, Torino; Deposito d’Arte Presente, Torino.[7]

Nel 1967 con Ben Vautier realizza a Torino il primo Concerto Fluxus Italiano dal titolo Les Mots et Les Choses. In questi anni viaggia spesso negli Stati Uniti dove entrerà in contatto con le realtà Newdada, Fluxus e con il New American Cinema.[8]

Gli incontri con alcuni autori e fondatori del New American Cinema, come Jonas Mekas, P. Adams Sitney, Gregory Markopoulos, Yōko Ono, Andy Warhol, Regina Cornwell, daranno vita alla ricerca filmica di Nespolo. Rientrando in Italia infatti lavorerà molto con il cinema, e sarà tra gli iniziatori di quello che verrà definito Cinema degli Artisti. Nei suoi film dell'epoca è possibile ritrovare molti artisti–interpreti, come Lucio Fontana, Enrico Baj, Michelangelo Pistoletto, Alighiero Boetti, Allen Ginsberg, Edoardo Sanguineti. Molti film di Nespolo verranno proiettati in musei internazionali come Centre Pompidou, Tate Modern, Reina Sofia, Philadelphia Museum of Art, Filmoteka Polska, Museo Nazionale del Cinema, Fondazione Prada, e la Biennale di Venezia.[9]

L’attività cinematografica inizia nel 1966 con i film Grazie Mamma Kodak, La galante avventura del cavaliere dal lieto volto[10] con Lucio Fontana ed Enrico Baj, Buongiorno Michelangelo[11] con Michelangelo Pistoletto, Boettinbianchenero con Alighiero Boetti, prosegue con Un Supermaschio[12], Andare a Roma e Lo Spaccone.

Anni Settanta, Ottanta e Novanta

Storie di oggi, Acrilici su legno, 170x470cm, 1990

Monumento Nespolo, San Benedetto del Tronto, 1998

Swatch Ugo Limited Edition
Negli anni Settanta Nespolo vince il Premio Bolaffi (1974)[13] e realizza Il Museo (1975-76), opera monumentale di 10 metri. L’opera sarà esposta per la prima volta nel 1976 al Museo Progressivo d’Arte Contemporanea, Livorno.

In questi anni Nespolo sperimenta con diverse tecniche: ricamo, intarsio con materiali pregiati (ebano, madreperla, avorio, porcellana, argento) come reazione all'accademia poverista e omaggio all'opera di Giovan Battista Foggini.

Sin dai primi anni Settanta Nespolo lavora molto aziende, lavorando in quell'ambito che viene definito Arte Applicata.

Con Enrico Baj apre quindi a Milano il Premiato Studio d'Arte Baj & Nespolo. Insieme in questi anni approfondiranno l'interesse per la Patafisica, e parteciperanno alla fondazione dell'Istituto Patafisico Ticinese nel 1979. Raymond Queneau, fondatore dell'OuLiPo e Satrapo patafisico, approverà il libro di logica formale Verità e Menzogna. Un’alternativa logica scritto da Nespolo nel 1969 pubblicato dall’Editore Schwarz.[14]

In questi anni Nespolo espone alla Galleria Blu e Studio Marconi, Milano; Galleria de’ Foscherari, Bologna; Christian Stein, Torino; Herbert Lust Gallery, Chicago; Camden Arts Centre, London; Arras Gallery, New York. Dal 2 luglio 1978 partecipa alla mostra Dalla Natura all’Arte, Biennale di Venezia (1978). Espone alla Civica Galleria d’Arte Moderna, Ferrara; Casa d’Arte Nespolo, Palazzo della Permanente, Milano; La Bella Insofferenza, Villa Croce, Genova. Partecipa alla mostra L'identité Italienne al Centre Pompidou, Parigi. Nel 1982 la mostra personale alla Arras Gallery, New York; con testi di Furio Colombo.[15] Nel 1990 si terrà la sua personale a Palazzo Reale, Milano; con testi di Gillo Dorfles e Gianni Vattimo.[16]

Due anni dopo terrà la rassegna personale Le Cinéma diagonal al Centre Pompidou (1984) a Parigi e, nel 1988, la mostra personale al Festival di Spoleto.

Dagli anni '80 Nespolo inizia a lavorare per l'opera teatrale, disegnando nel 1986 scene e costumi per la Turandot di Ferruccio Busoni allo Stamford State Opera e nel 1990 le scene ed i costumi per Don Chisciotte di Paisiello al Teatro dell’Opera di Roma.

In questi anni Nespolo assume la direzione artistica di Richard Ginori e inizia a collaborare con la Vetreria muranese Barovier & Toso, andando quindi ad esporre questi lavori in mostra al Museo della Ceramica di Faenza, in Giappone all’International Ceramic Festival, Shigaraki, e a Venezia con la mostra personale La Passerella.

Nespolo espone molto anche in musei internazionali, come A Fine Intolerance alla Galleria Borghi, New York (1991), Pictura si instalatu al Museo nazionale d'arte della Romania di Bucarest (1991), al Museo Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires (1997), al Museo de Arte Contemporáneo de Córdoba, Château Carreras (1997), al Museo Municipal de Arte Moderno, Mendoza (1997), e al Museo Nacional de Artes Visuales di Montevideo (1997).

Nel 1998 realizza per la città di San Benedetto del Tronto una scultura di dieci metri, in acciaio dipinto, chiamata Monumento Nespolo.

Anni 2000
Tra le diverse attività di cui si occupa Nespolo, nel 2002 inizia a lavorare per il GTT al decoro delle ventisei stazioni della nuova metropolitana torinese.[17] Nel 2007 invece si occuperà di disegnare il Drappellone per il Palio d'Agosto di Siena, vinto dalla Contrada del Leocorno.

Il 21 ottobre del 2007 Nespolo assume la carica di Presidente del Museo nazionale del cinema, che manterrà fino al 2014.

Nespolo lavora anche con le animazioni, e nel 2017 disegna per Rai Yoyo la serie Yo-Yo, in 52 episodi. Questa serie vincerà poi il Primo Premio Cartoons on the Bay.

Disegna quindi il calendario per l'Arma dei Carabinieri dell'anno 2018, mentre a Febbraio dello stesso anno, per i festeggiamenti dei 35 anni dalla fondazione del brand Swatch viene organizzata una mostra personale di Nespolo dal titolo Numbers alla Cité du Temps di Ginevra con un catalogo creato dal matematico Piergiorgio Odifreddi. Sempre nel 2018, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze si tiene la mostra Il trionfo dei libri dedicata all’attività editoriale dell'artista.

Il 29 gennaio 2019 l’Università degli Studi di Torino conferisce a Nespolo la Laurea honoris causa in Filosofia.

Nel 2022 firma l'immagine-locandina del quarantesimo Torino Film Festival.Enrico Crispolti

Voce
Discussione
Leggi
Modifica
Modifica wikitesto
Cronologia

Aspetto nascondi
Testo

Piccolo
Standard

Grande
Larghezza

Standard
Largo
Colore (beta)

Automatico
Chiaro
Scuro

Enrico Crispolti nel dicembre 1964
Enrico Crispolti (Roma, 18 aprile 1933 – Roma, 8 dicembre 2018) è stato uno storico dell'arte e critico d'arte italiano.

Didattica
Si formò a Roma, allievo di Lionello Venturi[1]. Dal 1984 al 2005 fu professore ordinario di Storia dell'arte contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena; dal 2001 anche direttore della Scuola di Specializzazione in Storia dell'arte nella suddetta. Precedentemente era stato docente Incaricato e poi ordinario di Storia dell'arte all'Accademia di Belle Arti di Roma, dal 1966 al 1973, e ordinario di Storia dell'arte Moderna nella Facoltà di Magistero e poi di Storia dell'arte contemporanea nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Salerno[2], dal 1973 al 1984.

Nel 1962-63 tenne un corso sull'arte contemporanea nella Facoltà di Architettura dell'Università di Roma La Sapienza, e per alcuni anni, fra fine Settanta e primi Ottanta, lezioni e corsi nella Scuola di Perfezionamento in Storia dell'arte dell'Università Statale di Milano[3].

Mostre
Curò numerosissime mostre e rassegne dedicate alla ricerca artistica contemporanea[4]: dalle diverse edizioni delle internazionali Alternative Attuali, nel Castello Spagnolo dell'Aquila (1962, 1963, 1965, 1968, le prime due, con Antonio Bandera, comprendenti anche sezioni di architettura, a cura di Sandro Benedetti e Paolo Portoghesi, e un Omaggio a Ludovico Quaroni), a Sei pittori italiani dagli anni quaranta ad oggi.

Alberto Burri[5], Corrado Cagli, Lucio Fontana[6][7], Renato Guttuso, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, nella Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Arezzo (1967; con Antonio Del Guercio), a Volterra), ad alcune edizioni della Biennale del metallo e della Biennale della ceramica, a Gubbio (1973, 1974, 1975), e al loro rinnovamento (Gubbio 76, 1976; Gubbio 79, 1979), agli Incontri di Martina Franca (1979, 1980, 1981), a Una nuovissima generazione nell'arte italiana ("Futura", Festa dell'Unità, Siena 1985), a Hans Arp, Aliventi, Viani. L'immaginario organico, al Forte del Belvedere, a Firenze (1992), a Salvatore Garau in "Que bien resistes" nella Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Arezzo (1994)[8], alla Quinta e Sesta Biennale d'Arte Sacra, a San Gabriele (1992, 1994), ad "Arte e Stato". Le esposizioni sindacali nelle Tre Venezie, nel Museo Revoltella, a Trieste e nel Palazzo delle Albere, a Trento (1997; con Maria Masau Dan e Daniela de Angelis), alla IX Biennale internazionale di scultura Città di Carrara. Scultura, Architettura, Città / sculpture, architecture, city, a Carrara[9] (1998, con Luca Massimo Barbero, a Immaginazione aurea. Artisti-orafi e orafi-artisti in Italia nel secondo Novecento, nel Lazzaretto, ad Ancona (2001), a V Premio Scipione (Palazzo Ricci, Macerata, 2002), a Movimento Arte Concreta (Museo del Corso, Roma), a L'Arte in Maremma nel primo Novecento, Grosseto (2006; con Anna Mazzanti e Luca Quattrocchi).

Le grandi mostre dedicate al Futurismo: dalla prima grande retrospettiva di Giacomo Balla (Galleria Civica d'Arte Moderna, Torino, 1963, con Maria Drudi Gambillo), Ricostruzione futurista dell'universo (Mole Antonelliana, Torino, 1980), La ceramica futurista da Balla a Tullio d'Albisola (Villa Faragiana, Albisola Marina; Broletto, Faenza; Palazzo delle Albere, Trento,), Il Futurismo e la moda[10] (Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano, 1988), Casa Balla e il Futurismo a Roma (Villa Medici, Roma, 1989), Italiens Moderne. Futurismus und Rationalismus (Museum Friedericianum, Kassel, e IVAM, Valencia, 1990, con Luciano Caramel), Futurism (Tokyo, Sapporo, Sendas, Otsu, 1992), Futuristickà rekonstrukce vesmìru (Praga 1994), Futurismo e Meridione (Palazzo Reale, Napoli, 1996), I grandi temi del Futurismo, 1909-1944[11] (Palazzo Ducale, Genova; Fondazione Mazzotta, Milano, 1977–1998, con Franco Sborgi), Le Futurisme (Fondation Hermitage, Losanna, 1998), Il Futurismo attraverso la Toscana (Museo Fattori, Villa Mimbelli, Livorno, 2000), Futurismo (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 2001); Dal Futurismo all'Astrattismo[12] (Museo del Corso, Roma, 2002, con Marco Tonelli).

Curò inoltre numerose antologiche o retrospettive di artisti contemporanei tra le maggiori quelle di:

Mauro Reggiani (Galleria Civica d'Arte Moderna, Torino, 1973),
Corrado Cagli (Chiesa del Gesù, Palazzo degli Anziani, Ancona 1980; Castel dell'Ovo, Napoli 1982; Magazzini del sale, Siena 1984),
Fulvio Muzi dal titolo Fulvio Muzi dal 1932 ad oggi: cinquant'anni di pittura (Castello Cinquecentesco, L'Aquila, 1982),
Guttuso nel disegno (Festa Nazionale de l'Unità, Reggio Emilia; Chiesa di S. Francesco, Como; Museo Archeologico, Salerno 1983),
Pietro Cascella[13] (Magazzini del Sale, Siena 1985),
Dino, Mirko Basaldella[14], Afro Basaldella[15], (Castello e Galleria d'Arte Moderna, Udine 1987),
Fillia (Chiesa di S. Francesco, Cuneo, 1988),
Garelli (Piemonte Artistico, Torino, 1989),
Ignazio Gadaleta (Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Arezzo, 1990),
Mannucci (Palazzo Braschi, Roma 1991),
Prampolini (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1992),
Pannaggi e l'arte meccanica futurista (Palazzo Ricci e Museo Civico, Macerata 1995),
Roberto Remi / Raccolta (Galleria Comunale d'Arte Contemporanea, Arezzo, 1996),
Valeriano Trubbiani (Palazzo Ricci, Macerata, 1997),
Francesco Somaini (Palazzo di Brera, Milano, 1997),
Lucio Fontana[16] (Palazzo delle Esposizioni, Roma, 1998; Centenario, Milano, 1999; e Fundación PROA, Buenos Aires, 1999),
Guttuso negli anni della formazione (Galleria d'Arte Contemporanea “Le ciminiere”, Catania, 2001; con Anna Maria Ruta),
Sergio Vacchi entro il V Premio Scipione (Palazzo Ricci, Macerata, 2002),
Angelo Casciello (Castel dell'Ovo, Napoli, 2003),
Guido Pajetta (Serrone di Villa Reale, Monza,),
Mario Ceroli (Castello Svevo, Bari, 2003), dei Guttuso della Fondazione Pellin (Fondazione Mazzotta, Milano; Chiostro del Bramante, Roma, 2005),
Mannucci e il Novecento, Foto 17 (Galleria del Seminario Vecchio, Fabriano; Sala Raoul Batoli, Cupramontana; Chiostro di San Francesco, Arcevia, 2005),
Szymkowicz (Galleria d'Arte Contemporanea, San Gimignano, 2006).
Curò ancora la Biennale di Venezia la sezione italiana, Ambiente come sociale, nell'edizione del 1976, la mostra La nuova arte sovietica. Una prospettiva non ufficiale[17], nel 1977 (con G. Moncada), e una parte della sezione italiana, Natura praticata, e la sezione architettonica L'immaginazione megastrutturale dal Futurismo a oggi nell'edizione del 1978.

In merito alla sua qualifica di massimo esperto del Futurismo venne invitato alla XVIII edizione del Film Festival Internazionale Visionaria nel 2009 alla proiezione del film sul pittore Carlo Erba e sulla storia del Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti e Automobilisti in cui partirono volontari per la guerra i maggiori futuristi: Marinetti, Boccioni, Sironi, Sant'Elia, Russolo, a cura del regista Maurizio Carrassi e Fabio Solimini dal titolo Sulle tracce del Futurismo cui è seguito un incontro col critico e con Amedeo Fago al Cinema Metropolitan di Piombino[18].

Pubblicazioni selezionate
Cataloghi generali delle opere di:

Movimento Arte Concreta 1948-1952, Catalogo della Mostra della Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, a cura di Enrico Crispolti, Edieuropa/De Luca Editori d'arte, Roma, 2003. ISBN 88-8016-544-5[19]
Enrico Baj (Bolaffi, Torino, 1973);
Lucio Fontana (La Connaissance, Bruxelles, 1974; Electa, Milano, 1986; Skira, Milano, 2006);
Fulvio Muzi (De Luca Editore, Roma, 1982);[20]
Renato Guttuso (G. Mondadori, Milano);
Fernando Rea (Enrico Crispolti, L'esperienza teatrale, in Marcello Carlino, Carlo Giacomozzi, Daniele Maione, Dario Micacchi e Duilio Morosini (a cura di), Fernando Rea, Carte Segrete, Roma, 1978, pp. 10-11. «Mi riferisco al recente Perché Lorca, idea per un progetto di Gian Carlo Riccardi e Fernando Rea, ove un testo di biografia del poeta Andaluso letto a ritroso stabiliva un valore soltanto analogico e di clima, a tuttavia coincidente, alle immagini e alle azioni [...]»)[21]
Monografie su:

Concilio di Vacchi (Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo, Torino, 1964),
Corrado Cagli (Edizioni d'Arte Fratelli Pozzo, Torino, 1964),[22]
Guerreschi incisore (Lerici, Milano, 1968),
Umberto Buscioni, 1967/1973, (Flori, Firenze e Remseck Neckarrems, Stoccarda 1974),
Mirko (Bora, Bologna, 1974),[14]
Barisani (Morra, Napoli, 1976),
Peter Phillips, (Idea, Milano, 1977)
Edgardo Mannucci (L'Artindustria, Pollenza, 1981),
I Basaldella, Dino, Mirko, Afro (Casamassima, Udine, 1984),[15]
Jørgen Haugen Sørensen Sculture, (Prato, Assessorato alla cultura e centro storico; Roma, Ambasciata di Danimarca, 1984),[23]
Kuetani, (Kosanji Temple Museum, Hiroshima, 2000)
Guttuso (Mondadori, Milano, 1987; Electa, Milano, 1997, 2000),
Santo Tomaino (Anni Ottanta, Electa, Milano, 1990),
Trubbiani, (Bora, Bologna, 1990),
Giannetto Fieschi, (Silvana editoriale, Milano, 1999),
Ceroli (Motta, Milano, 2003),
Fontana (Skira, Milano, 2005),[6]
Szymkowicz (2006) e Nane Zavagno (con Giancarlo Pauletto, Pordenone, Centro Iniziative Culturali, 1987).
Il Secondo Futurismo: 5 pittori + l scultore, Torino, (Pozzo, Torino, 1962),
Ricerche dopo l'Informale, (Officina, Roma, 1968),
Il mito della macchina e altri temi del Futurismo, (Celebes editore, Trapani, 1969),
L'Informale. Storia e poetica, (Carucci, Assisi-Roma, 1971),[24]
Urgenza nella città (Mazzotta, Milano, 1972; con Francesco Somaini),
Sociologia e iconologia del Pop Art, (Fiorentino, Napoli, 1975),
Erotismo nell'arte astratta, e altre schede per un'iconologia, (Celebes, Trapani, 1976), Alcuni protagonisti della "nuova figurazione" in Italia: Vacchi, Romagnoni, Guerreschi (Fiorentino, Napoli, 1976),[25]
Arti visive e partecipazione sociale (De Donato, Bari, 1977),
Extra Media. Esperienze attuali di comunicazione estetica, foto 32 (Studio forma, Torino, 1978),
Storia e critica del Futurismo, (Laterza, Roma-Bari, 1986, 1987),[26]
Il Futurismo e la moda. Balla e gli altri, (Marsilio, Venezia, 1986),[10]
L'arte del disegno del Novecento italiano (Laterza, Roma-Bari, 1990; con Mauro Pratesi),
La pittura in Italia. Il Novecento 3. Le ultime ricerche, (Electa, Milano, 1994),
Que bien resistes (Charta, Milano, 1994), Relazione conclusiva del Rapporto sul Sistema dell'Arte Moderna e Contemporanea in Toscana (Regione Toscana, Firenze, 1996),[8]
Come studiare l'arte contemporanea, (Donzelli, Roma, 1997, II ediz. 2000, III ediz. 2004)[27]
L'arte della città (Atri, 1998; con Franco Summa)
L'oggetto Morandi, (Cadmio, Firenze, 1998)
Giustina Prestento. Inter Codices (De Luca Editori d'Arte, Roma, 2003).[28]

Λεπτομέρειες

Αριθμός Βιβλίων
1
Θέμα
Τέχνη
Τίτλος Βιβλίου
Ugo Nespolo. [With 3 signed graphics and a multiple]
Συγγραφέας/ εικονογράφος
Enrico Crispolti
Κατάσταση
Πολύ καλή
Έτος δημοσίευσης παλαιότερου αντικειμένου
1972
Height
28 cm
Έκδοση
1η Έκδοση
Width
21 cm
Γλώσσα
Ιταλικά
Original language
Ναι
Βιβλιοδεσία
Σκληρό εξώφυλλο
Αριθμός σελίδων
148
Πωλήθηκε από τον/-ην
ΙταλίαΕπαληθεύτηκε
1161
Πουλημένα αντικείμενα
100%
protop

Παρόμοια αντικείμενα

Προτείνεται για εσάς στην

Βιβλία τέχνης και φωτογραφίας