Αρ. 106557560

Αυθεντικό πολιθοποιημένο πρόσθιο άκρο Πλειστόκαινου Αρχαίου Bison priscus Εξαιρετική διατήρηση της οστικής δομής - Ύψος: 375 mm - Πλάτος: 145 mm- 1465 g - (1)
Αρ. 106557560

Αυθεντικό πολιθοποιημένο πρόσθιο άκρο Πλειστόκαινου Αρχαίου Bison priscus Εξαιρετική διατήρηση της οστικής δομής - Ύψος: 375 mm - Πλάτος: 145 mm- 1465 g - (1)
Esemplare fossile con metatarso, falangi e corna ungueali ben conservati, 100.000 anni — Questo eccezionale reperto paleontologico rappresenta la parte distale dell'arto anteriore di un esemplare di *Bison priscus*, noto anche come bisonte delle steppe, una specie estinta che dominava le vaste praterie eurasiatiche durante il Pleistocene. L'analisi osteologica rivela la presenza del metatarso, delle falangi e delle corna ungueali (zoccoli), fornendo una testimonianza tangibile dell'anatomia e della robustezza di questi imponenti mammiferi preistorici. La fossilizzazione ha operato una sostituzione minerale profonda, preservando la struttura ossea con notevole integrità. Dal punto di vista visuale, il fossile esibisce una colorazione scura e omogenea, tonalità frequentemente riscontrabile in reperti estratti da sedimenti marini o da depositi torbosi, indice di un processo di mineralizzazione avanzato e di un prolungato seppellimento anossico. Le superfici ossee mantengono i dettagli anatomici delle articolazioni e delle inserzioni muscolari, mentre le corna ungueali, sebbene mostrino i segni di leggera abrasione superficiale, sono chiaramente riconoscibili, attestando l'autenticità e la completezza morfologica del pezzo. L'assenza di fratture macroscopiche significative e la compattezza strutturale denotano un eccellente stato di conservazione. La provenienza di questo esemplare è specificata come il Mare del Nord, un'area geologica di fondamentale importanza per i ritrovamenti fossili pleistocenici. I fondali marini di questa regione sono noti per aver custodito un'ampia varietà di resti faunistici, spesso recuperati durante attività di dragaggio o pesca. Questo contesto geologico particolare, influenzato da ampie oscillazioni del livello del mare e dall'alternarsi di terre emerse e sommerse, ha favorito condizioni ideali per la preservazione di un vasto numero di resti animali, inclusi quelli di *Bison priscus*. L'età stimata del reperto, circa 100.000 anni, lo colloca in una fase cruciale del Pleistocene superiore. Tale collocazione cronologica offre informazioni significative sull'evoluzione della megafauna e sulle condizioni ambientali preistoriche. La morfologia robusta delle ossa e la struttura delle corna ungueali sono indicative di un animale ben adattato a vivere in ambienti aperti, caratterizzati da estese praterie, e in un clima che alternava fasi fredde a temperate. Il reperto è elegantemente presentato su una base di legno con un supporto in metallo nero, appositamente configurato per assicurare stabilità e permettere un'osservazione ottimale da ogni angolazione. Questa disposizione espositiva valorizza l'estetica del fossile, rendendolo immediatamente fruibile per l'inserimento in una collezione museale o privata. Una piccola etichetta identificativa, parzialmente visibile, ne conferma la specie, il periodo geologico e l'origine geografica, contribuendo al rigore scientifico dell'esemplare. Per il paleontofilo e il collezionista di fossili, un esemplare di questa completezza e in un tale stato di conservazione rappresenta un'acquisizione di notevole valore scientifico, didattico ed estetico. Reperti di *Bison priscus*, in particolare quelli che includono parti distali degli arti con gli zoccoli intatti, sono considerati rari sul mercato e altamente ricercati per la loro capacità di evocare vividamente la magnificenza della fauna preistorica e per il loro inestimabile contributo alla comprensione della paleobiodiversità.
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