Marco Ercoli - La Stanza dell'Istinto-XXL





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Marco Ercoli, La Stanza dell'Istinto-XXL, öljy kankaalle, 120 x 80 cm, Neoekspressionismi, alkuperäisteos, käsin signeerattu, erinomaisessa kunnossa, suoraan taiteilijalta.
Myyjän antama kuvaus
Marco Ercoli
La stanza dell'Istinto - XXL
Olio su tela
120x80
2026
In “La stanza dell’istinto” la scena si costruisce come un interno ambiguo, sospeso tra quotidiano e perturbante. Due figure umane, viste di spalle, occupano lo spazio senza instaurare un rapporto diretto con lo spettatore; sembrano assorbite da un silenzio chiuso, quasi indifferenti alla presenza animale accanto a loro. La scimmia, invece, guarda frontalmente: è lei a rompere la distanza, a trasformarsi nel vero centro psicologico dell’opera.
Il contrasto tra le figure voltate e lo sguardo diretto dell’animale crea una tensione sottile. La scimmia non appare semplicemente come elemento narrativo o decorativo, ma come presenza istintiva, primitiva, forse più consapevole degli stessi esseri umani. Il suo corpo scuro, raccolto e pesante, si impone nello spazio come una massa viva, mentre il volto illuminato trattiene un’espressione enigmatica, quasi interrogativa.
Lo sfondo a bande gialle e viola introduce una dimensione teatrale e straniante. Non è un ambiente realistico, ma una parete mentale, una superficie ritmica che amplifica il senso di chiusura e di tensione. La stanza diventa così uno spazio simbolico: non il luogo dell’abitare, ma quello in cui emergono pulsioni, presenze rimosse, rapporti silenziosi tra umano e animale.
“La stanza dell’istinto” è un’opera che mette in scena il confronto tra razionalità e natura primaria. Gli uomini voltano le spalle, l’animale osserva. In questa inversione di ruoli si concentra la forza del dipinto: lo sguardo più diretto, più umano, sembra appartenere proprio alla creatura istintiva.
Marco Ercoli
La stanza dell'Istinto - XXL
Olio su tela
120x80
2026
In “La stanza dell’istinto” la scena si costruisce come un interno ambiguo, sospeso tra quotidiano e perturbante. Due figure umane, viste di spalle, occupano lo spazio senza instaurare un rapporto diretto con lo spettatore; sembrano assorbite da un silenzio chiuso, quasi indifferenti alla presenza animale accanto a loro. La scimmia, invece, guarda frontalmente: è lei a rompere la distanza, a trasformarsi nel vero centro psicologico dell’opera.
Il contrasto tra le figure voltate e lo sguardo diretto dell’animale crea una tensione sottile. La scimmia non appare semplicemente come elemento narrativo o decorativo, ma come presenza istintiva, primitiva, forse più consapevole degli stessi esseri umani. Il suo corpo scuro, raccolto e pesante, si impone nello spazio come una massa viva, mentre il volto illuminato trattiene un’espressione enigmatica, quasi interrogativa.
Lo sfondo a bande gialle e viola introduce una dimensione teatrale e straniante. Non è un ambiente realistico, ma una parete mentale, una superficie ritmica che amplifica il senso di chiusura e di tensione. La stanza diventa così uno spazio simbolico: non il luogo dell’abitare, ma quello in cui emergono pulsioni, presenze rimosse, rapporti silenziosi tra umano e animale.
“La stanza dell’istinto” è un’opera che mette in scena il confronto tra razionalità e natura primaria. Gli uomini voltano le spalle, l’animale osserva. In questa inversione di ruoli si concentra la forza del dipinto: lo sguardo più diretto, più umano, sembra appartenere proprio alla creatura istintiva.

