Astia - Posliini - Ginori Docc syvälautanen





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Hän on suorittanut taidehistorian maisterin tutkinnon, erikoistunut Ranskan toiseen keisarikuntaan ja Alankomaiden kultakauteen.
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Myyjän antama kuvaus
Manifattura: Ginori Doccia (Sesto Fiorentino, Italia).
Epoca: Fine del XVIII secolo (periodo Luigi XVI / Direttorio, circa 1770-1790).
Tipologia: Piatto fondo / da zuppa.
Materiale: Porcellana a impasto tipico denominato "masso bastardo".
Dimensioni: Diametro 24 cm; Altezza 3 cm.
Peso: 303 g.
Marchi e Sigle al retro: Marchio a stella asimmetrica a sei punte in Blu sotto vetrina; numero di serie "12" in rosso sopra vetrina, tracciato a mano dal decoratore.
Caratteristiche Estetiche e Stilistiche
Il piatto presenta il celebre bordo sagomato e mistilineo con profilo rifinito in color porpora. La tesa è impreziosita da una raffinata lavorazione a rilievo che riproduce il motivo a canestro intrecciato (stile Ozier o Vecchio Ginori).
La decorazione pittorica, eseguita interamente a mano in sola policromia, raffigura il classico motivo "al mazzetto" (noto anche come decoro al tulipano).
Al centro del cavetto spicca un bouquet floreale principale a smalto, circondato simmetricamente sulla tesa da quattro mazzetti secondari più piccoli e ramoscelli sparsi.
L'eccezionale rapporto tra le dimensioni e il peso di soli 303 g costituisce una chiara e preziosa testimonianza della porcellana dell'epoca. Questa leggerezza strutturale attesta la straordinaria abilità tecnica dei tornitori della manifattura nel foggiare spessori minimi.
Stato di Conservazione
Ottimo stato di conservazione strutturale. L'oggetto è perfettamente integro. L'esame professionale in controluce esclude la presenza di filature, crepe passanti, sbeccature o restauri coprenti, confermando l'assoluta integrità della pasta e del decoro pittorico.
Il profilo perimetrale color porpora si presenta in eccellenti condizioni e privo di difetti. Si segnalano unicamente lievi e normali segni di usura storica da sfregamento sulla vetrina del cavetto interno, del tutto coerenti con l'età e l'utilizzo dell'epoca.
Sono presenti minuscoli e originali punti neri di cottura, piccoli crateri (pinholes) ed eccedenze di smalto sull'anello d'appoggio (piede), tipici difetti tecnici legati alla cottura dell'impasto "masso bastardo" nei forni a legna del Settecento che ne garantiscono l'autenticità.
Manifattura: Ginori Doccia (Sesto Fiorentino, Italia).
Epoca: Fine del XVIII secolo (periodo Luigi XVI / Direttorio, circa 1770-1790).
Tipologia: Piatto fondo / da zuppa.
Materiale: Porcellana a impasto tipico denominato "masso bastardo".
Dimensioni: Diametro 24 cm; Altezza 3 cm.
Peso: 303 g.
Marchi e Sigle al retro: Marchio a stella asimmetrica a sei punte in Blu sotto vetrina; numero di serie "12" in rosso sopra vetrina, tracciato a mano dal decoratore.
Caratteristiche Estetiche e Stilistiche
Il piatto presenta il celebre bordo sagomato e mistilineo con profilo rifinito in color porpora. La tesa è impreziosita da una raffinata lavorazione a rilievo che riproduce il motivo a canestro intrecciato (stile Ozier o Vecchio Ginori).
La decorazione pittorica, eseguita interamente a mano in sola policromia, raffigura il classico motivo "al mazzetto" (noto anche come decoro al tulipano).
Al centro del cavetto spicca un bouquet floreale principale a smalto, circondato simmetricamente sulla tesa da quattro mazzetti secondari più piccoli e ramoscelli sparsi.
L'eccezionale rapporto tra le dimensioni e il peso di soli 303 g costituisce una chiara e preziosa testimonianza della porcellana dell'epoca. Questa leggerezza strutturale attesta la straordinaria abilità tecnica dei tornitori della manifattura nel foggiare spessori minimi.
Stato di Conservazione
Ottimo stato di conservazione strutturale. L'oggetto è perfettamente integro. L'esame professionale in controluce esclude la presenza di filature, crepe passanti, sbeccature o restauri coprenti, confermando l'assoluta integrità della pasta e del decoro pittorico.
Il profilo perimetrale color porpora si presenta in eccellenti condizioni e privo di difetti. Si segnalano unicamente lievi e normali segni di usura storica da sfregamento sulla vetrina del cavetto interno, del tutto coerenti con l'età e l'utilizzo dell'epoca.
Sono presenti minuscoli e originali punti neri di cottura, piccoli crateri (pinholes) ed eccedenze di smalto sull'anello d'appoggio (piede), tipici difetti tecnici legati alla cottura dell'impasto "masso bastardo" nei forni a legna del Settecento che ne garantiscono l'autenticità.
