Saccenti - Rime Piacevoli - 1761

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LA VOCE PIÙ IRRIVERENTE DEL SETTECENTO ITALIANO: LE RIME SATIRICHE DI SACCENTI, PUBBLICATE POSTUME
Prima parte della raccolta postuma delle poesie di Giovan Santi Saccenti da Cerreto, poeta toscano noto per una vena satirica, burlesca e dichiaratamente anticortigiana. Il frontespizio reca: Raccolta delle rime piacevoli di Giovan Santi Saccenti da Cerreto, non mai per avanti pubblicate. Tomo primo, Roveredo, 1761. L'avvertenza «L'Editore a chi legge» precisa che Saccenti non volle pubblicare in vita le proprie rime e che la raccolta fu realizzata dopo la sua morte. Il volume conserva un vivace repertorio di componimenti giocosi e satirici dedicati alla vita quotidiana, al clero, ai medici, agli avvocati, alla burocrazia, al denaro, alla povertà e alle convenzioni sociali. Dietro il tono apparentemente leggero emerge una pungente osservazione della società italiana settecentesca: Saccenti prende di mira vanità, privilegi, ipocrisie e piccole miserie umane con una lingua immediata, colloquiale e spesso volutamente popolare. Particolarmente significativa la dichiarazione editoriale secondo cui l'autore scriveva «per contentare gli amici» e per «frustare i viziosi», sintetica definizione della sua poetica satirica.

MARKET VALUE
Edizione settecentesca di interesse per la poesia satirica e burlesca italiana, resa più appetibile dalla pubblicazione postuma e dall'indicazione al frontespizio «Non mai per avanti pubblicate». L'esemplare presenta inoltre una gradevole legatura in piena pergamena e ampi margini con barbe. Valore antiquario dell'esemplare: €400–500. L'interesse aumenta per collezionisti di letteratura satirica, poesia giocosa settecentesca e storia del costume.

PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION
Legatura in piena pergamena rigida coeva o di poco successiva, dorso liscio con tassello in pelle e titolo in oro. Tagli non rifilati e barbe conservate. Frontespizio tipografico; fregio xilografico all'inizio delle Rime; iniziali ornate. Carta con naturale ondulazione e irregolarità dei margini, alcune fioriture fisiologiche, macchioline e leggere bruniture; alcune antiche annotazioni e segnature manoscritte alle carte di guardia. Pergamena con normali tracce del tempo, lievi macchie e abrasioni; tassello al dorso parzialmente lacunoso. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Pp. (2); 8; 228; (2).

FULL TITLE AND AUTHOR
Raccolta delle rime piacevoli.
In Roveredo, l'anno 1761.
Giovan Santi Saccenti da Cerreto.

CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Saccenti appartiene alla lunga tradizione italiana della poesia giocosa e satirica che, attraverso Berni e i berneschi, aveva trasformato la parodia e il rovesciamento comico in strumenti di critica sociale. Nel Settecento questa tradizione assume un interesse particolare perché permette di osservare dall'interno una società dominata dalle convenzioni di rango, dalla burocrazia, dal clero, dalle professioni e dalle reti di patronato. I titoli riportati negli indici sono già indicativi del carattere dell'opera: compaiono preti e curati, dottori, avvocati, speziali, senatori, cancellieri e personaggi della vita quotidiana, alternati a componimenti sul denaro, sulla fame, sugli uffici e sulle convenzioni sociali. La poesia di Saccenti evita frequentemente il registro aulico per adottare un linguaggio diretto, ironico e talvolta mordace. L'importanza della raccolta risiede proprio in questa capacità di trasformare episodi apparentemente minori in un affresco satirico della società settecentesca. L'avvertenza editoriale è inoltre preziosa per comprendere la genesi dei testi: le poesie circolavano originariamente in un ambiente privato e amicale e soltanto dopo la morte dell'autore furono riunite per la stampa.

BIOGRAPHY OF THE AUTHOR
Giovan Santi Saccenti, originario di Cerreto Guidi in Toscana, fu poeta italiano attivo tra XVII e XVIII secolo e si distinse soprattutto nel genere giocoso, satirico e bernesco. La sua produzione nacque prevalentemente come poesia d'occasione, destinata alla circolazione fra amici e conoscenti piuttosto che alla pubblicazione ufficiale. L'editore della raccolta sottolinea infatti che Saccenti non si era mai preoccupato di raccogliere sistematicamente i propri versi e che molte composizioni rischiavano di andare disperse. La sua poesia prende di mira personaggi e situazioni concrete, spesso con un umorismo corrosivo ma accompagnato da un'acuta capacità di osservazione sociale. La fortuna postuma di Saccenti deriva soprattutto dalle Rime piacevoli, che lo collocano nella tradizione della poesia comico-realistica e bernesca italiana.

PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La Raccolta delle rime piacevoli fu pubblicata postuma nel 1761 con l'esplicita indicazione «Non mai per avanti pubblicate». Questo elemento è bibliograficamente significativo: l'edizione nasce con l'intento dichiarato di recuperare testi che fino ad allora erano rimasti manoscritti o avevano avuto una circolazione privata. Nell'avvertenza l'editore racconta di aver raccolto le poesie «con gran fatica» in diversi luoghi della Toscana, poiché Saccenti non aveva predisposto personalmente un corpus destinato alla stampa. Viene inoltre ricordato che il poeta era morto nel 1748. La stampa a Roveredo rientra nel fenomeno settecentesco delle edizioni prodotte in centri tipografici periferici o con indicazioni editoriali che consentivano maggiore libertà nella pubblicazione di testi satirici e potenzialmente indiscreti. La presente copia conserva il Tomo Primo, circostanza da distinguere dalla raccolta completa in più parti.

BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Raccolta delle rime piacevoli di Giovan Santi Saccenti da Cerreto. Non mai per avanti pubblicate. Tomo Primo, Roveredo, 1761.
Avvertenza editoriale «L'Editore a chi legge», premessa alla presente edizione, fondamentale testimonianza sulla formazione postuma della raccolta e sulla precedente circolazione manoscritta delle poesie.
Repertori bibliografici della poesia italiana del XVIII secolo e della tradizione bernesca e giocosa.
Cataloghi bibliografici nazionali italiani, alla voce Giovan Santi Saccenti / Raccolta delle rime piacevoli.

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Prima parte della raccolta postuma delle poesie di Giovan Santi Saccenti da Cerreto, poeta toscano noto per una vena satirica, burlesca e dichiaratamente anticortigiana. Il frontespizio reca: Raccolta delle rime piacevoli di Giovan Santi Saccenti da Cerreto, non mai per avanti pubblicate. Tomo primo, Roveredo, 1761. L'avvertenza «L'Editore a chi legge» precisa che Saccenti non volle pubblicare in vita le proprie rime e che la raccolta fu realizzata dopo la sua morte. Il volume conserva un vivace repertorio di componimenti giocosi e satirici dedicati alla vita quotidiana, al clero, ai medici, agli avvocati, alla burocrazia, al denaro, alla povertà e alle convenzioni sociali. Dietro il tono apparentemente leggero emerge una pungente osservazione della società italiana settecentesca: Saccenti prende di mira vanità, privilegi, ipocrisie e piccole miserie umane con una lingua immediata, colloquiale e spesso volutamente popolare. Particolarmente significativa la dichiarazione editoriale secondo cui l'autore scriveva «per contentare gli amici» e per «frustare i viziosi», sintetica definizione della sua poetica satirica.

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Raccolta delle rime piacevoli.
In Roveredo, l'anno 1761.
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Saccenti appartiene alla lunga tradizione italiana della poesia giocosa e satirica che, attraverso Berni e i berneschi, aveva trasformato la parodia e il rovesciamento comico in strumenti di critica sociale. Nel Settecento questa tradizione assume un interesse particolare perché permette di osservare dall'interno una società dominata dalle convenzioni di rango, dalla burocrazia, dal clero, dalle professioni e dalle reti di patronato. I titoli riportati negli indici sono già indicativi del carattere dell'opera: compaiono preti e curati, dottori, avvocati, speziali, senatori, cancellieri e personaggi della vita quotidiana, alternati a componimenti sul denaro, sulla fame, sugli uffici e sulle convenzioni sociali. La poesia di Saccenti evita frequentemente il registro aulico per adottare un linguaggio diretto, ironico e talvolta mordace. L'importanza della raccolta risiede proprio in questa capacità di trasformare episodi apparentemente minori in un affresco satirico della società settecentesca. L'avvertenza editoriale è inoltre preziosa per comprendere la genesi dei testi: le poesie circolavano originariamente in un ambiente privato e amicale e soltanto dopo la morte dell'autore furono riunite per la stampa.

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Giovan Santi Saccenti, originario di Cerreto Guidi in Toscana, fu poeta italiano attivo tra XVII e XVIII secolo e si distinse soprattutto nel genere giocoso, satirico e bernesco. La sua produzione nacque prevalentemente come poesia d'occasione, destinata alla circolazione fra amici e conoscenti piuttosto che alla pubblicazione ufficiale. L'editore della raccolta sottolinea infatti che Saccenti non si era mai preoccupato di raccogliere sistematicamente i propri versi e che molte composizioni rischiavano di andare disperse. La sua poesia prende di mira personaggi e situazioni concrete, spesso con un umorismo corrosivo ma accompagnato da un'acuta capacità di osservazione sociale. La fortuna postuma di Saccenti deriva soprattutto dalle Rime piacevoli, che lo collocano nella tradizione della poesia comico-realistica e bernesca italiana.

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La Raccolta delle rime piacevoli fu pubblicata postuma nel 1761 con l'esplicita indicazione «Non mai per avanti pubblicate». Questo elemento è bibliograficamente significativo: l'edizione nasce con l'intento dichiarato di recuperare testi che fino ad allora erano rimasti manoscritti o avevano avuto una circolazione privata. Nell'avvertenza l'editore racconta di aver raccolto le poesie «con gran fatica» in diversi luoghi della Toscana, poiché Saccenti non aveva predisposto personalmente un corpus destinato alla stampa. Viene inoltre ricordato che il poeta era morto nel 1748. La stampa a Roveredo rientra nel fenomeno settecentesco delle edizioni prodotte in centri tipografici periferici o con indicazioni editoriali che consentivano maggiore libertà nella pubblicazione di testi satirici e potenzialmente indiscreti. La presente copia conserva il Tomo Primo, circostanza da distinguere dalla raccolta completa in più parti.

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Raccolta delle rime piacevoli di Giovan Santi Saccenti da Cerreto. Non mai per avanti pubblicate. Tomo Primo, Roveredo, 1761.
Avvertenza editoriale «L'Editore a chi legge», premessa alla presente edizione, fondamentale testimonianza sulla formazione postuma della raccolta e sulla precedente circolazione manoscritta delle poesie.
Repertori bibliografici della poesia italiana del XVIII secolo e della tradizione bernesca e giocosa.
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Tiedot

Kirjojen lukumäärä
1
Aihe
Kirjallisuus
Kirjan nimi
Rime Piacevoli
Kirjailija/ Kuvittaja
Saccenti
Kunto
Hyvä
Vanhimman kohteen julkaisuvuosi
1761
Leveys
212 mm
Editio
1. painos
Leveys
178 mm
Kieli
Italia
Alkuperäinen kieli
Kyllä
Kustantamo
In Roveredo, l'anno 1761.
Sidonta
Pergamentti
Sivumäärä
240
Myynyt käyttäjä
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291
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