Lipsius - Poliorceticon de Machinis, Tormentis - 1599






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Justus Lipsius on Poliorceticon de Machinis, Tormentis tekijä, Plantinin vuoden 1599 latinankielinen painos, painettu Ankkerviin pergamentille, 530 sivua, kuvitettu, hyvässä kunnossa.
Myyjän antama kuvaus
RENESANSSIN WARIMUOKSET: JUSTUS LIPSIUS JA SIEPPA-TAIDE
Straordinario trattato rinascimentale di Justus Lipsius dedicato alle macchine da guerra, agli assedi e alla tecnologia militare dell’antichità. Stampato ad Anversa nel 1599 dalla celebre Officina Plantiniana, il volume appartiene alla grande stagione editoriale dei Plantin-Moretus. Numerose incisioni calcografiche illustrano torri d’assedio, arieti, fortificazioni, artiglierie e complessi dispositivi bellici ricostruiti dalle fonti classiche.
L’opera fonde archeologia, filologia e tecnica militare, trasformando gli scritti degli antichi in un vero repertorio visuale dell’ingegneria bellica. Esemplare affascinante in pergamena coeva, con antiche note di possesso e la sezione aggiunta degli Analecta.
ABSTRAKTI
Il Poliorceticon sive de machinis, tormentis, telis libri quinque è uno dei più suggestivi trattati illustrati di Justus Lipsius, grande umanista fiammingo del tardo Rinascimento. L’opera è dedicata alla poliorcetica, cioè alla scienza dell’assedio e della difesa delle città, e ricostruisce attraverso le testimonianze degli autori greci e latini le principali macchine militari dell’antichità. Torri mobili, arieti, ponti, strutture per l’assalto alle mura, baliste, catapulte e altri dispositivi vengono analizzati filologicamente e rappresentati mediante incisioni calcografiche di notevole interesse storico e tecnico, tradizionalmente associate all’ambiente artistico di Otto van Veen. La struttura in cinque libri, ciascuno articolato in dialoghi, consente a Lipsius di confrontare terminologia, testimonianze storiche e funzionamento concreto delle macchine descritte dagli autori antichi.
Al corpo principale è inoltre unita la sezione Analecta sive Observationes reliquae ad militiam et hosce libros, complemento erudito nel quale vengono raccolte ulteriori osservazioni sulla terminologia e sulla storia militare classica.
MIKSIÄ OSTA
Il volume unisce caratteristiche particolarmente ricercate nel collezionismo antiquario: Rinascimento, storia militare, ingegneria, archeologia classica e grande editoria plantiniana. L’elemento di maggiore impatto è costituito dal ricco apparato illustrativo: le incisioni non svolgono una semplice funzione decorativa, ma tentano di ricostruire concretamente le macchine da guerra descritte nelle fonti antiche, rendendo l’opera un importante documento della nascita dell’archeologia militare moderna. La stampa presso l’Officina Plantiniana di Anversa, uno dei più prestigiosi centri tipografici europei fra XVI e XVII secolo, aggiunge ulteriore interesse bibliografico. Di particolare fascino anche la conservazione nella pergamena coeva, con titolo manoscritto al dorso, oltre alla presenza di una lunga annotazione manoscritta antica al frontespizio e di timbri di precedente appartenenza. È quindi un libro capace di interessare contemporaneamente collezionisti di libri illustrati del Cinquecento, storia della guerra, ingegneria militare, libri scientifici e stampe Plantin-Moretus.
ARVO MYYNNISTÄ
L’edizione plantiniana del 1599, illustrata e in pergamena coeva, appartiene a una categoria di libri antiquari con domanda internazionale, soprattutto tra i collezionisti di storia militare e di editoria rinascimentale.
Per un esemplare completo, con le incisioni presenti e in condizioni complessivamente buone, una valutazione antiquaria indicativa di €1.500-1.800 appare plausibile.
FYSIKSEN KUVAUS JA KUNTO
Legatura coeva in pergamena floscia, con titolo manoscritto al dorso. Al frontespizio sono presenti una lunga annotazione manoscritta di antico possessore e timbri di precedente appartenenza. Volume illustrato con numerose incisioni calcografiche a mezza pagina e a piena pagina, raffiguranti macchine d’assedio, torri, rampe, sistemi di attacco alle fortificazioni, artiglierie e altre costruzioni militari. Frontespizio con impresa figurata dell’Officina Plantiniana. Carta generalmente ben conservata; presenti sporadiche bruniture e qualche occasionale alone di umidità. Pergamena con normali ondulazioni, leggere macchie e tracce d’uso. Nel complesso esemplare di grande fascino, con ampi margini e apparato illustrativo di notevole effetto. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Pp. (2); 218; 6nn; 292; 8nn; (4).
KOKO NIMIKE JA TEKIJÄ
Poliorceticon sive de machinis, tormentis, telis libri quinque.
Antverpiae, Ex Officina Plantiniana, apud Ioannem Moretum, 1599.
Unito alla parte: Analecta sive Observationes reliquae ad militiam et hosce libros.
Justus Lipsius.
KONTEXTI JA MERKITYS
Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo l’interesse umanistico per l’antichità si trasformò progressivamente in una vera e propria ricostruzione scientifica della civiltà classica. Justus Lipsius fu tra i protagonisti assoluti di questo processo. Nel Poliorceticon non si limita a citare gli autori antichi: confronta testi greci e latini, corregge interpretazioni, identifica termini tecnici e tenta di comprendere come le macchine descritte da Cesare, Livio, Polibio, Vegezio, Vitruvio e dagli altri autori potessero realmente essere costruite e utilizzate. L’opera rappresenta quindi un importante punto d’incontro fra filologia classica e tecnologia militare. Le immagini svolgono in questo contesto un ruolo fondamentale. Le descrizioni letterarie vengono tradotte in strutture visibili: torri d’assedio, rampe, sistemi di protezione, macchine da lancio e dispositivi destinati all’attacco delle mura assumono così una forma concreta. Il libro testimonia inoltre il crescente interesse europeo per la scienza della fortificazione e dell’assedio, fondamentale in un’epoca in cui l’artiglieria stava rapidamente trasformando l’architettura militare.
LYHYESTI BIOGRAFIEN AUTTASTA
Justus Lipsius, o Joost Lips (1547-1606), fu uno dei maggiori filologi, umanisti e filosofi europei della seconda metà del Cinquecento. Nato nei Paesi Bassi, studiò a Lovanio e svolse attività accademica in diversi centri europei, insegnando tra l’altro a Leida e successivamente nuovamente a Lovanio. La sua fama internazionale deriva soprattutto dai fondamentali studi sui testi latini, in particolare dalle edizioni e dai commenti di Tacito e Seneca. Lipsius fu inoltre il principale interprete moderno dello stoicismo, che cercò di conciliare con il pensiero cristiano attraverso una corrente filosofica generalmente definita neostoicismo. Accanto agli studi filosofici sviluppò un vasto progetto dedicato alla civiltà militare romana, affrontando l’organizzazione degli eserciti, le armi, gli accampamenti, le fortificazioni e le tecniche d’assedio. Il Poliorceticon costituisce una delle espressioni più spettacolari di questo programma antiquario.
PAINA PÅ PRINTING HISTORIA JA LEVITTÄVÄT
Il Poliorceticon nacque all’interno del vasto ciclo di studi con cui Lipsius cercò di ricostruire sistematicamente la milizia romana e la tecnologia militare antica. La presente edizione del 1599 reca esplicitamente l’indicazione “Editio altera, correcta & aucta”, segnalando quindi una versione rivista e ampliata rispetto alla precedente redazione. La stampa fu realizzata ad Anversa presso l’Officina Plantiniana, allora diretta da Jan Moretus, genero e successore di Christophe Plantin. L’associazione fra Lipsius e l’officina Plantin-Moretus fu particolarmente importante: le sue opere trovarono attraverso questa stamperia una vasta diffusione europea e raggiunsero studiosi, biblioteche e corti in numerosi paesi. La ricchezza dell’apparato iconografico del Poliorceticon rendeva tuttavia la sua produzione più complessa e costosa rispetto a un normale testo umanistico, elemento che oggi contribuisce alla desiderabilità degli esemplari completi. La sezione degli Analecta, integrata nel volume, documenta inoltre il continuo lavoro di revisione e perfezionamento che Lipsius dedicò ai propri studi militari.
BIBLIOGRAFIJA JA VIITTEET
Il Poliorceticon occupa un posto importante all’interno della produzione antiquaria di Justus Lipsius e viene abitualmente studiato insieme agli altri suoi trattati dedicati alla milizia romana, alle armi e all’organizzazione militare antica. L’opera è particolarmente rilevante nella storia della poliorcetica, della ricostruzione archeologica delle macchine da guerra e della ricezione rinascimentale delle fonti militari greco-romane.
L’edizione del 1599 costituisce una delle più interessanti redazioni cinquecentesche dell’opera grazie alla revisione dell’autore, all’importante apparato calcografico e alla prestigiosa produzione dell’Officina Plantiniana. Nel campo della storia del libro è inoltre significativo il rapporto fra Lipsius, Jan Moretus e la tradizione editoriale inaugurata da Christophe Plantin, uno dei capitoli più importanti della tipografia europea del XVI secolo.
Myyjän tarina
RENESANSSIN WARIMUOKSET: JUSTUS LIPSIUS JA SIEPPA-TAIDE
Straordinario trattato rinascimentale di Justus Lipsius dedicato alle macchine da guerra, agli assedi e alla tecnologia militare dell’antichità. Stampato ad Anversa nel 1599 dalla celebre Officina Plantiniana, il volume appartiene alla grande stagione editoriale dei Plantin-Moretus. Numerose incisioni calcografiche illustrano torri d’assedio, arieti, fortificazioni, artiglierie e complessi dispositivi bellici ricostruiti dalle fonti classiche.
L’opera fonde archeologia, filologia e tecnica militare, trasformando gli scritti degli antichi in un vero repertorio visuale dell’ingegneria bellica. Esemplare affascinante in pergamena coeva, con antiche note di possesso e la sezione aggiunta degli Analecta.
ABSTRAKTI
Il Poliorceticon sive de machinis, tormentis, telis libri quinque è uno dei più suggestivi trattati illustrati di Justus Lipsius, grande umanista fiammingo del tardo Rinascimento. L’opera è dedicata alla poliorcetica, cioè alla scienza dell’assedio e della difesa delle città, e ricostruisce attraverso le testimonianze degli autori greci e latini le principali macchine militari dell’antichità. Torri mobili, arieti, ponti, strutture per l’assalto alle mura, baliste, catapulte e altri dispositivi vengono analizzati filologicamente e rappresentati mediante incisioni calcografiche di notevole interesse storico e tecnico, tradizionalmente associate all’ambiente artistico di Otto van Veen. La struttura in cinque libri, ciascuno articolato in dialoghi, consente a Lipsius di confrontare terminologia, testimonianze storiche e funzionamento concreto delle macchine descritte dagli autori antichi.
Al corpo principale è inoltre unita la sezione Analecta sive Observationes reliquae ad militiam et hosce libros, complemento erudito nel quale vengono raccolte ulteriori osservazioni sulla terminologia e sulla storia militare classica.
MIKSIÄ OSTA
Il volume unisce caratteristiche particolarmente ricercate nel collezionismo antiquario: Rinascimento, storia militare, ingegneria, archeologia classica e grande editoria plantiniana. L’elemento di maggiore impatto è costituito dal ricco apparato illustrativo: le incisioni non svolgono una semplice funzione decorativa, ma tentano di ricostruire concretamente le macchine da guerra descritte nelle fonti antiche, rendendo l’opera un importante documento della nascita dell’archeologia militare moderna. La stampa presso l’Officina Plantiniana di Anversa, uno dei più prestigiosi centri tipografici europei fra XVI e XVII secolo, aggiunge ulteriore interesse bibliografico. Di particolare fascino anche la conservazione nella pergamena coeva, con titolo manoscritto al dorso, oltre alla presenza di una lunga annotazione manoscritta antica al frontespizio e di timbri di precedente appartenenza. È quindi un libro capace di interessare contemporaneamente collezionisti di libri illustrati del Cinquecento, storia della guerra, ingegneria militare, libri scientifici e stampe Plantin-Moretus.
ARVO MYYNNISTÄ
L’edizione plantiniana del 1599, illustrata e in pergamena coeva, appartiene a una categoria di libri antiquari con domanda internazionale, soprattutto tra i collezionisti di storia militare e di editoria rinascimentale.
Per un esemplare completo, con le incisioni presenti e in condizioni complessivamente buone, una valutazione antiquaria indicativa di €1.500-1.800 appare plausibile.
FYSIKSEN KUVAUS JA KUNTO
Legatura coeva in pergamena floscia, con titolo manoscritto al dorso. Al frontespizio sono presenti una lunga annotazione manoscritta di antico possessore e timbri di precedente appartenenza. Volume illustrato con numerose incisioni calcografiche a mezza pagina e a piena pagina, raffiguranti macchine d’assedio, torri, rampe, sistemi di attacco alle fortificazioni, artiglierie e altre costruzioni militari. Frontespizio con impresa figurata dell’Officina Plantiniana. Carta generalmente ben conservata; presenti sporadiche bruniture e qualche occasionale alone di umidità. Pergamena con normali ondulazioni, leggere macchie e tracce d’uso. Nel complesso esemplare di grande fascino, con ampi margini e apparato illustrativo di notevole effetto. Nei libri antichi, con una storia plurisecolare, possono essere presenti alcune imperfezioni, non sempre rilevate nella descrizione. Questa inserzione contiene Visualizzazioni AI. Fai riferimento alle fotografie originali per verificare le condizioni effettive dell’oggetto. Le immagini fanno parte integrante della descrizione. Pp. (2); 218; 6nn; 292; 8nn; (4).
KOKO NIMIKE JA TEKIJÄ
Poliorceticon sive de machinis, tormentis, telis libri quinque.
Antverpiae, Ex Officina Plantiniana, apud Ioannem Moretum, 1599.
Unito alla parte: Analecta sive Observationes reliquae ad militiam et hosce libros.
Justus Lipsius.
KONTEXTI JA MERKITYS
Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo l’interesse umanistico per l’antichità si trasformò progressivamente in una vera e propria ricostruzione scientifica della civiltà classica. Justus Lipsius fu tra i protagonisti assoluti di questo processo. Nel Poliorceticon non si limita a citare gli autori antichi: confronta testi greci e latini, corregge interpretazioni, identifica termini tecnici e tenta di comprendere come le macchine descritte da Cesare, Livio, Polibio, Vegezio, Vitruvio e dagli altri autori potessero realmente essere costruite e utilizzate. L’opera rappresenta quindi un importante punto d’incontro fra filologia classica e tecnologia militare. Le immagini svolgono in questo contesto un ruolo fondamentale. Le descrizioni letterarie vengono tradotte in strutture visibili: torri d’assedio, rampe, sistemi di protezione, macchine da lancio e dispositivi destinati all’attacco delle mura assumono così una forma concreta. Il libro testimonia inoltre il crescente interesse europeo per la scienza della fortificazione e dell’assedio, fondamentale in un’epoca in cui l’artiglieria stava rapidamente trasformando l’architettura militare.
LYHYESTI BIOGRAFIEN AUTTASTA
Justus Lipsius, o Joost Lips (1547-1606), fu uno dei maggiori filologi, umanisti e filosofi europei della seconda metà del Cinquecento. Nato nei Paesi Bassi, studiò a Lovanio e svolse attività accademica in diversi centri europei, insegnando tra l’altro a Leida e successivamente nuovamente a Lovanio. La sua fama internazionale deriva soprattutto dai fondamentali studi sui testi latini, in particolare dalle edizioni e dai commenti di Tacito e Seneca. Lipsius fu inoltre il principale interprete moderno dello stoicismo, che cercò di conciliare con il pensiero cristiano attraverso una corrente filosofica generalmente definita neostoicismo. Accanto agli studi filosofici sviluppò un vasto progetto dedicato alla civiltà militare romana, affrontando l’organizzazione degli eserciti, le armi, gli accampamenti, le fortificazioni e le tecniche d’assedio. Il Poliorceticon costituisce una delle espressioni più spettacolari di questo programma antiquario.
PAINA PÅ PRINTING HISTORIA JA LEVITTÄVÄT
Il Poliorceticon nacque all’interno del vasto ciclo di studi con cui Lipsius cercò di ricostruire sistematicamente la milizia romana e la tecnologia militare antica. La presente edizione del 1599 reca esplicitamente l’indicazione “Editio altera, correcta & aucta”, segnalando quindi una versione rivista e ampliata rispetto alla precedente redazione. La stampa fu realizzata ad Anversa presso l’Officina Plantiniana, allora diretta da Jan Moretus, genero e successore di Christophe Plantin. L’associazione fra Lipsius e l’officina Plantin-Moretus fu particolarmente importante: le sue opere trovarono attraverso questa stamperia una vasta diffusione europea e raggiunsero studiosi, biblioteche e corti in numerosi paesi. La ricchezza dell’apparato iconografico del Poliorceticon rendeva tuttavia la sua produzione più complessa e costosa rispetto a un normale testo umanistico, elemento che oggi contribuisce alla desiderabilità degli esemplari completi. La sezione degli Analecta, integrata nel volume, documenta inoltre il continuo lavoro di revisione e perfezionamento che Lipsius dedicò ai propri studi militari.
BIBLIOGRAFIJA JA VIITTEET
Il Poliorceticon occupa un posto importante all’interno della produzione antiquaria di Justus Lipsius e viene abitualmente studiato insieme agli altri suoi trattati dedicati alla milizia romana, alle armi e all’organizzazione militare antica. L’opera è particolarmente rilevante nella storia della poliorcetica, della ricostruzione archeologica delle macchine da guerra e della ricezione rinascimentale delle fonti militari greco-romane.
L’edizione del 1599 costituisce una delle più interessanti redazioni cinquecentesche dell’opera grazie alla revisione dell’autore, all’importante apparato calcografico e alla prestigiosa produzione dell’Officina Plantiniana. Nel campo della storia del libro è inoltre significativo il rapporto fra Lipsius, Jan Moretus e la tradizione editoriale inaugurata da Christophe Plantin, uno dei capitoli più importanti della tipografia europea del XVI secolo.
