Regno delle Due Sicilie - Soppressione di Santa Chiara di Napoli e passaggio dei beni allo Stato Borbonico - 1833





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Fascicolo notarile del 1833 nel Regno delle Due Sicilie che documenta il passaggio dei diritti patrimoniali del monastero di Santa Chiara di Napoli allo Stato Borbonico dopo la soppressione degli ordini religiosi, 12 pagine, Firmato, in italiano.
Descrizione del venditore
Importante fascicolo notarile del 1833, redatto nel Regno delle Due Sicilie, che documenta in modo diretto e concreto il passaggio dei diritti patrimoniali del monastero di Santa Chiara di Napoli allo Stato borbonico, dopo la soppressione degli ordini religiosi.
Il monastero, pur continuando a esistere come complesso monumentale, perde la propria funzione istituzionale: i beni e i canoni enfiteutici vengono trasferiti a un ente statale di natura assistenziale e militare, il Reale Orfanotrofio Militare, che subentra come nuovo diretto padrone.
L’atto vede protagonisti alti ufficiali dell’amministrazione militare borbonica, che agiscono in nome e per conto dell’ente pubblico, vincolando giuridicamente anche i successori futuri.
Sono elencati i possessori di fondi del Comune di Qualiano, chiamati a riconoscere formalmente il nuovo assetto dopo una precedente mancata adesione, con esplicito richiamo al rischio di devoluzione dei beni.
Per ciascun fondo sono indicati nominativi e canoni annui, espressi in grana, da corrispondere in perpetuo, ogni 15 agosto, in moneta effettiva.
Documento autentico, articolato e di forte valore storico, che illumina uno dei passaggi chiave dell’Ottocento meridionale:
la trasformazione del patrimonio religioso in patrimonio statale e la nascita di una moderna amministrazione pubblica, nel cuore della storia napoletana.
12 pagine complessive
Importante fascicolo notarile del 1833, redatto nel Regno delle Due Sicilie, che documenta in modo diretto e concreto il passaggio dei diritti patrimoniali del monastero di Santa Chiara di Napoli allo Stato borbonico, dopo la soppressione degli ordini religiosi.
Il monastero, pur continuando a esistere come complesso monumentale, perde la propria funzione istituzionale: i beni e i canoni enfiteutici vengono trasferiti a un ente statale di natura assistenziale e militare, il Reale Orfanotrofio Militare, che subentra come nuovo diretto padrone.
L’atto vede protagonisti alti ufficiali dell’amministrazione militare borbonica, che agiscono in nome e per conto dell’ente pubblico, vincolando giuridicamente anche i successori futuri.
Sono elencati i possessori di fondi del Comune di Qualiano, chiamati a riconoscere formalmente il nuovo assetto dopo una precedente mancata adesione, con esplicito richiamo al rischio di devoluzione dei beni.
Per ciascun fondo sono indicati nominativi e canoni annui, espressi in grana, da corrispondere in perpetuo, ogni 15 agosto, in moneta effettiva.
Documento autentico, articolato e di forte valore storico, che illumina uno dei passaggi chiave dell’Ottocento meridionale:
la trasformazione del patrimonio religioso in patrimonio statale e la nascita di una moderna amministrazione pubblica, nel cuore della storia napoletana.
12 pagine complessive

