Maragliano Federico (1873-1952), Attrib. - Paesaggio con fiume





| 1 € |
|---|
Tutela degli acquirenti Catawiki
Il tuo pagamento è al sicuro con noi finché non ricevi il tuo oggetto.Mostra dettagli
Trustpilot 4.4 | 123759 recensioni
Valutato Eccellente su Trustpilot.
Paesaggio con fiume, pittura a olio attribuita a Federico Maragliano (1873‑1952), periodo 1900‑1910, Italia, venduta con cornice, originale, firmata a mano, misura 70 x 45 cm.
Descrizione del venditore
Bellissimo dipinto attribuito al pittore
MARAGLIANO FEDERICO
Genova 1873 - 1952
Misure solo opera 70 x 45 cm
Non necessita di restauro
Opera di finissima esecuzione
probabilmente di fine 800, primissimi 900
Presenta firma a tergo in alto a dx.
Rappresenta il greto di un torrente
Biografia
Nato a Genova il 28 novembre 1883, morto il 25 novembre 1952. Miniaturista valente e autore di paesaggi, interni, nature morte e ritratti che figurarono alle principali mostre italiane ed estere, dove conseguì numerosi e meritati premi. Espose in molte espo¬sizioni genovesi, alla Promotrice, alla Quadriennale di To¬rino, alla Biennale di Venezia, al Salon d'Automne di Parigi. Nel 1912 fu nominato Accademico di merito dell'Accademia Ligustica; nel 1913 ebbe una medaglia d'oro alla Esposizione di Belle Arti. « Memore dell'insegnamento del maestro Luxoro, Federico Maragliano trattò con amorevole continuità il paesaggio. Indagando nella sua numerosa produzione sembra possibile rilevare una particolare predile¬zione verso quello lacustre. Sono infatti suoi i quadri dei laghi d'Orta, Maggiore, di Como, di Pusiano, del Segrino, del Mergozzo, di Massaciuccoli, di Varese (gennaio 1924), d'Annone e del torrente Secca, del Rio Torto e della Bormida. Ma nella miniatura e nel ritratto la pittura del Mara¬gliano assurse ai fasti della fama. Citeremo quindi i ritratti della mamma, quello del pittore Craffonara (Lelo) e di Sabatino Lopez. La serie degli autoritratti - oltre una decina, alcuni databili 1895, 1911, 1912, 1914, 1934 - eccelle per la perspicuità disegnativa, per la tecnica pittorica accurata e scrupolosa e per l'esuberanza d'analisi. Ne consegue una sbalorditiva evidenza magistralmente fusa con la non trascurata intima luce spirituale. Abile cesellatore del sottile velo di pasta pittorica ne trasse sorprendenti effetti con minuti tocchi di punta di pennello, ammorbiditi ma non distratti dalla successiva lisciatura. Quasi un segreto la carezza del suo pennelleggiare fitto e certosino, creatore di un superbo autoritratto, che è stato a ragione definito il suo capolavoro. Poi i ritratti miniati della Regina, della Regina madre, della Regina Marj, di S. S. Leone XIII, del V Imperatore d'Austria, di Gabriele D'Annunzio, dell'ammiraglio Bettolo, del pittore De Servi, di Pico della Mirandola, dello scultore De Albertis, del senatore Maragliano, di una Principessa russa, del Fratello e del Padre. Ore, giorni, setti¬mane, mesi ed anni di appassionata fatica per allineare una lunga serie di opere rappresentanti una successiva graduale conquistata perfezione. Riproduzioni del vero, non esatte nel senso fotografico, ma vive nel senso artistico, alle quali possiamo crederi; con fiducia e sulle quali il tempo non può stendere la pesante coltre dell'oblio» (Vitaliano Rocchiero). Una sua Natura morta è conservala nella Galleria d'Arte Moderna « Paolo e Adele Giannoni » di Novara; Circuito aereo di Brescia e Veduta di Genova, nella Civica Galleria d'Arte Moderna di Genova.
Bellissimo dipinto attribuito al pittore
MARAGLIANO FEDERICO
Genova 1873 - 1952
Misure solo opera 70 x 45 cm
Non necessita di restauro
Opera di finissima esecuzione
probabilmente di fine 800, primissimi 900
Presenta firma a tergo in alto a dx.
Rappresenta il greto di un torrente
Biografia
Nato a Genova il 28 novembre 1883, morto il 25 novembre 1952. Miniaturista valente e autore di paesaggi, interni, nature morte e ritratti che figurarono alle principali mostre italiane ed estere, dove conseguì numerosi e meritati premi. Espose in molte espo¬sizioni genovesi, alla Promotrice, alla Quadriennale di To¬rino, alla Biennale di Venezia, al Salon d'Automne di Parigi. Nel 1912 fu nominato Accademico di merito dell'Accademia Ligustica; nel 1913 ebbe una medaglia d'oro alla Esposizione di Belle Arti. « Memore dell'insegnamento del maestro Luxoro, Federico Maragliano trattò con amorevole continuità il paesaggio. Indagando nella sua numerosa produzione sembra possibile rilevare una particolare predile¬zione verso quello lacustre. Sono infatti suoi i quadri dei laghi d'Orta, Maggiore, di Como, di Pusiano, del Segrino, del Mergozzo, di Massaciuccoli, di Varese (gennaio 1924), d'Annone e del torrente Secca, del Rio Torto e della Bormida. Ma nella miniatura e nel ritratto la pittura del Mara¬gliano assurse ai fasti della fama. Citeremo quindi i ritratti della mamma, quello del pittore Craffonara (Lelo) e di Sabatino Lopez. La serie degli autoritratti - oltre una decina, alcuni databili 1895, 1911, 1912, 1914, 1934 - eccelle per la perspicuità disegnativa, per la tecnica pittorica accurata e scrupolosa e per l'esuberanza d'analisi. Ne consegue una sbalorditiva evidenza magistralmente fusa con la non trascurata intima luce spirituale. Abile cesellatore del sottile velo di pasta pittorica ne trasse sorprendenti effetti con minuti tocchi di punta di pennello, ammorbiditi ma non distratti dalla successiva lisciatura. Quasi un segreto la carezza del suo pennelleggiare fitto e certosino, creatore di un superbo autoritratto, che è stato a ragione definito il suo capolavoro. Poi i ritratti miniati della Regina, della Regina madre, della Regina Marj, di S. S. Leone XIII, del V Imperatore d'Austria, di Gabriele D'Annunzio, dell'ammiraglio Bettolo, del pittore De Servi, di Pico della Mirandola, dello scultore De Albertis, del senatore Maragliano, di una Principessa russa, del Fratello e del Padre. Ore, giorni, setti¬mane, mesi ed anni di appassionata fatica per allineare una lunga serie di opere rappresentanti una successiva graduale conquistata perfezione. Riproduzioni del vero, non esatte nel senso fotografico, ma vive nel senso artistico, alle quali possiamo crederi; con fiducia e sulle quali il tempo non può stendere la pesante coltre dell'oblio» (Vitaliano Rocchiero). Una sua Natura morta è conservala nella Galleria d'Arte Moderna « Paolo e Adele Giannoni » di Novara; Circuito aereo di Brescia e Veduta di Genova, nella Civica Galleria d'Arte Moderna di Genova.

