Bartolomeo da Saluzzo - Le sette trombe per isvegliare - 1612






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Le sette trombe per isvegliare il peccatore a penitenza, attribuita a Bartolomeo da Saluzzo, pergamena, italiano, 528 pagine, 15 cm di altezza e 8 cm di larghezza, prima edizione 1612 a Venezia/Bassano per Antonio Remondini, condizioni discrete.
Descrizione del venditore
Le sette trombe per isvegliare il peccatore a penitenza è un'opera pubblicata nel 1612 a Venezia-Bassano da Giovanni Antonio Remondi.
Il titolo fa riferimento a un'opera di carattere religioso che intendeva risvegliare la coscienza dei peccatori e spingerli alla penitenza attraverso un richiamo forte e diretto. La "tromba" in questo contesto è una metafora biblica, spesso utilizzata per simboleggiare l'annuncio del giudizio divino o un invito a un cambiamento radicale.
Il tema della penitenza era molto sentito durante il periodo controriformista, un'epoca in cui la Chiesa cattolica spingeva fortemente per la purificazione delle coscienze e la salvezza delle anime.
Il titolo richiama le Sette Trombe della Apocalisse di Giovanni (Rivelazioni 8-11), un libro biblico che parla di cataclismi e di segni della fine dei tempi. Ogni tromba, nell'Apocalisse, annuncia un flagello o una grande calamità. In un'interpretazione allegorica, le "sette trombe" possono simboleggiare delle chiamate al ravvedimento, dove l'autore esorta i lettori a riconoscere i propri peccati prima che sia troppo tardi.
Il libro è attribuito a Bartolomeo Cambi, noto anche come Bartolomeo da Saluzzo o da Salutio (Socana [Arezzo], 3 aprile 1558 – Roma, 15 novembre 1617), frate minore osservante.
Appartenente all’ordine francescano e passato dai Minori osservanti ai Minori riformati, è stato un teologo, autore di numerose opere spirituali, predicatore e trascinatore di folle, particolarmente noto per la virulenza della sua predicazione antiebraica, esplosa a Mantova nell’agosto 1602, e per questo motivo temuto anche dalle autorità ecclesiastiche.
L’autore appare nelle fonti come frate francescano molto attivo nella predicazione, con una produzione intensa, ma anche con elementi di “fama sinistra” legati al tono duro di alcune sue prediche.
L’opera è considerata una delle più importanti e diffuse del suo autore.
L’opera ha avuto molte stampe, traduzioni e diffusa circolazione. In particolare:
• la prima del 1612 a Venezia
• l’edizione del 1614 a Roma
• l’edizione del 1621
• l’edizione latina del 1620 a Friburgo.
Le sette trombe per isvegliare il peccatore a penitenza è un'opera pubblicata nel 1612 a Venezia-Bassano da Giovanni Antonio Remondi.
Il titolo fa riferimento a un'opera di carattere religioso che intendeva risvegliare la coscienza dei peccatori e spingerli alla penitenza attraverso un richiamo forte e diretto. La "tromba" in questo contesto è una metafora biblica, spesso utilizzata per simboleggiare l'annuncio del giudizio divino o un invito a un cambiamento radicale.
Il tema della penitenza era molto sentito durante il periodo controriformista, un'epoca in cui la Chiesa cattolica spingeva fortemente per la purificazione delle coscienze e la salvezza delle anime.
Il titolo richiama le Sette Trombe della Apocalisse di Giovanni (Rivelazioni 8-11), un libro biblico che parla di cataclismi e di segni della fine dei tempi. Ogni tromba, nell'Apocalisse, annuncia un flagello o una grande calamità. In un'interpretazione allegorica, le "sette trombe" possono simboleggiare delle chiamate al ravvedimento, dove l'autore esorta i lettori a riconoscere i propri peccati prima che sia troppo tardi.
Il libro è attribuito a Bartolomeo Cambi, noto anche come Bartolomeo da Saluzzo o da Salutio (Socana [Arezzo], 3 aprile 1558 – Roma, 15 novembre 1617), frate minore osservante.
Appartenente all’ordine francescano e passato dai Minori osservanti ai Minori riformati, è stato un teologo, autore di numerose opere spirituali, predicatore e trascinatore di folle, particolarmente noto per la virulenza della sua predicazione antiebraica, esplosa a Mantova nell’agosto 1602, e per questo motivo temuto anche dalle autorità ecclesiastiche.
L’autore appare nelle fonti come frate francescano molto attivo nella predicazione, con una produzione intensa, ma anche con elementi di “fama sinistra” legati al tono duro di alcune sue prediche.
L’opera è considerata una delle più importanti e diffuse del suo autore.
L’opera ha avuto molte stampe, traduzioni e diffusa circolazione. In particolare:
• la prima del 1612 a Venezia
• l’edizione del 1614 a Roma
• l’edizione del 1621
• l’edizione latina del 1620 a Friburgo.
