Dugonis - Scientia Bene Moriendi / de Contemnenda Morte - 1553






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Scientia Bene Moriendi / de Contemnenda Morte di Dugonis, prima edizione 1553, latino, legatura in pelle, 204 pagine.
Descrizione del venditore
LE TRE PORTE PRIMA DELLA MORTE : ACCETTAZIONE, LIBERAZIONE, REGOLA
PRIMA EDIZIONE - LA BUONA MORTE COME ATTO DI CONOSCENZA
Raro volume basilese del 1553, pubblicato da Ioannes Oporinus. Non disponibile nei cataloghi on line.
Si presenta come un radicale trattato sulla trasformazione interiore: tre testi, tre gradini, tre modi di misurare la vita attraverso il pensiero della morte. L'opera include anche la traduzione di Xenocrate di un "Libro sul disprezzo della morte" e un breve scritto dell'autore sulla "salute". Il testo è inteso a rendere "facilissima" la scienza del morire.
La Scientia Bene Moriendi di Johannes Dugo reinterpreta l’antica ars moriendi secondo una sensibilità pienamente umanistica, trasformando il morire in un esercizio dell’intelletto, un’arte che non teme la finitudine ma la esplora per ordinarla. Il De contemnenda morte, attribuito a Xenocrate e proposto da Dugo in versione latina, introduce la voce platonica che libera dalla paura, riportando l’evento della morte al suo rango naturale, privo di superstizione.
Il De regimine sanitatis, infine, ricuce salute e moralità, mostrando come una buona morte esiga – prima di tutto – una vita custodita, regolata, consapevole. Il volume, arricchito dagli epigrammi di Caspar Brusch, testimonia il punto in cui etica, filosofia e medicina confluiscono nella Basilea riformata.
In chiave esoterica, il libro si configura come un itinerario triadico: accettazione, liberazione e regola; tre movimenti che conducono dal timore alla conoscenza e dalla conoscenza alla serenità operosa. È un libro raro, prezioso per la storia dell’umanesimo, per la storia della tipografia oporiniana e per ogni collezione che indaghi il rapporto fra mente, corpo e destino.
MARKET VALUE
Questa PRIMA EDIZIONE del 1553 pubblicata da Oporinus è rara e di alto interesse per collezionisti di testi morali, classici platonici e trattati medici umanistici. Opuscoli simili dell’officina di Oporinus, completi, in-12 e in buona legatura posteriore di qualità, possono collocarsi tra 1.500 e 3.500 euro. L’accresciuta rarità, la presenza di tre testi distinti, la qualità tipografica, la marca finale e l’intervento liminare di Caspar Brusch possono portare la valutazione fino a 4.000–6.000 euro. Provenienze prestigiose come l’ex libris Rouvier de Vaulgran incrementano ulteriormente il valore.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION - COLLECTOR'S COPY
Legatura successiva in piena pelle, finemente rifinita, molto fresca all'interno, dorso a nervi con tassello in marocchino rosso; tagli azzurri. Provenienza ex libris Rouvier de Vaulgran, segno di collezionismo di alto livello. Carte chiare e solide legatura perfetta, senza segni di usura. Pp. (2); 200; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
De scientia bene moriendi, Liber. Item, Xenocratis philosophi Platonici liber de Contemnenda Morte / eodem Philonio interprete ; Additum est eiusdem authoris breve scriptum, de Regimine sanitatis.
Basileae da Ioannem Oporinum [senza data circa 1553].
Ioannes Dugonis.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Questo volume basilese del 1553, rarissima edizione originale pubblicata da Ioannes Oporinus, riunisce tre testi legati da un unico filo tematico: la morte come conoscenza, il corpo come misura, la vita come esercizio di discernimento. Vi compare anzitutto la Scientia Bene Moriendi di Johannes Philonius Dugo, un trattato che riprende la tradizione dell’ars moriendi rinnovandola secondo sensibilità umanistiche: il morire bene diventa un atto intellettuale, un processo regolato e consapevole. Segue la versione latina del De contemnenda morte di Xenocrate, filosofo platonico, proposta dallo stesso Dugo; un testo che invita a considerare la morte come fenomeno naturale, liberato da paura e superstizione. Chiude il volume un breve scritto De regimine sanitatis, sempre attribuito a Dugo, che lega la buona morte alla buona vita mediante un codice di igiene mentale e corporale. Il libro, arricchito da componimenti liminari dell’umanista Caspar Brusch, vicino a Melantone, testimonia il punto in cui morale, filosofia e medicina s’incontrano nella Basilea riformata. In chiave simbolico-esoterica, l’opera appare come un triplice itinerario: preparazione alla morte, liberazione dalla paura, custodia della salute. Tre livelli di lettura che tracciano un percorso di trasformazione interiore. È un esemplare raro, di forte interesse storico, filosofico e collezionistico.
La combinazione di tre testi in un unico volume testimonia l’ampiezza tematica dell’umanesimo tardorinascimentale: la morte come concetto morale, come problema filosofico e come fenomeno medico. L’opera principale di Dugo rinnova l’ars moriendi trasformandola in una dottrina del discernimento: morire bene significa valutare, ordinare, purificare. La presenza del De contemnenda morte di Xenocrate introduce il platonismo come strumento di liberazione dalla paura. Infine il De regimine sanitatis stabilisce il legame tra equilibrio corporale e equilibrio spirituale.
In chiave esoterica, il volume propone tre gradini iniziatici: accettazione, liberazione e ordine. La morte è vista come passaggio di conoscenza; il corpo come tempio che deve essere custodito; la filosofia come pratica di trasformazione. L’opera riflette la cultura tipografica basilese del XVI secolo, nel momento in cui Oporinus pubblicava testi di grande intensità morale e intellettuale.
BIOGRAPHY OF THE AUTHORS
Johannes Philonius Dugo: figura minore e sfuggente dell’ambiente intellettuale nordeuropeo del XVI secolo. Attivo come autore morale, traduttore e interprete di testi filosofici. La collaborazione con Oporinus testimonia un inserimento negli ambienti scolastici umanistici di Basilea.
Xenocrates: filosofo dell’Accademia platonica (IV sec. a.C.), di cui circolarono nel Rinascimento numerosi opuscoli attribuiti o rielaborati.
Caspar Bruschius: umanista tedesco legato a Melantone, autore di epigrammi e poesie liminari; la sua presenza nel volume conferisce autorevolezza umanistica.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La combinazione di tre testi nello stesso volume è rara e caratteristica dell’officina di Oporinus, che amava proporre raccolte coerenti sotto un filo morale comune. Non risultano ristampe immediate. Probabile circolazione molto limitata.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Da consultare:
USTC per le edizioni basilesi del 1553.
VD16 per repertorio tipografico tedesco-svizzero.
Catalogo Oporinianum.
WorldCat, KVK, ICCU.
Repertori sull’Ars Moriendi, sulla ricezione umanistica di Xenocrate e sui trattati morali minori del XVI secolo.
Il venditore si racconta
LE TRE PORTE PRIMA DELLA MORTE : ACCETTAZIONE, LIBERAZIONE, REGOLA
PRIMA EDIZIONE - LA BUONA MORTE COME ATTO DI CONOSCENZA
Raro volume basilese del 1553, pubblicato da Ioannes Oporinus. Non disponibile nei cataloghi on line.
Si presenta come un radicale trattato sulla trasformazione interiore: tre testi, tre gradini, tre modi di misurare la vita attraverso il pensiero della morte. L'opera include anche la traduzione di Xenocrate di un "Libro sul disprezzo della morte" e un breve scritto dell'autore sulla "salute". Il testo è inteso a rendere "facilissima" la scienza del morire.
La Scientia Bene Moriendi di Johannes Dugo reinterpreta l’antica ars moriendi secondo una sensibilità pienamente umanistica, trasformando il morire in un esercizio dell’intelletto, un’arte che non teme la finitudine ma la esplora per ordinarla. Il De contemnenda morte, attribuito a Xenocrate e proposto da Dugo in versione latina, introduce la voce platonica che libera dalla paura, riportando l’evento della morte al suo rango naturale, privo di superstizione.
Il De regimine sanitatis, infine, ricuce salute e moralità, mostrando come una buona morte esiga – prima di tutto – una vita custodita, regolata, consapevole. Il volume, arricchito dagli epigrammi di Caspar Brusch, testimonia il punto in cui etica, filosofia e medicina confluiscono nella Basilea riformata.
In chiave esoterica, il libro si configura come un itinerario triadico: accettazione, liberazione e regola; tre movimenti che conducono dal timore alla conoscenza e dalla conoscenza alla serenità operosa. È un libro raro, prezioso per la storia dell’umanesimo, per la storia della tipografia oporiniana e per ogni collezione che indaghi il rapporto fra mente, corpo e destino.
MARKET VALUE
Questa PRIMA EDIZIONE del 1553 pubblicata da Oporinus è rara e di alto interesse per collezionisti di testi morali, classici platonici e trattati medici umanistici. Opuscoli simili dell’officina di Oporinus, completi, in-12 e in buona legatura posteriore di qualità, possono collocarsi tra 1.500 e 3.500 euro. L’accresciuta rarità, la presenza di tre testi distinti, la qualità tipografica, la marca finale e l’intervento liminare di Caspar Brusch possono portare la valutazione fino a 4.000–6.000 euro. Provenienze prestigiose come l’ex libris Rouvier de Vaulgran incrementano ulteriormente il valore.
PHYSICAL DESCRIPTION AND CONDITION - COLLECTOR'S COPY
Legatura successiva in piena pelle, finemente rifinita, molto fresca all'interno, dorso a nervi con tassello in marocchino rosso; tagli azzurri. Provenienza ex libris Rouvier de Vaulgran, segno di collezionismo di alto livello. Carte chiare e solide legatura perfetta, senza segni di usura. Pp. (2); 200; (2).
FULL TITLE AND AUTHOR
De scientia bene moriendi, Liber. Item, Xenocratis philosophi Platonici liber de Contemnenda Morte / eodem Philonio interprete ; Additum est eiusdem authoris breve scriptum, de Regimine sanitatis.
Basileae da Ioannem Oporinum [senza data circa 1553].
Ioannes Dugonis.
CONTEXT AND SIGNIFICANCE
Questo volume basilese del 1553, rarissima edizione originale pubblicata da Ioannes Oporinus, riunisce tre testi legati da un unico filo tematico: la morte come conoscenza, il corpo come misura, la vita come esercizio di discernimento. Vi compare anzitutto la Scientia Bene Moriendi di Johannes Philonius Dugo, un trattato che riprende la tradizione dell’ars moriendi rinnovandola secondo sensibilità umanistiche: il morire bene diventa un atto intellettuale, un processo regolato e consapevole. Segue la versione latina del De contemnenda morte di Xenocrate, filosofo platonico, proposta dallo stesso Dugo; un testo che invita a considerare la morte come fenomeno naturale, liberato da paura e superstizione. Chiude il volume un breve scritto De regimine sanitatis, sempre attribuito a Dugo, che lega la buona morte alla buona vita mediante un codice di igiene mentale e corporale. Il libro, arricchito da componimenti liminari dell’umanista Caspar Brusch, vicino a Melantone, testimonia il punto in cui morale, filosofia e medicina s’incontrano nella Basilea riformata. In chiave simbolico-esoterica, l’opera appare come un triplice itinerario: preparazione alla morte, liberazione dalla paura, custodia della salute. Tre livelli di lettura che tracciano un percorso di trasformazione interiore. È un esemplare raro, di forte interesse storico, filosofico e collezionistico.
La combinazione di tre testi in un unico volume testimonia l’ampiezza tematica dell’umanesimo tardorinascimentale: la morte come concetto morale, come problema filosofico e come fenomeno medico. L’opera principale di Dugo rinnova l’ars moriendi trasformandola in una dottrina del discernimento: morire bene significa valutare, ordinare, purificare. La presenza del De contemnenda morte di Xenocrate introduce il platonismo come strumento di liberazione dalla paura. Infine il De regimine sanitatis stabilisce il legame tra equilibrio corporale e equilibrio spirituale.
In chiave esoterica, il volume propone tre gradini iniziatici: accettazione, liberazione e ordine. La morte è vista come passaggio di conoscenza; il corpo come tempio che deve essere custodito; la filosofia come pratica di trasformazione. L’opera riflette la cultura tipografica basilese del XVI secolo, nel momento in cui Oporinus pubblicava testi di grande intensità morale e intellettuale.
BIOGRAPHY OF THE AUTHORS
Johannes Philonius Dugo: figura minore e sfuggente dell’ambiente intellettuale nordeuropeo del XVI secolo. Attivo come autore morale, traduttore e interprete di testi filosofici. La collaborazione con Oporinus testimonia un inserimento negli ambienti scolastici umanistici di Basilea.
Xenocrates: filosofo dell’Accademia platonica (IV sec. a.C.), di cui circolarono nel Rinascimento numerosi opuscoli attribuiti o rielaborati.
Caspar Bruschius: umanista tedesco legato a Melantone, autore di epigrammi e poesie liminari; la sua presenza nel volume conferisce autorevolezza umanistica.
PRINTING HISTORY AND CIRCULATION
La combinazione di tre testi nello stesso volume è rara e caratteristica dell’officina di Oporinus, che amava proporre raccolte coerenti sotto un filo morale comune. Non risultano ristampe immediate. Probabile circolazione molto limitata.
BIBLIOGRAPHY AND REFERENCES
Da consultare:
USTC per le edizioni basilesi del 1553.
VD16 per repertorio tipografico tedesco-svizzero.
Catalogo Oporinianum.
WorldCat, KVK, ICCU.
Repertori sull’Ars Moriendi, sulla ricezione umanistica di Xenocrate e sui trattati morali minori del XVI secolo.
