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Illustrated manuscript on Astronomy and Astrology - 1630-1680
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Illustrated manuscript on Astronomy and Astrology - 1630-1680

MANOSCRITTO SCIENTIFICO DI FILOSOFIA NATURALE E ASTRONOMIA (con figure tolemaiche, cartesiane e copernicane) Europa, XVII secolo (prob. 1630–1680) In folio – Manoscritto scientifico illustrato a inchiostro bruno ⸻ I. Identificazione e natura dell’opera Il manoscritto è un trattato organico di filosofia naturale, fisica teorica e astronomia matematica, redatto da mano erudita nella seconda metà del XVII secolo, corredato da un apparato di tavole astronomiche, diagrammi geometrici ed elaborazioni cosmologiche di grande ampiezza. Il titolo ricorrente nelle carte interne, con varianti, indica chiaramente la struttura: “Libellus Primus Physicae Experimentalis, Rationalis et Experimentalis, Physicae Compendiosus Tractatus” Segue la divisione in Libellus I, II e III della fisica, secondo lo schema aristotelico-scolastico, ma integrato — come vedremo — da nozioni cartesiane, galileiane e perfino copernicane. Il codice termina con la Pars Tertia Philosophiae, definita come “Physica — Preaum?”, probabilmente Praeam[bulum] o Praeambulum. La scheda interna trovata all’interno del volume conferma tale struttura. ⸻ II. Contenuto: una sintesi della filosofia naturale tra Tradizione e Modernità Il manoscritto affronta l’intero spettro delle questioni di filosofia naturale aristotelico-peripatetica, integrandole con le nuove teorie del Seicento. 1. Libellus I – De Corpore Naturali Capitoli: • De materia seu corpore • De primis principiis corporum • De principiis secundum Peripateticos • Nota marginale: “Metaphysica accommodatur” Questo primo libro costituisce l’impianto metafisico dell’opera, riflettendo la tradizione aristotelica ancora dominante nelle scuole europee, ma già attraversata da tensioni riformatrici. ⸻ 2. Libellus II – De Physica Mechanica et Cartesianis Una sezione di estrema importanza, segnalata anche nella scheda: “Caput 4 de principiis mechanicis et de principiis Democriti et Cartesii” Qui compaiono: • le teorie del vuoto, • gli atomi democritei, • i vortici cartesiani, • e numerosi diagrammi geometrici (figg. 1–4). È uno dei tratti più rari e interessanti dell’opera: un manoscritto che mette in dialogo Aristotele, Cartesio e Democrito rappresenta pienamente la transizione epistemologica del XVII secolo. ⸻ 3. Libellus III – De Physica Elementorum Capitoli: • De secundariis corporum naturalium principiis et de mixtione elementorum • De chimicorum elementis (La scheda indica: “5 figure f. 20v”) • De naturalibus corporis affectionibus… divisibilitas materiae Il riferimento alla chimica segnala l’influenza della filosofia chimica post-paracelsiana. ⸻ 4. Pars Tertia Philosophiae – Physica Generalis Indicata nella scheda come: • Codex primus de parte tertia philosophiae • “Ovulum (?) (26)” Probabilmente un modulo conclusivo dedicato alla fisica generale, forse un compendio conclusivo autonomo. ⸻ III. Le tavole e i diagrammi: un apparato scientifico eccezionale Il manoscritto presenta un ciclo iconografico di rara ampiezza: diagrammi astronomici, cosmologici, geometrici e ottici, eseguiti a inchiostro bruno con mano ferma e formazione matematica. Tra le figure più importanti, riconosciamo: 1. Sistema Tolemaico Una tavola con la Terra centrale circondata da 8–9 sfere concentriche, con le stelle fisse esterne e l’Empireo: “Figura Ptolemaei” 2. Sistema Copernicano Una grande tavola annotata “Figura systematis Copernicani”, con il Sole al centro e le orbite dei pianeti, probabilmente con simboli alchemici/astronomici . Questo dato è straordinario: i diagrammi copernicani in manoscritti scolastici del XVII secolo sono rari e indicano ambienti eruditi aggiornati sulle nuove cosmologie. 3. Diagrammi cartesiani Orbitali vorticosi, moti circolari, rappresentazioni della diffusione della luce e dei moto dei fluidi: le tavole dedicate ai “Principiis Cartesii” sono tra i materiali più ricercati nei manoscritti scientifici del periodo. 4. Le eclissi Sono presenti tavole geometriche che mostrano: • la proiezione dell’ombra terrestre, • la penombra, • l’allineamento Sole–Terra–Luna. 5. Le fasi lunari Una tavola completa a piena pagina con le dodici fasi lunari, costruita geometricamente, di qualità quasi da trattato stampato. Tutto l’apparato iconografico è coerente, professionale e frutto di autentica competenza astronomico-matematica. ⸻ IV. Contesto storico e culturale Questo manoscritto appartiene a un periodo cruciale per la storia del pensiero scientifico: • Galileo è già attivo con il Sidereus Nuncius (1610). • Cartesio pubblica il Le Monde (postumo, 1664) e i Principia Philosophiae (1644). • Gassendi, Hobbes, Boyle, Kircher diffondono nuovi modelli fisici. • Le università continuano però a insegnare Aristotele. Il manoscritto è dunque uno di quei testi ibridi e preziosi che documentano la transizione dal mondo peripatetico alla scienza moderna, un documento didattico o privato destinato probabilmente a: • un professore di filosofia naturale, • un matematico, • uno studente universitario avanzato, • oppure un collegio religioso dotato di cattedra di “Physica”. La presenza del sistema copernicano indica un ambiente aperto e aggiornato, non rigidamente ancorato all’ortodossia. ⸻ V. Importanza storico-scientifica Il manoscritto riveste un valore altissimo perché: 1. Documenta la ricezione delle nuove scienze nel contesto scolastico. 2. Presenta insieme Aristotele, Democrito, Cartesio e Copernico: un compendio unico nel suo genere. 3. Include diagrammi originali, non copie di libri a stampa, ma costruiti dal copista con mano esperta. 4. Mostra la didattica della fisica prima dell’affermazione definitiva della scienza newtoniana. 5. È una fonte primaria per la storia dell’insegnamento scientifico nel Seicento. ⸻ VI. Aspetti codicologici • In-folio, carta spessa di qualità, a volte con preparazione vergata visibile. • Inchiostro bruno, uniforme e ben conservato. • Diagrammi a piena pagina, spesso annotati in alto con titoli latini. • Marginalia e indicazione di figure (“Fig. X”) che rimandano a un progetto testuale molto articolato. • Ordine interno confermato dalla scheda narrativa trovata all’interno, preziosa per la ricostruzione del contenuto. ⸻ VII. Conclusione – Un testimone raro della rivoluzione scientifica Questo manoscritto rappresenta un testimone rarissimo della trasformazione della conoscenza scientifica europea tra XVI e XVII secolo. La compresenza di: • cosmologia aristotelica, • atomismo rinascimentale, • meccanica cartesiana, • astronomia tolemaica e copernicana, • diagrammi geometrici elaborati, • sezioni di chimica filosofica, ne fa un documento di straordinario valore storico e collezionistico, degno di una biblioteca universitaria, di una collezione privata di fisica antica o di un museo della scienza. È uno di quei manoscritti che non solo documenta, ma incarna la tensione del XVII secolo: l’ultimo splendore della scolastica e il primo sorgere del pensiero scientifico moderno. ⸻

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MANOSCRITTO SCIENTIFICO DI FILOSOFIA NATURALE E ASTRONOMIA

(con figure tolemaiche, cartesiane e copernicane)
Europa, XVII secolo (prob. 1630–1680)
In folio – Manoscritto scientifico illustrato a inchiostro bruno



I. Identificazione e natura dell’opera

Il manoscritto è un trattato organico di filosofia naturale, fisica teorica e astronomia matematica, redatto da mano erudita nella seconda metà del XVII secolo, corredato da un apparato di tavole astronomiche, diagrammi geometrici ed elaborazioni cosmologiche di grande ampiezza.

Il titolo ricorrente nelle carte interne, con varianti, indica chiaramente la struttura:

“Libellus Primus Physicae Experimentalis, Rationalis et Experimentalis, Physicae Compendiosus Tractatus”

Segue la divisione in Libellus I, II e III della fisica, secondo lo schema aristotelico-scolastico, ma integrato — come vedremo — da nozioni cartesiane, galileiane e perfino copernicane.
Il codice termina con la Pars Tertia Philosophiae, definita come “Physica — Preaum?”, probabilmente Praeam[bulum] o Praeambulum.

La scheda interna trovata all’interno del volume conferma tale struttura.



II. Contenuto: una sintesi della filosofia naturale tra Tradizione e Modernità

Il manoscritto affronta l’intero spettro delle questioni di filosofia naturale aristotelico-peripatetica, integrandole con le nuove teorie del Seicento.

1. Libellus I – De Corpore Naturali

Capitoli:
• De materia seu corpore
• De primis principiis corporum
• De principiis secundum Peripateticos
• Nota marginale: “Metaphysica accommodatur”

Questo primo libro costituisce l’impianto metafisico dell’opera, riflettendo la tradizione aristotelica ancora dominante nelle scuole europee, ma già attraversata da tensioni riformatrici.



2. Libellus II – De Physica Mechanica et Cartesianis

Una sezione di estrema importanza, segnalata anche nella scheda:
“Caput 4 de principiis mechanicis et de principiis Democriti et Cartesii”

Qui compaiono:
• le teorie del vuoto,
• gli atomi democritei,
• i vortici cartesiani,
• e numerosi diagrammi geometrici (figg. 1–4).

È uno dei tratti più rari e interessanti dell’opera: un manoscritto che mette in dialogo Aristotele, Cartesio e Democrito rappresenta pienamente la transizione epistemologica del XVII secolo.



3. Libellus III – De Physica Elementorum

Capitoli:
• De secundariis corporum naturalium principiis et de mixtione elementorum
• De chimicorum elementis
(La scheda indica: “5 figure f. 20v”)
• De naturalibus corporis affectionibus… divisibilitas materiae

Il riferimento alla chimica segnala l’influenza della filosofia chimica post-paracelsiana.



4. Pars Tertia Philosophiae – Physica Generalis

Indicata nella scheda come:
• Codex primus de parte tertia philosophiae
• “Ovulum (?) (26)”

Probabilmente un modulo conclusivo dedicato alla fisica generale, forse un compendio conclusivo autonomo.



III. Le tavole e i diagrammi: un apparato scientifico eccezionale

Il manoscritto presenta un ciclo iconografico di rara ampiezza: diagrammi astronomici, cosmologici, geometrici e ottici, eseguiti a inchiostro bruno con mano ferma e formazione matematica.

Tra le figure più importanti, riconosciamo:

1. Sistema Tolemaico

Una tavola con la Terra centrale circondata da 8–9 sfere concentriche, con le stelle fisse esterne e l’Empireo:
“Figura Ptolemaei”

2. Sistema Copernicano

Una grande tavola annotata “Figura systematis Copernicani”, con il Sole al centro e le orbite dei pianeti, probabilmente con simboli alchemici/astronomici .

Questo dato è straordinario: i diagrammi copernicani in manoscritti scolastici del XVII secolo sono rari e indicano ambienti eruditi aggiornati sulle nuove cosmologie.

3. Diagrammi cartesiani

Orbitali vorticosi, moti circolari, rappresentazioni della diffusione della luce e dei moto dei fluidi:
le tavole dedicate ai “Principiis Cartesii” sono tra i materiali più ricercati nei manoscritti scientifici del periodo.

4. Le eclissi

Sono presenti tavole geometriche che mostrano:
• la proiezione dell’ombra terrestre,
• la penombra,
• l’allineamento Sole–Terra–Luna.

5. Le fasi lunari

Una tavola completa a piena pagina con le dodici fasi lunari, costruita geometricamente, di qualità quasi da trattato stampato.

Tutto l’apparato iconografico è coerente, professionale e frutto di autentica competenza astronomico-matematica.



IV. Contesto storico e culturale

Questo manoscritto appartiene a un periodo cruciale per la storia del pensiero scientifico:
• Galileo è già attivo con il Sidereus Nuncius (1610).
• Cartesio pubblica il Le Monde (postumo, 1664) e i Principia Philosophiae (1644).
• Gassendi, Hobbes, Boyle, Kircher diffondono nuovi modelli fisici.
• Le università continuano però a insegnare Aristotele.

Il manoscritto è dunque uno di quei testi ibridi e preziosi che documentano la transizione dal mondo peripatetico alla scienza moderna, un documento didattico o privato destinato probabilmente a:
• un professore di filosofia naturale,
• un matematico,
• uno studente universitario avanzato,
• oppure un collegio religioso dotato di cattedra di “Physica”.

La presenza del sistema copernicano indica un ambiente aperto e aggiornato, non rigidamente ancorato all’ortodossia.



V. Importanza storico-scientifica

Il manoscritto riveste un valore altissimo perché:
1. Documenta la ricezione delle nuove scienze nel contesto scolastico.
2. Presenta insieme Aristotele, Democrito, Cartesio e Copernico: un compendio unico nel suo genere.
3. Include diagrammi originali, non copie di libri a stampa, ma costruiti dal copista con mano esperta.
4. Mostra la didattica della fisica prima dell’affermazione definitiva della scienza newtoniana.
5. È una fonte primaria per la storia dell’insegnamento scientifico nel Seicento.



VI. Aspetti codicologici
• In-folio, carta spessa di qualità, a volte con preparazione vergata visibile.
• Inchiostro bruno, uniforme e ben conservato.
• Diagrammi a piena pagina, spesso annotati in alto con titoli latini.
• Marginalia e indicazione di figure (“Fig. X”) che rimandano a un progetto testuale molto articolato.
• Ordine interno confermato dalla scheda narrativa trovata all’interno, preziosa per la ricostruzione del contenuto.



VII. Conclusione – Un testimone raro della rivoluzione scientifica

Questo manoscritto rappresenta un testimone rarissimo della trasformazione della conoscenza scientifica europea tra XVI e XVII secolo.
La compresenza di:
• cosmologia aristotelica,
• atomismo rinascimentale,
• meccanica cartesiana,
• astronomia tolemaica e copernicana,
• diagrammi geometrici elaborati,
• sezioni di chimica filosofica,

ne fa un documento di straordinario valore storico e collezionistico, degno di una biblioteca universitaria, di una collezione privata di fisica antica o di un museo della scienza.

È uno di quei manoscritti che non solo documenta, ma incarna la tensione del XVII secolo:
l’ultimo splendore della scolastica e il primo sorgere del pensiero scientifico moderno.



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