Nr. 101562188

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V. Altieri (XX-XXI) - Riflessi Astrali
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V. Altieri (XX-XXI) - Riflessi Astrali

Titolo: Riflessi Astrali Nel cuore di un paesaggio onirico e stilizzato, V. Altieri (1977) ci regala con Riflessi Astrali un olio su tavola di 40x40 cm che cattura l'essenza di una notte sospesa tra realtà e immaginazione. La composizione si articola in piani orizzontali netti, dove il cielo domina l'orizzonte superiore con un nero profondo, punteggiato da una miriade di stelle bianche come scintille di luce cosmica. Una falce di luna sottile e luminosa, posata nell'angolo destro, illumina appena il firmamento, mentre un ramo spoglio, dal tronco rosso vermiglio, si protende dal bordo superiore destro, come un guardiano silente che sfiora l'infinito. Al di sotto, le colline lontane si stagliano in un blu intenso e uniforme, forme sinuose che evocano un orizzonte montuoso, quasi un sipario che separa il terrestre dal celeste. Il piano intermedio esplode in un caleidoscopio di forme geometriche e organiche: massi arrotondati e colline stilizzate in verdi vivaci, gialli solari, arancioni terrosi e rossi ocra, che si sovrappongono con una armonia primitiva, ricordando le texture di un mosaico naïf. Tra questi emergono alberi stilizzati, con tronchi sottili e ramificati in rosso acceso, coronati da chiome piatte e verdeggianti, simili a sentinelle esotiche di una savana sognata, che conferiscono al tutto un senso di quiete ancestrale. Al centro dell'opera, elemento focale e strutturale, si erge un ponte o impalcatura lignea minimalista: un rettangolo giallo ocra sorretto da pilastri marroni verticali, che attraversa una fascia scura orizzontale – forse un fiume o un lago – con una presenza architettonica che bilancia la natura selvaggia circostante. Questo ponte non è mero passaggio, ma simbolo di connessione tra mondi: la sua immagine si riflette perfettamente nella superficie d'acqua sottostante, creando un gioco di simmetrie ipnotiche che raddoppia la profondità e amplifica il mistero notturno. In primo piano, la riva si manifesta attraverso blocchi geometrici in beige e ocra, intervallati da rocce grigie e bianche, che introducono un tocco di concretezza tattile. Una striscia di terra chiara, curva e invitante, si snoda verso il basso a destra, suggerendo un sentiero che invita lo spettatore a immergersi in questo universo incantato. La firma "V. Altieri", posta discretamente in basso a destra, sigilla l'opera con un tocco di intimità autoriale. L'uso magistrale del colore piatto, senza sfumature o chiaroscuri, conferisce all'insieme una purezza quasi primitiva, dove ogni tono – dal nero cosmico al verde lussureggiante – pulsa di vita autonoma. La prospettiva è appiattita, i contorni netti e decisi, a evocare un'atmosfera di serenità mistica, un equilibrio perfetto tra il macrocosmo stellare e il microcosmo terrestre. Riflessi Astrali non è solo un paesaggio: è un invito a contemplare il silenzio della notte, dove il riflesso dell'acqua diventa metafora di introspezione e il ponte un varco verso l'ignoto. Un'opera che, nella sua essenzialità geometrica, cattura l'essenza della pittura contemporanea italiana: poetica, essenziale, eternamente suggestiva.

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V. Altieri (XX-XXI) - Riflessi Astrali

V. Altieri (XX-XXI) - Riflessi Astrali

Titolo: Riflessi Astrali

Nel cuore di un paesaggio onirico e stilizzato, V. Altieri (1977) ci regala con Riflessi Astrali un olio su tavola di 40x40 cm che cattura l'essenza di una notte sospesa tra realtà e immaginazione. La composizione si articola in piani orizzontali netti, dove il cielo domina l'orizzonte superiore con un nero profondo, punteggiato da una miriade di stelle bianche come scintille di luce cosmica. Una falce di luna sottile e luminosa, posata nell'angolo destro, illumina appena il firmamento, mentre un ramo spoglio, dal tronco rosso vermiglio, si protende dal bordo superiore destro, come un guardiano silente che sfiora l'infinito.
Al di sotto, le colline lontane si stagliano in un blu intenso e uniforme, forme sinuose che evocano un orizzonte montuoso, quasi un sipario che separa il terrestre dal celeste. Il piano intermedio esplode in un caleidoscopio di forme geometriche e organiche: massi arrotondati e colline stilizzate in verdi vivaci, gialli solari, arancioni terrosi e rossi ocra, che si sovrappongono con una armonia primitiva, ricordando le texture di un mosaico naïf. Tra questi emergono alberi stilizzati, con tronchi sottili e ramificati in rosso acceso, coronati da chiome piatte e verdeggianti, simili a sentinelle esotiche di una savana sognata, che conferiscono al tutto un senso di quiete ancestrale.
Al centro dell'opera, elemento focale e strutturale, si erge un ponte o impalcatura lignea minimalista: un rettangolo giallo ocra sorretto da pilastri marroni verticali, che attraversa una fascia scura orizzontale – forse un fiume o un lago – con una presenza architettonica che bilancia la natura selvaggia circostante. Questo ponte non è mero passaggio, ma simbolo di connessione tra mondi: la sua immagine si riflette perfettamente nella superficie d'acqua sottostante, creando un gioco di simmetrie ipnotiche che raddoppia la profondità e amplifica il mistero notturno.
In primo piano, la riva si manifesta attraverso blocchi geometrici in beige e ocra, intervallati da rocce grigie e bianche, che introducono un tocco di concretezza tattile. Una striscia di terra chiara, curva e invitante, si snoda verso il basso a destra, suggerendo un sentiero che invita lo spettatore a immergersi in questo universo incantato.
La firma "V. Altieri", posta discretamente in basso a destra, sigilla l'opera con un tocco di intimità autoriale.
L'uso magistrale del colore piatto, senza sfumature o chiaroscuri, conferisce all'insieme una purezza quasi primitiva, dove ogni tono – dal nero cosmico al verde lussureggiante – pulsa di vita autonoma. La prospettiva è appiattita, i contorni netti e decisi, a evocare un'atmosfera di serenità mistica, un equilibrio perfetto tra il macrocosmo stellare e il microcosmo terrestre. Riflessi Astrali non è solo un paesaggio: è un invito a contemplare il silenzio della notte, dove il riflesso dell'acqua diventa metafora di introspezione e il ponte un varco verso l'ignoto. Un'opera che, nella sua essenzialità geometrica, cattura l'essenza della pittura contemporanea italiana: poetica, essenziale, eternamente suggestiva.

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