Dante Alighieri - Divina Commedia - Codice Urbinate Latino 365 - 1965





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Il Dante Urbinate della Biblioteca Vaticana (Codice Urbinate Latino 356). Riproduzione in facsimile del codice. Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana, MCMLXV (1965). Stampato in collaborazione con Fratelli Fabbri editori in occasione del settimo centenario della nascita del sommo poeta. Edizione numerata in 1990 esemplari, nostra copia n. 756. Elegante legatura in piena pergamena con decori in oro. Protetta da cofanetto editoriale in cartoncino rigido. Dimensioni cm 41 x 25. Riprodotte a colori le ricchissime miniature del codice. In ottime condizioni - segno del tempo all'astuccio. In asta senza riserva! Peso del pacco kg 8,10
Il "Dante Urbinate" è uno dei più sfarzosi e celebri manoscritti della Divina Commedia, commissionato dal Duca Federico da Montefeltro nel XV secolo e ora conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana (come codice Urb. lat. 365), famoso per le sue splendide miniature rinascimentali, un tempo incompleto e terminato secoli dopo, divenuto poi oggetto di prestigiose edizioni facsimili.
Origini e Storia
Mecenatismo di Federico da Montefeltro: L'opera fu commissionata dal Duca di Urbino, Federico da Montefeltro, un grande mecenate del Rinascimento, che arricchì la sua famosa biblioteca con manoscritti di altissimo livello.
Manoscritto prezioso: Realizzato su pergamena di alta qualità, è considerato uno degli esemplari più ricchi della Divina Commedia, grazie alle sue decorazioni miniate.
Incompletezza e Completamento: Iniziato da un miniatore (Giraldi) e continuato da un altro, rimase incompleto alla morte del Duca nel 1482; fu poi terminato nel XVII secolo per ordine di Francesco Maria II della Rovere, che lo fece anche rilegare in modo sontuoso.
Arrivo in Vaticano: La collezione dei duchi di Urbino, incluso questo codice, entrò a far parte della Biblioteca Vaticana nel 1657.
Caratteristiche e Edizioni Facsimili
Codice Urb. lat. 365: È identificato con il numero di catalogo Urb.lat.365.
Facsimili di pregio: La sua importanza ha portato alla realizzazione di riproduzioni facsimili fedelissime, spesso commissionate dalla stessa Biblioteca Vaticana in collaborazione con case editrici come Franco Cosimo Panini e Treccani per celebrare anniversari danteschi, riproducendo dettagliatamente miniature e rilegatura.
In sintesi, il Dante Urbinate è un'opera d'arte e cultura, un tesoro della Biblioteca Vaticana che testimonia lo splendore del Rinascimento e l'amore per Dante.
Federico da Montefeltro, definito dalla storiografia moderna come Federico III da Montefeltro (Gubbio, 7 giugno 1422 – Ferrara, 10 settembre 1482), è stato un condottiero e duca italiano, capitano di ventura e famoso signore rinascimentale.
Conte di Montefeltro, di Urbino e di Castel Durante, ebbe signoria su molti altri luoghi, arrivando ad assurgere al rango di duca di Urbino, dal 1474 alla morte.[1] Nel 1437 sposò in prime nozze Gentile Brancaleoni (1416-1457), figlia del signore di Mercatello e Sant'Angelo in Vado Bartolomeo Brancaleoni; in seconde nozze, nel 1460, Battista Sforza (1446-1472), figlia di Alessandro Sforza signore di Pesaro. Impiegò gli enormi guadagni derivati dalle condotte militari per mantenere una splendida corte, ma soprattutto per edificare il Palazzo Ducale d'Urbino e il Palazzo Ducale di Gubbio, per rafforzare le difese militari dello stato con la costruzione e la ristrutturazione delle rocche, oggetto di una delle più celebri biblioteche dell'epoca. Per questo è ricordato come uno dei principali mecenati del Rinascimento italiano. Amico intimo di Piero della Francesca, era definito
Il Dante Urbinate della Biblioteca Vaticana (Codice Urbinate Latino 356). Riproduzione in facsimile del codice. Roma, Biblioteca Apostolica Vaticana, MCMLXV (1965). Stampato in collaborazione con Fratelli Fabbri editori in occasione del settimo centenario della nascita del sommo poeta. Edizione numerata in 1990 esemplari, nostra copia n. 756. Elegante legatura in piena pergamena con decori in oro. Protetta da cofanetto editoriale in cartoncino rigido. Dimensioni cm 41 x 25. Riprodotte a colori le ricchissime miniature del codice. In ottime condizioni - segno del tempo all'astuccio. In asta senza riserva! Peso del pacco kg 8,10
Il "Dante Urbinate" è uno dei più sfarzosi e celebri manoscritti della Divina Commedia, commissionato dal Duca Federico da Montefeltro nel XV secolo e ora conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana (come codice Urb. lat. 365), famoso per le sue splendide miniature rinascimentali, un tempo incompleto e terminato secoli dopo, divenuto poi oggetto di prestigiose edizioni facsimili.
Origini e Storia
Mecenatismo di Federico da Montefeltro: L'opera fu commissionata dal Duca di Urbino, Federico da Montefeltro, un grande mecenate del Rinascimento, che arricchì la sua famosa biblioteca con manoscritti di altissimo livello.
Manoscritto prezioso: Realizzato su pergamena di alta qualità, è considerato uno degli esemplari più ricchi della Divina Commedia, grazie alle sue decorazioni miniate.
Incompletezza e Completamento: Iniziato da un miniatore (Giraldi) e continuato da un altro, rimase incompleto alla morte del Duca nel 1482; fu poi terminato nel XVII secolo per ordine di Francesco Maria II della Rovere, che lo fece anche rilegare in modo sontuoso.
Arrivo in Vaticano: La collezione dei duchi di Urbino, incluso questo codice, entrò a far parte della Biblioteca Vaticana nel 1657.
Caratteristiche e Edizioni Facsimili
Codice Urb. lat. 365: È identificato con il numero di catalogo Urb.lat.365.
Facsimili di pregio: La sua importanza ha portato alla realizzazione di riproduzioni facsimili fedelissime, spesso commissionate dalla stessa Biblioteca Vaticana in collaborazione con case editrici come Franco Cosimo Panini e Treccani per celebrare anniversari danteschi, riproducendo dettagliatamente miniature e rilegatura.
In sintesi, il Dante Urbinate è un'opera d'arte e cultura, un tesoro della Biblioteca Vaticana che testimonia lo splendore del Rinascimento e l'amore per Dante.
Federico da Montefeltro, definito dalla storiografia moderna come Federico III da Montefeltro (Gubbio, 7 giugno 1422 – Ferrara, 10 settembre 1482), è stato un condottiero e duca italiano, capitano di ventura e famoso signore rinascimentale.
Conte di Montefeltro, di Urbino e di Castel Durante, ebbe signoria su molti altri luoghi, arrivando ad assurgere al rango di duca di Urbino, dal 1474 alla morte.[1] Nel 1437 sposò in prime nozze Gentile Brancaleoni (1416-1457), figlia del signore di Mercatello e Sant'Angelo in Vado Bartolomeo Brancaleoni; in seconde nozze, nel 1460, Battista Sforza (1446-1472), figlia di Alessandro Sforza signore di Pesaro. Impiegò gli enormi guadagni derivati dalle condotte militari per mantenere una splendida corte, ma soprattutto per edificare il Palazzo Ducale d'Urbino e il Palazzo Ducale di Gubbio, per rafforzare le difese militari dello stato con la costruzione e la ristrutturazione delle rocche, oggetto di una delle più celebri biblioteche dell'epoca. Per questo è ricordato come uno dei principali mecenati del Rinascimento italiano. Amico intimo di Piero della Francesca, era definito
