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Giancarlo Ossola (1935-2015) - Interno
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Giancarlo Ossola (1935-2015) - Interno

Bella opera olio su tela del maestro Giancarlo Ossola. Misure 35x50, con cornice 45x65. Il dipinto presenta due minuscoli punti in cui la pittura si è staccata (vedi foto). Nasce a Milano nel 1935. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Scuola Comunale di Pittura del Castello Sforzesco di Milano. Affascinato da Soutine e Van Gogh, Sironi e Morandi, fin dall’adolescenza ritrae dal vero figure, paesaggi, nature morte in un linguaggio espressivo già personale. Il contatto con la città, con l’arte contemporanea e con alcuni pittori del Realismo Esistenziale, nonché una prima conoscenza dell’Espressionismo tedesco e dell’Informale internazionale, segnano una svolta verso opere di segno forte e concitato. Tiene la sua prima mostra personale nel 1961 al Salone Annunciata di Milano, presentato da Mario De Micheli. Nel 1963 vince il Primo Premio S. Fedele. Si susseguono i cicli pittorici: dal 1963 gli “Interni-Esterni’ che esprimono interiorità; dal 1967 i “Fumetti” che racchiudono visioni di una utopistica natura originaria e germinante; dal 1970 narrazioni segniche e frammentarie e le “Memorie Epiche”; più avanti ancora le “Città” dagli orizzonti tesi e la scoperta degli “Interni”, prima visti come serbatoi dell’arcano e della memoria individuale, in seguito, dopo gli anni ’80, come indagine del territorio urbano e delle sue misteriose metamorfosi. Costante l’attenzione della critica, testimoniata in particolare da Marco Valsecchi, Luigi Carluccio, Roberto Tassi, Gianfranco Bruno, Gian Alberto Dell’Acqua, Giovanni Testori, Dante Isella, Vittorio Sereni, Giovanni Raboni e Stefano Crespi. Partecipa alle Biennali di Milano, alla Permanente, dal 1963 al 1984 e alla XI Quadriennale di Roma del 1986. È presente per invito a mostre di gruppo o di generazione, bilanci della pittura contemporanea o significative rassegne storiche sulla pittura d’immagine del secondo Novecento italiano. Tra queste ricordiamo nel 1982 “L’Opera Dipinta” a cura di Arturo Carlo Quintavalle al CSAC dell’Università di Parma e alla Rotonda della Besana di Milano; nel 1983 “Il Segno della Pittura e della Scultura” alla Permanente di Milano; nel 1984 Artisti e Scrittori” alla Rotonda della Besana a Milano; nel 1987 “Geografie oltre l’Informale” a cura di Marina De Stasio, Elena Pontiggia e Claudio Cerritelli alla Permanente di Milano; nel 1988-1989 “Artisti Italiani” a Mosca, Kiev, Tblisi; nel 1989 “Dieci Pittori a Milano” a cura di Arturo Carlo Quintavalle alla CSAC dell’Università di Parma; nel 1992 “Pittura a Milano dal 1945 al 1990” a cura di Giorgio Seveso e Luisa Somaini alla Permanente di Milano; nel 1998 “Tassi e i Pittori, da Fattori a Burri” a cura di Marco Goldin al Palazzo Sarcinelli di Conegliano Veneto; nel 2000 “Immagine d’impegno - Impegno d’immagine” a cura di Domenico Guzzi all’ex Mattatoio di Roma; nel 2001 “Dal Premio alla Pinacoteca” a cura di Flaminio Gualdoni e Claudio Rizzi alla Civica Galleria d’Arte Contemporanea di Lissone e nello stesso anno “Pittura in Lombardia nel XX Secolo” a cura di Raffaele De Grada nel Castello Sforzesco di Vigevano; nel 2002 “Per Amore - 15 anni di scelte a Palazzo Sarcinelli” a cura di Marco Goldin a Conegliano Veneto; nel 2004 “L’incanto della pittura” a cura di Claudio Cerritelli alla Casa del Mantegna a Mantova; nel 2005 “Il paesaggio italiano contemporaneo” a cura di Marco Meneguzzo al Palazzo Ducale di Gubbio; nel 2006 “Ventipiucento” a cura di Giulio Grisanti al Museo della Permanente di Milano; nel 2007 “Arte Italiana 1968-2007. Pittura” a cura di Vittorio Sgarbi al Palazzo Reale di Milano; nel 2008 “Come eravamo. Anni 70. Linguaggi e protagonisti dell’Arte in Lombardia” a cura di Claudio Rizzi al Civico Museo Parisi Valle di Maccagno, alla Torre Viscontea di Lecco e al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti Parallelamente prosegue l’attività di mostre personali antologiche pubbliche. Nel 1996-1997 il Credito Valtellinese organizza a Palazzo Sertoli di Sondrio la mostra antologica “Interni 1977-1996”, bilancio ventennale di una delle principali tematiche approfondite dall’artista, Nel 2005 ha luogo la rassegna antologica “Opere 1995-2005 - II mistero della fabbrica” a Palazzo dei Veneziani a Chieti. Altre recenti antologiche si sono tenute nel 2007 al Civico Museo di Maccagno (“Opere 2000-2007”) a cura di Claudio Rizzi e nel 2009 alla Fondazione Bandera per l’Arte a Busto Arsizio (“Spazi marginali”) a cura di Letizia Bollardi e Cnstina Moregola. Nel gennaio 2008 è ospite nella Galleria Arianna Sartori Arte di Mantova con la personale “Opere dal 2000 al 2007”. Nel 2010 - Ossola, testo di Luca Pietro Nicoletti, Spazio Tadini, Milano. Ostrakon di via Pastrengo e Moscova, galleria e studio, presentazione Piero Del Giudice, Milano. Sangalleria e Bottega del Pittore, a cura di Rolando Bellini, Comune e Comunità Montana Arcumeggia (VA). Galleria d’Arte La Colomba, presentazione di Piero Del Giudice, Lugano. A partire dagli anni Settanta collabora a riviste d’arte, quotidiani e periodici con recensioni di mostre e contributi critici in rubriche specialistiche. Le sue opere sono presenti in musei e raccolte pubbliche in Italia e all’estero. Numerosi i volumi monografici e di analisi critica dedicati, a partire dal 1961, alla sua attività. Muore il 4 aprile 2015. Nel 2016 il Museo della Permanente di Milano gli dedica l’importante retrospettiva “Giancarlo Ossola - L’inquietudine dello spazio”. Sempre nel 2016 il suo dipinto “Meditazione” viene presentato alla rassegna “50anni d’arte in Lombardia” alla Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (MN). Fonte: Dizionario d'arte Sartori

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Bella opera olio su tela del maestro Giancarlo Ossola.
Misure 35x50, con cornice 45x65.
Il dipinto presenta due minuscoli punti in cui la pittura si è staccata (vedi foto).

Nasce a Milano nel 1935.
Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Scuola Comunale di Pittura del Castello Sforzesco di Milano.
Affascinato da Soutine e Van Gogh, Sironi e Morandi, fin dall’adolescenza ritrae dal vero figure, paesaggi, nature morte in un linguaggio espressivo già personale.
Il contatto con la città, con l’arte contemporanea e con alcuni pittori del Realismo Esistenziale, nonché una prima conoscenza dell’Espressionismo tedesco e dell’Informale internazionale, segnano una svolta verso opere di segno forte e concitato.
Tiene la sua prima mostra personale nel 1961 al Salone Annunciata di Milano, presentato da Mario De Micheli.
Nel 1963 vince il Primo Premio S. Fedele.
Si susseguono i cicli pittorici: dal 1963 gli “Interni-Esterni’ che esprimono interiorità; dal 1967 i “Fumetti” che racchiudono visioni di una utopistica natura originaria e germinante; dal 1970 narrazioni segniche e frammentarie e le “Memorie Epiche”; più avanti ancora le “Città” dagli orizzonti tesi e la scoperta degli “Interni”, prima visti come serbatoi dell’arcano e della memoria individuale, in seguito, dopo gli anni ’80, come indagine del territorio urbano e delle sue misteriose metamorfosi.
Costante l’attenzione della critica, testimoniata in particolare da Marco Valsecchi, Luigi Carluccio, Roberto Tassi, Gianfranco Bruno, Gian Alberto Dell’Acqua, Giovanni Testori, Dante Isella, Vittorio Sereni, Giovanni Raboni e Stefano Crespi.
Partecipa alle Biennali di Milano, alla Permanente, dal 1963 al 1984 e alla XI Quadriennale di Roma del 1986.
È presente per invito a mostre di gruppo o di generazione, bilanci della pittura contemporanea o significative rassegne storiche sulla pittura d’immagine del secondo Novecento italiano.
Tra queste ricordiamo nel 1982 “L’Opera Dipinta” a cura di Arturo Carlo Quintavalle al CSAC dell’Università di Parma e alla Rotonda della Besana di Milano; nel 1983 “Il Segno della Pittura e della Scultura” alla Permanente di Milano; nel 1984 Artisti e Scrittori” alla Rotonda della Besana a Milano; nel 1987 “Geografie oltre l’Informale” a cura di Marina De Stasio, Elena Pontiggia e Claudio Cerritelli alla Permanente di Milano; nel 1988-1989 “Artisti Italiani” a Mosca, Kiev, Tblisi; nel 1989 “Dieci Pittori a Milano” a cura di Arturo Carlo Quintavalle alla CSAC dell’Università di Parma; nel 1992 “Pittura a Milano dal 1945 al 1990” a cura di Giorgio Seveso e Luisa Somaini alla Permanente di Milano; nel 1998 “Tassi e i Pittori, da Fattori a Burri” a cura di Marco Goldin al Palazzo Sarcinelli di Conegliano Veneto; nel 2000 “Immagine d’impegno - Impegno d’immagine” a cura di Domenico Guzzi all’ex Mattatoio di Roma; nel 2001 “Dal Premio alla Pinacoteca” a cura di Flaminio Gualdoni e Claudio Rizzi alla Civica Galleria d’Arte Contemporanea di Lissone e nello stesso anno “Pittura in Lombardia nel XX Secolo” a cura di Raffaele De Grada nel Castello Sforzesco di Vigevano; nel 2002 “Per Amore - 15 anni di scelte a Palazzo Sarcinelli” a cura di Marco Goldin a Conegliano Veneto; nel 2004 “L’incanto della pittura” a cura di Claudio Cerritelli alla Casa del Mantegna a Mantova; nel 2005 “Il paesaggio italiano contemporaneo” a cura di Marco Meneguzzo al Palazzo Ducale di Gubbio; nel 2006 “Ventipiucento” a cura di Giulio Grisanti al Museo della Permanente di Milano; nel 2007 “Arte Italiana 1968-2007. Pittura” a cura di Vittorio Sgarbi al Palazzo Reale di Milano; nel 2008 “Come eravamo. Anni 70. Linguaggi e protagonisti dell’Arte in Lombardia” a cura di Claudio Rizzi al Civico Museo Parisi Valle di Maccagno, alla Torre Viscontea di Lecco e al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti
Parallelamente prosegue l’attività di mostre personali antologiche pubbliche.
Nel 1996-1997 il Credito Valtellinese organizza a Palazzo Sertoli di Sondrio la mostra antologica “Interni 1977-1996”, bilancio ventennale di una delle principali tematiche approfondite dall’artista, Nel 2005 ha luogo la rassegna antologica “Opere 1995-2005 - II mistero della fabbrica” a Palazzo dei Veneziani a Chieti. Altre recenti antologiche si sono tenute nel 2007 al Civico Museo di Maccagno (“Opere 2000-2007”) a cura di Claudio Rizzi e nel 2009 alla Fondazione Bandera per l’Arte a Busto Arsizio (“Spazi marginali”) a cura di Letizia Bollardi e Cnstina Moregola.
Nel gennaio 2008 è ospite nella Galleria Arianna Sartori Arte di Mantova con la personale “Opere dal 2000 al 2007”. Nel 2010 - Ossola, testo di Luca Pietro Nicoletti, Spazio Tadini, Milano. Ostrakon di via Pastrengo e Moscova, galleria e studio, presentazione Piero Del Giudice, Milano. Sangalleria e Bottega del Pittore, a cura di Rolando Bellini, Comune e Comunità Montana Arcumeggia (VA). Galleria d’Arte La Colomba, presentazione di Piero Del Giudice, Lugano.
A partire dagli anni Settanta collabora a riviste d’arte, quotidiani e periodici con recensioni di mostre e contributi critici in rubriche specialistiche.
Le sue opere sono presenti in musei e raccolte pubbliche in Italia e all’estero.
Numerosi i volumi monografici e di analisi critica dedicati, a partire dal 1961, alla sua attività.
Muore il 4 aprile 2015.
Nel 2016 il Museo della Permanente di Milano gli dedica l’importante retrospettiva “Giancarlo Ossola - L’inquietudine dello spazio”.
Sempre nel 2016 il suo dipinto “Meditazione” viene presentato alla rassegna “50anni d’arte in Lombardia” alla Casa Museo Sartori di Castel d’Ario (MN).
Fonte: Dizionario d'arte Sartori


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