Antonio De Bellis (1630–1656), Krąg - San Lorenzo

01
dzień
05
godziny
28
minuty
50
sekundy
Aktualna oferta
€ 950
Cena minimalna nie została osiągnięta
Giulia Santoro
Ekspert
Wyselekcjonowany przez Giulia Santoro

Specjalistka w malarstwie i rysunkach mistrzów XVII wieku, z doświadczeniem aukcyjnym.

Estymacja  € 3.000 - € 3.500
IT
€ 950
IT
€ 900
IT
€ 850

Ochrona nabywców Catawiki

Twoja płatność jest u nas bezpieczna, dopóki nie otrzymasz przedmiotu.Zobacz szczegóły

Trustpilot: 4.4 | opinie: 137853

Doskonała ocena na Trustpilot.

San Lorenzo, obraz olejny na płótnie z XVII wieku przypisywany Circolo di Antonio De Bellis, niepodpisany, motyw religijny, wymiary 151 x 96 cm, pochodzenie Włochy.

Podsumowanie wspomagane sztuczną inteligencją

Opis od sprzedawcy

ANTONIO DE BELLIS [Ambito di]
(Attivo a Napoli, 1630 – 1656)
San Lorenzo
Olio su tela, cm. 151 x 96

NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Opera non firmata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera senza cornice:

Presentiamo in catalogo un interessante dipinto a olio su tela, proveniente da una nobile famiglia siciliana, raffigurante San Lorenzo, una delle iconografie più definite e riconoscibili dell’arte sacra, strettamente legata al suo ruolo di diacono e al martirio subito nel 258 d.C.
Le notizie sulla vita di San Lorenzo sono relativamente scarse, nonostante la vastissima devozione popolare di cui gode. Le fonti attestano che nacque in Spagna, a Osca, in Aragona, nei pressi dei Pirenei. In giovane età si trasferì a Saragozza per completare la propria formazione umanistica e teologica; qui conobbe il futuro papa Sisto II, allora stimato insegnante in uno dei più importanti centri di studio della città. Tra i due si instaurò un rapporto di profonda amicizia e reciproca stima.
Successivamente, seguendo un intenso flusso migratorio verso Roma, entrambi si trasferirono nell’Urbe. Il 30 agosto 257 Sisto II fu eletto vescovo di Roma e affidò a Lorenzo l’incarico di arcidiacono, rendendolo responsabile delle opere caritative della diocesi. San Lorenzo si occupava dell’assistenza di circa 1.500 persone, tra poveri e vedove, distinguendosi per il suo zelo e la sua dedizione.
Il giovane diacono, raffigurato con la dalmatica, la veste liturgica con ampie maniche tipica del suo ordine, è presentato con i consueti attributi iconografici: la palma del martirio e uno strumento di tortura, verosimilmente una graticola o una scala, chiaro riferimento al supplizio cui fu sottoposto.
Per quanto concerne l’attribuzione, l’opera si inserisce pienamente nella migliore tradizione figurativa italiana del Seicento, rivelando inflessioni stilistiche riconducibili alla scuola dell’Italia centro-meridionale e, in particolare, alle più raffinate esperienze della pittura napoletana.
L’impostazione della figura, unitamente ai caratteri lessicali e al confronto con dipinti raffiguranti analoghi personaggi maschili, consente di ricondurre l’opera – come prudentemente rilevato dalla critica locale – all’ambito di un artista dotato di un intenso ed espressivo sentimento pittorico, prossimo a quello di Bernardo Cavallino e Andrea Vaccaro, e attivo nella cerchia di Antonio De Bellis (Napoli, 1630–1656). Pittore di spiccata originalità, De Bellis fu uno dei protagonisti della scena artistica napoletana della metà del Seicento ed è oggi al centro di un rinnovato e vivace dibattito storiografico; le sue opere sono conservate in prestigiose collezioni museali europee.
Solo di recente, negli anni Ottanta, Antonio de Bellis è stato riconosciuto come una delle personalità di spicco della pittura del Seicento a Napoli e i dettagli della sua vita e della sua carriera sono ancora molto scarsi. Il suo primo biografo, Bernardo De’ Dominici, scrivendo nel XVIII secolo, elogiò le sue opere: “...ad ogni modo si vede in essi l’ottimo componimento, con che sono ideate, il buon disegno, e l’intendimento di chiaroscuro, con belli accidenti di lumi”.
Antonio De Bellis fu un allievo di Massimo Stanzione, un importante pittore napoletano del Seicento, soprannominato il “Guido Reni napoletano”. Sebbene il biografo Bernardo De Dominici lo avesse fatto morire nel 1656 durante la peste di Napoli, il ritrovamento di opere firmate e databili al periodo successivo (1657-1658) ha dimostrato che De Bellis continuò a lavorare anche dopo quella data.
Per molto tempo, De Bellis era stato quasi sconosciuto, ma oggi è riconosciuto come uno dei pittori più significativi del Seicento, non solo napoletano, ma anche italiano. Inizialmente influenzato dal Maestro degli annunci e Guarino, De Bellis evolse verso lo stile di Stanzione e Cavallino, diventando un grande esponente del naturalismo napoletano. La sua riscoperta fu anticipata nel 1972 dal critico Causa, che aveva identificato una sua opera significativa nella chiesa di San Carlo alle Mortelle.
In merito al suo stato conservativo, la tela si presenta in condizioni generali abbastanza discrete considerando l'epoca del dipinto, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano – a luce di Wood – alcuni restauri sparsi e qualche leggera svelatura e ossidazione della superficie pittorica, nulla comunque di veramente rilevante. Non si evidenziano problemi di tipo conservativo e la tela originale presenta un vecchio rintelo, che non sembra necessitare di interventi. A luce solare è visibile un fine craquelé rapportato all'epoca. Il telaio potrebbe essere stato sostituito all'epoca del rintelo. Il dipinto – di buona mano pittorica – è molto interessante sia per la sua impostazione iconografica, sia per la stesura dei colori, sinonimo di un’artista di grande qualità interpretativa, e per tale motivo, il dipinto potrebbe necessitare per ulteriori approfondimenti di studio attributivo. Le misure della tela sono cm. 151 x 96.
Il dipinto viene ceduto senza cornice, nonostante risulta impreziosita da una pregevole cornice antica laccata nera.

Provenienza: Coll. Privata Siciliana

Pubblicazione:
 Inedito;
 I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2025.

L’opera verrà spedito – in quanto fragile e di grande dimensioni – con cassa di legno e polistirolo o trasportatore di fiducia. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.

Historie sprzedawców

Urodzony w Le Locle w Szwajcarii w 1975 roku, ukończył jako ekspert handlowy, jest właścicielem Galerii Sztuki Antycznej Intermidiart - założonej w 2011 roku - w której oferuje bogaty wybór dzieł sztuki, w szczególności obrazów z XVII wieku (m.in. jak Guido Reni, Francesco Furini, Pietro Novelli, Carlo Saraceni, Lorenzo Lippi, Bernardo Strozzi, inne) oraz XVIII wieku (takich jak Luca Giordano, Giuseppe Maria Crespi, etc.). W 2015 roku założył stowarzyszenie kulturalne „Fiera Franca Ss. Salvatore”, którego celem jest reprezentowanie ważnego narzędzia promowania wiedzy o lokalnej sztuce i kulturze. Współpracuje zarówno z profesjonalistami z zakresu renowacji i specjalistycznych laboratoriów zajmujących się badaniami technicznymi i analizą dzieł starożytnych, jak iz krajowymi i międzynarodowymi historykami i ekspertami sztuki. Po zdobyciu doświadczenia zawodowego w krajowych galeriach i wystawach, może poszczycić się licznymi publikacjami eseistycznymi. Wyreżyserował kilka edycji wystaw do niepublikowanego cyklu „MITY I TERYTORIUM tysiąca kultur na Sycylii”, sponsorowanego przez Ministerstwo Dziedzictwa Kulturowego, Region Sycylii, Kuratorium ds. Dziedzictwa Kulturowego i Ekologicznego Trapani oraz inne instytucje.
Przetłumaczone przez Tłumacz Google

ANTONIO DE BELLIS [Ambito di]
(Attivo a Napoli, 1630 – 1656)
San Lorenzo
Olio su tela, cm. 151 x 96

NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Opera non firmata. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera senza cornice:

Presentiamo in catalogo un interessante dipinto a olio su tela, proveniente da una nobile famiglia siciliana, raffigurante San Lorenzo, una delle iconografie più definite e riconoscibili dell’arte sacra, strettamente legata al suo ruolo di diacono e al martirio subito nel 258 d.C.
Le notizie sulla vita di San Lorenzo sono relativamente scarse, nonostante la vastissima devozione popolare di cui gode. Le fonti attestano che nacque in Spagna, a Osca, in Aragona, nei pressi dei Pirenei. In giovane età si trasferì a Saragozza per completare la propria formazione umanistica e teologica; qui conobbe il futuro papa Sisto II, allora stimato insegnante in uno dei più importanti centri di studio della città. Tra i due si instaurò un rapporto di profonda amicizia e reciproca stima.
Successivamente, seguendo un intenso flusso migratorio verso Roma, entrambi si trasferirono nell’Urbe. Il 30 agosto 257 Sisto II fu eletto vescovo di Roma e affidò a Lorenzo l’incarico di arcidiacono, rendendolo responsabile delle opere caritative della diocesi. San Lorenzo si occupava dell’assistenza di circa 1.500 persone, tra poveri e vedove, distinguendosi per il suo zelo e la sua dedizione.
Il giovane diacono, raffigurato con la dalmatica, la veste liturgica con ampie maniche tipica del suo ordine, è presentato con i consueti attributi iconografici: la palma del martirio e uno strumento di tortura, verosimilmente una graticola o una scala, chiaro riferimento al supplizio cui fu sottoposto.
Per quanto concerne l’attribuzione, l’opera si inserisce pienamente nella migliore tradizione figurativa italiana del Seicento, rivelando inflessioni stilistiche riconducibili alla scuola dell’Italia centro-meridionale e, in particolare, alle più raffinate esperienze della pittura napoletana.
L’impostazione della figura, unitamente ai caratteri lessicali e al confronto con dipinti raffiguranti analoghi personaggi maschili, consente di ricondurre l’opera – come prudentemente rilevato dalla critica locale – all’ambito di un artista dotato di un intenso ed espressivo sentimento pittorico, prossimo a quello di Bernardo Cavallino e Andrea Vaccaro, e attivo nella cerchia di Antonio De Bellis (Napoli, 1630–1656). Pittore di spiccata originalità, De Bellis fu uno dei protagonisti della scena artistica napoletana della metà del Seicento ed è oggi al centro di un rinnovato e vivace dibattito storiografico; le sue opere sono conservate in prestigiose collezioni museali europee.
Solo di recente, negli anni Ottanta, Antonio de Bellis è stato riconosciuto come una delle personalità di spicco della pittura del Seicento a Napoli e i dettagli della sua vita e della sua carriera sono ancora molto scarsi. Il suo primo biografo, Bernardo De’ Dominici, scrivendo nel XVIII secolo, elogiò le sue opere: “...ad ogni modo si vede in essi l’ottimo componimento, con che sono ideate, il buon disegno, e l’intendimento di chiaroscuro, con belli accidenti di lumi”.
Antonio De Bellis fu un allievo di Massimo Stanzione, un importante pittore napoletano del Seicento, soprannominato il “Guido Reni napoletano”. Sebbene il biografo Bernardo De Dominici lo avesse fatto morire nel 1656 durante la peste di Napoli, il ritrovamento di opere firmate e databili al periodo successivo (1657-1658) ha dimostrato che De Bellis continuò a lavorare anche dopo quella data.
Per molto tempo, De Bellis era stato quasi sconosciuto, ma oggi è riconosciuto come uno dei pittori più significativi del Seicento, non solo napoletano, ma anche italiano. Inizialmente influenzato dal Maestro degli annunci e Guarino, De Bellis evolse verso lo stile di Stanzione e Cavallino, diventando un grande esponente del naturalismo napoletano. La sua riscoperta fu anticipata nel 1972 dal critico Causa, che aveva identificato una sua opera significativa nella chiesa di San Carlo alle Mortelle.
In merito al suo stato conservativo, la tela si presenta in condizioni generali abbastanza discrete considerando l'epoca del dipinto, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano – a luce di Wood – alcuni restauri sparsi e qualche leggera svelatura e ossidazione della superficie pittorica, nulla comunque di veramente rilevante. Non si evidenziano problemi di tipo conservativo e la tela originale presenta un vecchio rintelo, che non sembra necessitare di interventi. A luce solare è visibile un fine craquelé rapportato all'epoca. Il telaio potrebbe essere stato sostituito all'epoca del rintelo. Il dipinto – di buona mano pittorica – è molto interessante sia per la sua impostazione iconografica, sia per la stesura dei colori, sinonimo di un’artista di grande qualità interpretativa, e per tale motivo, il dipinto potrebbe necessitare per ulteriori approfondimenti di studio attributivo. Le misure della tela sono cm. 151 x 96.
Il dipinto viene ceduto senza cornice, nonostante risulta impreziosita da una pregevole cornice antica laccata nera.

Provenienza: Coll. Privata Siciliana

Pubblicazione:
 Inedito;
 I Miti e il Territorio nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2025.

L’opera verrà spedito – in quanto fragile e di grande dimensioni – con cassa di legno e polistirolo o trasportatore di fiducia. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.

Historie sprzedawców

Urodzony w Le Locle w Szwajcarii w 1975 roku, ukończył jako ekspert handlowy, jest właścicielem Galerii Sztuki Antycznej Intermidiart - założonej w 2011 roku - w której oferuje bogaty wybór dzieł sztuki, w szczególności obrazów z XVII wieku (m.in. jak Guido Reni, Francesco Furini, Pietro Novelli, Carlo Saraceni, Lorenzo Lippi, Bernardo Strozzi, inne) oraz XVIII wieku (takich jak Luca Giordano, Giuseppe Maria Crespi, etc.). W 2015 roku założył stowarzyszenie kulturalne „Fiera Franca Ss. Salvatore”, którego celem jest reprezentowanie ważnego narzędzia promowania wiedzy o lokalnej sztuce i kulturze. Współpracuje zarówno z profesjonalistami z zakresu renowacji i specjalistycznych laboratoriów zajmujących się badaniami technicznymi i analizą dzieł starożytnych, jak iz krajowymi i międzynarodowymi historykami i ekspertami sztuki. Po zdobyciu doświadczenia zawodowego w krajowych galeriach i wystawach, może poszczycić się licznymi publikacjami eseistycznymi. Wyreżyserował kilka edycji wystaw do niepublikowanego cyklu „MITY I TERYTORIUM tysiąca kultur na Sycylii”, sponsorowanego przez Ministerstwo Dziedzictwa Kulturowego, Region Sycylii, Kuratorium ds. Dziedzictwa Kulturowego i Ekologicznego Trapani oraz inne instytucje.
Przetłumaczone przez Tłumacz Google

Szczegóły

Artysta
Antonio De Bellis (1630–1656)
Sprzedawany z ramą
Nie
Sprzedawane przez
Galeria
Przypisywanie autorstwa
Krąg
Tytuł dzieła
San Lorenzo
Technika
Obraz olejny
Podpis
niesygnowany
Kraj pochodzenia
Włochy
Stan
W zadowalającym stanie
Wysokość
151 cm
Szerokość
96 cm
Waga
8 kg
Temat
Religia
Styl
Barok
Okres
XVII wiek
Sprzedawane przez
WłochyZweryfikowano
1403
Sprzedane przedmioty
97,96%
pro

Podobne przedmioty

Dla Ciebie w

Sztuka klasyczna i impresjonizm