THEOPHRASTUS - Characteres ΘΕΟΦΡΑΣΤΟΥ ΧΑΡΑΚΤΗΡΕΣ - 1531





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Opis od sprzedawcy
THEOPHRASTUS – Charakteres.
Cum interpretatione latina. Basileae, in officina And. Cratandri, mense Septembri, anno Christiano [1531].
In-8° (ca. 15,5 × 10 cm), pp. 45, [1].
Legatura coeva (o di poco posteriore, sec. XVIII) in pelle marmorizzata (pelle marezzata), piatti incorniciati da tripli filetti dorati, dorso a nervi con titolo e fregi dorati, tagli spruzzati.
Conservazione complessivamente buona: legatura con consuete usure e abrasioni d’uso, qualche piccola mancanza al dorso e agli angoli; interno con leggera gora d’acqua a metà pagina su alcuni fogli, macchie e arrossamenti sparsi, ma testo sempre leggibile. Al frontespizio nota di possesso manoscritta antica (“A.C. Joanny Baptista…”) e alcune glosse coeve a margine; al foglio di guardia anteriore timbro di collezione privata e annotazioni moderne (tra cui l’attribuzione della cornice xilografica a Hans Holbein).
Edizione basilese di Andreas Cratander (Andreas Hartmann), tipografo e editore attivo a Basilea tra il 1518 e il 1535, specializzato in testi classici greci e latini. Frontespizio entro ricca cornice xilografica figurata, popolata di putti, figure allegoriche e ornamenti rinascimentali (attribuita dalla tradizione antiquaria e da annotazioni manoscritte a Hans Holbein il Giovane, artista che collaborò frequentemente con i tipografi basilensi, compreso Cratander). Testo greco dei Χαρακτῆρες seguito dalla versione/annotazione latina (Notae). Segnatura: α-γ⁸ (γ8 bianca). Marca tipografica di Cratander in fine. Riferimento: VD16 T930.
Contenuto
I Caratteri (o Caratteri etici) di Teofrasto (Ereso, ca. 371 – Atene, ca. 287 a.C.), successore di Aristotele alla direzione del Liceo, costituiscono un’opera unica nella letteratura greca antica: una raccolta di trenta brevi ritratti psicologici e morali di “tipi” umani (il Dissimulatore, l’Adulatore, il Chiacchierone, l’Inopportuno, il Superbo, il Parsimonioso, il Pedante, ecc.). Ogni ritratto si apre con una definizione e prosegue con una serie di comportamenti concreti, osservati con occhio acuto e ironico nella vita quotidiana ateniese della fine del IV secolo a.C.
L’opera, tramandata in forma incompleta e con problemi testuali, ebbe un’enorme fortuna letteraria: fu modello per i “character-writers” inglesi del Seicento, per La Bruyère e per l’intera tradizione europea del ritratto di carattere.
Questa edizione del 1531 presenta i primi quindici caratteri allora conosciuti (i restanti furono recuperati e pubblicati progressivamente tra il 1552 e il 1786).
Il testo greco è accompagnato dalla traduzione/annotazione latina, che ne facilita la lettura e lo studio.
Importanza e rarità
Si tratta di una delle primissime edizioni a stampa dell’opera (dopo l’editio princeps di Willibald Pirckheimer, Norimberga 1527). L’edizione Cratander è particolarmente apprezzata per:
• la qualità tipografica tipica della scuola basilese;
• la presenza della cornice xilografica di alto livello artistico (collegabile all’ambito di Holbein);
• il ruolo che ebbe nella diffusione e nella stabilizzazione del testo greco nel Cinquecento (da essa derivano successive edizioni, tra cui quella di Oporinus del 1541).
Esemplari di questa edizione sono poco frequenti sul mercato antiquario. La combinazione di testo greco originale, traduzione latina, datazione precoce, legatura settecentesca e cornice xilografica di pregio ne fa un pezzo di sicuro interesse per collezionisti di edizioni greche del Rinascimento, di letteratura classica e di tipografia basilese.
Un esemplare completo, tipograficamente e storicamente significativo, del piccolo ma fondamentale “aureolus libellus” di Teofrasto.
THEOPHRASTUS – Charakteres.
Cum interpretatione latina. Basileae, in officina And. Cratandri, mense Septembri, anno Christiano [1531].
In-8° (ca. 15,5 × 10 cm), pp. 45, [1].
Legatura coeva (o di poco posteriore, sec. XVIII) in pelle marmorizzata (pelle marezzata), piatti incorniciati da tripli filetti dorati, dorso a nervi con titolo e fregi dorati, tagli spruzzati.
Conservazione complessivamente buona: legatura con consuete usure e abrasioni d’uso, qualche piccola mancanza al dorso e agli angoli; interno con leggera gora d’acqua a metà pagina su alcuni fogli, macchie e arrossamenti sparsi, ma testo sempre leggibile. Al frontespizio nota di possesso manoscritta antica (“A.C. Joanny Baptista…”) e alcune glosse coeve a margine; al foglio di guardia anteriore timbro di collezione privata e annotazioni moderne (tra cui l’attribuzione della cornice xilografica a Hans Holbein).
Edizione basilese di Andreas Cratander (Andreas Hartmann), tipografo e editore attivo a Basilea tra il 1518 e il 1535, specializzato in testi classici greci e latini. Frontespizio entro ricca cornice xilografica figurata, popolata di putti, figure allegoriche e ornamenti rinascimentali (attribuita dalla tradizione antiquaria e da annotazioni manoscritte a Hans Holbein il Giovane, artista che collaborò frequentemente con i tipografi basilensi, compreso Cratander). Testo greco dei Χαρακτῆρες seguito dalla versione/annotazione latina (Notae). Segnatura: α-γ⁸ (γ8 bianca). Marca tipografica di Cratander in fine. Riferimento: VD16 T930.
Contenuto
I Caratteri (o Caratteri etici) di Teofrasto (Ereso, ca. 371 – Atene, ca. 287 a.C.), successore di Aristotele alla direzione del Liceo, costituiscono un’opera unica nella letteratura greca antica: una raccolta di trenta brevi ritratti psicologici e morali di “tipi” umani (il Dissimulatore, l’Adulatore, il Chiacchierone, l’Inopportuno, il Superbo, il Parsimonioso, il Pedante, ecc.). Ogni ritratto si apre con una definizione e prosegue con una serie di comportamenti concreti, osservati con occhio acuto e ironico nella vita quotidiana ateniese della fine del IV secolo a.C.
L’opera, tramandata in forma incompleta e con problemi testuali, ebbe un’enorme fortuna letteraria: fu modello per i “character-writers” inglesi del Seicento, per La Bruyère e per l’intera tradizione europea del ritratto di carattere.
Questa edizione del 1531 presenta i primi quindici caratteri allora conosciuti (i restanti furono recuperati e pubblicati progressivamente tra il 1552 e il 1786).
Il testo greco è accompagnato dalla traduzione/annotazione latina, che ne facilita la lettura e lo studio.
Importanza e rarità
Si tratta di una delle primissime edizioni a stampa dell’opera (dopo l’editio princeps di Willibald Pirckheimer, Norimberga 1527). L’edizione Cratander è particolarmente apprezzata per:
• la qualità tipografica tipica della scuola basilese;
• la presenza della cornice xilografica di alto livello artistico (collegabile all’ambito di Holbein);
• il ruolo che ebbe nella diffusione e nella stabilizzazione del testo greco nel Cinquecento (da essa derivano successive edizioni, tra cui quella di Oporinus del 1541).
Esemplari di questa edizione sono poco frequenti sul mercato antiquario. La combinazione di testo greco originale, traduzione latina, datazione precoce, legatura settecentesca e cornice xilografica di pregio ne fa un pezzo di sicuro interesse per collezionisti di edizioni greche del Rinascimento, di letteratura classica e di tipografia basilese.
Un esemplare completo, tipograficamente e storicamente significativo, del piccolo ma fondamentale “aureolus libellus” di Teofrasto.
