Nr. 100465772

Luca Giordano (1632-1705) - Filosofo
Nr. 100465772

Luca Giordano (1632-1705) - Filosofo
LUCA GIORDANO
(Napoli, 1632 – 1705)
Filosofo, 1660-1663 ca
Olio su tela, cm. 73,5 x 60,5
Dimensione cornice, cm. 99 x 86 x 6 ca.
NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Ringraziamo Stefano Causa per aver confermato il dipinto come autografo giovanile di Luca Giordano. Ringraziamo Nicola Spinosa per aver confermato l'autografia dell'opera a Luca Giordano con expertise scritta. Opera di collezione Architetto Luigi Moretti, Roma. Opera con cornice dorata e lavorata (difetti):
Il pregevole dipinto può ascriversi nell’ambito pittorico partenopeo di pieno Seicento fortemente influenzato dalla permanenza e dall’attività a Napoli di Jusepe de Ribera (Xàtiva, 1591 – Napoli, 1652) e della sua bottega. Il soggetto rientra nell’ambito della ritrattista di filosofo e santi raffiguranti a tre quarti in un ambiente buio e scarno, una tematica ricorrente nella produzione dei post caravaggeschi e in particolare dell’artista spagnolo. Egli, infatti, affronta spesso questo tema soffermandosi sull’analisi naturalistica delle fisionomie e degli oggetti (vedi la serie dei Cinque Sensi), creando un tipo iconografico di grande diffusione e riproposto dai suoi numerosi seguaci, in cui personaggi più o meno illustri sono presentati come membri di un’umanità derelitta, che nelle fisionomie emaciate e nelle vesti cenciose testimoniano una povertà fisica che tuttavia non ne sminuisce la tempra morale.
La figura del filosofo è inquadrata di tre quarti, che abbraccia un libro con la mano destra, mentre quella sinistra si poggia su un bastone. Se è vero che dal punto di vista iconografico e stilistico l’opera rientra nella produzione di Jusepe de Ribera, il suo ductus pittorico molto sintetico costruito con rapide pennellate, le scelte cromatiche, la luminosità calda e nei toni dei bruni, fanno pensare che non si tratti dell’artista spagnolo quanto di un suo dotato allievo, il giovane Luca Giordano (Napoli, 1634 – 1705), che infatti nella sua giovane età riproponeva i modelli del maestro Ribera presso il quale si era formato.
Già attribuito nella collezione di appartenenza – Architetto Luigi Moretti, Roma – nell’ambito di Luca Giordano, il dipinto è stato successivamente confermato da Stefano Causa e Nicola Spinosa senza alcun dubbio al giovane Luca Giordano (Napoli, 1632 – 1705).
Si deve agli entrambi gli studiosi la conferma della piena autografia del dipinto, collocandone l'esecuzione dopo il 1650, quando l'artista si misura con gli esempi del maestro iberico realizzando innumerevoli opere raffiguranti filosofi. La peculiare iconografia di queste opere dedicate a pensatori e scienziati dell'antichità, suggerisce che fossero verosimilmente destinate all'ornamento di studi e biblioteche, presentando le figure in primo piano e di tre-quarti, curando in modo particolare e con intenso naturalismo il volto e le mani. A differenza di Ribera però, Luca Giordano offre fisionomie meno statuarie, esaltando la drammaticità ma anche l'ironia, caricando le espressioni.
Secondo Spinosa, l’opera realizzata dal giovane Luca Giordano e facente parte della serie dei filosofi e scienziati dell'antica Grecia, è stata dipinta in due diversi momenti della sua attività: nel 1650-1653 e nel 1660-1662. Sulla base dei colori cromatici, il bel dipinto è da contenere subito dopo il 1660 e prima del 1663.
Il presente dipinto, infatti, è correlato alle composizioni di Luca Giordano (olio su tela cm. 144 x 96,8) oggi conservato al Museo Palais des Beaux-Arts di Lille, ed un’altra apparsa nel mercato – Lucas di Milano (olio su tela cm. 116 x 98) –, e corredata da una scheda della Professoressa Mina Gregori; entrambi databili al primo momento della sua attività, nel 1652-1653.
Durante la sua prima formazione nella natia Napoli, Giordano assorbì i fondamenti della tradizione caravaggesca. Dopo la morte di Ribera nel 1652, si recò a Roma all'età di vent'anni. Qui sviluppò una maggiore libertà di espressione e, dopo il suo primo viaggio a Venezia, la sua tavolozza assunse una nuova vivacità. In una visita di ritorno a Venezia nel 1674, creò le sue influenti opere per la Basilica di Santa Maria della Salute. Inoltre, si assicurò commissioni prestigiose a Napoli, così come a Padova, Firenze e altrove. In seguito, dal 1692 al 1702, Giordano prestò servizio come pittore di corte del re Carlo II di Spagna, eseguendo significativi cicli decorativi nella cattedrale di Toledo e nel Palacio del Buen Retiro a Madrid.
In merito al suo stato conservativo, la tela si presenta in condizioni generali discreti considerando l'epoca del dipinto. La superficie pittorica si presenta in patina, e mostra una superficie sporca con vernice ingiallita. Il supporto è stato rintelato. Si notano – a luce di Wood – alcuni piccoli restauri sparsi e qualche leggera svelatura e ossidazione della superficie pittorica, nulla comunque di veramente rilevante. A luce solare è visibile delle cadute di colore, in particolare nel manto, nel braccio sinistro, e un fine craquelé rapportato all'epoca. Le misure della tela sono cm. 73,5 x 60,5.
Il dipinto risulta impreziosita da una bella cornice dorata e lavorata del secolo scorso (dimensione cornice cm. 99 x 86 x 6 ca., difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."
PROVENIENZA: Collezione Architetto Luigi Moretti, Roma
PUBBLICAZIONE:
Inedito;
I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2024.
L’opera verrà spedito – in quanto fragile – con cassa di legno e polistirolo o trasportatore di fiducia. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.
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