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Vincenzo Caprile (1856 – 1936) - Scorcio veneziano
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Vincenzo Caprile (1856 – 1936) - Scorcio veneziano

VINCENZO CAPRILE (Napoli, 1856 – 1936) Scorcio veneziano Olio su tela, cm. 80 x 50 Firmato “V. CAPRILE” in basso a destra Dimensione cornice cm. 104 x 74 x 8 ca. NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Opera firmata. Opera accompagnata da una conferma scritta di autenticità a Vincenzo Caprile da parte del Prof. Stefano Causa. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice dorata e lavorata (difetti): Ringraziamo il Prof. Stefano Causa per aver confermato l'attribuzione al pittore napoletano Vincenzo Caprile (Napoli, 1856 – 1936) con breve comunicazione scritta ai proprietari. Questa pregevole opera, intitolata Canale a Venezia, è stata realizzata dal pittore Vincenzo Caprile (Napoli, 1856 – 1936), artista napoletano noto per i suoi paesaggi, le scene di genere e i soggetti popolari, caratterizzati da una pennellata fresca e luminosa. Già attribuita, sia nella collezione di appartenenza sia dal mercato, al maestro napoletano, la bella e intensa tela è stata ricondotta con certezza al corpus delle opere di Vincenzo Caprile solo a seguito di un’attenta indagine condotta dallo studioso Stefano Causa, il quale ne ha confermato l’autenticità attraverso una breve scheda critica redatta per i proprietari. Si riporta qui di seguito la breve scheda redatta in questa occasione: “ …. Il dipinto in esame è un prodotto tipico della maturità di Caprile, forse già dentro il secolo scorso. La lettura dello stile si accorda perfettamente alla firma in basso a destra. Lo scorcio evidentemente veneziano, piuttosto popolare tra i pittori, lo vede in una fase di forte contiguità stilistica a un altro napoletano, d’altronde suo perfetto coetaneo come Attilio Pratella” [cit.: breve scheda critica Prof. Stefano Causa]. L'artista, risaputo per il suo stile impressionista e la vicinanza alla Scuola di Resina, alternò vedute napoletane a paesaggi lagunari durante le sue lunghe permanenze a Venezia. Il dipinto ritrae uno scorcio tranquillo e non specificato di un canale veneziano, lontano dagli itinerari turistici più affollati, con edifici caratteristici che si riflettono nell'acqua con pennellate agili e colori luminosi. La splendida veduta di un Canale a Venezia è rappresentata dal pittore con toni pacati, in un impianto compositivo composto e ordinato nel quale colori sono distribuiti senza alcuna esaltazione. Trapela dalla tela la tranquillità tipica dei paesaggi veneziani meno turistico e più tranquillo, un tema spesso affrontato dal Caprile. Egli restituisce al colore la funzione costruttiva del dipinto, dove la pennellata e il colore lavorano per creare sulla tela un paesaggio di luci e ombre naturali. Le sue vedute veneziane, infatti, sono caratterizzate da toni pacati e un uso sapiente di luci e ombre naturali per creare profondità e atmosfera, come e ben visibile anche nella nostra tela. Vincenzo Caprile nacque a Napoli nel 1856 in una famiglia benestante, condizione che gli consentì di dedicarsi allo studio della pittura fin dalla giovanissima età. Fu allievo di Gabriele Smargiassi e Achille Carrillo presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli, completando la propria formazione sotto la guida di Domenico Morelli. Grazie alla frequentazione di Alceste Campriani e Federico Rossano si avvicinò alla Scuola di Resìna, sperimentando una pittura dal vero attenta alla resa atmosferica del paesaggio e alla rappresentazione naturale della luce. Dal 1873 fino alla fine degli anni Venti partecipò regolarmente alle Promotrici napoletane, ricoprendo incarichi di rilievo: fu membro del giurì artistico e del comitato permanente tra il 1890 e il 1894 e vicepresidente nel 1911. Esordì alla Promotrice del 1873 con il dipinto A Posillipo; nel 1874 espose Strada alle paludi, nel 1875 Il crepuscolo d’autunno e l’anno successivo A Torre Annunziata e Ricordo di Torre del Greco. Caprile prese parte a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Melbourne, Venezia, Roma e Berlino. Nel 1888 fu nominato professore onorario dell’Istituto di Belle Arti di Napoli; nello stesso anno soggiornò a Buenos Aires, dove ricevette numerose commissioni di ritratti da parte di importanti esponenti della politica locale. Rientrato a Napoli nel 1890, si dedicò quasi esclusivamente alla pittura di paesaggio e divenne ritrattista ufficiale della Casa Savoia. Negli ultimi anni di vita gli furono dedicate importanti mostre personali alla Permanente di Napoli (1924), a Milano (1933) e a Livorno (1934). Nel 1927 espose insieme a Vincenzo Genito e Vincenzo Migliaro presso la Galleria Pesaro. Morì a Napoli il 23 giugno 1936. L’artista, noto per il suo linguaggio pittorico di matrice impressionista e per la vicinanza alla Scuola di Resìna, alternò nel corso della sua carriera vedute napoletane a paesaggi lagunari, soprattutto durante i lunghi soggiorni veneziani. Il dipinto raffigura uno scorcio tranquillo e non identificato di un canale veneziano, lontano dai percorsi turistici più frequentati: edifici caratteristici si riflettono nell’acqua attraverso pennellate agili e vibranti, animate da una tavolozza luminosa ma misurata. La veduta del canale è costruita su toni pacati, all’interno di un impianto compositivo equilibrato e ordinato, nel quale il colore è distribuito senza enfasi né forzature. Dalla tela emerge una sensazione di quiete e sospensione, tipica delle zone più intime e meno celebri della città lagunare, un tema caro e ricorrente nella produzione di Caprile. Il pittore restituisce al colore una funzione eminentemente costruttiva: pennellata e cromia collaborano nella definizione del paesaggio, dando vita a un raffinato gioco di luci e ombre naturali. Le sue vedute veneziane si distinguono infatti per l’uso sapiente della luce, per la delicatezza tonale e per la capacità di creare profondità e atmosfera, elementi chiaramente riscontrabili anche nella presente opera. Vincenzo Caprile nacque a Napoli nel 1856 in una famiglia benestante, condizione che gli permise di dedicarsi allo studio della pittura fin dalla giovane età. Si formò presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Gabriele Smargiassi e Achille Carrillo, completando poi la propria formazione sotto la guida di Domenico Morelli. Grazie alla frequentazione di Alceste Campriani e Federico Rossano si avvicinò alla Scuola di Resìna, maturando una pittura dal vero attenta alla resa atmosferica del paesaggio e alla rappresentazione naturale della luce. Dal 1873 fino alla fine degli anni Venti partecipò regolarmente alle esposizioni della Promotrice di Belle Arti di Napoli, ricoprendo incarichi di rilievo: fu membro del giurì artistico e del comitato permanente tra il 1890 e il 1894, nonché vicepresidente nel 1911. Esordì alla Promotrice del 1873 con A Posillipo; l’anno successivo espose Strada alle paludi, nel 1875 Il crepuscolo d’autunno e nel 1876 A Torre Annunziata e Ricordo di Torre del Greco. Caprile prese parte a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Melbourne, Venezia, Roma e Berlino. Nel 1888 fu nominato professore onorario dell’Istituto di Belle Arti di Napoli e, nello stesso anno, soggiornò a Buenos Aires, dove ricevette importanti commissioni di ritratti da esponenti di primo piano della politica locale. Rientrato a Napoli nel 1890, si dedicò quasi esclusivamente alla pittura di paesaggio e divenne ritrattista ufficiale della Casa Savoia. Negli ultimi anni di vita gli furono dedicate significative mostre personali alla Permanente di Napoli (1924), a Milano (1933) e a Livorno (1934). Nel 1927 espose insieme a Vincenzo Genito e Vincenzo Migliaro presso la Galleria Pesaro. Morì a Napoli il 23 giugno 1936. In merito allo stato di conservazione, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano, inoltre, a luce solare radente le caratteristiche del colore steso e dell’andamento della pennellata. All'esame della foto infrarosso, la firma risulta coeva all’opera. Le misure dell’opera sono cm. 80 x 50. Il dipinto risulta impreziosita da una bella cornice dorata e lavorata, di grande effetto decorativo (dimensione cm. 104 x 74 x 8 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine." PROVENIENZA: Coll. Privata PUBBLICAZIONE:  Inedito;  I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2026. Nel caso di vendita al di fuori del territorio italiano, l'acquirente dovrà attendere i tempi di evasione delle pratiche di esportazione.

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VINCENZO CAPRILE
(Napoli, 1856 – 1936)
Scorcio veneziano
Olio su tela, cm. 80 x 50
Firmato “V. CAPRILE” in basso a destra
Dimensione cornice cm. 104 x 74 x 8 ca.


NOTE: Pubblicazione catalogo opere della collezione Intermidiart. Opera firmata. Opera accompagnata da una conferma scritta di autenticità a Vincenzo Caprile da parte del Prof. Stefano Causa. Certificato di Garanzia e Lecita Provenienza. Opera con cornice dorata e lavorata (difetti):

Ringraziamo il Prof. Stefano Causa per aver confermato l'attribuzione al pittore napoletano Vincenzo Caprile (Napoli, 1856 – 1936) con breve comunicazione scritta ai proprietari.

Questa pregevole opera, intitolata Canale a Venezia, è stata realizzata dal pittore Vincenzo Caprile (Napoli, 1856 – 1936), artista napoletano noto per i suoi paesaggi, le scene di genere e i soggetti popolari, caratterizzati da una pennellata fresca e luminosa.
Già attribuita, sia nella collezione di appartenenza sia dal mercato, al maestro napoletano, la bella e intensa tela è stata ricondotta con certezza al corpus delle opere di Vincenzo Caprile solo a seguito di un’attenta indagine condotta dallo studioso Stefano Causa, il quale ne ha confermato l’autenticità attraverso una breve scheda critica redatta per i proprietari.
Si riporta qui di seguito la breve scheda redatta in questa occasione:
“ …. Il dipinto in esame è un prodotto tipico della maturità di Caprile, forse già dentro il secolo scorso. La lettura dello stile si accorda perfettamente alla firma in basso a destra. Lo scorcio evidentemente veneziano, piuttosto popolare tra i pittori, lo vede in una fase di forte contiguità stilistica a un altro napoletano, d’altronde suo perfetto coetaneo come Attilio Pratella” [cit.: breve scheda critica Prof. Stefano Causa].
L'artista, risaputo per il suo stile impressionista e la vicinanza alla Scuola di Resina, alternò vedute napoletane a paesaggi lagunari durante le sue lunghe permanenze a Venezia. Il dipinto ritrae uno scorcio tranquillo e non specificato di un canale veneziano, lontano dagli itinerari turistici più affollati, con edifici caratteristici che si riflettono nell'acqua con pennellate agili e colori luminosi.
La splendida veduta di un Canale a Venezia è rappresentata dal pittore con toni pacati, in un impianto compositivo composto e ordinato nel quale colori sono distribuiti senza alcuna esaltazione. Trapela dalla tela la tranquillità tipica dei paesaggi veneziani meno turistico e più tranquillo, un tema spesso affrontato dal Caprile. Egli restituisce al colore la funzione costruttiva del dipinto, dove la pennellata e il colore lavorano per creare sulla tela un paesaggio di luci e ombre naturali. Le sue vedute veneziane, infatti, sono caratterizzate da toni pacati e un uso sapiente di luci e ombre naturali per creare profondità e atmosfera, come e ben visibile anche nella nostra tela.
Vincenzo Caprile nacque a Napoli nel 1856 in una famiglia benestante, condizione che gli consentì di dedicarsi allo studio della pittura fin dalla giovanissima età. Fu allievo di Gabriele Smargiassi e Achille Carrillo presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli, completando la propria formazione sotto la guida di Domenico Morelli. Grazie alla frequentazione di Alceste Campriani e Federico Rossano si avvicinò alla Scuola di Resìna, sperimentando una pittura dal vero attenta alla resa atmosferica del paesaggio e alla rappresentazione naturale della luce.
Dal 1873 fino alla fine degli anni Venti partecipò regolarmente alle Promotrici napoletane, ricoprendo incarichi di rilievo: fu membro del giurì artistico e del comitato permanente tra il 1890 e il 1894 e vicepresidente nel 1911. Esordì alla Promotrice del 1873 con il dipinto A Posillipo; nel 1874 espose Strada alle paludi, nel 1875 Il crepuscolo d’autunno e l’anno successivo A Torre Annunziata e Ricordo di Torre del Greco.
Caprile prese parte a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Melbourne, Venezia, Roma e Berlino. Nel 1888 fu nominato professore onorario dell’Istituto di Belle Arti di Napoli; nello stesso anno soggiornò a Buenos Aires, dove ricevette numerose commissioni di ritratti da parte di importanti esponenti della politica locale.
Rientrato a Napoli nel 1890, si dedicò quasi esclusivamente alla pittura di paesaggio e divenne ritrattista ufficiale della Casa Savoia. Negli ultimi anni di vita gli furono dedicate importanti mostre personali alla Permanente di Napoli (1924), a Milano (1933) e a Livorno (1934). Nel 1927 espose insieme a Vincenzo Genito e Vincenzo Migliaro presso la Galleria Pesaro. Morì a Napoli il 23 giugno 1936.
L’artista, noto per il suo linguaggio pittorico di matrice impressionista e per la vicinanza alla Scuola di Resìna, alternò nel corso della sua carriera vedute napoletane a paesaggi lagunari, soprattutto durante i lunghi soggiorni veneziani. Il dipinto raffigura uno scorcio tranquillo e non identificato di un canale veneziano, lontano dai percorsi turistici più frequentati: edifici caratteristici si riflettono nell’acqua attraverso pennellate agili e vibranti, animate da una tavolozza luminosa ma misurata.
La veduta del canale è costruita su toni pacati, all’interno di un impianto compositivo equilibrato e ordinato, nel quale il colore è distribuito senza enfasi né forzature. Dalla tela emerge una sensazione di quiete e sospensione, tipica delle zone più intime e meno celebri della città lagunare, un tema caro e ricorrente nella produzione di Caprile. Il pittore restituisce al colore una funzione eminentemente costruttiva: pennellata e cromia collaborano nella definizione del paesaggio, dando vita a un raffinato gioco di luci e ombre naturali. Le sue vedute veneziane si distinguono infatti per l’uso sapiente della luce, per la delicatezza tonale e per la capacità di creare profondità e atmosfera, elementi chiaramente riscontrabili anche nella presente opera.
Vincenzo Caprile nacque a Napoli nel 1856 in una famiglia benestante, condizione che gli permise di dedicarsi allo studio della pittura fin dalla giovane età. Si formò presso l’Istituto di Belle Arti di Napoli, dove fu allievo di Gabriele Smargiassi e Achille Carrillo, completando poi la propria formazione sotto la guida di Domenico Morelli. Grazie alla frequentazione di Alceste Campriani e Federico Rossano si avvicinò alla Scuola di Resìna, maturando una pittura dal vero attenta alla resa atmosferica del paesaggio e alla rappresentazione naturale della luce.
Dal 1873 fino alla fine degli anni Venti partecipò regolarmente alle esposizioni della Promotrice di Belle Arti di Napoli, ricoprendo incarichi di rilievo: fu membro del giurì artistico e del comitato permanente tra il 1890 e il 1894, nonché vicepresidente nel 1911. Esordì alla Promotrice del 1873 con A Posillipo; l’anno successivo espose Strada alle paludi, nel 1875 Il crepuscolo d’autunno e nel 1876 A Torre Annunziata e Ricordo di Torre del Greco.
Caprile prese parte a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra cui quelle di Milano, Melbourne, Venezia, Roma e Berlino. Nel 1888 fu nominato professore onorario dell’Istituto di Belle Arti di Napoli e, nello stesso anno, soggiornò a Buenos Aires, dove ricevette importanti commissioni di ritratti da esponenti di primo piano della politica locale.
Rientrato a Napoli nel 1890, si dedicò quasi esclusivamente alla pittura di paesaggio e divenne ritrattista ufficiale della Casa Savoia. Negli ultimi anni di vita gli furono dedicate significative mostre personali alla Permanente di Napoli (1924), a Milano (1933) e a Livorno (1934). Nel 1927 espose insieme a Vincenzo Genito e Vincenzo Migliaro presso la Galleria Pesaro. Morì a Napoli il 23 giugno 1936.
In merito allo stato di conservazione, la superficie pittorica mostra una vernice in patina. Si notano, inoltre, a luce solare radente le caratteristiche del colore steso e dell’andamento della pennellata. All'esame della foto infrarosso, la firma risulta coeva all’opera. Le misure dell’opera sono cm. 80 x 50. Il dipinto risulta impreziosita da una bella cornice dorata e lavorata, di grande effetto decorativo (dimensione cm. 104 x 74 x 8 ca., presenza difetti). "La cornice mostrata nelle foto riportate sopra è stata aggiunta all’opera d’arte dal venditore o da un soggetto terzo. La cornice ti viene fornita senza costi aggiuntivi in modo che sia pronta da esporre non appena arriva. La cornice viene inclusa a titolo di cortesia e non è considerata parte integrante dell’opera d’arte. Pertanto, qualsiasi potenziale danno alla cornice che non influisce sull’opera d’arte stessa non sarà accettato come motivo valido per aprire un reclamo o richiedere l’annullamento dell’ordine."

PROVENIENZA: Coll. Privata

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 Inedito;
 I MITI E IL TERRITORIO nella Sicilia dalle mille culture. INEDITA QUADRERIA catalogo generale dei dipinti della collezione del ciclo “I Miti e il territorio”, Editore Lab_04, Marsala, 2026.

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Caterina Maffeis
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