MIAZ Art Lab
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Miaz si identifica nell'arte informale, l'Astrattismo e il Surrealismo Le sue influenze hanno radici profonde nelle opere di Dalì: esplorando il subconscio, le ossessioni, le psicosi e le visioni oniriche. Nell'esplorazione dei confini tra pittura e scultura di Fontana, la manipolazione della materia e la visione in cui la materia è soggetto stesso dell'opera; i rilievi e le profondità tattili delle tele di Burri e la tridimensionalità di Bonalumi. Artista milanese poliedrica, che sperimenta e ricerca estendendo il confine sottile tra pittura materica e scultura, esplorando la profondità tridimensionale dell'opera d'arte. Una ricerca continua di linguaggi che spesso utilizza materiali umili, poveri e di scarto, trasformando la massa in nuova forma con nuovi confini creando spazi ed effetti sensoriali tattili e visivi. Dipingere una superficie, creare una stratificazione della materia atta ad edificare un opera polimaterica ricca di un intensità emotiva che crea spesso reazioni molto in contrasto, questo la identifica, questo è il mondo di Miaz. Il fil di ferro con la sua struttura si fa spazio nelle opere come un tratto a matita tridimensionale che delinea volumi e gabbie dell'anima creando nuovi spazi e divenendo soggetti e non oggetti. L'utilizzo della resina epossidica crea un elemento catalizzatore utilizzato per per cristallizzare la materia, creando contrasti lucidi/opachi e conferendo una modernità netta, vitrea e lineare. Il gesso e il cotone evocano la fragilità di un drappeggio morbido che assume una forma scultorea che si muove nei giochi di luce che essa stessa produce insinuandosi nelle pieghe del subconscio. i numerosi materiali di riciclo utilizzati come scelta etica vengono plasmati in una nuova forma e prendono un significato nuovo, diverso, estetico di ricerca del bello.