Giuseppe Sidoli (1884 - 1975) - Paesaggio, Monte Santo Stefano






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Paesaggio, Monte Santo Stefano est une huile sur panneau de Giuseppe Sidoli, 1933, Italie, style post-impressionniste, dimensions 42 × 47 cm, vendu avec cadre.
Description fournie par le vendeur
AUTORE
Giuseppe Sidoli (Piacenza, 1884 – Piacenza, 1975) è stato un artista poliedrico, ricordato nel panorama italiano per la sua abilità e versatilità come pittore, incisore e caricaturista. Appartenente a una vera e propria dinastia di artisti, che comprendeva anche i fratelli maggiori Pacifico e Nazzareno, la sua formazione si delineò inizialmente tra Genova e l'Istituto Romagnosi della sua città natale, per poi giungere a un pieno compimento accademico presso l'Accademia di Belle Arti di Parma. La sua figura divenne in breve tempo un pilastro della vita culturale piacentina del Novecento: oltre a distinguersi come apprezzato insegnante, rivestì il prestigioso incarico di primo direttore della Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi, un ruolo di grande responsabilità in cui venne fortemente voluto e sostenuto dallo stesso mecenate e fondatore dell'ente, Giuseppe Ricci Oddi.
La poetica e lo stile di Sidoli si esprimono attraverso un fecondo eclettismo, in bilico tra il rigore della pittura tradizionale e un'acuta, spigliata osservazione della società del suo tempo. La sua vasta produzione spazia dai paesaggi ai ritratti, fino ai quadri di genere, affrontati con una notevole padronanza tecnica che lo portò a spaziare fluidamente tra la pittura ad olio, la tempera, il delicato acquerello e l'incisione all'acquaforte. Accanto alla dimensione pittorica dal respiro più classico e intimista, Sidoli coltivò una vena profondamente ironica che trovò la sua massima realizzazione nella caricatura. In questa veste, il suo tratto si faceva arguto, vivace e originale, capace di restituire la fisionomia e la psicologia dei soggetti con una leggerezza visiva di rara maestria.
Le sue opere, nel corso degli anni, sono state esposte in numerose rassegne artistiche di rilievo, in città come Milano, Como e Piacenza, incontrando un favorevole riscontro di critica. A livello pubblico e istituzionale, tuttavia, la testimonianza più alta della sua arte risiede proprio tra le mura di quella Galleria Ricci Oddi di cui fu direttore: è qui che si annoverano le sue opere più notevoli e celebri, tra cui spicca il dipinto I funerali di un poeta (le cui suggestioni ritornano anche in studi come Il sogno mistico di un poeta), a imperitura memoria del suo solido legame con la città di Piacenza.
DESCRIZIONE
"Paesaggio, Monte Santo Stefano", olio su tavola, 42x47cm con cornice, 14x20cm la sola tavola, 1933. Al verso titolo, data e tombro di autentica posto dagli eredi dell'autore.
L'opera offre uno scorcio naturalistico di grande respiro dedicato all'omonimo rilievo situato nella provincia di Bergamo, nei pressi di Carobbio degli Angeli e della Val Calepio. Giuseppe Sidoli cattura il profilo massiccio e arrotondato dell'altura, dominata da una fitta vegetazione boschiva che ne asseconda morbidamente i pendii. La scena è calata in un'atmosfera vibrante e luminosa, dove la natura, con i suoi ritmi silenti e le sue ampie distese, si impone come assoluta protagonista sotto un cielo azzurro solcato da corpose e dinamiche nuvole bianche.
Dal punto di vista formale, il dipinto si distingue per una composizione strutturata su decise linee diagonali: in primo piano, un declivio e un costone dalle calde tonalità ocra e dorate guidano lo sguardo dell'osservatore verso la massa più scura del monte, creando un suggestivo gioco di profondità. La stesura pittorica è energica, rapida e fortemente materica, condotta attraverso pennellate spesse (a "impasto") che restituiscono visivamente la consistenza tattile delle fronde, dell'erba e della terra accidentata. Il cromatismo è orchestrato su una ricca tavolozza di verdi intensi, marroni bruciati e gialli terrosi, i quali trovano il loro perfetto contrappunto nella luminosità fredda del cielo, testimoniando un magistrale controllo della luce e dei contrasti chiaroscurali.
Questo dipinto si inserisce perfettamente in quella dimensione più classica, lirica e intimista della vasta produzione di Sidoli, a conferma del suo fecondo eclettismo. L'artista piacentino, forte della sua solida formazione all'Accademia di Parma, dimostra in questo scorcio tutta la sua notevole padronanza tecnica spaziando fluidamente nella pittura ad olio di matrice paesaggistica. Lontano per un momento dalla sua brillante vena di caricaturista o di ritrattista della società, in questa tela il futuro direttore della Galleria Ricci Oddi si accosta al paesaggio lombardo con un approccio vigoroso, capace di fondere il rigore della tradizione con una freschezza quasi post-impressionista, tradendo una profonda e autentica emozione di fronte allo spettacolo naturale.
CONDITION REPORT
Eccellente la condizione generale. Opera integra in ogni sua parte con cromia e pennellata vivide e ben leggibili. La cornice e' da intendersi in omaggio.
La foto del dipinto inserito in un'ambientazione e' generata con l'intelligenza artificiale, ed e' da ritenersi puramente esemplificativa. Fanno testo solo le foto rimanenti, che mostrano in maniera fedele l'oggetto e le sue caratteristiche, sia generali che di dettaglio.
Spedizione tracciata ed assicurata con adeguato imballo.
AUTORE
Giuseppe Sidoli (Piacenza, 1884 – Piacenza, 1975) è stato un artista poliedrico, ricordato nel panorama italiano per la sua abilità e versatilità come pittore, incisore e caricaturista. Appartenente a una vera e propria dinastia di artisti, che comprendeva anche i fratelli maggiori Pacifico e Nazzareno, la sua formazione si delineò inizialmente tra Genova e l'Istituto Romagnosi della sua città natale, per poi giungere a un pieno compimento accademico presso l'Accademia di Belle Arti di Parma. La sua figura divenne in breve tempo un pilastro della vita culturale piacentina del Novecento: oltre a distinguersi come apprezzato insegnante, rivestì il prestigioso incarico di primo direttore della Galleria d'Arte Moderna Ricci Oddi, un ruolo di grande responsabilità in cui venne fortemente voluto e sostenuto dallo stesso mecenate e fondatore dell'ente, Giuseppe Ricci Oddi.
La poetica e lo stile di Sidoli si esprimono attraverso un fecondo eclettismo, in bilico tra il rigore della pittura tradizionale e un'acuta, spigliata osservazione della società del suo tempo. La sua vasta produzione spazia dai paesaggi ai ritratti, fino ai quadri di genere, affrontati con una notevole padronanza tecnica che lo portò a spaziare fluidamente tra la pittura ad olio, la tempera, il delicato acquerello e l'incisione all'acquaforte. Accanto alla dimensione pittorica dal respiro più classico e intimista, Sidoli coltivò una vena profondamente ironica che trovò la sua massima realizzazione nella caricatura. In questa veste, il suo tratto si faceva arguto, vivace e originale, capace di restituire la fisionomia e la psicologia dei soggetti con una leggerezza visiva di rara maestria.
Le sue opere, nel corso degli anni, sono state esposte in numerose rassegne artistiche di rilievo, in città come Milano, Como e Piacenza, incontrando un favorevole riscontro di critica. A livello pubblico e istituzionale, tuttavia, la testimonianza più alta della sua arte risiede proprio tra le mura di quella Galleria Ricci Oddi di cui fu direttore: è qui che si annoverano le sue opere più notevoli e celebri, tra cui spicca il dipinto I funerali di un poeta (le cui suggestioni ritornano anche in studi come Il sogno mistico di un poeta), a imperitura memoria del suo solido legame con la città di Piacenza.
DESCRIZIONE
"Paesaggio, Monte Santo Stefano", olio su tavola, 42x47cm con cornice, 14x20cm la sola tavola, 1933. Al verso titolo, data e tombro di autentica posto dagli eredi dell'autore.
L'opera offre uno scorcio naturalistico di grande respiro dedicato all'omonimo rilievo situato nella provincia di Bergamo, nei pressi di Carobbio degli Angeli e della Val Calepio. Giuseppe Sidoli cattura il profilo massiccio e arrotondato dell'altura, dominata da una fitta vegetazione boschiva che ne asseconda morbidamente i pendii. La scena è calata in un'atmosfera vibrante e luminosa, dove la natura, con i suoi ritmi silenti e le sue ampie distese, si impone come assoluta protagonista sotto un cielo azzurro solcato da corpose e dinamiche nuvole bianche.
Dal punto di vista formale, il dipinto si distingue per una composizione strutturata su decise linee diagonali: in primo piano, un declivio e un costone dalle calde tonalità ocra e dorate guidano lo sguardo dell'osservatore verso la massa più scura del monte, creando un suggestivo gioco di profondità. La stesura pittorica è energica, rapida e fortemente materica, condotta attraverso pennellate spesse (a "impasto") che restituiscono visivamente la consistenza tattile delle fronde, dell'erba e della terra accidentata. Il cromatismo è orchestrato su una ricca tavolozza di verdi intensi, marroni bruciati e gialli terrosi, i quali trovano il loro perfetto contrappunto nella luminosità fredda del cielo, testimoniando un magistrale controllo della luce e dei contrasti chiaroscurali.
Questo dipinto si inserisce perfettamente in quella dimensione più classica, lirica e intimista della vasta produzione di Sidoli, a conferma del suo fecondo eclettismo. L'artista piacentino, forte della sua solida formazione all'Accademia di Parma, dimostra in questo scorcio tutta la sua notevole padronanza tecnica spaziando fluidamente nella pittura ad olio di matrice paesaggistica. Lontano per un momento dalla sua brillante vena di caricaturista o di ritrattista della società, in questa tela il futuro direttore della Galleria Ricci Oddi si accosta al paesaggio lombardo con un approccio vigoroso, capace di fondere il rigore della tradizione con una freschezza quasi post-impressionista, tradendo una profonda e autentica emozione di fronte allo spettacolo naturale.
CONDITION REPORT
Eccellente la condizione generale. Opera integra in ogni sua parte con cromia e pennellata vivide e ben leggibili. La cornice e' da intendersi in omaggio.
La foto del dipinto inserito in un'ambientazione e' generata con l'intelligenza artificiale, ed e' da ritenersi puramente esemplificativa. Fanno testo solo le foto rimanenti, che mostrano in maniera fedele l'oggetto e le sue caratteristiche, sia generali che di dettaglio.
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