Butsudan - Bois - 1600-1650 - Ensemble votif intact






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Raro ed affascinante Minkan Zushi (altare rurale da tempio) del primo periodo Edo, composto da una scultura in legno intagliato raffigurante Jizō Bosatsu (地蔵菩薩) e da uno straordinario corredo di documenti rituali d'epoca conservati intatti al suo interno.
A differenza della maggior parte degli altari storici che giungono sul mercato spogliati dei loro elementi interni, questo esemplare costituisce un insieme devozionale filologicamente completo al cento per cento. L'apparato documentale si apre con il grande foglio di consacrazione esterno (Hōnō-fuda), una striscia di carta washi recante importanti formule di protezione e coordinate storiche. In esso si leggono chiaramente le invocazioni solenni per la pace nel mondo (Tenka Taihei, 天下泰平) e per la sicurezza e prosperità della nazione (Kokka Anzen, 國家安全), affiancate dalla formula di buon auspicio Nichigetsu Seimei ("Luce pura e chiarezza per il Sole e la Luna"). Questo primo documento attesta inoltre l'atto di offerta sacra (Hōnō, 奉納) dedicato alle divinità del Giappone e specifica con precisione l'antica area geografica di provenienza: la storica Provincia di Harima (播磨), antica regione feudale situata nell'attuale prefettura meridionale di Hyōgo.
Accanto a questa prima attestazione, il cuore spirituale dell'oggetto è rappresentato dall'avvolgimento rituale recante l'iscrizione "奉轉讀大般若經理趣分" (Hō Tendoku Dai-hannya Kyō Rishi-bun), un passaggio di eccezionale valore esoterico. In questo testo, il carattere Hō (奉) indica l'offerta devozionale e la consacrazione sacra dell'opera, mentre Tendoku (轉讀) fa riferimento al potente rituale tantrico ed esoterico di sfogliare a ventaglio i volumi del sūtra per sprigionarne l'energia protettiva. Il riferimento è diretto al monumentale Dai-hannya Kyō (大般若經), ossia il Mahāprajñāpāramitā Sūtra, di cui la sezione Rishi-bun (理趣分) rappresenta la parte finale più sacra, segreta ed esoterica, tradizionalmente usata dai monaci per scacciare le negatività e proteggere le comunità rurali.
Il foglio è sormontato dal carattere sanscrito sacro (Bījā) e dall'impronta di un grande sigillo rosso a inchiostro (Shu-in). Aprire la piegatura della carta di riso rivela inoltre una striscia di carta vermiglia (Shu-gami) con l'ulteriore preghiera intima tracciata a mano dal devoto al momento della collocazione nello Zushi.
La figura di Jizō Bosatsu, scolpita con un'intensa ed accattivante espressività nel solco dell'estetica Wabi-sabi e dell'arte popolare Mingei, posa su un basamento intagliato a forma di loto. La statua presenta la mancanza del braccio sinistro e segni d'usura del tempo del tutto coerenti con l'antichità dell'oggetto. Il legno conserva una magnifica patina originale mai pulita né restaurata, così come i fogli sacri in carta washi mostrano le naturali bruniture d'epoca mantenendo una perfetta leggibilità. Un pezzo unico e di profondo valore antropologico, imperdibile per i collezionisti di arte buddista e antiquariato giapponese.
Raro ed affascinante Minkan Zushi (altare rurale da tempio) del primo periodo Edo, composto da una scultura in legno intagliato raffigurante Jizō Bosatsu (地蔵菩薩) e da uno straordinario corredo di documenti rituali d'epoca conservati intatti al suo interno.
A differenza della maggior parte degli altari storici che giungono sul mercato spogliati dei loro elementi interni, questo esemplare costituisce un insieme devozionale filologicamente completo al cento per cento. L'apparato documentale si apre con il grande foglio di consacrazione esterno (Hōnō-fuda), una striscia di carta washi recante importanti formule di protezione e coordinate storiche. In esso si leggono chiaramente le invocazioni solenni per la pace nel mondo (Tenka Taihei, 天下泰平) e per la sicurezza e prosperità della nazione (Kokka Anzen, 國家安全), affiancate dalla formula di buon auspicio Nichigetsu Seimei ("Luce pura e chiarezza per il Sole e la Luna"). Questo primo documento attesta inoltre l'atto di offerta sacra (Hōnō, 奉納) dedicato alle divinità del Giappone e specifica con precisione l'antica area geografica di provenienza: la storica Provincia di Harima (播磨), antica regione feudale situata nell'attuale prefettura meridionale di Hyōgo.
Accanto a questa prima attestazione, il cuore spirituale dell'oggetto è rappresentato dall'avvolgimento rituale recante l'iscrizione "奉轉讀大般若經理趣分" (Hō Tendoku Dai-hannya Kyō Rishi-bun), un passaggio di eccezionale valore esoterico. In questo testo, il carattere Hō (奉) indica l'offerta devozionale e la consacrazione sacra dell'opera, mentre Tendoku (轉讀) fa riferimento al potente rituale tantrico ed esoterico di sfogliare a ventaglio i volumi del sūtra per sprigionarne l'energia protettiva. Il riferimento è diretto al monumentale Dai-hannya Kyō (大般若經), ossia il Mahāprajñāpāramitā Sūtra, di cui la sezione Rishi-bun (理趣分) rappresenta la parte finale più sacra, segreta ed esoterica, tradizionalmente usata dai monaci per scacciare le negatività e proteggere le comunità rurali.
Il foglio è sormontato dal carattere sanscrito sacro (Bījā) e dall'impronta di un grande sigillo rosso a inchiostro (Shu-in). Aprire la piegatura della carta di riso rivela inoltre una striscia di carta vermiglia (Shu-gami) con l'ulteriore preghiera intima tracciata a mano dal devoto al momento della collocazione nello Zushi.
La figura di Jizō Bosatsu, scolpita con un'intensa ed accattivante espressività nel solco dell'estetica Wabi-sabi e dell'arte popolare Mingei, posa su un basamento intagliato a forma di loto. La statua presenta la mancanza del braccio sinistro e segni d'usura del tempo del tutto coerenti con l'antichità dell'oggetto. Il legno conserva una magnifica patina originale mai pulita né restaurata, così come i fogli sacri in carta washi mostrano le naturali bruniture d'epoca mantenendo una perfetta leggibilità. Un pezzo unico e di profondo valore antropologico, imperdibile per i collezionisti di arte buddista e antiquariato giapponese.
