Antoni Tapies (1923-2012) - Negre i roig (Quatre ditades), 1976





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Antoni Tàpies, Negre i roig (Quatre ditades), 1976, proof Hors de Commerce firmata a mano, etching a colori (aguaforte) con acquatinta e carborundo, 57 × 75 cm, cornice, in edizione limitata di 75 in Spagna.
Descrizione del venditore
Antoni Tàpies (1923–2012)
Negre i roig (Quatre ditades), 1976
Incisione originale realizzata mediante acquaforte, aguatinta e carborundo a colori, tecniche che Antoni Tàpies impiega con piena maturità per intensificare la dimensione materiale e simbolica dell’opera grafica. L’esemplare che ci riguarda corrisponde a una prova H.C. (Hors de Commerce), realizzata fuori commercio, all’interno di un’edizione totale di 75 esemplari, il che rafforza il suo carattere eccezionale e la sua vicinanza al processo creativo dell’artista.
L'opera, di 56 × 75 cm, si articola attorno al contrasto radicale tra il nero profondo e il rosso intenso, colori fondamentali nel vocabolario di Tàpies. Il nero evoca la materia, il tellurico e il silenzio; il rosso introduce tensione vitale, energia e una dimensione quasi corporea. Su questa superficie emergono le quattro impronte delle dita — le "quatre ditades" —, un gesto diretto e primario che introduce il corpo come segno, trasformando l'opera in un testimone fisico dell'azione.
L'impiego del carborundo conferisce alla stampa una texture spessa e ruvida, vicina a quella scultorea, caratteristica della produzione grafica di Tàpies negli anni '70, quando l'incisione smette di essere un mezzo riproduttivo per diventare un vero e proprio campo di sperimentazione materica. La superficie funziona come un muro simbolico: eroso, segnato, carico di memoria.
Nero e rosso (Quattro detti) si inscrive pienamente nella fase di maturità dell'artista, quando il suo linguaggio informalista raggiunge una sintesi potente tra austerità formale e profondità concettuale. Più che rappresentare, l'opera lascia traccia: del gesto, della traccia e della materia intesa come memoria. Il carattere H.C. dell'esemplare rafforza il suo valore come pezzo singolare all'interno del corpus grafico di Antoni Tàpies.
Antoni Tàpies (1923–2012)
Negre i roig (Quatre ditades), 1976
Incisione originale realizzata mediante acquaforte, aguatinta e carborundo a colori, tecniche che Antoni Tàpies impiega con piena maturità per intensificare la dimensione materiale e simbolica dell’opera grafica. L’esemplare che ci riguarda corrisponde a una prova H.C. (Hors de Commerce), realizzata fuori commercio, all’interno di un’edizione totale di 75 esemplari, il che rafforza il suo carattere eccezionale e la sua vicinanza al processo creativo dell’artista.
L'opera, di 56 × 75 cm, si articola attorno al contrasto radicale tra il nero profondo e il rosso intenso, colori fondamentali nel vocabolario di Tàpies. Il nero evoca la materia, il tellurico e il silenzio; il rosso introduce tensione vitale, energia e una dimensione quasi corporea. Su questa superficie emergono le quattro impronte delle dita — le "quatre ditades" —, un gesto diretto e primario che introduce il corpo come segno, trasformando l'opera in un testimone fisico dell'azione.
L'impiego del carborundo conferisce alla stampa una texture spessa e ruvida, vicina a quella scultorea, caratteristica della produzione grafica di Tàpies negli anni '70, quando l'incisione smette di essere un mezzo riproduttivo per diventare un vero e proprio campo di sperimentazione materica. La superficie funziona come un muro simbolico: eroso, segnato, carico di memoria.
Nero e rosso (Quattro detti) si inscrive pienamente nella fase di maturità dell'artista, quando il suo linguaggio informalista raggiunge una sintesi potente tra austerità formale e profondità concettuale. Più che rappresentare, l'opera lascia traccia: del gesto, della traccia e della materia intesa come memoria. Il carattere H.C. dell'esemplare rafforza il suo valore come pezzo singolare all'interno del corpus grafico di Antoni Tàpies.

