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Pierre-Cécile Puvis de Chavannes (1824-1898), Attribuito a - Le Bagnanti
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Pierre-Cécile Puvis de Chavannes (1824-1898), Attribuito a - Le Bagnanti

Pierre-Cécile Puvis de Chavannes (Lione, 14 dicembre 1824 – Parigi, 24 ottobre 1898) Quattro bagnanti Tecnica mista su carta (pastello, acquerello, carboncino e penna) Cm 23 x 29 Pierre-Cécile Puvis de Chavannes occupa una posizione di rilievo nel panorama artistico francese del XIX secolo, distinguendosi quale interprete originale della rinascita dell’arte murale e come figura anticipatrice del simbolismo. Proveniente da un ambiente borghese colto, dopo una formazione umanistica e un iniziale orientamento verso l’ingegneria, intraprese la carriera artistica a Parigi, frequentando per periodi brevi ma significativi gli atelier di Delacroix, Couture e Chassériau. Pur assimilando elementi da ciascuno di questi maestri, sviluppò presto un linguaggio personale, improntato a una severa disciplina formale e a una poetica di essenzialità narrativa. La sua attività si concentrò soprattutto nella decorazione monumentale, ambito in cui raggiunse una statura esemplare. Fin dagli anni Sessanta dell’Ottocento, con le tele Porte de l’Orient e Porte de l’Occident per il Museo di Marsiglia, Puvis rivelò un originale equilibrio tra forma classicheggiante e sensibilità moderna. Tale sintesi trovò pieno compimento nei cicli destinati a importanti complessi pubblici: al Museo di Belle Arti di Lione realizzò Il Bosco Sacro caro alle Arti e alle Muse (1883–1884), che divenne uno dei manifesti più alti della sua visione idealizzante; alla Sorbona eseguì Le Arti e Le Scienze (1887–1889), opere nelle quali la misura compositiva e il carattere allegorico conferiscono al programma decorativo un tono di rigorosa monumentalità; per l’Hôtel de Ville di Parigi elaborò una serie di pannelli dedicati alla continuità storica e morale della città. Particolarmente prestigiosa fu inoltre la commissione del Panthéon, dove tra il 1874 e il 1890 Puvis dipinse cicli celebrativi della missione spirituale e civile della nazione francese, confermando la sua capacità di interpretare la decorazione pubblica come luogo di educazione visiva e di costruzione identitaria. Negli anni maturi, la crescente reputazione internazionale gli valse anche incarichi all’estero, tra cui la celebre Arcadia (1883–1896) per la Biblioteca di Boston, esempio paradigmatico della sua estetica armonica e atemporale. L’opera qui presentata raffigura un gruppo di bagnanti ambientate in un paesaggio boschivo presso uno specchio d’acqua. La composizione, realizzata con tecnica mista (probabilmente carboncino, gessetto e tocchi di colore ad acquerello o gouache), si articola attorno a due grandi alberi che definiscono lo spazio e creano una sorta di quinta naturale. In primo piano, sulla destra, si distingue una figura femminile nuda, colta nell’atto di chinarsi leggermente in avanti mentre stringe un drappo. Il corpo, modellato da una linea energica e da velature cromatiche leggere, suggerisce il gesto intimo e quotidiano dell’asciugarsi dopo il bagno. Sul fondo compaiono altre bagnanti avvolte in panneggi chiari: due, a sinistra, sostano vicino al tronco dell’albero, mentre una solleva il braccio in un gesto che può alludere al chiamare o richiamare l’attenzione delle compagne; un’ulteriore figura, appena percepibile sulla destra, sembra affacciarsi tra i tronchi. Il paesaggio è reso con toni bruni, ocra e grigiastri, mentre la superficie del lago, più chiara, illumina la scena con i suoi riflessi. Si possono istituire paralleli con altre opere grafiche di Puvis de Chavannes, noto per aver elaborato i suoi soggetti attraverso una serie di studi preparatori, ripresi e talvolta completati in versioni successive, fino al conseguimento della stesura definitiva del dipinto. Il disegno in esame presenta una stretta affinità con l’esemplare delle Bagnanti (o Lavandaie) conservato presso il Metropolitan Museum of Art (Met). In tale opera, la linea corsiva e vibrante dello schizzo iniziale viene gradualmente ingentilita e modellata grazie all’integrazione del carboncino e di delicate acquerellature. Un ulteriore termine di paragone significativo è il disegno delle Bagnanti del Musée du Louvre (RF 2290). Oltre alle tipiche anatomie femminili di Puvis, si osserva in quest’ultimo un paesaggio che richiama la nostra opera, caratterizzato da alberi con rami nodosi e chiome diradate. Questa atmosfera autunnale non è solo coerente con la sua cifra stilistica, ma si allinea anche allo spirito meditativo dell’artista, incline a rielaborare la classicità greca e a trasfonderla nei sentimenti di contemplazione tipici della sua pittura.

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Pierre-Cécile Puvis de Chavannes

(Lione, 14 dicembre 1824 – Parigi, 24 ottobre 1898)

Quattro bagnanti

Tecnica mista su carta (pastello, acquerello, carboncino e penna)

Cm 23 x 29



Pierre-Cécile Puvis de Chavannes occupa una posizione di rilievo nel panorama artistico francese del XIX secolo, distinguendosi quale interprete originale della rinascita dell’arte murale e come figura anticipatrice del simbolismo. Proveniente da un ambiente borghese colto, dopo una formazione umanistica e un iniziale orientamento verso l’ingegneria, intraprese la carriera artistica a Parigi, frequentando per periodi brevi ma significativi gli atelier di Delacroix, Couture e Chassériau. Pur assimilando elementi da ciascuno di questi maestri, sviluppò presto un linguaggio personale, improntato a una severa disciplina formale e a una poetica di essenzialità narrativa.

La sua attività si concentrò soprattutto nella decorazione monumentale, ambito in cui raggiunse una statura esemplare. Fin dagli anni Sessanta dell’Ottocento, con le tele Porte de l’Orient e Porte de l’Occident per il Museo di Marsiglia, Puvis rivelò un originale equilibrio tra forma classicheggiante e sensibilità moderna. Tale sintesi trovò pieno compimento nei cicli destinati a importanti complessi pubblici: al Museo di Belle Arti di Lione realizzò Il Bosco Sacro caro alle Arti e alle Muse (1883–1884), che divenne uno dei manifesti più alti della sua visione idealizzante; alla Sorbona eseguì Le Arti e Le Scienze (1887–1889), opere nelle quali la misura compositiva e il carattere allegorico conferiscono al programma decorativo un tono di rigorosa monumentalità; per l’Hôtel de Ville di Parigi elaborò una serie di pannelli dedicati alla continuità storica e morale della città.

Particolarmente prestigiosa fu inoltre la commissione del Panthéon, dove tra il 1874 e il 1890 Puvis dipinse cicli celebrativi della missione spirituale e civile della nazione francese, confermando la sua capacità di interpretare la decorazione pubblica come luogo di educazione visiva e di costruzione identitaria. Negli anni maturi, la crescente reputazione internazionale gli valse anche incarichi all’estero, tra cui la celebre Arcadia (1883–1896) per la Biblioteca di Boston, esempio paradigmatico della sua estetica armonica e atemporale.

L’opera qui presentata raffigura un gruppo di bagnanti ambientate in un paesaggio boschivo presso uno specchio d’acqua. La composizione, realizzata con tecnica mista (probabilmente carboncino, gessetto e tocchi di colore ad acquerello o gouache), si articola attorno a due grandi alberi che definiscono lo spazio e creano una sorta di quinta naturale.

In primo piano, sulla destra, si distingue una figura femminile nuda, colta nell’atto di chinarsi leggermente in avanti mentre stringe un drappo. Il corpo, modellato da una linea energica e da velature cromatiche leggere, suggerisce il gesto intimo e quotidiano dell’asciugarsi dopo il bagno.

Sul fondo compaiono altre bagnanti avvolte in panneggi chiari: due, a sinistra, sostano vicino al tronco dell’albero, mentre una solleva il braccio in un gesto che può alludere al chiamare o richiamare l’attenzione delle compagne; un’ulteriore figura, appena percepibile sulla destra, sembra affacciarsi tra i tronchi. Il paesaggio è reso con toni bruni, ocra e grigiastri, mentre la superficie del lago, più chiara, illumina la scena con i suoi riflessi.

Si possono istituire paralleli con altre opere grafiche di Puvis de Chavannes, noto per aver elaborato i suoi soggetti attraverso una serie di studi preparatori, ripresi e talvolta completati in versioni successive, fino al conseguimento della stesura definitiva del dipinto.

Il disegno in esame presenta una stretta affinità con l’esemplare delle Bagnanti (o Lavandaie) conservato presso il Metropolitan Museum of Art (Met). In tale opera, la linea corsiva e vibrante dello schizzo iniziale viene gradualmente ingentilita e modellata grazie all’integrazione del carboncino e di delicate acquerellature.

Un ulteriore termine di paragone significativo è il disegno delle Bagnanti del Musée du Louvre (RF 2290). Oltre alle tipiche anatomie femminili di Puvis, si osserva in quest’ultimo un paesaggio che richiama la nostra opera, caratterizzato da alberi con rami nodosi e chiome diradate.

Questa atmosfera autunnale non è solo coerente con la sua cifra stilistica, ma si allinea anche allo spirito meditativo dell’artista, incline a rielaborare la classicità greca e a trasfonderla nei sentimenti di contemplazione tipici della sua pittura.

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Michaela Scharnreithner
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